Nuovo film-mediometraggio del regista Rocco Cosentino

La Repubblica News, 24 novembre 2009

Dopo aver fatto parte, in questi giorni, della prestigiosa Giuria Tecnica di Qualità della XIV Edizione di MEDIASTAR, il Premio Tecnico della Pubblicità Italiana nella sezione Televisione e Cinema che si sta svolgendo a Milano per l''elezione del migliore spot e produzione pubblicitaria del 2009, il regista Rocco Cosentino di In-Video production, si appresta a tornare sul set. E'' infatti pronta la sceneggiatura del nuovo mediometraggio prodotto sempre da In-Video production dal titolo (provvisorio) "L''amore è proprio una cosa meravigliosa" Le location sono state individuate in Veneto nei comuni di Resana (TV), Castelfranco Veneto (TV), Bassano del Grappa e Rosà (VI) e Rovigo (RO). Il soggetto, con spunti presi da una storia vera, è la difficile convivenza dei giovani sposi obbligati, per scelta o per necessità, a condividere l''abitazione con i propri genitori. Situazione molto presente nella regione Veneto che determina un alto indice di separazioni e divorzi con le evidenti problematiche conseguenziali. A breve Cosentino parteciperà alla serata di presentazione del suo ultimo mediometraggio dal titolo PSICHE (segnalato dalla critica Festival “Corti sul lettino” 2009 Cinema e psicanalisi a Napoli e inserito nel Marché du Corte-metrage al festival du Court-Metrage de Bruxelles 2009) che si terrà presso la Sala ex Convento di San Francesco a Pordenone (PN) e che sta riscuotendo interessanti consensi di pubblico. La serata, aperta al pubblico, è patrocinata dal Comune di Pordenone e dall''Associazione Teatrale ORTOTEATRO e si svolgerà il giorno venerdi 04 dicembre 2009 alle ore 21.00. Saranno ospiti le autorità cittadine, gli attori e lo staff tecnico.
Info: In-Video production - Via Belvedere 11 - 35013 Cittadella (PD) rocco@cosentinomovie.it - web: www.cosentinomovie.it

Bollywood in Italia

Dal Gargano a Venezia fioriscono i set. "Per gli indiani ricchi è una scoperta"

Da "La Repubblica" di giovedì 19 novembre, di Maria Pia Fusco

Da almeno un anno si moltiplicano le troupe impegnate nel nostro paese. "Piacciono i nostri paesaggi forti. Portano molto lavoro anche ai nostri tecnici, ma soprattutto sono un'occasione di incontro importante".


thumb_la_repubblica_bollywoodBollywood ha scoperto l'Italia. Tutto è cominciato in Puglia l'anno scorso a primavera, quando i produttori del film Bachna ae haseeno (Beware, o beautiful ones) sono arrivati nel Gargano, a Baia delle Zagare, luogo ideale per ambientare la sequenza in cui Raj, dopo un inseguimento di anni in tutta Europa, ritrova Radhika, la ragazza che aveva amato e che aveva lasciato per inseguire frivoli sogni di libertà. II film ha portato in Puglia — si è girato sia nel Gargano che nel Salento, poi anche a Capri, Roma e Venezia — una troupe di almeno un centinaio di persone e Yash Chopra, it piu grande produttore di Bollywood, che ha utilizzato i servizi dell'Apulia Film Commission, con cui ha stabilito un rapporto di collaborazione destinato a durare nel tempo.
Bachna ae haseeno e stato un grande successo in India ed servito da richiamo per altri produttori. Net giro di un anno si sono girati altri due film, Kambakht Ishq con riprese a Vicenza e a Venezia, e Housefull ancora in Puglia, a Bari e nel Gargano, entrantbi con protagonista Akshay Kumar, una delle star più acclamate in patria. «Sono tutti attori professionali, ma il livello di divismo è altissimo. Sono vere star, sul set restano isolati, serviti e riveriti, non si mischiamo mai con gli altri. Sono venerati, per vedere Kumar sono arrivati sul set tutti gli indiani della zona», racconta Leonardo Angelini, che segue le produzioni per l'Apulia Film Commission. Secondo lui «le riprese in Italia portano vantaggi economici e lavoro a molti nostri tecnici che entrano nella troupe, ma sono anche uno scambio di conoscenza importante, ci si incontra con diverse religioni, hindi, parsi, islam».
Il tramite tra Bollywood e l'Italia e Giulia Salvadori della Scrix Productions, attualmente in India per organizzare prossime produzioni di film e pubblicità nel nostro paese. «Il cinema indiano ha bisogno di immagini forti e di paesaggi dal forte impatto emozionale, l'Italia per loro è stata una scoperta molto importante. I film raccontano storie di oggi, in genere i personaggi sono ricchi, si permettono di viaggiare, oppure si sono affermati all'estero. E c'e sempre una storia d'amore».
Sono amori travagliati, lui e lei che si amano ma si separano per un altro o per un'altra, per un equivoco o un presunto tradimento, balli e canzoni esprimono dolori ed emozioni, fino al sofferto happy end. Sono anche amori molto casti, «lui e lei si avvicinano, vedi i profili che si sfiorano, noi italiani della troupe aspettiamo il bacio. Macché, arriva la musica e cantano».
L'incontro tra Bollywood e l'Italia è anche un veicolo molto importante per il cineturismo e il turismo in generale. Ogni giorno 23 milioni di indiani vanno al cinema, gli attori e le attrici sono paragonati a divinità viventi, idoli capaci di influenzare le svelte dei consumatori», dice Salvatore Ianniello dell'Enit. «A luglio é uscito Khambakht Ishq, ed é gia considerato il secondo incasso nella storia del cinema indiano, c'é grande attesa per Housefull che uscirà l'anno prossimo. Abbiamo cercato di costruire una rete di rapporti con i principali produttori, l'interesse per il nostro paese é crescente, non passa settimana che non ci sia una richiesta di aiuto. Secondo gli operatori del settore, la visibilità delle bellezze italiane sul grande schermo ha fatto crescere la domanda turistica verso il nostro paese».
Del resto il collegamento tra Bollywood e il cineturismo viene da lontano. «L'ente del turismo britannico ad esempio anni fa ha fatto stampare una carta dell'Inghilterra su cui venivano indicate per il turista indiano le location dei film più importanti. Noi siamo agli albori, ma molte persone mi chiedono informazioni sui vari paesaggi di sfondi ai film girati in Italia», ricorda Ianniello ed e molto probabile che se l'elite indiana conosce bene le grandi citta d'arte, Alberobello o Vieste o Vicenza saranno mete prossime del turismo indiano in Italia.

Veneto, set per il cinema, da 007 a drammi indiani

(ANSA) - VENEZIA, 12 NOV - Il romanticismo di 'Anonimo veneziano', la comicita' di 'Viaggi di nozze' o l'avventura di '007 Casino' Royale': non vi e' genere cinematografico che non abbia visto Venezia come palcoscenico naturale delle riprese, in interno ma soprattutto in esterno.

Tutto da quantificare il ritorno turistico delle immagini proiettate in cinematografi e televisioni di tutto il mondo, ma e' indubbio che il Veneto intenda sfruttare in chiave promozionale il richiamo dei suoi 'set' naturali e architettonici.

Dopo un dibattito durato vari anni, la Regione Veneto ha varato una legge sul cinema che prevede incentivi alla produzioni locali e il rafforzamento dei 'poli' gia' esistenti di Venezia e Vicenza, insieme all'avvio di altrettante realta' a Padova e Verona. Oltre ad un sito internet dedicato al 'Veneto Film Commission', la struttura regionale e' stata arricchita da due guide alle location e alle produzioni, pensate per agevolare chi voglia immortalare sulla pellicola le immagini piu' suggestive della regione. Navigando on-line e' possibile visualizzare i profili artistici degli attori che vivono o lavorano in Veneto. Nell'ambito dello sviluppo di questo settore, e' stato elaborato uno studio di fattibilita' che punta a creare un centro di produzione veneta che dovrebbe trovare ospitalita', in base ai progetti, nel Parco tecnologico 'Vega' di Marghera.

Venezia e Vicenza sono le due realta' locali che sino ad oggi hanno mostrato le maggiori 'performance' filmiche a livello regionale, grazie al richiamo turistico della loro particolarissima cornice architettonica. A fare da apripista e' stata la citta' del Palladio, dove opera da tempo una Film Commission che ha scommesso, investendo in fiere e contatti all'estero, sul richiamo turistico di cinema e tv. Vicenza ha immortalato la sua immagine in uno degli ultimi film indiani, 'Incredible Love' per la regia di Sabir Khan, e nell'italianissimo 'Blind Maze' di Heater Parisi. Ai produttori di film viene offerto un pacchetto alla scoperta dei 'set' vicentini che include l'alloggio (per un massimo di tre persone e per una durata non superiore a quattro notti), il trasporto e i pasti gratuiti, oltre all'assistenza durante le visite esplorative delle location. ''I produttori - sottolinea Vladimiro Riva, direttore di Vicenza Film Commission - sono interessati alle ville palladiane, ai paesaggi che fanno sognare le platee indiane, ma anche le fabbriche dismesse e i centri storici ricchi di storia e di vivacita'''. Molta strada, per Riva, resta ancora da fare: ''accanto agli incentivi economici - sottolinea - occorre saper prevedere altri servizi: dalle concessioni per i plateatici ai cineporti''.

A Venezia e' attivo uno 'sportello cinema' che opera all'interno dell'assessorato attivita' produttive del Comune. oltre a fornire informazioni logistiche a chi vuole imprimere sulla pellicola l'immagine del capoluogo lagunare, la struttura, avviata nell'ambito del progetto europeo Villes Cinema, provvede al rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione delle riprese o dei set fotografici. ''Avere una legge regionale era fondamentale - rileva Guido Cerasuolo di Mestiere Cinema, impegnata in film internazionali come Star Wars o le pellicole di 007 - e l'approvazione e' un ottimo passo ma siamo in ritardo, serve una strategia di sviluppo del settore per recuperare il tempo perduto''.

Il Veneto avrà la sua cinecittà

Articolo apparso sul Sole 24Ore Nordest del 4 novembre 2009
Riporta anche l'intervento del direttore di Vicenza Film Commission Vladimiro Riva sulla legge regionale recentemente approvata in materia di "sistema cinema".
Leggilo qui

 

Cinecittà?Meglio incentivare talenti locali

Intervento del Direttore di Vicenza Film Commission, Vladimiro Riva, in risposta all'articolo di Giuseppe Favretto "Una cinecittà per il Veneto".

Dal: Corriere del Veneto, venerdì 23 ottobre 2009

caro Direttore,
ho letto con attenzione il fondo di Giuseppe Favretto "una Cinecittà per il Veneto - valorizzare le produzioni locali" apparso domenica sul suo quotidiano.
Innanzitutto corre l'obbligo di ricordare che, dopo un lavoro durato ben 4 anni, il Consiglio regionale del Veneto ha votato la legge sul cinema, che prevede incentivi alle produzioni e riconosce le film commission a livello locale, quali sono quelle di Venezia e di Vicenza, cui presto si aggiungeranno quelle in fase di costituzione di Padova e di Verona.
Va dato atto alla Giunta regionale e ai legislatori del Consiglio di essere riusciti a portare al voto il disegno di legge, alla cui stesura, con i competenti uffici regionali, hanno dato il loro contributo i componenti di una commissione, di cui ho avuto l'onore di far parte, costituita dalla Giunta regionale ancora nel 2005, formata in gran parte da uomini di VenetoCinemaPro, l'associazione presieduta da Guido Cerasuolo e recentemente sciolta, dopo aver fornito un valido contributo e una spinta incessante.
Personalmente devo dire che sono molto perplesso su un progetto di Cinecittà veneta, già oggetto di uno studio commissionato dall'allora assessore Serrajotto e rimasta nel cassetto.
Penso piuttosto che occorra investire maggiori risorse nel fondo previsto per gli incentivi, rivolti sia alle produzioni che arrivano da fuori sia allo sviluppo di progetti cinematografici di locali e ritengo che sia interessante pensare a dei cineporti, molto utili alle produzioni e dai costi contenuti.
Vorrei poi che si riprendesse un dialogo per un programma qualificato di formazione a tutti i livelli, dai tecnici ai registi e sceneggiatori e ai location manager, già avviato con l'assessore Donazzan, che ha già dimostrato un livello molto interessato di attenzione verso il problema, che può coinvolgere un gran numero di giovani veneti.
E al cinema e all'audiovisivo in generale dovrebbero prestare attenzione, oltre che la cultura, le attività produttive e il turismo, dato che il marketing territoriale provocato da un film o da un programma televisivo è molto meno costoso, sulla base del costo-contatto, rispetto a fiere e depliantistica, ed è molto più innovativo.
Concludo ricordando che un importante imprenditore vicentino, Bruno Benetti di Itigroup di Villaverla, ha in cantiere sia interessanti progetti con la sua One Art Produzioni, ma anche progetti di formazione e di festival che non farebbero altro che bene al nostro Veneto. Lo dico sperando che le sue qualificate proposte possano trovare udienza in tempi brevi presso chi ha i poteri per decidere.
Auspico per davvero che, grazie alla settima arte e alla prestigiosa rassegna del Lido, i veneti possano collaborare e costruire, lavorando insieme per un importante futuro del cinema nel Veneto, mettendo da parte una certa attitudine a comportamenti diversi, cercando invece di valorizzare, e finanziare per davvero, persone come gli amici di Giuseppe Favretto o gli entusiasti come Ulisse Lendaro, un giovane attore-produttore vicentino.

vladimiro riva

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