ASIAGO: Ciak al telescopio per “La corrispondenza” di Tornatore

C’è stato fermento generale nei primi giorni di giugno dello scorso anno a Cima Ekar, la montagna che ospita i telescopi di INAF Osservatorio Astronomico di Padova: la sede era infatti stata scelta da Giuseppe Tornatore per girare al telescopio Copernico alcune scene del suo ultimo film, La Corrispondenza, dopo che il regista, Premio Oscar per il film Nuovo Cinema Paradiso e premiato con quattro David di Donatello per altrettante pellicole, aveva personalmente effettuato un sopralluogo qualche mese prima.

tornatore vertical

Da subito, il piano osservativo, con la preponderante presenza del telescopio e della sovrastante cupola emisferica, è apparso quale ideale scena per alcune delle riprese del film, trasformandosi per un paio di giorni in un set cinematografico. La “macchina organizzativa” era di dimensioni ciclopiche: sulla piccola strada montana che conduce a Cima Ekar sono saliti enormi mezzi, con generatori di corrente, strumentazione di ogni genere e camerini per gli attori: una visione davvero surreale di questo luogo tipicamente tranquillo e isolato!

In effetti, INAF, in particolare l’Osservatorio Astronomico di Padova con i suoi strumenti di Asiago, i più grandi telescopi ottici sul suolo italiano, ha fornito al Maestro un’ambientazione non solo verosimile, come generalmente richiesto da un cineasta, ma addirittura vera. Tornatore per girare alcune scene tra due astrofisici, una giovane e bella dottoranda e il suo innamorato scomparso non poteva trovare un luogo più realistico e al contempo suggestivo come Cima Ekar.

Al telescopio e nella sala di controllo sono state girate alcune scene con la protagonista femminile del racconto, Amy, interpretata da Olga Kurylenko. Tutto il lavoro di preparazione della scena doveva culminare con le riprese vere e proprie, da effettuare durante le poche decine di minuti crepuscolari, che delimitano la fine del giorno e l’inizio della notte, per poter avere la giusta luce in telecamera ma soprattutto per poter rendere veritiero il racconto di come avvenga l’osservazione al telescopio. Questo forse è l’aspetto che più ci ha colpiti: il dialogo che si è instaurato tra noi astronomi e tecnici, presenti in cupola durante le riprese, e Tornatore per rendere realistico l’impianto scenico e rigoroso il racconto da un punto di vista scientifico.

Nulla poteva essere lasciato al caso: dal modo in cui Amy sale la scala per avvicinare l’occhio all’oculare del telescopio, alla reale posizione che doveva avere lo strumento per puntare quel particolare resto di supernova. Ma chi ha visto i precedenti film di Tornatore conosce la cura del dettaglio e il racconto poetico ma preciso con il quale questo grande regista tesse le sue trame. Vedere però il regista al lavoro è stata per noi tutti una bella esperienza e un’opportunità per guardare con occhi nuovi il nostro telescopio.

FONTE: http://www.media.inaf.it/

Il don Rodrigo dei Berici nel nuovo film di Olmi

 

Ermanno Olmi girerà un film su Paolo Orgiano.

Il celebre regista, sceneggiatore, scenografo e produttore cinematografico italiano, che ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1978 per “L’albero degli zoccoli”, ha fatto un primo sopralluogo a Orgiano qualche settimana fa. Le malefatte di Paolo da Orgiano, il nobile vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, le cui vicende criminose avrebbero ispirato la figura del più celebre Don Rodrigo di manzoniana memoria, e il processo che ha subito dal 1605-07,hanno incuriosito il regista che lavora ad una sceneggiatura per il prossimo film.

«Ci ha rivelato che sta studiando gli atti del processo, concentrandosi su personaggi e luoghi, proprio per questo ha voluto venire dove tutto ha avutoorigine, per vedere se e come il passato sia ancora presente nella realtà di questa terra», ammette il sindaco Marco Zecchinato. Pare che la vista di Villa Fracanzan Piovene e l’amenità della campagna l’abbiano colpito al punto da lasciarsi sfuggire anche un «ritornerò». «È vero – conferma Zecchinato–, è statocolpito positivamente dall’Area Berica. Non gli abbiamo fatto vedere soltanto il nostro comune. Ci ha chiesto di poter visitare i luoghi più significativi del Basso vicentino e si è complimentato per il paesaggio, le ville ma soprattutto per la presenza dei piccoli borghi rurali». Il maestro è stato accompagnato nel suo viaggio, partito da palazzo dei Vicari per poi continuare in villa Fracanzan Piovene e finire a Toara, dove ha pranzato, da sindaco, vicesindaco e da pochi altri cittadini che da sempre collaborano con l’Amministrazione per divulgare la storia di Paolo Orgiano, protagonista indiscusso, insieme ai suoi bravi, dinumeroseviolenzee sopraffazioni a Orgiano tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento.

Ermanno Olmi non è arrivato da solo: con lui, oltre alla moglie, c’era Cla- dio Povolo,professore dell’università Ca’ Foscari, che per primo, negli anni Novanta, ha iniziato a studiare gli atti del processo a Paolo Orgiano e collegarlo ai “Promessi Sposi”, ipotizzando che il Manzoni ne fosse venuto in possesso sfruttando i suoi collegamenti con alcune delle persone che avevano fatto ricerche oavevano lavoratonelleprimesediarchivistiche, dove inizialmente era depositata la documentazione della Serenissima, o li avesse visionati di persona all’accademia di Brera o all’archivio di San Fedele, dopo che da Vienna erano arrivati a Milano. «Olmi è venuto a conoscenza del processo a Paolo Orgiano leggendo una tesi che citava i miei studi», svela Povolo. «È rimasto così colpito da questo personaggio da volerne approfondire la storia. Il film – conferma il professore – riguarderà proprio la figura di Paolo Orgiano. Siamo ancora in una fase iniziale, in cui il regista prende confidenza con i personaggi e si lascia ispirare dai luoghi». • © iL GIORNALE DI VICENZA

MASTER IN SCENEGGIATURA CARLO MAZZACURATI

L’Università di Padova promuove il MASTER IN SCENEGGIATURA CARLO MAZZACURATI per l’anno accademico 2015/2016.

Il master presenta un piano didattico articolato e completo, 300 ore di lezioni e laboratori in cui gli studenti vengono guidati da docenti e sceneggiatori professionisti nella stesura di una storia. I corsi forniranno gli strumenti del lavoro dello sceneggiatore, fatto di talento, creati-vità e tecnica narrativa. Durante le lezioni e nei laboratori i frequentanti vengono indirizzati a scoprire come si costruisce una storia, come si porta a termine, come si strutturano i colpi di scena, come si scrivono i dialoghi, come si lavora sui personaggi. In questo percorso ognuno scriverà una storia originale :dall’idea al soggetto, dalla stesura alla revisione, con le correzioni individuali necessarie ad ottenere una breve sceneggiatura.
Parte delle lezioni sarà dedicata a testi teatrali e serie televisive, adattamenti da opere lette-rarie e trasposizioni di storie disegnate.

www.beniculturali.unipd.it/mastersceneggiatura
master.sceneggiatura@unipd.it

Alle competenze e alle sinergie del Master in Sceneggiatura Carlo Mazzacurati hanno creduto realtà culturali, imprenditoriali e produttive del territorio che, con il loro contributo, soste-gno e collaborazione, hanno permesso la realizzazione del progetto: Fondazione Cassa di Ri-sparmio, Grafica Veneta, Jolefilm, Mestiere Cinema, Anec, Cinema 2000, Printmateria, Medici con l’Africa CUAMM. Con il patrocinio di Premio Campiello.

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