Film Commission e Dedalo Minosse promossi a Venezia

Focus anche sulle attività audiovisive per promuovere il territorio

Oggi negli spazi della Regione Veneto all’Hotel Excelsior,due importanti appuntamenti riguardano Vicenza.


Alle 10.30 la nuova edizione del premio Dedalo Minosse Cinema è presentata da Marcella Gabbiani e Giorgio Scianca direttori del premio. La prima edizione si è svolta a Vicenza dall’8 all’11 giugno, organizzata dall'Associazione Liberi Architetti e dall'Ordine degli Architetti di Vicenza, ospitata al Palladio Museum- Palazzo Barbaran. Non si sono solo proiettati i film vincitori ma si sono tenute conversazioni e videoproiezioni a contenuto specifico ed incontri professionali per architetti a cura dell’ Ordine. Tutto per investigare sul rapporto architettura-cinemacorposamente scandagliato nel catalogo redatto da Scianca e Steve Della Casa, La recita dell'architetto (Svpress) che ha intercettato 1583 film in cui compare un architetto.
Eora?Unanno e rotti dopo la stampa i film sono diventati 1800, svela Scianca in una cordiale conversazione. Il discorso dunque continua. E coraggiosamente il Premio intende svilupparlo uscendo dall’ambito italiano per aprirlo a un respiro internazionale, magari dedicando ciascuna edizione a una nazione “ospite”. D’altro canto tra le Proiezioni Speciali della Mostra c’è Rem, in attesissima prima mondiale (sala Volpi 9 settembre alle 17.30; 10 settembre 16.45): è il ritratto di uno dei più grandi architetti viventi, Rem Koohlaas, per la regia del figlio Tomas impegnato nella “visione ravvicinata” del modo di lavorare del padre e di chi abita le sue ideazioni. Poiché Koohlaas sr. è stato direttore della Biennale Architettura 2014 è probabile che nel film si trovino immagini relative. Il che riconduce alla vocazione di Dedalo Minosse Cinema di costituire un tramite agibile (come la passerella di Christo sul Lago d’Iseo) tra i Giardini della Biennale e il Lido della Mostra.


Oggi all’Excelsior, ma ore 15, è di scena anche la Vicenza Film Commission guidata da Vladimiro Riva, con una panoramica sulle attività per agevolare le produzioni audiovisive e promuovere l’immagine del territorio. In ambito televisivo si annoverano la serie Di padre in figlia (Rai 1), le puntate seguitissime di Ulisse, il piacere della scoperta - con Alberto Angela a Villa Fracanzan Piovene, nell’Altopiano asiaghese, al Teatro Olimpico - Voyager (Rai 2) ai Castelli di Giulietta e Romeo e Easy Driver (Rai 1) a Bassano. Alla serie britannica The Grand Tour è stata servita in tempi stretti (Brexit o non Brexit) una Piazza dei Signori gremita divulgata da The Guardian e Daily Mail; le teleimmagini andranno in onda in autunno.In ambito lungometraggi è attesa l’uscita autunnale di Diminuta, film brasiliano di Bruno Saglia girato ad Asiago, e a febbraio di Mamma o papà con la coppia Cortellesi- Albanese girato nel Vicentino da Riccardo Milani. All’incontro intervengono anche autori vicentini: Dennis Dellai, confortato dai molti spettatori del suo Oscar, e Luca Immesi che con il suo Le guerre horrende in postproduzione ha già ottenuto il Premio Leone di Vetro. Grande interesse, infine, per il Festival del Corto, patrocinato dal Comune di Vicenza e ospitato in varie sedi cittadine, che sarà presentato alla presenza del noto critico Valerio Caprara che collabora all’organizzazione.

DA IL GIORNALE DI VICENZA

 

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Approvato il nuovo DDL: FINALMENTE FILM COMMISSION

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IFC – l’associazione Italian Film Commissions accoglie con soddisfazione l’approvazione del DDL del Cinema, dell’Audiovisivo e dello Spettacolo che riconosce il ruolo delle Film Commission regionali quali imprescindibili attori della filiera audiovisiva nazionale.

L’art. 4 del DDL afferma che “lo Stato riconosce il ruolo e l’attività delle commissioni di promozione del cinema, così dette Film Commission (...) previste dagli ordinamenti regionali, nel rispetto dei requisiti previsti a livello internazionale e comunitario”. Le regioni quindi riconoscono le Film Commission quali organismi creati per favorire “la promozione del territorio sostenendo lo sviluppo economico e culturale dell’industria audiovisiva ”.
Sono precisate nel comma 4 le azioni delle Film Commission: “A tal fine detti organismi offrono assistenza amministrativa e logistica alle imprese audiovisive che decidono di operare sul territorio regionale, sostengono le iniziative cinematografiche e audiovisive che hanno luogo sul territorio regionale , la formazione artistica, tecnica e organizzativa degli operatori residenti sul territorio regionale, promuovono attività dirette a rafforzare l’attrattività territoriale per lo sviluppo di iniziative ed attività nel campo del cinema e dell’audiovisivo. ”

Stefania Ippoliti, Presidente di IFC è soddisfatta: “ Per la nostra associazione il DDL rappresenta un traguardo raggiunto: da anni si dimostra quotidianamente che le Film Commission sono una realtà imprescindibile per chi vuole fare cinema e audiovisivi in Italia; il nostro riconoscimento nella legge nazionale è fondamentale per rendere più efficace la nostra azione, più stabili ed incisive le nostre strutture e siamo certi che questo riconoscimento consentirà di valorizzare ancora di più i nostri territori”. “Con il nuovo decreto – interviene Cristina Priarone, Vice-Presidente – l’attività strategica e multiforme svolta dalle nostre strutture, che spazia dal supporto alle produzioni a promozione, formazione e internazionalizzazione del settore audiovisivo, trova in questo riconoscimento nuova forza per il raggiungimento degli obiettivi futuri e l’ottenimento di risorse strategiche.” Aggiunge Nevina Satta, Vice Presidente: “E’ importante inoltre sottolineare che nel DDL venga ribadito il fondamentale compito svolto dalle Film Commission di “gestione di appositi fondi di sostegno economico del settore, stanziati tramite la regione o la provincia autonoma, dericvanti anche da fondi comunitari: con le Film Commission si sta costruendo un modello amministrativo virtuoso ed efficace, che trova strade legittime e nuove di valorizzazione dei territori attraverso l’impegno dei fondi europei in progetti originali”.

Infine l’art. 4 sottolinea che il ruolo svolto dalle regioni a sostegno dell’imprenditoria cinematografica ed audiovisiva attraverso convenzioni con il sistema bancario , atte a favorire l’accesso al credito a tasso agevolato.

Il Coordinamento esprime un vivissimo ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto negli anni dai predecessori, dai soci, e un particolare ringraziamento per l’impegno profuso dal Ministro Franceschini, alla Direzione Generale Cinema del Mibact, alla Senatrice De Giorgi per il raggiungimento di questo importante obiettivo.

Roma, 30.01.2016   www.italianfilmcommissions.it  link COMUNICATO DEL MIBACT

 

ASIAGO: Ciak al telescopio per “La corrispondenza” di Tornatore

C’è stato fermento generale nei primi giorni di giugno dello scorso anno a Cima Ekar, la montagna che ospita i telescopi di INAF Osservatorio Astronomico di Padova: la sede era infatti stata scelta da Giuseppe Tornatore per girare al telescopio Copernico alcune scene del suo ultimo film, La Corrispondenza, dopo che il regista, Premio Oscar per il film Nuovo Cinema Paradiso e premiato con quattro David di Donatello per altrettante pellicole, aveva personalmente effettuato un sopralluogo qualche mese prima.

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Da subito, il piano osservativo, con la preponderante presenza del telescopio e della sovrastante cupola emisferica, è apparso quale ideale scena per alcune delle riprese del film, trasformandosi per un paio di giorni in un set cinematografico. La “macchina organizzativa” era di dimensioni ciclopiche: sulla piccola strada montana che conduce a Cima Ekar sono saliti enormi mezzi, con generatori di corrente, strumentazione di ogni genere e camerini per gli attori: una visione davvero surreale di questo luogo tipicamente tranquillo e isolato!

In effetti, INAF, in particolare l’Osservatorio Astronomico di Padova con i suoi strumenti di Asiago, i più grandi telescopi ottici sul suolo italiano, ha fornito al Maestro un’ambientazione non solo verosimile, come generalmente richiesto da un cineasta, ma addirittura vera. Tornatore per girare alcune scene tra due astrofisici, una giovane e bella dottoranda e il suo innamorato scomparso non poteva trovare un luogo più realistico e al contempo suggestivo come Cima Ekar.

Al telescopio e nella sala di controllo sono state girate alcune scene con la protagonista femminile del racconto, Amy, interpretata da Olga Kurylenko. Tutto il lavoro di preparazione della scena doveva culminare con le riprese vere e proprie, da effettuare durante le poche decine di minuti crepuscolari, che delimitano la fine del giorno e l’inizio della notte, per poter avere la giusta luce in telecamera ma soprattutto per poter rendere veritiero il racconto di come avvenga l’osservazione al telescopio. Questo forse è l’aspetto che più ci ha colpiti: il dialogo che si è instaurato tra noi astronomi e tecnici, presenti in cupola durante le riprese, e Tornatore per rendere realistico l’impianto scenico e rigoroso il racconto da un punto di vista scientifico.

Nulla poteva essere lasciato al caso: dal modo in cui Amy sale la scala per avvicinare l’occhio all’oculare del telescopio, alla reale posizione che doveva avere lo strumento per puntare quel particolare resto di supernova. Ma chi ha visto i precedenti film di Tornatore conosce la cura del dettaglio e il racconto poetico ma preciso con il quale questo grande regista tesse le sue trame. Vedere però il regista al lavoro è stata per noi tutti una bella esperienza e un’opportunità per guardare con occhi nuovi il nostro telescopio.

FONTE: http://www.media.inaf.it/

Il don Rodrigo dei Berici nel nuovo film di Olmi

 

Ermanno Olmi girerà un film su Paolo Orgiano.

Il celebre regista, sceneggiatore, scenografo e produttore cinematografico italiano, che ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1978 per “L’albero degli zoccoli”, ha fatto un primo sopralluogo a Orgiano qualche settimana fa. Le malefatte di Paolo da Orgiano, il nobile vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, le cui vicende criminose avrebbero ispirato la figura del più celebre Don Rodrigo di manzoniana memoria, e il processo che ha subito dal 1605-07,hanno incuriosito il regista che lavora ad una sceneggiatura per il prossimo film.

«Ci ha rivelato che sta studiando gli atti del processo, concentrandosi su personaggi e luoghi, proprio per questo ha voluto venire dove tutto ha avutoorigine, per vedere se e come il passato sia ancora presente nella realtà di questa terra», ammette il sindaco Marco Zecchinato. Pare che la vista di Villa Fracanzan Piovene e l’amenità della campagna l’abbiano colpito al punto da lasciarsi sfuggire anche un «ritornerò». «È vero – conferma Zecchinato–, è statocolpito positivamente dall’Area Berica. Non gli abbiamo fatto vedere soltanto il nostro comune. Ci ha chiesto di poter visitare i luoghi più significativi del Basso vicentino e si è complimentato per il paesaggio, le ville ma soprattutto per la presenza dei piccoli borghi rurali». Il maestro è stato accompagnato nel suo viaggio, partito da palazzo dei Vicari per poi continuare in villa Fracanzan Piovene e finire a Toara, dove ha pranzato, da sindaco, vicesindaco e da pochi altri cittadini che da sempre collaborano con l’Amministrazione per divulgare la storia di Paolo Orgiano, protagonista indiscusso, insieme ai suoi bravi, dinumeroseviolenzee sopraffazioni a Orgiano tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento.

Ermanno Olmi non è arrivato da solo: con lui, oltre alla moglie, c’era Cla- dio Povolo,professore dell’università Ca’ Foscari, che per primo, negli anni Novanta, ha iniziato a studiare gli atti del processo a Paolo Orgiano e collegarlo ai “Promessi Sposi”, ipotizzando che il Manzoni ne fosse venuto in possesso sfruttando i suoi collegamenti con alcune delle persone che avevano fatto ricerche oavevano lavoratonelleprimesediarchivistiche, dove inizialmente era depositata la documentazione della Serenissima, o li avesse visionati di persona all’accademia di Brera o all’archivio di San Fedele, dopo che da Vienna erano arrivati a Milano. «Olmi è venuto a conoscenza del processo a Paolo Orgiano leggendo una tesi che citava i miei studi», svela Povolo. «È rimasto così colpito da questo personaggio da volerne approfondire la storia. Il film – conferma il professore – riguarderà proprio la figura di Paolo Orgiano. Siamo ancora in una fase iniziale, in cui il regista prende confidenza con i personaggi e si lascia ispirare dai luoghi». • © iL GIORNALE DI VICENZA

Bassano flirta con il cinema

Un milione di euro in quarantacinque giorni effettivi di riprese. A tanto ammonta la cifra spesa nel Bassanese dalla produzione per la fiction “Di padre in figlia”. Una somma che soddisfa l’assessore alle attività economiche, Giovanni Cunico, e lo invita a rilanciare. Per i prossimi mesi, si pensa a realizzare uno spot con le immagini della fiction, per promuovere la città tra i produttori cinematografici. «Tra settembre e l’inizio di novembre – commenta l’assessore – la nostra città si è trasformata in un set cinematografico. Alla fine dell’esperienza, il bilancio è positivo da diversi punti di vista». In primo luogo, c’è il ritorno economico, testimoniato dai circa 100 mila euro spesi per i contratti dei lavoratori ingaggiati per le riprese o dai 3.300 pernottamenti del  personale dell’organizzazione in hotel e appartamenti. Ancora, i 6 mila cestini forniti per i pranzi di attori e comparse dai ristoratori locali, e le 120
auto d’epoca noleggiate per il set.
«Dagli alberghi – aggiunge Cunico – ai catering, ai trasportatori,alle agenzie immobiliari e ai vivaisti, le categorie professionali coinvolte sono state più di venticinque. Ne ho già parlato con i portavoce degli artigiani e dei commercianti, anche per capire come orientarci per il futuro». Il valore aggiunto di Bassano, però, per l’assessore è stata la capacità di accogliere e far lavorare bene una troupe cinematografica.  «A prescindere dalle cifre – rileva Cunico -, che comunque già di per sé sono un investimento, la nostra città ha dimostrato di poter accogliere e ospitare al meglio una troupe cinematografica. Il test delle settimane scorse è stato superato più che bene e da qui contiamo di partire per collaborazioni future».

In sostanza, l’assessore vuole far conoscere Bassano come set per il grande e piccolo schermo. In questo senso, un aiuto fondamentale potrebbe arrivare dalla produzione di “Di padre in figlia”. «Tempo qualche mese – spiegaCunico – e potrebbe esserci uno spot di un minuto e mezzo, due minuti al massimo, con protagonista Bassano. L’idea è intrecciare immagini della fiction con riprese del backstage, in modo che si vedano la lavorazione e i risultati. Vogliamo far capire che in zona c’è una filiera già pronta e che eventuali produzioni sono benvenute». Tutto questo, in attesa dei risultati sul fronte turistico, dopo la messa in onda. «Esperienze vicine a noi - chiude l’assessore - dimostrano
che le produzioni televisive funzionano bene anche come volano turistico. Il caso più eclatante è quello del lago di Braies che da alcuni anni, nelle giornate estive, raccoglie centinaia di visitatori che vanno a vedere la capanna di Terence Hill.

Per vedere Bassano sugli schermi dovremo attendere probabilmente l’autunno del 2016. Date le premesse, però, contiamo in un impatto importante».

IL GIORNALE DI VICENZA,14/11/2015

Presentazione dei 12 progetti che hanno partecipato al primo workshop di Biennale College – Cinema

primo workshop a Venezia dal 3 all'11 ottobre 2015

12 | 10 | 2015
due ulteriori workshop per i 3 team finalisti

La Biennale di Venezia annuncia la presentazione dei 12 progetti che hanno partecipato a Venezia, dal 3 all'11 ottobre 2015, al primo workshop della 4a edizione di Biennale College – Cinema (2015 – 2016). Introducono i lavori della giornata, lunedì 12 ottobre 2015 a Venezia nella sede della Biennale a Ca' Giustinian (Sala delle Colonne), il Presidente Paolo Baratta e il Direttore del Settore Cinema Alberto Barbera.

· Biennale College – Cinema >>
È l'iniziativa della Biennale di Venezia che promuove nuovi talenti per il cinema offrendo loro di operare a contatto di maestri, per la realizzazione di lungometraggi a micro budget. Biennale College è un'esperienza innovativa e complessa che integra tutti i Settori della Biennale di Venezia.

· La Call internazionale della 4a edizione
I 12 progetti della 4a edizione 2015/2016 sono stati selezionati a seguito di una Call internazionale lanciata il 12 maggio scorso, a seguito della quale sono pervenute 170 domande. Complessivamente, nel corso delle prime quattro edizioni di Biennale College – Cinema sono pervenute oltre 1.000 domande da ogni parte del mondo.

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Fiction Rai: Di tutto, di più

Dietro le quinte della fiction di RaiUno "Di Padre in Figlia", che sarà girata a Bassano, c'è sempre e ancora lui: il presidente degli Albergatori Roberto Astuni. Intervista a ruota libera su tutti i retroscena. E sul caso Nardini...

di Alessandro Tich

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Di tutto, di più. E' il celebre slogan di mamma Rai. Ma potrebbe benissimo essere anche il motto di Roberto Astuni, contitolare del Bike Hotel Alla Corte in città, la cui attività di imprenditore e le cui plurime cariche nella vita pubblica locale - in veste di presidente degli Albergatori di Bassano, di presidente del Consorzio Regionale di Promozione Turistica Pedemontana Veneta e Colli, di promotore del tavolo di marketing territoriale Territori del Brenta e di consigliere del Consorzio Vicenzaè - rappresentano, appunto, il “di tutto”.

Il “di più” è costituito dall'ulteriore incombenza che lo tiene impegnato, e non poco, già da diversi mesi: quella di figura di riferimento per l'organizzazione logistica della fiction di RaiUno “Di Padre in Figlia”, per la regia di Riccardo Milani su soggetto di Cristina Comencini, che racconta le vicissitudini di una famiglia di produttori di grappa e che sarà girata, a partire dai prossimi giorni, qui a Bassano. 
E così, anche se il suo nome forse non apparirà nei titoli di coda, Astuni fa ormai parte - e a pieno titolo - del cast. Presidente Astuni, come è nato questo suo coinvolgimento nell'organizzazione della fiction?
“La scorsa primavera la BiBi Film, che è la casa di produzione, ha presentato a Vicenza Film Commission una richiesta di supporto economico e organizzativo, perché intenzionata a girare una fiction a Bassano. In qualità di consigliere di Vicenzaè, di cui Vicenza Film Commission è un ramo operativo, sono stato immediatamente informato di questo evento. Come Vicenza Film Commission ci siamo subito messi a disposizione e abbiamo avuto un primo incontro col regista Riccardo Milani, col direttore di produzione Luca Bitterlin e con lo scenografo Maurizio Leonardi. Sono venuti a Bassano, sono stati qua cinque giorni per un sopralluogo e io ho accompagnato questi signori in giro per la città. E' stato un semplice sopralluogo tecnico. Rientrato a Roma il regista ha dato l'ok, perché ha trovato in Bassano la città ideale per questa fiction. La storia era stata scritta per Bassano, ma nel caso l'esito del sopralluogo fosse stato negativo avrebbero cambiato l'ambientazione della vicenda, probabilmente in Piemonte. Quindi la produzione ha chiesto insistentemente un contributo economico a Vicenza Film Commission, che può erogare un sostegno per il tramite della Regione. C'è infatti una legge nazionale che impone alle Regioni di dedicare riserve destinate al cinema.”

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Napolitano rivive la storia del padre nel film di Olmi

L´altra sera a Roma le più alte cariche dello Stato hanno ammirato la pellicola sulla Grande Guerra Vicenza Film Commission guida il gruppo berico

giovedì 06 novembre 2014 CRONACA, pagina 24

Antonio Di Lorenzo
ROMA

olmiQuando ha visto le prime immagini di Torneranno i prati scorrere sullo schermo, il Presidente Napolitano deve aver scorto in quel giovane tenente raccontato da Ermanno Olmi il volto riflesso di suo padre. Giovanni Napolitano, avvocato partenopeo e padre di Giorgio, la Grande Guerra la combatté proprio sull´Altopiano: fu sottotenente a cima Valbella. Quando tornò, nel 1919, scrisse un libro: “La volontà di vivere” per raccontare le sofferenze di quegli anni. Perché negli occhi dei suoi soldati vide quegli stessi sguardi stanchi, sfiniti, sfiduciati che Olmi dilata - grazie anche alla splendida fotografia del figlio Fabio - nei primi piani del film che si sofferma sui dettagli della vita in trincea e su quei volti di poveri soldati, infreddoliti, dimenticati dai generali e della Storia. Ha testimoniato il regista: «Ho voluto girare a 1800 metri per avere i veri volti del freddo». E al termine della prima, è rimbalzato il commento del protagonista, Claudio Santamaria, che abbraccia il ventisettenne Alessando Sperduti, il tenentino del film che nel foyer piange come un bambino: «Siamo rimasti quasi congelati per le riprese. I piedi non li sentivamo più. Ma la forza che ci ha trasmesso Ermanno in questo lavoro è stata straordinaria».

L´altra sera all´auditorium della Conciliazione, il Capo dello Stato era seduto al posto d´onore, assieme alla moglie Clio, per la prima del film di Olmi, una celebrazione antiretorica della Grande Guerra, girato sull´Altopiano, poco distante da casa sua. E in pellicola, alla faccia del digitale. A fare da corona al Capo dello Stato c´era mezza Repubblica, con i presidenti del Senato e della Camera, Grasso e Boldrini, il presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro, un buon numero di ministri, da Giannini a Franceschini. Folla dell´Italia del giornalismo e della cultura. Due nomi per tutti: Fabiola Gianotti, fresca di nomina a direttore del Cern di Ginevra, e Gabriele Salvatores. Il premio Oscar commenterà con parole di elogio il film: «Mi è piaciuta molto la poesia che trasmette, il distacco dalla pura cronaca per toccare sentimenti e discorsi più profondi».

Il film è quasi tutto in dialetto veneto, con sottotitoli in italiano. Risuonano i nomi a noi familiari, quelli dei soldati cui non saranno mai recapitate le lettere arrivate al fronte: Cortese, Menegozzo, Scaggiari, Fabris, Zonin, Carollo. Scorrono le immagini: gli ordini assurdi cui un capitano disobbedisce, le bombe che fanno tremare la trincea, la morte inflitta dai cecchini, quella cercata per suicidio, «perché è meglio morire qui che là fuori come bestie».

Il film, quasi senza musiche (tranne la tromba finale di Paolo Fresu) e quasi tutto in bianco e nero, arriva al cuore di milleottocento invitati, compresso un folto gruppo di asiaghesi, giunti in pullman e ripartiti all´una e mezza di notte, con in testa il sindaco Roberto Rigoni Stern, che pure ha avuto un piccolo ruolo nel film. Asiaghese di nascita e primario al San Bortolo di ematologia, c´è anche Francesco Rodeghiero assieme alla moglie Laura. Dopo qualche incertezza sull´assegnazione dei posti, che l´ha fatto parecchio arrabbiare, ha trovato la poltrona anche il vicepresidente del Veneto, Marino Zorzato, e il presidente del teatro Stabile del Veneto, Angelo Tabaro più un paio di senatori.

C´era anche un gruppo di vicentini, organizzati da Vicenza Film Commission, presente con Valdimiro Riva e Carla Padovan, che ha sostenuto l´impegno di Olmi: il sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, Achille Variati (che ha celebrato il maestro vicentino dopo aver passato mezza giornata a litigare con il premier Renzi sui quattrini che le Province non hanno più) e il suo capo di Gabinetto, Dino Secco.
Olmi è presente con un videomessaggio che è una dicharazione d´affetto incondizionata verso il Capo dello Stato: «Ho sempre creduto di essere stato un raccontatore o comunque un artigiano del cinema - spiega seduto accanto al letto della sua stanza al San Raffaele di Milano -. Ho scoperto tardi che la mia vera vocazione è di essere popolo. E noi, popolo, caro Presidente Napolitano, la amiano moltissimo e le vogliamo bene». Elisabetta Olmi testimonia che il Presidente ha assicurato che telefonerà la mattina successiva al papà per ringraziarlo di queste parole.

Il film è dedicato al padre, che a 19 anni si arruolò nei bersaglieri, conobbe gli orrori del Carso e del Piave e raccontava al piccolo Ermanno piangendo quanto aveva sofferto nella Grande Guerra. 
La sua morale è quella del film, racchiusa nella frase conclusiva che appare nell´ultimo fotogramma: «La guerra è una brutta bestia, che gira per il mondo e non si ferma mai». Parole di Toni Lunardi, il pastore altopianese che con Tullio Kezich e Mario Rigoni Stern, e naturalmente Olmi, sceneggiò “I recuperanti” nel 1970. Dopo 44 anni, il cerchio si chiude. Olmi ritorna a quella guerra, con una consapevolezza antica ma nuova: la logica antimilitarista non basta, dobbiamo uscire dal tradimento della verità che ci ha reso finora complici: «La guerra è la più grande stupidità dell´umanità».

DA "IL GIORNALE DI VICENZA"

Ciak, si gira a Vicenza L´Olimpico è carioca

Produzione brasiliana in città per le riprese del film “Diminuta” «Gioielli da far conoscere»

Il teatro Olimpico, ponte San Michele e il Conservatorio “Pedrollo” si trasformano in set cinematografico.
Cresce la curiosità intorno a “Diminuta”, la produzione brasiliana ambientata in Veneto e che racconta la storia di Cristian, un musicista carioca alla ricerca delle sue origini asiaghesi. Meglio, tranne Asolo e Padova, a quanto pare i paesaggi sono tutti nel Vicentino, sparsi tra il capoluogo, Bassano, Asiago e Marostica.

«Abbiamo scelto di girare negli ambienti meno noti del Veneto», spiega sorridente la produttrice Carla Luzzati, passaporto brasiliano ma antenati italianissimi. «In Brasile tutti apprezzano Venezia o Verona, ma nessuno conosce Vicenza e i suoi gioielli architettonici - dice -. Speriamo di incuriosire i brasiliani su questa terra e stimolarli a visitarla».

L´altra produttrice è Erica Bernardini, che come Luzzati vanta radici tricolore.
«È un film low budget - osserva - ma che offre ampio spazio ai giovani. Giovane il regista, Bruno Saglia; giovani gli attori; giovani le comparse; giovane la troupe, composta in gran parte da italiani». Sullo sfondo però un sogno: «La nostra ambizione è presentare la pellicola al Festival del cinema di Venezia», ammette sottovoce, scaramantica Carla Luzzati.

Le riprese di “Diminuta”, “Miniatura” in italiano, proseguiranno nel Vicentino ancora per tre giorni. Poi avverrà il montaggio e la post produzione.
«Stanno girando le scene conclusive, ambientate proprio all´Olimpico», rivela Luzzati accennando a quella sorta di formicaio impazzito che è il set, tra operatori, comparse, addetti alle luci e al suono, truccatori. Poi indica un uomo. «Lui è Reynaldo Gianecchini, il protagonista. È uno degli attori più quotati oggi in Brasile».

Per inciso, l´artista è conosciuto anche dal pubblico italiano. Quello femminile, s´intende.
«Oltre a essere stato un modello ha recitato nelle telenovela! s “Terra nostra” e “Passione”», spiega la produttrice.
«Riporterò in Brasile il calore dei vicentini e il ricordo della loro ospitalità - chiosa Luzzati - e non smetterò mai di ringraziare la Regione, la Vicenza Film Commission, i Comuni che ci hanno ospitato e tutte le persone che ci hanno aiutato a lavorare al meglio». Sì d´accordo, ma questi vicentini avranno pure un difetto o no? Per la prima volta Carla Luzzati distoglie lo sguardo, quasi imbarazzata.
«Sono puntualissimi e guai a sbagliare orario. A proposito, entro le 14 dobbiamo finire di girare o ci chiudono dentro», scherza. È l´ultimo sorriso che vale un congedo; è il cinema, bellezza.

© IL GIORNALE DI VICENZA

La grande bellezza è anche Popolare

CINEMA & BUSINESS. L´istituto di credito ha investito 2,5 milioni nella realizzazione del film vincitore del Golden Globe
E ora BpVi è nella produzione di "14 - 18" di Ermanno Olmi

AGEVOLAZIONE. Il credito d´imposta è riconosciuto a investitori estranei alla "filiera" del cinema che possono essere incentivati ad investire nel cinema. A tali soggetti è riconosciuto, fino all´importo massimo di un milione di euro per ciascun periodo d´imposta, un credito d´imposta nella misura del 40% dell´apporto in denaro effettuato.
(Il Giornale di Vicenza 15/1/2014)

Quello spot dei camionisti è made in Vicenza

LA CURIOSITA´. Il video ha vinto il concorso patrocinato dal ministero dei Trasporti e gira dal dicembre scorso su La7, canali Sky e reti Mediaset.Protagonista un bimbo di 4 anni «Girato a casa di amici a Piovene»

Il bambino di 4 anni sul mini-camion di cartone porta il biberon alla mamma in cucina, gli occhiali al papà in salotto, si fa riparare una ruota dal nonno e poi porta un fiore alla sorellina sorridente. Tutto in 30 secondi: la durata dello spot che dal dicembre scorso gira su La7 e tutti i canali Sky e Mediaset e nelle sale cinematografiche. Spot che ha vinto il concorso promosso dall´Albo degli Autotrasportatori e patrocinato dal ministero dei Trasporti per «ricordare agli italiani l´importanza del settore per lo sviluppo del Paese». E girato in un pomeriggio in casa di amici a Piovene Rocchette, visto che è tutto made in Vicenza.
Il regista e sceneggiatore infatti è Corrado Ceron, 33 anni, autore di corti e lungometraggi anche premiati. Con lui Alberto Marchiori (fotografia), Silvia Bortolazzo (organizzazione) e Filippo Rinaldi (musica). E la voce di Matteo Rinaldi, giornalista ed esperto di comunicazione che di mestiere non fa il doppiatore e ha registrato quei 30 secondi in una notte all´ultimo minuto.
«Con quel video dovevamo spiegare che l´autotrasporto è alla base della crescita dell´Italia - racconta Ceron -, e che è fondamentale per collegare le aziende tra loro. Da girare con badget ridotto all´osso. E poi chi li aveva i camion veri?». Così pochi soldi ma tante idee. E a Ceron è venuta quella del bambino che gira per casa con la macchina giocattolo a fare consegne in famiglia. «Sì, l´idea è mia, poi come faccio sempre ne parlo con i miei collaboratori e decidiamo. In tutto la troupe è di 5-6 persone».
Così scelta la storia e il titolo (“Facciamo crescere l´Italia”) tocca agli attori e alla “location”. «L´abbiamo girato a Piovene, a casa di un´amica. Prima mi hanno mandato le foto del piccolo Sebastian. Che assomiglia moltissimo al bambino di Et» ride Ceron. La mamma e il papà che si vedono nello spot sono quelli veri di Sebastian, la bambina no. 
«Non è stato per niente facile girare quello spot - sospira il regista vicentino -, Sebastian dopo il primo ciak era già stufo. E poi non andavano per niente d´accordo, litigavano continuamente, tentava sempre di picchiarla». Così tutti quei sorrisi e quell´atmosfera leggera che fa da sottofondo allo spot nasconde in realtà una piccola battaglia. Come in fondo tutti i film, lunghi o corti che siano.
Poi c´è la storia della voce: «Ci sono viaggi che cominciano all´alba..» inizia lo spot. Nella prima versione quella voce era di un´attrice amica di Ceron. Brava, impostata, tono basso. Ma quando il regista sente il risultato finale non è convinto: «Mi serviva più ironia, più leggerezza». Così Filippo Rinaldi lancia l´idea: «Proviamo con mio fratello Matteo». Prende il microfono, vanno in sala di registrazione e in una notte preparano varie versioni. E Ceron sceglie la più “semplice”. «Lo so, la gente è abituata al doppiatore classico, con il tono profondo. Ma io volevo un timbro scherzoso. Così ho scelto la versione meno impostata».
Hanno partecipato in 40 a quel contest. Lo spot vicentino ha vinto ex aequo con il video animato di Luca Simionato (“Una storia italiana”), dove Adamo ed Eva, i romani e Garibaldi con i mille si spostano in tir. Ma che si vince con il concorso? «Diecimila euro - dice Ceron -, che speriamo arrivino presto così li investiamo nel prossimo lavoro». Che è un altro concorso del ministero, stavolta del Lavoro: «Bisogna pubblicizzare il nuovo sportello on line per trovare lavoro ai giovani. Si vincono 8 mila euro, e stavolta è più elaborato. Ma ho già l´idea, è un gioco di doppi sensi...». E niente bambini dispettosi. Da Il giornale di Vicenza 5/1/2014

“Ciak si gira”, Bassano raccontata dal cinema


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«C'è una grande storia del cinema nei borghi e nei paesaggi più amati delle piccole città del Veneto, e tra questi Bassano ha un ruolo di tutto rispetto».

Inizia così “Bassano in 35mm.” il libro che Fabio Mazzocchin e Ruggero Remonato dedicano al mondo delle sale cinematografiche cittadine e ai film girati a Bassano. Libro che approda ora nelle librerie cittadine e che sicuramente sarà uno dei protagonisti del Natale editoriale bassanese. Come recita il titolo, si tratta di un libro che racconta come il cinema abbia toccato la città del Grappa ed è impreziosito da un dvd che contiene tutte le scene dei film girati a Bassano. Sono ventidue le pellicole nelle quali Bassano fa da sfondo. 
«Con questa pubblicazione - afferma Fabio Mazzocchin, uno dei fondatori dello “storico” e rimpianto CineforumOttanta del Centro Giovanile, cercheremo di condurre il lettore fra le pieghe degli scenari più suggestivi della città del Grappa per scoprire una serie di accadimenti legati a nomi di registi, attori, scrittori e sceneggiatori». 
Una città che ha avuto, fin dal primo 900, una vitalità culturale sorprendente con teatri, spazi per spettacoli e sale, come racconta Ruggero Remonato che inizia il suo viaggio recuperando le emozioni in celluloide di quei proto spettatori, attoniti di fronte alle immagini in movimento nei baracconi delle fiere. Nelle 158 pagine del volume, ricco di immagini, si incontreranno registi come Ettore Scola, Mario Soldati, Alberto Sordi, Alberto Lattuada, Tinto Brass , Richard Attenborough e perfino alcuni registi di Bollywood. Ad arricchire il volume, che uscirà inserito in una scatola che richiama l'immagine delle “pizze” cinematografiche anche le interviste a Ermanno Olmi e a Ettore Scola che nel 1969 girò “Il commissario Pepe” da sempre nell'immaginario bassanese. Completano il volume le schede di alcuni attori nati a Bassano, da Silvia Monti a Tito Gobbi, da Luigi Erminio d'Olivo a Francesca Cavallin e Monica Vallerini oltre a quella del regista Gianluigi Polidoro, oggi pressoché dimenticato ma che giusto 50 anni fa vinse l'Orso d'Oro a Berlino con “Il Diavolo” interpretato da un bravissimo Alberto Sordi. Ma in “Bassano in 35mm” c'è spazio anche per la stagione dei cineclub e dei cineforum e per l'esperienza di Ipotesi Cinema. A.F. 

IL GIORNALE DI VICENZA 11/12/2013

Arnaldo è un impiegato di banca BpV, 10 milioni per nove film

L'impegno della Banca Popolare di Vicenza nella cinematografia è ormai una realtà consolidata

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Pieraccioni (qui con Benvenuti) nel film è un impiegato della BpV

FIRENZE
In questo suo nuovo film, Pieraccioni è un impiegato di banca. Ma non di una banca qualsiasi: lavora infatti in un'agenzia toscana della Banca Popolare di Vicenza. 
Il fatto è che l'istituto di credito vicentino, attraverso la controllata Banca Nuova, ha partecipato alla produzione della nuova fatica cinematografica del comico toscano, con il quale aveva già collaborato nel 2011 per "Finalmente la felicità". Questo rapporto si è mosso sostanzialmente su due direttrici: da un lato l'indispensabile (soprattutto di questi tempi di magra per la cultura e tutte le espressioni artistiche) apporto finanziario al progetto, legato alla legge sul Tax Credit Esterno; dall'altro, è stata realizzata un'operazione di Plot Placement, tale da rendere la presenza dello sponsor un elemento integrante della vicenda narrata. 
«In un film - ha spiegato lo stesso Pieraccioni durante la conferenza stampa a Firenze, sollecitato sull'argomento - si ha comunque bisogno di un prodotto, di un servizio o altro; e questo prodotto o servizio può essere quello di uno sponsor. Se però si sposa bene con il resto del film è meglio. Così è stato per la Banca Popolare di Vicenza: c'era bisogno di immaginare Arnaldo, il protagonista, come un uomo per bene, che avesse un lavoro da brav'uomo; la scelta del bancario è stata quindi ideale e si è inserita alla perfezione nel racconto. Direi che qui è stato fatto con misura, rendendo il tutto molto naturale».
In effetti, la figura di Arnaldo impiegato di banca è credibile, e la collocazione di alcune scene all'interno degli uffici dell'istituto non stonano per nulla e non risultano "appiccicati" a forza come invece spesso capita in programmi o pellicole smaccatamente sponsorizzati, tanto da risultare irritanti.
La Banca Popolare di Vicenza, dal canto suo, ha avviato un'estesa operazione promozionale a supporto del film: l'informazione sui casting per comparse (oltre 5mila gli iscritti, tra i quali sono stati selezionati 10 partecipanti) e un concorso legato all'acquisto di prodotti assicurativi che ha permesso a dieci coppie di clienti di assistere all'anteprima esclusiva del film, incontrando Pieraccioni e il cast.
Dal 2010 ad oggi, Banca Popolare di Vicenza ha investito 10.5 milioni euro in nove film.A.A.

IL GIORNALE DI VICENZA

VicenzHollywood

martedì 29 ottobre 2013 PRIMAPAGINA, pagina 1

Non possiamo sognare una scritta bianca sulla collina di Monte Berico. Onestamente, no. I frati perderebbero la loro proverbiale mitezza. E alla Soprintendenza qualcuno avrebbe un infarto. Quella parola che regala un sogno, Hollywood, a caratteri bianchi alti 14 metri, sta bene dove sta: sulla collina di Los Angeles. Il nostro colle val bene il santuario. Eppure a Vicenza, da qualche anno in qua si sta verificando un piccolo-grande fenomeno, finora sfuggito alle analisi degli economisti: sempre più registi, sceneggiatori e troupe (tanti stranieri, molti orientali) scommettono sulla città del Palladio per i loro film. L´ultimo, in ordine di tempo, è quello cinese: ma ci sono stati anche coreani e indiani. 
In questi cinque anni dolorosi di crisi, sono stati una ventina i film girati a Vicenza, con il sostegno del Consorzio “Vicenza è” e della Vicenza Film Commission. Venti non sono pochi, specie se rapportati a una provincia come la nostra. D´accordo, si tratta di spezzoni di film più o meno lunghi. Però le scenografie vicentine, come Goffredo Parise chiamava gli scorci palladiani, si prestano bene a fare da quinta a un film. Sta di fatto che il film cinese (hanno girato anche sulla terrazza della Basilica) doveva essere una riedizione di Vacanze romane, invece hanno cancellato Roma dalla sceneggiatura e hanno preferito restare a Vicenza. Chissà se si chiamerà Vacanze venete. Di certo i nuovi Gregory Peck e Audrey Hepburn hanno gli occhi a mandorla. Ormai anche il cinema è global: sono lontani i tempi de Il commissario Pepe di Scola oppure del Don Giovanni di Losey. E noi teniamoci il primato anti-crisi della nostra piccola VicenzHollywood. 

da ANTONIO DI LORENZO @Il giornale di Vicenza

E sul set ecco la star, lo statuario Hu Bing

CINEMA. Fino a domenica le riprese in città e provincia della maxi troupe che sta girando una rilettura di “Vacanze romane”: uscita il 14 febbraio E sul set cinese ecco la star, lo statuario Hu Bing
Vicenza si vedrà più di Roma «Tante location e collaborazioni»
    
 
Nicoletta Martelletto
VICENZA
 
E alla fine arrivò anche la star, un metro e novanta di altezza, modello dell´anno nel suo Paese nel 1991 e poi cantante, attore e designer. Lo statuario Hu Bing ha fatto la sua comparsa lunedì sera a Vicenza sul set del road movie “My roman holiday” che ha portato in città una maxi produzione cinese. Il quarantaduenne che ha sfilato sulle passerelle di Louis Vitton, Dolce& Gabbana e Valentino ed ha guadagnato copertine in tutto il mondo, da 1997 ha intrapreso la carriera tele-cinematografica ed è stato ingaggiato per un ruolo alla Gregory Peck nel vero “Vacanze romane” del 1953. Cinque-sei giorni di recitazione che in origine dovevano essere dislocate a Roma ma che praticamente si terranno a Vicenza, visto che da qui i cinesi non se ne vogliono andare. «Ci siamo trovati benissimo, un´accoglienza fantastica e grande collaborazione» dice Guo Xiaoqiao, 23 anni, figlio del produttore della Beijing E.Fusion Culture Communication Co Ltd. che su questa pellicola ha investito 4 milioni di euro, di cui uno per le riprese in Italia. La Beijing E.Fusion - spiega il giovane erede - è solo una delle attività di famiglia, impegnata nello sviluppo urbanistico e immobiliare di ampie zone dela Cina. 
Per il popolare Hu Bing (è ambasciatore di alcune cause umanitarie) si sono affacciati sul set a caccia di autografi molti connazionali: non si è sottratto ai fan, ha offerto pasticcini ai colleghi e poi subito al lavoro. Il ritmo della troupe (50 persone, 8 tra pullman e camion) è serratissimo: i ciak si susseguono giorno e notte. Pochissime pause, al punto da stremare tecnici e operatori italiani. La storia d´amore - la seconda di un trilogia - è una scacchiera con sei personaggi: Xia che si muove su Murano, Tina a Verona impegnata di un photoshooting alla Casa di Giulietta, Giulia a Vicenza. Proprio Vicenza farà la parte del leone in queste riprese all´estero, visto che il film è rivolto al mercato cinese, che comunque da solo è un sesto di quello mondiale. « «Mi è piaciuto girare qui - spiega il regista quarantenne Li Chen Kai, autore di vari film in patria e di un documentario in Sud Africa - Abbiamo avuto una grande attenzione per i dettagli. Questi esterni da Monte Berico ai castelli di Giulietta e Romeo fino al centro storico sono affascinanti. Nel film la vostra provincia si vedrà molto bene, soprattutto i panorami». La cucina berico-cinese e il vino rosso hanno fatto il resto.
La facilità con la quale ha potuto muoversi ed ottenere permessi e proroghe - da parte dei Comuni di Vienza e Montecchio, oltre alla collaborazione di aziende e privati - ha convinto la produzione a fermarsi a lungo, fino a tre settimane. Per questo la sceneggiatura è stata modificata sul campo. Gireranno sino a domenica, poi cinque giorni a Roma «dove sarà tutto più rallentato, ma le scene principali ce le siamo già assicurate qui» osserva Lin Jing, cinese esperta di produzioni e “ufficiale” di collegamento tra il set, la società Occhi di Ulisse e il consorzio Vicenza è che si è fatto carico di trovare tutte le location e di seguire le difficoltà logistiche del set. Il film uscirà il 14 febbraio, nel giorno di San Valentino, in 700 cinema cinesi. 
 
Da IL GIORNALE DI VICENZA

Un attentato al Duomo. Ma è solo una fiction

MONTECCHIO MAGGIORE. Ieri le riprese del film “Dark Lady” del regista Tescaro

In piazza si gira una spy story: mitra, morti e feriti

Attentato in piazza Duomo con morti e feriti…per fiction. Ieri sera a Montecchio sono state girate alcune scene della web-fiction “Dark Lady” del regista e produttore Tiziano Tescaro. Una spy story tutta al femminile - quasi interamente girata in Veneto, anche se ambientata in Siria - che dopo Schio, Bassano e Verona è approdata anche a Tel Aviv e Gerusalemme. Montecchio, però, è stata scelta per girare alcune scene clou dove era prevista della folla, approfittando del fatto che nello slargo in questi giorni è stato organizzato “Montecchio Festival Live”. La trama, infatti, prevede che proprio durante una festa la protagonista Wan Minelli, venga coinvolta in un attentato ad opera di un commando composto da quattro uomini e una donna. «Ma in questo caso - ha spiegato Tescaro - saranno due i finali dell´attentato: una meno cruenta ed un´altra, invece, dove ci saranno morti e feriti». Previsti anche esplosioni e colpi di mitraglietta. «Ma non sono stati veramente esplosi - ha continuato il regista - bensì saranno aggiunti in post produzione». 
Come, del resto, per altre scene della web fiction che racconta la storia di una ragazza soldato italo-americana (impersonata dalla Minelli) inviata in missione in Italia per recuperare una formula chimica che scienziati corrotti stanno sperimentando per la Siria.
E ieri in serata la piazza trasformata in un set a cielo aperto e, soprattutto, la presenza di attori in tenuta militare, armati fino ai denti con mitragliatori e fucili Ak 47, ha attirato diversi montecchiani che, incuriositi, si sono fermati a guardare cosa stava accadendo. 
Più di qualcuno ha deciso di fare delle foto o girare un breve video col cellulare. Molti sguardi erano diretti anche alla giovane Wan Minelli mentre “strangolava” senza paura un malcapitato attentatore, opportunamente truccato di rosso per simulare il sangue.

© IL GIORNALE DI VICENZA 12/10/2013

Ciak, film cinese sui colli.Scene d´amore nel castello

CINEMA. Proseguite a Montecchio le riprese di “My Roman Holiday”
Le riprese al castello di Romeo a Montecchio Maggiore
MONTECCHIO MAGGIORE
Il film “My Roman Holiday” che la casa di produzione cinese Beijng Fusion Culture Communication Co. Ltd. sta girando in questi giorni nel Vicentino, con l´assistenza di Vicenza film commission, uscirà in 700 cinema cinesi di 80 diverse grandi città il prossimo 14 febbraio, il giorno di San Valentino e degli innamorati. Per questo la troupe ha trascorso ieri la giornata nel Castello di Romeo a Montecchio Maggiore, per riprendere le scene più romantiche previste dagli autori.
La produzione, che è arrivata a Vicenza il 6 ottobre e ha effettuato molte visite e sopralluoghi a numerose location, ha confermato che si tratterrà fino al prossimo 21 ottobre, per poter soddisfare le esigenze del regista che ha modificato il copione per adattarlo al nostro territorio, grazie anche alle disponibilità individuate sia nel Comune di Montecchio Maggiore che in quello di Vicenza, come in molti privati e aziende che saranno set di un film che dovrebbe attirare turisti cinesi a Roma, come a Vicenza, alla ricerca dei luoghi dell´amore tragico tra Romeo e Giulietta.
© il giornale di vicenza

Vacanze romane alla cinese

CINEMA. Da qualche giorno una troupe sta lavorando in città e provincia per produrre un film che sia campione d´incassi
“Vacanze romane” alla cinese
Una storia d´amore nella “esotica” Italia: riprese a Monte Berico, nel giardino dell´Olimpico, oggi a Fimon e Montecchio. In 50 sul set
Le riprese ieri nel tardo pomeriggio nel giardino del teatro Olimpico, luogo definito molto romantico| I due innamorati si incontrano sotto gli alberi sulla salita di Monte Berico, COLORFOTO ARTIGIANA
Nicoletta Martelletto
VICENZA
Tony ama Giulia, Lin e Tina sono brilli, di mezzo un diamante rubato. Dopo indiani e coreani, ecco i cinesi. Vicenza è diventata da qualche giorno set di un film ispirato al celebre “Vacanze romane” di William Wyler che fece sognare milioni di spettatori negli anni Cinquanta. Ma “My Roman holiday”, prodotto dalla Beijing E.Fusion non è un remake: fa parte di una trilogia di impianto hollywoodiano - i cinesi pensano subito in grande - nata dopo il successo di un altro film, “Lost in Thailand” che ha sbancato lo scorso anno i botteghini. Il cinema cinese di quinta e ancor più sesta generazione ha capito che le storie di concubine e contadini non godono più il favore del pubblico e che il “girato” all´estero può essere fonte di grandissima curiosità. La pellicola di Xu Zheng che nel 2012 ha pedinato le avventure di due cinesi alla ricerca del loro capo in Thailandia è stata l´occasione per scoprire quel paese ed ha fruttato 200 milioni di dollari di incassi. L´Italia al regista Li Chen Kai è sembrato il terreno adatto ad un´operazione simile, con un taglio romantico che vedrà scene girate a Roma, a Murano, a Verona, a Vicenza e Montecchio Maggiore. Il tramite è stata la società di consulenza turistica “Occhi di Ulisse” che ha affiancato la produzione nella ricerca delle location: i titolari avevano conosciuto il consorzio Vicenza è e Vicenza Film Commission in India durante una fiera ed hanno proposto Vicenza tra le sedi delle riprese. «Un´occasione nata da un´amicizia e che non potevamo perdere - commenta Vladimiro Riva direttore della Film Commission - Abbiamo avuto poche ore di tempo per dire sì e organizzare i possibili set. Li abbiamo visti con il regista che si è entusiasmato». In un battito di ciglia, sono arrivate 50 persone, budget per le riprese italiane 300 mila euro.
A Vicenza hanno chiesto location e i permessi, i comuni di Vicenza e Montecchio hanno collaborato e così numerosi imprenditori che hann offerto le loro sedi (Bissazza e Zonin tra gli altri). eri i primi ciak a Monte Berico sotto la pioggia (il regista ha rifatto tutto col sole), poi nel giardino dell´Olimpico e davanti alla fioreria di corso Palladio. Domani si prosegue tra Fimon, l´agriturismo Riva Ratta, i castelli di Giulietta e Romeo e villa Cordellina. 
IL GIORNALE DI VICENZA

Il regista Massimiliano Zanin porta alla 79ª mostra del cinema aVenezia “IsTinto Brass”. Le motivazioni e i retroscena

martedì 27 agosto 2013 – SPETTACOLI – Pagina 49
CINEMA. Un´idea nata in una sera d´estate ad Asiago tra formaggio stagionato, sopressa e vino. E il sogno è ora realtà
Eravamo cinque amici a tavola e lì è nato il film su Tinto Brass
Un´inquadratura di “IsTinto Brass”, il film di Massimiliano Zanin prodotto con altri quattro amici| Massimiliano Zanin ha inteso omaggiare l´augusto collega Tinto Brass
Gerardo Rigoni 
ASIAGO
Un´idea che nasce attorno ad un tavolo imbandito in una sera d´estate ad Asiago. Cinque amici professionisti in vari campi che decidono di realizzare un sogno. Quel sogno è del regista Massimiliano Zanin che vorrebbe fare un film su Tinto Brass.
I cinque amici però decidono di fare di più; non solo di finanziare il film ma di creare proprio una casa di produzione cinematografica per portare avanti il sogno. 
E così nasce il Think´O Film con sede a Thiene dove un avvocato, un commercialista, due imprenditori e il regista Zanin iniziano a lavorare sul docu film dedicato a Tinto Brass. A spingere i 5 amici nell´avventura la passione per il cinema e la voglia, nonostante la crisi, di investire in cultura. Di regalare della cultura al territorio.
Un sogno che continua visto che in meno di tre anni quell´idea nato tra formaggio Asiago vecchio di malga, sopressa e qualche bicchiere di buon vino ha prodotto un film “IsTinto Brass” arrivato in concorso al 70° mostra del cinema di Venezia.
«Una vera prima per me – spiega Zanin – Questa è la prima volta che arrivo a Venezia anche se, a dire il vero, non ho avuto ancora il tempo per concedermi il lusso di godermi questo risultato. Alla commissione della mostra avevamo fatto prevenire un pre montato, certi che non ci avrebbero mai chiamato. Ma, come dice il vecchio detto, mai dire mai ed eccomi a pochi giorni dalla proiezione ancora a correre per completare tutto».
Un lavoro lungo e complicato che ha coinvolto lo stesso Tinto Brass di cui Zanin è stato assistente alla regia. E dove compaiono da intervistati Helen Mirren, lo scenografo premio Oscar Sir Ken Adam, Franco Branciaroli, Gigi Proietti, Franco Nero, Adriana Asti, Serena Grandi e altri protagonisti della nutrita produzione cinematografica di Brass.
«E´ un doveroso omaggio ad un personaggio interessantissimo e di grande cultura – racconta Zanin – Ha inventato da solo un genere cinematografico oltre a mettere in campo uno stile di regia con pochi uguali».
«Ha dovuto lottare contro una critica bigotta, contro censure inspiegabili, e nonostante ciò non si è inaridito – prosegue - Vedi come si rapporta con i tanti protagonisti dei suoi film che poi lo hanno rinnegato; pur soffrendone non li biasima perché comprende che per proseguire in questo lavoro, chi ha lavorato con lui deve cospargere il capo di cenere per fare il mea culpa».
Dopo Venezia i 5 amici hanno in programma altri progetti, sempre ambiziosi e sempre su argomenti per molti controversi.
«Due sono i film in cantiere - conclude Zanin – Il primo sul problema degli imprenditori che si uccidono; non si è mai approfondito l´argomento per capire perché uno arriva a tanto partendo dall´illustrare il legame che gli imprenditori nostri hanno con la loro azienda e con chi ci lavora. Il secondo, più difficile, riguarda il campanile di San Marco come simbolo di una città ma anche di una cultura. Partendo proprio dall´assalto dei serenissimi, forse l´ultimo atto di un popolo», è l´opinione del regista. 
Da IL GIORNALE DI VICENZA

Le truppe tedesche sbarcano in centro Va in scena “Oscar”

FILM.Questa mattina il ciak del regista Dellai
Backstage di una scena del film Oscar girata in centro a Vicenza. S.D.C.
Il centro di Schio si trasforma in un set cinematografico all´aperto. Oggi le vie Verdi, Gorzone e parte di via Carducci, ospiteranno, dal mattino fino alle 13.30 circa, tempo permettendo, la troupe del film “Oscar” del regista Dennis Dellai. I curiosi o gli appassionati di cinema potranno approfittare delle riprese all´aperto per osservare le varie fasi della realizzazione di una pellicola e carpire le dinamiche del backstage. 
In particolare, verranno ricostruiti due posti di blocco delle truppe tedesche di occupazione. Si tratta di due piccole scene, che nel film dureranno un paio di minuti e che richiederanno l´impiego di una trentina di comparse.
«Le previsioni meteo sono proibitive - dice l´aiuto regista Davide Viero - ma essendo inserti veloci e privi di dialoghi, contiamo di poter avere, nell´arco della mattinata, almeno qualche schiarita momentanea in modo da poter girare quei pochi miuti che ci servono».
Il film è liberamente ispirato alla storia del trombettista jazz ebreo austriaco Oscar Klein, che in gioventù visse al confino, con la famiglia, in un paese dell´Alto Vicentino Per permettere lo svolgimento delle riprese, fino alle 15.30 saranno quindi vietati il transito e la sosta nelle strade interessate. Potranno circolare esclusivamente residenti e frontisti compatibilmente con le esigenze delle riprese.S.D.C.

Il film Oscar spaventa il centro di Schio

SET IN CITTÀ. La pellicola ispirata al musicista ebreo Klein, sfuggito alla deportazione grazie ad una missione partigiana
Un tuffo nella storia per le riprese dell´opera del regista Dellai tra truppe tedesche e mezzi d´epoca Una folla di curiosi assiste al ciak
Ieri le vie Gorzone, Verdi e Carducci hanno fatto da scenografia per alcune riprese del film. FOTO DAL CEREDO| Dellai durante le riprese sul set di Oscar a Schio. S.D.C.
Per un giorno la città rivive le storie di guerra di settant´anni fa ed ecco apparire per le strade del centro storico militari in divisa, barricate con filo spinato e sacchi di sabbia, cappelli e abiti d´antan. Una sessantina di persone, tra attori, comparse e tecnici, ha permesso un piccolo salto nel passato, osservato da una folla attenta ed incuriosita di passanti e residenti.
Ieri mattina le vie Gorzone, Verdi e Carducci hanno fatto da scenografia per alcune riprese del film “Oscar”, del regista thienese Dennis Dellai, ispirato alla vita del jazzista ebreo austriaco, Oscar Klein, che da giovane visse al confino, con la famiglia, nel paese di Arsiero dove riuscì a conquistare la simpatia della piccola comunità, contagiando tutti con la passione per il jazz; musica proibita dal regime fascista.
Ambientato nel 1944, il film di Dellai, sceneggiato da Giacomo Turbian. racconta della rocambolesca fuga dalla deportazione del protagonista resa possibile grazie al sostegno della comunità paesana, che lo mise in contatto con una organizzazione partigiana con cui raggiunse il confine svizzero, e quindi la salvezza.
Per alcune ore le strade sono state blindate per consentire alla macchina da presa di catturare le sequenze di un punto cruciale della trama, ovvero quello in cui il protagonista viene a sapere di essere stato inserito, insieme ai suoi familiari, negli elenchi di ebrei destinati alla deportazione. 
Nonostante la drammaticità degli eventi narrati, tra un ciak e l´altro, il set era animato dal buonumore di attori e comparse che, nonostante la calura provocata dai pesanti indumenti di lana, provavano e riprovavano le varie scene sotto la guida precisa del regista. 
«Abbiamo girato una serie di immagini - ha spiegato lo sceneggiatore Giacomo Turbian - che conducono l´evoluzione della storia verso la gara di solidarietà che coinvolge tutto il paese». 
Prosegue: «A livello di produzione sono fra le ultime scene che stiamo girando. Siamo a buon punto con i lavori. È sempre piacevole utilizzare come set, valorizzandoli, i centri storici che ci circondano e che sono in grado di restituire atmosfere suggestive». 
Il film è liberamente ispirato alla vicenda Klein che riuscì a sfuggire al nazismo, diventando in seguito una delle più luminose stelle europee del dixieland.
© IL GIORNALE DI VICENZA 26/8

CON LA “500” PER SCOPRIRE GLI AGRITURISMI DEL VICENTINO

IL COSTUME. La Coldiretti attraverso “Terranostra” rilancia il settore
Un video in preparazione con due giovani attori e una guida tornata in libreria sono gli strumenti per raccontare le potenzialità delle 142 strutture
L´agriturismo, tra gastronomia e relax, è sinonimo di “ecovacanze”. La Coldiretti valorizza i 142 agriturismi associati nel Vicentino| Una “500” rossa che gira nel Vicentino è il filo conduttore del video per riscoprire gli agriturismi| Anete Dambe, lituana, e Nicolas Trentin sono gli attori del film| Un piatto di carne dell´agriturismo Zecchinati di Rotzo| La guida degli agriturismi berici| Elio Spiller, “Terranostra”
Due ragazzi con una vecchia Fiat 500 rossa tra le strade della provincia, con tanto di telecamere al seguito. L´iniziativa è di Terranostra Vicenza, l´associazione che raggruppa gli agriturismi aderenti a Coldiretti. Per far conoscere l´offerta agrituristica vicentina ha commissionato allo studio di Video Orizzonti di Zugliano una docu-fiction della durata di 3 minuti che sarà utilizzata online su social network e siti di turismo.
I due protagonisti sono Nicolas Trentin e Anete Dambe. Vicentino lui, lettone lei. Studente di giurisprudenza con la passione del canto, Nicolas è già stato protagonista di una pubblicità (per una marca di spazzolini da denti). Anete Dambe vive invece a Verona dove ha sposato Manuel De Vecchi, campione di Bmx che ha indossato i colori azzurri alle Olimpiadi di Pechino e Londra. Si sta laureando in scienze della comunicazione e lavora come indossatrice e modella. Chi ha visitato le ultime edizione di Vinitaly la ricorderà nei panni di “Vespaiolina”, come testimonial del Vespaiolo della Cantina di Breganze. «Volevamo suggerire la presenza di una coppia straniera, per dare il senso della portata internazionale delle attrattive», spiega Michele Bertuzzo, autore della sceneggiatura. Niente dialoghi nel breve video, ma solo immagini accompagnate da musica. «Il web - spiega il regista, Patrik Bertoldo - necessita di un linguaggio universale e un ritmo molto rapido. Il nostro scopo è quello di catturare l´attenzione di chi sta navigando su Internet e offrire una suggestione, attraverso le immagini, di cosa potrà trovare nella nostra provincia. Dovrà essere la molla per indurlo a cercare altre informazioni».
La vicenda si svolge nell´arco di una giornata. Dal risveglio con una colazione preparata da un agriturista, alla visita di altre strutture dove andare a cavallo, praticare trekking, assistere alle lezioni di una fattoria didattica e fare un tuffo in piscina, per finire in una cena a lume di candela. 
Nel passaggio tra un agriturismo e l´altro, gli scorci e le piazze attraversate della 500 rossa: da piazza dei Signori a piazza degli Scacchi di Marostica, dalla strada degli ulivi di Mossano alla Rotonda. «Oltre al video - spiega Elisa Scalchi, segretaria provinciale di Terranostra - c´è un portale nazionale e una app per tablet e smartphone per la ricerca degli agriturismi». 
Non c´è solo il web tuttavia per attirare i visitatori. Resiste, e si rinnova anche la carta. Da quest´anno infatti è tornata in libreria la guida agli agriturismi vicentini. Viene proposta singolarmente, oppure in un cofanetto insieme alle edizioni delle altre sei province venete. Oltre a fornire tutte le informazioni su i 142 agriturismi aderenti a Terranostra, la guida per la prima volta integra indirizzi, recapiti e prodotti venduti nei 92 punti vendita diretti delle aziende agricole e nella bottega “Campagna Amica”, così come tutte le informazioni sugli 11 mercati agricoli “a chilometro zero” attivi in provincia. «La guida vuol proporre all´ospite un valido strumento per conoscere il territorio vicentino - spiega Elio Spiller, presidente degli agriturismi di Campagna Amica - seguendo un itinerario a piedi, in bicicletta o in auto, ognuno potrà costruire la propria micro-vacanza nel verde, fatta di piatti da gustare, di prodotti enogastronomici da condividere, di incontri arricchenti che permettono di conoscere le tradizioni e il futuro dell´agricoltura e delle campagne».
Attraverso le sue 200 pagine, in italiano e inglese, si possono conoscere per ciascuna struttura le caratteristiche, i servizi offerti, i periodi di apertura e i recapiti. Molti gli operatori agrituristici che aprono la loro azienda per una visita guidata e percorsi didattici, ricreativi e culturali. Circa un terzo gli agriturismi in cui sono benvenuti i piccoli animali domestici, a volte anche in appositi spazi.
I menù sono frutto del legame con il territorio e privilegiano i prodotti aziendali, gli ingredienti della gastronomia locale e le ricette tipiche della tradizione. 
IL GIORNALE DI VICENZA 21/8/2013

Film di Olmi, vicino il sì del Comune

ASIAGO. La società Ipotesi Cinema ha presentato il progetto per la realizzazione di un lungometraggio dedicato alla prima guerra mondiale. Il sindaco Gios: «L´interesse c´è, il problema resta quello di trovare i fondi. Abbiamo già contattato vari enti, serve almeno mezzo milione di euro»
Una trincea didattica realizzata dalla Comunità montana per il museo all´aperto sul monte Zebio| Il regista Ermanno Olmi progetta un film sulla Grande Guerra
Il progetto del film sulla Grande Guerra, da girare sull´Altopiano in occasione del centenario, non è più un´ipotesi ma una realtà. In Comune di Asiago è stata ufficializzata la presentazione di una bozza di sceneggiatura che porta una firma prestigiosa, quella di Ermanno Olmi, il celebre regista che ha fatto dell´Altopiano la propria dimora d´elezione.
Sulla scrivania del sindaco Andrea Gios c´è il progetto, piuttosto dettagliato, presentato dalla società Ipotesi Cinema della figlia del regista, Elisabetta. Una proposta ritenuta molto interessante dagli amministratori asiaghesi, sia in chiave artistica, sia in quella turistica. Un film di Olmi infatti potrebbe attirare molto interesse già in fase di realizzazione, e una volta nella sale gli spettatori sarebbe incuriositi nel vedere come sono ritratti i luoghi altopianesi. Senza contare il tema stesso, la Grande Guerra, che con l´Altopiano ha un legame fortissimo.
I COSTI. L´ostacolo maggiore è però il reperimento dei fondi per sostenere i costi di realizzazione. «Stiamo parlando di una cifra importante, circa mezzo milione di euro - spiega il sindaco Gios -. Siamo comunque interessati alla proposta e stiamo valutando assieme alla Regione, e altri enti come il Film commission o istituti erogatori di fondi per lo sviluppo, come meglio provvedere alla copertura della spesa».
«Certamente il film potrebbe essere un motore turistico importante oltre a motivo di prestigio - continua Gios - Sia il turismo cinematografico legato alla visita dei luoghi dove si sono svolte le riprese, sia il turismo storico sono modelli qualificanti. Un´opera firmata Olmi convoglierebbe l´attenzione per la Grande Guerra proprio sull´Altopiano dove, ancora oggi, rimane il maggior numero di manufatti e testimonianze di quel conflitto».
Secondo quanto è trapelato, la storia parte dai ricordi di un vecchio pastore che ha combattuto sull´Altopiano, sugli stessi luoghi dove ora pascola i suoi animali. Buona parte delle riprese dovrebbero avvenire all´interno di trincee e manufatti originali ripristinati con il progetto dell´Ecomuseo; scenografie naturali che farebbero da sfondo ad “una giornata di ordinaria follia” di guerra nell´autunno 1917: morte, sofferenza, coraggio, paura.Ma anche scene buffe, attimi di riflessione, momenti di grande amicizia ed abnegazione tratte da ricordi narrati da anziani altopianesi. Come i conflitti tra giovani ufficiali aristocratici e tenenti anziani richiamati, il confronto durante il turno di guardia tra il soldato studente e il soldato contadino, il conducente di muli che, incurante dei cecchini, raggiunge le linee del fronte cantando a squarciagola.
Le riprese dovrebbero iniziare in autunno e proseguire per due mesi, coinvolgendo una ventina di attori e altrettante persone per la troupe. Un via vai che potrebbe già essere un volano turistico richiamando appassionati da tutta Italia. E non solo, considerando l´ammirazione che Olmi riscuote anche oltre confine.
© IL GIORNALE DI VICENZA

Dark Lady, la prima web fiction tra spie, intrighi e accento veneto

DEA. Presentata in un hotel bassanese la spy-story tutta al femminile del regista e produttore Tiziano Tescaro
Il regista punta su bellezze e adrenalina, ha girato la prima puntata e mira a Venezia. Di Marano è la protagonista “Wan”
La locandina di “Dark Lady”| Wan Minelli, nome d´arte di Vanessa Polato, e il produttore Tescaro
Lorenzo Parolin
BASSANO
Bellezze mozzafiato e adrenalina in abbondanza sullo sfondo di intrighi internazionali. Le promette "Dark Lady" una spy-story al femminile che il regista e produttore Tiziano Tescaro ha già definito "la prima web fiction italiana". Gli ingredienti di questa primizia, presentata all´hotel Glamour di Bassano, pescano nella maniera dello spionaggio sullo sfondo della guerra civile in Siria.
E tra spie doppiogiochiste, commando paramilitari e ragazze che con le arti marziali ci sanno fare più dei monaci di Shaolin, la protagonista Wan Minelli (all´anagrafe Vanessa Polato, diciannovenne maranese) si trasformerà da agente addestrata per uccidere, a paladina dei più deboli, con buona pace dei maschi armati fino ai denti che incontrerà nel suo cammino. In poco meno di un mese di lavoro, è stato completato il primo episodio, visibile sul web. E in attesa di una trasferta in Israele, dove, secondo Tescaro «c´è già una Tv importante interessatissima al progetto», per ora la cifra è tutta veneta.
Veneti i set scelti (Schio, per cominciare, poi Bassano e il lago di Garda), venete le attrici ( una decina di ventenni passate attraverso i concorsi di bellezza), veneto il loro accento riconoscibile negli spezzoni caricati sul web.
Data la connotazione di genere è quasi inevitabile chiedere se nelle dieci puntate previste (50 mila euro il budget finora raccolto dagli sponsor) ci saranno delle concessioni all´eros. Alla voce "sensualità", però, regista e protagonista rispondono con decisione: "Niente erotismo - dice lui - né storie d´amore o baci, perché vogliamo distinguerci dalle altre fiction che si vedono in tv".
Sulla stessa linea le dichiarazioni di lei intenzionata a concedere alla macchina da presa "La mia professionalità, non il corpo", anche se, a giudicare ancora da quanto si vede in internet, alcuni passaggi incentrati su scollature e spacchi porterebbero quanto meno a ridimensionare queste affermazioni. 
Nel frattempo, tra serate promozionali e anticipazioni, la produzione ha iniziato il conto alla rovescia per il 30 agosto, giorno di presentazione di "Dark Lady" a Venezia, in concomitanza con la mostra del cinema.
«Stiamo lavorando per portare al Lido - ha scritto Tescaro in una nota diffusa mercoledì - una delle leader della resistenza siriana. Per noi sarebbe la ciliegina sulla torta e tutti i media ne parlerebbero, ma non nascondiamo le difficoltà diplomatiche e di sicurezza che ne deriverebbero. Per questo stiamo trattando con la massima segretezza».
Il Giornale di Vicenza

Il reality coreano a spasso tra Bassano e Montecchio

L´EVENTO. Le telecamere di Sbs protagoniste nell´area pedemontana

Bassano, Marostica, Lugo e Montecchio. Sono questi alcuni dei luoghi del Vicentino toccati dal nuovo reality coreano che ha fatto tappa nei giorni scorsi. Il promotore dell´iniziativa è stato l´assessore regionale al turismo Marino Finozzi, assieme a Vicenza film commission, ramo d´azienda del Consorzio Vicenzaè. Protagonista dell´evento è stata la casa di produzione televisiva Sbs, che era già stata a girare nel Vicentino negli anni scorsi. In questa occasione è stata privilegiata la nuova area turistica individuata da una recente legge regionale: quella pedemontana. Infatti il reality show “Jjak” che significa “Coppia” è stato girato in piena zona pedemontana, a Bassano, Marostica, Lonedo di Lugo e Montecchio Maggiore. Regista e produttore, Joongi Chung e Kyuhong Nam, hanno privilegiato i luoghi romantici: il ponte Vecchio a Bassano, Marostica con la disfida per la bella Lionora, la palladiana villa Godi Malinverni dove il regista Luchino Visconti ha girato il film “Senso” e i Castelli di Giulietta e Romeo, con alcune riprese anche in città a Vicenza. Sono stati 10 i protagonisti del reality, che conta su oltre 5 milioni di telespettatori.

Il reality è arrivato nel Vicentino grazie all´assessore Finozzi

Occupata la fabbrica Forall. Ma è il film di Checco Zalone

QUINTO. Ieri sono iniziate le riprese di “Sole a catinelle” nella storica azienda tessile del paese

Il protagonista era atteso per le 16, ma si è visto soltanto alle 19

I 38 gradi all´ombra dei pini marittimi hanno tenuto lontani fino al tardo pomeriggio i curiosi che ieri sono accorsi in via Filzi per assistere alle riprese di “Sole a catinelle” il nuovo film di Checco Zalone per la regia di Gennaro Nunziante. Ci hanno pensato protezione civile e agenti di vigilanza a tenere a debita distanza, in particolare, i drappelli di giovani che si erano chiamati a raccolta con sms e social network. Tutti a fotografare l´allestimento della scena esterna che ha visto impegnata la troupe - otto i camion della produzione - dalle 10 di ieri. La palma della pazienza, tra i fan di Zalone, n sono mancati i curiosi giunti da Vicenza e dall´hinterland.
La palma della pazienza e dell´abnegazione è andata a Eros Latronico, 7 anni, arrivato alle 10 da Montecchio Maggiore insieme al papà Giulio con l´intenzione di aspettare a oltranza l´arrivo dell´attore.
Cinque le scene da girare a Quinto, due delle quali all´interno della Forall, la nota azienda di abbigliamento. La scena di ieri prevedeva l´allestimento di bandiere sindacali all´uscita dell´azienda, con scritte sui cancelli e lo striscione "Fabbrica occupata".
«È la prima volta che ci prestiamo a un´esperienza di questo genere - ha affermato Manuela Miola, manager Forall - La villa padronale ha fatto da location a molti servizi fotografici, ma devo ammettere che ospitare per tre giorni un´intera troupe di un film è tutt´altra cosa». Tra i dipendenti ieri serpeggiava la curiosità ma all´uscita, dopo alcuni minuti di attesa, i lavoratori hanno preferito fare ritorno a casa. Annunciato per le 16, Zalone è arrivato alle 19: grande l´entusiasmo dei fan più fedeli e pazienti alla vista del comico pugliese che prima di tuffarsi nelle riprese si è intrattenuto con gli ammiratori per gli autografi e i saluti di rito.
Quinto continuerà a essere set cinematografico fino a domani. Anche oggi è prevista la chiusura al traffico di via Filzi, dalle 11 alle 23. Domani, invece, le riprese sono previste all´interno dell´azienda.

@ Il Giornale di Vicenza

Si accorcia l´attesa per Checco Zalone già oggi le riprese

QUINTO. Il primo ciak è stato anticipato
Cambia il programma di chiusura del tratto di via Filzi che permetterà alla troupe di lavorare al film

Sarà dato oggi pomeriggio il primo ciak delle riprese in programma a Quinto per “Sole a catinelle”, il nuovo film di Checco Zalone diretto da Gennaro Nunziante. La carovana guidata dal comico pugliese, all´anagrafe Luca Pasquale Medici, era inizialmente attesa per domani, ma per motivi organizzativi le riprese sono state anticipate di un giorno.
Così dalle 13 di oggi verrà chiuso al traffico il tratto di via Filzi compreso tra le intersezioni con via Roma e via S. Giorgio, proprio davanti al quartier generale della Forall Confenzioni. È infatti la vecchia sede della ditta tessile ad essere stata scelta come location per girare alcune scene, sia all´esterno che all´interno, del nuovo film di Zalone, che narra la vicenda di un padre meridionale che lascia il sud per emigrare a Padova insieme al figlio, tentando la carriera di imprenditore. Cambia il giorno di inizio delle riprese, ma anche il programma: la chiusura al traffico di via Filzi sarà in vigore dalle 13 alla mezzanotte di oggi e dalle 11 alle 23 di domani. La mattinata di sabato, invece, dovrebbe essere dedicata alle riprese all´interno dell´azienda. Come ha assicurato il sindaco di Quinto, Renzo Segato, i disagi per i residenti saranno minimi visto che il tratto interessato alla chiusura è lungo una cinquantina di metri. L´evento sarà una notevole cassa di risonanza per Quinto, con l´amministrazione che ha dato il patrocinio, ma non solo, come ha ribadito Segato - «oltre a portare lustro al nostro Comune è sicuramente un veicolo di promozione importante per tutto il territorio vicentino e veneto» - ed è facile ipotizzare che richiamerà tante persone, tra fan e semplici curiosi. N.G.

Documentario giapponese su Vicenza

LE RIPRESE. Hiromi Saga con la troupe giapponese a Vicenza per un servizio che andrà in onda sul programma tv BS TBS. Si tratta del documentario “Treni meravigliosi”, una serie che racconta lunghi viaggi in treno con tappe in varie città europee. Grazie a Vicenzaé e a Vicenza Film Commission, con la collaborazione del Comune, la troupe ha potuto riprendere la Basilica, la Rotonda, un´azienda orafa e un ristorante.
@ Il giornale di Vicenza 6/7/2013

Il reality show coreano sbarca in città

VICENZA IN TV. Le riprese del programma proseguiranno fino a mercoledì prossimo. Set anche a Marostica e Bassano. Simile al “Grande Fratello” in Corea è seguito da oltre 5 milioni di spettatori «Vetrina per il territorio»

“Jjak”, “Coppia”, è il titolo del programma molto simile al Grande Fratello che fa convivere e innamorare un gruppo di 10 giovani uomini e donne. 

Il programma del canale coreano SBS è seguito da numerosi spettatori, 5 milioni a puntata, e ha già fatto tappa oltre che in Corea, anche in Malesia, Giappone e Maldive. Per la prima volta è in Europa e Vicenza e provincia sono state scelte per ospitare non solo i 10 protagonisti, ma anche tutto il cast composto complessivamente da 40 persone.
Dal punto di vista turistico e promozionale l´iniziativa si propone come una vera e propria opportunità di diffusione delle immagini di Vicenza e provincia nelle case di milioni di cittadini coreani che potranno così conoscere le bellezze delle nostre località.
Le riprese del programma si svilupperanno a Vicenza fino a mercoledì 10 luglio ma già da venerdì il gruppo si è insediato in quella che sarà la sua “casa”: villa Godi Malinverni a Lugo. Le prime scene sono state girate a Montecchio Maggiore, nei Castelli di Giulietta e Romeo. Da ieri invece il gruppo si è spostato nel centro storico di Vicenza, tra piazza dei Signori, Basilica Palladiana, piazza delle Erbe, ponte San Michele, giardino del Teatro Olimpico, Monte Berico. Tra i concorrenti ci sarà anche un musicista e un atleta della nazionale sudcoreana di ginnastica che effettuerà un allenamento nella palestra di ginnastica artistica al palazzetto dello sport di via Goldoni oggi dalle 8 alle 10, su concessione dell´assessorato alla formazione e in accordo con Gymnica Vicentina. Durante il periodo di permanenza a Vicenza e provincia alcune scene del reality verranno girate anche a Bassano del Grappa e a Marostica.
Il “Consorzio Vicenza è”, coadiuvato dall´assessorato al Turismo della Regione Veneto, seguirà la produzione durante l´esperienza vicentina mentre l´assessorato alla crescita ha offerto il supporto organizzativo per Vicenza città.
«Sosteniamo volentieri iniziative come queste, che il “Consorzio Vicenza è” sta riuscendo efficacemente a portare nel nostro territorio con sempre maggiore regolarità - dichiara il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d´Elci - perché la promozione nel mondo dell´immagine della nostra città è uno dei grandi obiettivi che ci siamo dati, non solo come amministrazione ma come sistema socio-economico. Vicenza è una città magnifica, che ancora troppi turisti non conoscono: siamo convinti che, se avranno la possibilità di scoprirla, se ne innamoreranno».
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I frutti del Giro: uno spot sulle salite dei colli Berici

LE RIPRESE. Primi effetti dopo la tappa della corsa rosa a Vicenza

domenica 30 giugno 2013 CRONACA, pagina 30 Il giornale di Vicenza

I ciclisti impegnati sulla salita di Monte Berico

Arrivano i primi risultati dopo la tappa vicentina del Giro d´Italia, che ha portato alla vittoria di tappa a Vicenza Giovanni Visconti, staccatosi con energiche pedalate lungo la spettacolare salita degli ulivi a Nanto. La bellezza del percorso collinare ha consentito a Vicenza film commission di poter convincere una impresa di abbigliamento sportivo a scegliere come location di un servizio fotografico di moda proprio la salita di Nanto e il giardino di Grassi Pietra con la fontana del ciclista, grazie alla collaborazione dell´assessore di Nanto Silvia Brodesco.
Nei giorni scorsi la troupe dell´agenzia Steel Comunicare composta da 12 persone, accompagnate dal segretario generale di Vicenza è Carla Padovan e dall´assesore Brodesco, si sono date appuntamento per le riprese nel set berico: 3 fotografi, 5 ciclisti, uno stilista e gli assistenti a riprendere i passaggi in salita dei ciclisti abbigliati con le tute, scarpe, caschi e occhialini che saranno presentate con il nuovo catalogo. Nel pomeriggio il servizio fotografico si è spostato a Castegnero, Costozza ed infine Monte Berico.

L´estate altopianese raccontata in video. Al via un concorso

ASIAGO. Proposta lanciata dal Comune

 

L´Altopiano visto dai giovani. L´Altopiano degli eventi, dei luoghi e degli svaghi. In pratica l´Altopiano turistico, raccontato in un video. È il tema del concorso indetto dal Comune di Asiago per l´estate 2013. Una gara divisa in due parti; una riservata agli studenti delle scuole superiori altopianesi, l´altra per tutti i giovani fino ai 25 anni, residenti e turisti.
L´idea nasce da un video girato ad Asiago in luglio ed agosto 2012 da un gruppo di ragazze, tra cui le sorelle Benedetta ed Eleonora Bertellini, Giulia Gambillara, Irene Longo e Vera Visonà, e che ha poi coinvolto numerosi giovani amici sia turisti che asiaghesi. Il video riproduce l´estate delle ragazze tra natura, serate nei locali, escursioni e tante risate, il tutto sulle note del tormentone “Call me maybe” di Carly Rae Jepsen.
Il sindaco Andrea Gios l´ha visto come modello per coinvolgere altri giovani in un´esperienza divertente: «Asiago e l´Altopiano sono luoghi sicuramente adatti a rinfrancarsi dopo un lungo anno di lavoro, così come il territorio si addice al rimettersi in forma con le innumerevoli varietà di sport che si possono praticare. Ma è anche luogo dove potersi divertire – commenta il sindaco – E chi meglio dei giovani può raccontare l´Asiago e l´Altopiano “da vivere”?». Ecco quindi il concorso per video amatori “Vivi Asiago” indetto dal Comune: «Il video deve chiaramente contenere immagini dell´Altopiano, in luoghi aperti e chiusi, e non deve durare più di 5 minuti; poi spazio alla creatività dei giovani – prosegue Gios – I video possono essere a colori o in bianco e nero, semplicemente montati o rielaborati. Colonna sonora a libera scelta». I video dovranno prevenire all´ufficio protocollo del Comune su supporto dvd ed in formato mpeg 4 entro il 31 ottobre. In palio per le scuole una telecamera, e per la sezione libera un tablet.

 

@IL GIORNALE DI VICENZA 24/6/2013

IL SET. Le riprese della pellicola “Scarface” nell´atelier di Pianegonda


Ciak, si gira il film con l´attore sosia di Fabrizio Corona
Il protagonista decide di passare dalle foto dei Vip al business della “pillola dell´eterna giovinezza” Il fotografo è dietro le sbarre e così viene sostituito

Fabrizio Corona da re dei paparazzi a trafficante di pillole dell´eterna giovinezza in combutta con le multinazionali del farmaco. Niente nuove rivelazioni o filoni d´indagine sul famoso fotografo, attualmente dietro le sbarre, ma la sceneggiatura del film “Scarface la fuga", del regista Massimo Emilio Gobbi, che ieri era a Vicenza per girare parte della pellicola nella maison Franco Pianegonda. L´orafo, infatti, ospita un incontro di “lavoro" del nuovo Scarface, che arriverà fino a Vicenza per incontrare un magnate, da coinvolgere nella ricerca. Quest´ultimo, poi, farà spese pazze in gioielli della maison per la giovane e avvenente moglie.
Il fotografo, che comparirà di persona in spezzoni girati alcuni anni fa, non potrà ovviamente prendere parte alle riprese, ma sarà interpretato da Claudio Cichella, praticamente una goccia d´acqua. «Mentre per la parte di Belen - spiega il regista - non abbiamo ancora un volto». La troupe è arrivata in città ieri pomeriggio e ha cominciato ad allestire il set nella sede di piazza dei Signori. Tra la strumentazione anche una nuovissima macchina da presa digitale 4K.
«È la prima volta che questo tipo di telecamera viene utilizzato in un film italiano - spiega Gobbi -. I registi, infatti, di solito usano una 2K. Questa ha una risoluzione ancora migliore». Nello show room di Pianegonda ci sono il finto Corona, la sua giovanissima e ancora ingenua ultima fiamma (accompagnata sul set da mamma e papà), l´amante di colore, più adulta e scafata, l´amico che lo tradirà. E il titolare nei panni di se stesso.
«Conosco il regista - spiega - e mi ha chiamato sabato sera per propormi di girare nella mia maison, perché voleva una location lussuosa, che rispecchiasse l´ambiente in cui si muoveva Corona». La pellicola, che dovrebbe uscire il 4 dicembre, parte dalla fuga del fotografo e racconta l´Italia degli ultimi anni, tra festini, vip e paparazzi, sconfinando poi nel filone di Scarface.
«Il film si apre con Corona latitante a New York, che ripensa alla sua vita in Italia - racconta Gobbi -. In questa scena il protagonista sarà proprio Fabrizio stesso, con il quale l´ho girata nel 2010. Da qui si ripercorre la realtà di 10 anni di storia del Paese nella quale si è mosso Corona, compreso il Bunga Bunga. Da questi ricordi capisce che i veri delinquenti non sono quelli che ricattano con le foto, ma le multinazionali del farmaco. Così fa un “salto di qualità" e investe nella manipolazione genetica, per creare la pillola dell´eterna giovinezza, che rallenta l´invecchiamento fino a 120 anni. Il prezzo, però, è la vita di bambini mai nati, utilizzati nella ricerca». E la pillola, nel film, sarebbe diretta ai protagonisti del Bunga Bunga? "Se ci fosse una pillola che a 45 anni ti fa fermare l´invecchiamento per 10 e a 70 ti blocca di altri 15 chi sarebbe il primo a comprarla in Italia?».
Il traffico di pillole e la manipolazione genetica rappresentano un´evoluzione di Scarface, del quale Gobbi ha acquistato i diritti. «Lo Scarface del 1932 trafficava in alcol durante il protezionismo; quello del 1983 in droga; oggi l´ultima frontiera del crimine è la genetica, non certo le foto di Corona. La sua condanna a 13 anni grida vendetta».
@Il giornale di Vicenza 14/06/2013

Gara di film per ragazzi intitolata al Paparazzo

È stato istituito ad Asiago il premio cinematografico “Walter Santesso”

È stato istituito ad Asiago il premio cinematografico “Walter Santesso”. Il concorso, di caratura internazionale e rivolto ai film per ragazzi, è stato ideato dall´associazione culturale Altopiano Live Festival 7C ed è stato presentato ufficialmente nei giorni scorsi. La data per la prima edizione è ancora da definire; sarà comunque strutturato su cinque film dedicati ai ragazzi e vedrà il coinvolgimento degli studenti di tutti gli istituti comprensivi dell´Altopiano.
Walter Santesso era un attore e regista padovano molto amico dell´Altopiano. Divenuto famoso per aver ricoperto il ruolo del fotografo a caccia di scoop nel capolavoro felliniano “La dolce vita” (è lui Paparazzo, personaggio che poi darà il nome a tutta la categoria dei fotografi dei vip), Santesso si dedicò anche alla regia, girando alla fine degli anni Sessanta tra Canove e Asiago il lungometraggio “L´importanza di avere un cavallo”, pellicola che vinse il prestigioso premio come miglior film per ragazzi al Festival di Mar De Plata (Argentina).
In quell´opera il regista, nato a Vigonza nel 1931 e scomparso nel 2008, fece recitare numerosi bambini altopianesi. Vi partecipò anche il cameraman e videoproduttore asiaghese Ardelio Carli Paris, ideatore e promotore della rassegna internazionale, come segretario di edizione e aiuto scenografo. Una partecipazione che gettò le basi di un´amicizia durata per oltre 40 anni. E che Carli ha voluto onorare proprio con l´istituzione del concorso cinematografico.

© Il giornale di Vicenza 11/6/2013

 

«La Rai deve girare qui una serie come Dallas»

LETTERA DEL GIORNO - Il Giornale di Vicenza

4/6/2013

 

Dopo la batosta, anche se scontata, non ci resta che consolarci. Non c´è solo il calcio. Perché proprio in questi giorni la tappa vicentina del Giro è stata un trionfo: centinaia di migliaia di spettatori assiepati lungo il percorso da Gambellara, la Riviera Berica e sui colli Berici, al traguardo di viale Roma a Vicenza. Esultanti e composti hanno commosso il mondo che ci stava a guardare. Peccato per l´incidente, quello non ci voleva proprio, prima della dimenticanza televisiva della Rotonda e qualche giorno dopo ripassando da noi, scambiando per la villa più famosa al mondo un palazzetto sconosciuto. Tanti stranieri che speravano di vedere quel gioiello mentre la corsa gli passava davanti, adesso si domanderanno se era proprio Vicenza quella. Insomma un affronto che proprio non ci voleva, per di più commesso da mamma Rai che da queste parti preleva buona parte dei suoi ricavi finanziari. Ingrata oltreché madre snaturata.
Ci sono promesse in giro di riparazione; se è così la Rai dovrebbe preparare una fiction da girare fra i palazzi e le ville palladiane e da trasmettere per mesi se non anche per anni; una specie di “Dallas” per numero di puntate ma dalla trama ben più consistente. È il minimo.
Ma tornando al Giro: già il comitato preposto preannuncia grandi novità per le prossime edizioni e perfino il campionato del mondo, proprio qui da noi. È questo il rilancio che Vicenza e provincia chiedono. Speriamo. Ma intanto Vicenza dovrà puntare anche ad altri due appuntamenti che insieme concorrono a farla conoscere e più ancora apprezzare. Lo abbiamo suggerito, come associazione “Vicenza In Centro” al sindaco Achille Variati fresco del voto di riconferma. Primo: Vicenza che già fa parte della cordata delle città del Nordest per la candidatura di capitale della cultura europea 2019, dovrebbe farsi avanti per proporsi come capofila. Da tempo insistevamo perché Vicenza si ponesse a capo del gruppo guidato da Venezia. Ora dopo il ritiro del nostro capoluogo regionale, si è liberato il posto e Vicenza può, deve occupare la posizione di testa; ma potrebbe anche aspirare alla candidatura da sola. Non è necessario ricordare qui i titoli che la rendono da sempre una città singolare per la sua architettura, opera di quel protagonista unico al mondo, dichiarato dal Congresso americano il padre dell´architettura Usa. Che dovremmo dire noi allora? Di qui il secondo obiettivo: la creazione dell´università internazionale dell´architettura “Andrea Palladio”. Vicenza è una scuola aperta e averla finora trascurata rimane un mistero. Un ricordo personale. In un viaggio in Giordania, la guida del posto ci raccontava che studiando architettura a Venezia veniva invitata dall´insegnante di quella università di frequentare Vicenza e le sue architetture se voleva superare gli esami. Allora perché non ci diamo da fare noi vicentini, tutti?
Giovanni Bertacche

 

La vita dell´eroe diventa film. Il “corto” alla mostra di Venezia

CORNEDO. Stasera sarà presentato nella sala parrocchiale il libro scritto da Franco Lovato sul militare di Cereda
La vita dell´eroe diventa film. Il “corto” alla mostra di Venezia Luigi Albanese morì nel 1966 in Vietnam dopo avere ucciso sei cecchini e salvato il suo plotone
La storia dell´eroe del Vietnam nato a Cereda di Cornedo diventa un cortometraggio che sarà presentato al prossimo festival di Venezia.
Dall´estremo oriente arriva un forte richiamo destinato a rimanere per sempre nella storia di Cereda di Cornedo Vicentino.
Nella frazione il 27 aprile 1946 nacque Luigi Albanese, che la guerra del Vietnam ha restituito come eroe dopo un´azione che gli valse, unico italiano, la medaglia d´onore del Congresso degli Stati Uniti, la più alta onorificenza militare americana.
Il 1 dicembre 1966 in un paesino vientnamita ingaggiò una serie di conflitti a fuoco, durante i quali uccise 8 cecchini viet, prima di cadere, ma consentendo così al suo plotone di salvarsi. Per questo il Congresso americano gli ha deputato l´alto riconoscimento.
“Echi di pianto dall´In-docina Francese”, è il libro scritto da Franco Lovato con la collaborazione di Giannino Danieli del Giornale di Vicenza, che sarà presentato questa sera alle 20.30, nella nuova sala parrocchiale di Cornedo (ex Cinema Odeon), in piazza Aldo Moro.
Il nucleo centrale del libro racconta la storia di Albanese, a partire dai due anni trascorsi a Cereda con una testimonianza toccante di Ilva Maria Maule, la zia materna di Luigi. Ma c´è anche il racconto altrettanto struggente della sorella Rosita Rosi, nata quattro anni dopo Luigi, che vive a Seattle. In America sono stati raccolti pure i ricordi di alcuni commilitoni di Luigi in Vietnam, così come quelli di qualche amico che ha trascorso i bei giorni della gioventù a Seattle.
A fare da cornice alla storia di Luigi un periodo storico che parte dal 1954, l´anno della Conferenza di Ginevra che spaccò in due il Vietnam al 17° parallelo, fino al 1979 anno della fine della dittatura dei Khmer Rossi in Cambogia.
Nel libro spiccano le interviste alla nipote di Pol Pot e al fotografo personale del dittatore cambogiano.
Il volume è stato editato dalla “SGI” di Torino, azienda fornitrice della RAI.
Nel corso della serata verrà anche proiettato il trailer del docufilm per la partecipazione alla 70.a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
Intanto, da lunedì scorso una troupe composta dal regista Ezio Torta (“Timbuctù”), dall´operatore David Bertrand e dall´assistente Francesco Lurgo, con la supervisione di Nicola Miraglia, titolare della SGI, sta operando nella Vallata dell´Agno. Sono già state fatte riprese panoramiche con un ultraleggero.
Nelle contrade dove ha vissuto Luigi con i genitori e i parenti, sono state registrate interviste ai protagonisti che hanno contribuito alla realizzazione del libro.
Nella mattinata dell´altro giorno, c´è stata una ripresa anche all´interno della base Ederle di Vicenza con i ricordi di un reduce dalla Guerra in Vietnam.
Il docufilm contiene pure sequenze d´epoca significative della guerra in Vietnam.
Stasera anche la troupe con il regista Torta sarà presente nella nuova sala parrocchiale a Cornedo. Notizie si possono reperire cliccando sul sito www.viaggidistoria.it e su www.facebook.com/viaggidistoria.

La “Vita di Galileo” secondo Nekrosius alla ricerca d´attori

TEATRO. Dal 28 maggio si apriranno le richieste di iscrizione al workshop

Lavorare con il direttore artistico del Ciclo degli spettacoli Classici in Olimpico ha già rappresentato una notevole opportunità per gli artisti italiani

Si aprono domani le richieste di iscrizione al workshop teatrale in programma a Vicenza dal 28 settembre al 3 ottobre diretto da Eimuntas Nekrosius, realizzato nell´ambito del 66° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico, promosso dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza con il Comune di Vicenza, Assessorato alla Cultura, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona.

Il bando per la partecipazione al workshop è disponibile on-line, sul sito del Teatro Comunale di Vicenza, all´indirizzo http://www.tcvi.it/pdf/Bando_workshop_VITA_DI_GALILEO.pdf
I candidati, attrici e attori italiani, senza limiti di età, purché maggiorenni e che abbiano già avuto esperienze professionali nel cinema e/o nel teatro, residenti in Italia, hanno tempo un mese per presentare le domande di partecipazione corredate della documentazione richiesta.
Il workshop 2013, intitolato "Vita di Galileo" rappresenta una grande opportunità per gli artisti che vorranno mettersi alla prova, quella di lavorare con uno dei maestri indiscussi della scena internazionale. Già nella passata edizione il workshop teatrale diretto da Nekrosius ha riscosso un notevole successo: sono state 310 infatti le richieste di partecipazione pervenute e significativo anche il consenso di critica e pubblico alla restituzione-spettacolo che ha concluso i lavori del workshop.
Parlando della nuova edizione, sulla base dell´omonimo lavoro teatrale di Bertolt Brecht. il maestro Nekrosius afferma: «Spero di riuscire a dar vita a personaggi profondi e vivaci in così breve tempo. "Vita di Galileo" è una grande pièce per la sperimentazione e i laboratori teatrali. Il motto di questa piccola produzione dovrebbe essere la celebre espressione di Galileo: "Eppur si muove" e il mio compito è tradurre questa frase nel linguaggio teatrale. La mia base sarà la tradizione teatrale di Bertolt Brecht e sono sicuro che mi piacerà lavorare nel solco di una sua creazione. Dedicherò gran parte del lavoro all´analisi psicologica, facendo però largo uso di espressioni grottesche».
Come nella passata edizione, dopo le intense giornate di lavoro diretti dal regista lituano, in programma dal 28 settembre al 3 ottobre al Teatro Comunale di Vicenza, gli attori selezionati (12, massimo 14) si esibiranno in una restituzione-spettacolo al Teatro Olimpico venerdì 4 ottobre con replica sabato 5 ottobre 2013 alle 21. La restituzione-spettacolo è considerata a tutti gli effetti parte integrante del 66° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico.
Il workshop teatrale "Vita di Galileo" è una co-produzione Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e La Piccionaia - I Carrara, Teatro Stabile di Innovazione.
Le domande di partecipazione al workshop e tutta la documentazione richiesta dovranno essere inviate entro venerdì 28 giugno 2013 alle mail cast@menofortas.lt (in inglese) e infolimpico@tcvi.it (in italiano).
Tra gli attori e attrici che faranno richiesta, saranno selezionati 40 candidati che saranno avvisati entro il 15 luglio con la pubblicazione del loro nome sul sito www.tcvi.it/nekrosius2013
Il casting finale per la scelta dei candidati che parteciperanno al workshop sarà realizzato lunedì 23 settembre (l´orario sarà comunicato successivamente) al Teatro Comunale di Vicenza. Per ulteriori informazioni: infolimpico@tcvi.it - tel.: 0444 327393 - www.tcvi.it/nekrosius
@Il giornale di Vicenza 27 maggio 2013

 

“Un boss in salotto”, ciak si gira. E la piccola Giulia è con Miniero

Viene da Sandrigo una delle ultime scoperte del Centro Mira Project
C´è anche una piccola vicentina tra gli attori impegnati nelle riprese di “Un boss in salotto”, il nuovo film di Luca Miniero, il signor “Miniero d´oro” regista dei fortunati “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”, quasi sessanta milioni di spettatori complessivi. Infatti, accanto ai protagonisti della commedia Rocco Papaleo, Paola Cortellesi, Luca Argentero, Angela Finocchiaro, Ale e Franz, c´è anche Giulia Schiro, otto anni di Bolzano Vicentino. Il programma del cast prevede quattro settimane di riprese tra Bolzano e Bressanone ed altrettante a Roma.
Sceneggiato da Luca Miniero e Federica Pontremoli, “Un boss in salotto” racconta la storia dei Coso, una famiglia quasi perfetta che conduce una vita tranquilla in Alto Adige. La vicentina Giulia si calerà nella parte dell´amichetta della figlia, un personaggio comico e divertente. Ma la tranquillità familiare viene interrotta dall´arrivo da Napoli dello zio Ciro, implicato in un processo di camorra ed agli arresti domiciliari proprio in casa Coso. Lo scontro sarà inevitabile e la tranquillità della famiglia rimarrà solo un ricordo.
La piccola Giulia è fra le ultime scoperte del sandricense Centro Mira Project, di Mira Topcieva e Alessandro Pozzato, che da anni operano nel settore alla ricerca di giovani talenti per il mondo dello spettacolo impegnativo casting nazionale per bambini attori, iniziato lo scorso ottobre.
Partendo con “Bakhita” di Giacomo Campiotti, prodotto nel 2006 per Rai Fiction, Mira e Alessandro hanno fornito i protagonisti per il film “Il mio primo schiaffo” di Corrado Ceron, vincitore del concorso “Action for women”, seguito poi da “Prendere i cinghiali con le mani”, selezionato poi al festival “Love is folly” in Bulgaria. Fra le loro scoperte c´è anche il piccolo Vladik Gnata di Sandrigo che questi giorni ha aperto il Festival del Cinema Europeo a Parigi con il film “Balcanika Ltd.2” di Daniele Scarpi, unico film italiano presente nella rassegna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

@Il giornale di Vicenza 27/5/2013


SPRITZ IN PIAZZA PER LA STAR DI HOLLYWOOD

IL PERSONAGGIO. John Barrowman in visita privata l´altro pomeriggio

Antonio Di Lorenzo da Il giornale di Vicenza
È uno dei protagonisti delle serie di fantascienza Doctor Who e Torchwood: è anche “guest star” in Scandal. Ha postato due foto vicentine su Twitter
Gavin Barker e John Barrowman sotto la Torre Bissara| Uno spritz in piazza per l´attore scozzese-americano| Kerry Washington di “Scandal”
Uno spritz all´ombra della Basilica. Una passeggiata in centro. Due foto postate su Twitter, poco dopo le cinque di pomeriggio di lunedì. Piccola cronaca del passaggio vicentino di una star di Hollywood, John Barrowman, 46 anni, che ha trascorso un pomeriggio all´ombra delle architetture palladiane. Nulla se ne sarebbe saputo se lui stesso non avesse postato due foto sul social network. Barrowman è un attore, cantante, ballerino e showman scozzese naturalizzato americano. È assai noto nello star system inglese e americano per il suo ruolo del capitano Jack Harkness in Doctor Who, la serie di fantascienza televisiva più longeva della storia. È anche il protagonista di Torchwood, il serial nato proprio dell´altro programma, vale a dire uno spin off come è definito in gergo. Ultimamente, Barrowman è anche guest star di Scandal, la serie televisiva di cui è protagonista Kerry Washington nel ruolo di Olivia Pope, che è campione di ascolti negli Usa. Giusto giovedì scorso è andata in onda la puntata in cui era presente anche Barrowman.
Le foto su Twitter le ha inserite Gavin Barker, del “team” che lo segue: ha specificato che lui e John sono stati ripresi a bere uno Spritz Aperol. Si trovano in piazza Biade, sotto le due colonne. Un´altra foto li riprende sotto la Torre Bissara.
Per dare un´idea della celebrità di Barrowman basta dire che la creatrice di Scandal, Shonda Rhimes, ha annunciato l´arrivo dell´attore sul set del dramma con un tweet di questo tenore: «John Barrowman sta lavorando con noi sul set di Scandal. La vita è fantastica!».
Barrowman è solo l´ultimo di una lunga serie di attori-turisti americani, inglesi e francesi che hanno visitato Vicenza. Va ricordato Orson Welles, che nel 1955, anche lui in visita privata alla città assieme alla moglie, salì da solo sul palco del teatro Olimpico e recitò Shakespeare. Nel luglio 2002 fu la volta di Sting: ospite di “Save Venice” arrivò in città per ammirare le architettura palladiane e lasciò il suo autografo sull´albo d´onore dei turisti illustri al teatro Olimpico.
Sempre nel 2002, visitò Vicenza anche John Malkovic: era impegnato nelle riprese de “Il gioco di Ripley” di Liliana Cavani. Un altro attore illustre, che a Vicenza è stato più di una volta - l´ultima nell´estate del 2011 - è stato il francese Gerard Depardieu, assieme a Carol Bouquet.

Il cinema di Bollywood torna nel Vicentino

Sayyed Irfan aveva conosciuto Vicenza nel 2007 quando era stato in provincia per la realizzazione di un film indiano per il quale lavorava come primo cameraman. Con gli anni ha poi avviato una sua  casa di produzione, in cui opera anche come regista,  ed ora sta girando un nuovo film, “Young malang”, già in fase di ultimazione, per il quale vuole utilizzare Vicenza come set per due canzoni e dei balletti. E’ stato al consorzio Vicenza è per chiedere la collaborazione di Vicenza Film Commission per quanto riguarda i permessi e per tutte le necessità relative alle riprese, che dovrebbero avere luogo nel maggio prossimo con una troupe di 14 persone che arriveranno da Mumbai. Con lui in città anche Baldev Ram, production manager e film equipment supplier, che ha illustrato a Carla Padovan e a Giulia Ronga  il progetto del film “Dil diyaan chhitiyaan”, che ha previsto di girare da giugno nella nostra provincia e per il quale sarà impiegata una troupe di trenta persone per circa un mese.

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L´adolescenza difficile nelle mani di Ceron vale un posto a Varna

CINEMA/1. Il lungometraggio del regista vicentino approda in Bulgaria
“Prendere i cinghiali con le mani” al festival Love is folly: un riconoscimento alla produzione vicentina
Un´inquadratura del mediometraggio del regista vicentino Ceron “Prendere i cinghiali con le mani”| Troupe e attori della produzione Mira Project
VARNA (Bulgaria)
La nuova pellicola targata “made in Veneto” rappresenta l´Italia nel panorama del cinema europeo in Bulgaria. Il festival internazionale “Love is folly” sul Mar Nero nella città bulgara di Varna ha selezionato il nuovo mediometraggio del regista vicentino Corrado Ceron “Prendere i cinghiali con le mani”.
Dopo il grande successo del suo cortometraggio “Il mio primo schiaffo”, vincitore del concorso internazionale ´Action for Women´ e proiettato alla 67° Mostra del Cinema di Venezia, “Prendere i cinghiali con le mani” ha visto all´opera gran parte della squadra artistica e tecnica del film precedente.
Dopo le ultime esperienze come assistente alla regia nelle fiction Mediaset con Gabriel Garko e la menzione speciale al concorso di sceneggiatura ´Solinas Experimenta´, Ceron ha deciso di ritornare come autore sul tema del difficile mondo adolescenziale. Nasce così questo titolo, del quale è autore con la supervisione artistica di Mira Topcieva Pozzato, (che ne ha tradotto i dialoghi in bulgaro) e Daniele Scarpi. Ancora una volta Ceron è affiancato dal direttore della fotografia Alberto Marchiori, anch´egli vicentino e collaboratore di Pupi Avati, Garrone, Bellocchio e di altri grandi nomi del cinema italiano.
L´organizzazione della produzione, la direzione di casting e location sono state affidate ancora una volta al Centro Mira Project di Mira Topcieva e Alessandro Pozzato, da anni impegnati con produzioni italiane ed estere di fama.
«In questa mostra del cinema in Bulgaria - spiega Mira, ormai vicentina d´adozione - sono inclusi circa 60 film provenienti da tutto il mondo. Il nostro film è stato molto apprezzato dal direttore della selezione Aleksandar Grosev, critico cinematografico di lungo corso. “I Cinghiali” rappresenterà Italia nella sezione Panorama, dove sono presentate le nuove ricerche europee in quest´epoca di crisi economica e di forti influenze commerciali del cinema oltre oceano. Il presidente del festival quest´anno è il prof. Stanislav Semergiev, direttore esecutivo dell´Associazione Mondiale delle Accademie di Cinema e Televisione (CILECT) di Bruxelles, giurato in molti prestigiosi festival cinematografici non solo in Europa».
In questo set Mira Project, d´intesa con il regista Ceron, ha cercato volutamente volti del territorio vicentino, fra i quali i due bambini protagonisti di Nove Giosuè Polato e Isabel Benetti. Oltre ai due bambini protagonisti, nel cast sono presenti Donatella Pigato, Davide Sartori, Ivan Cechinato, Alessandro Embriti, Gentiliana Gjini, Ketty Marchioron, i piccoli Giovani Moro, Nikita Saugo e Beatrice Pozzato e con la partecipazione speciale di Mario Rodighiero.
Altri nomi vicentini dello staff il fotografo di scena Paolo Guadagnin, Fabio Dalla Valle, Veronica Clavello e Silvia Bortolazzo (segretarie di edizione) e Diego Mognon, hair stylist da Sandrigo con curriculum a livello nazionale e attrezzista scene Rino Gnata. Il film è stato girato in collaborazione con il Comune di Nove nel Mulino Barettoni, la SIG di Dueville, la Cartoleria Benetti di Bressanvido e Casa Veneta di Sandrigo.
@il giornale di Vicenza 30/3/2013

La guerra “raccontabile” dell´avvocato viaggiatore

NCONTRI. Passato e presente, atrocità e voglia di raccontare: lavoro di forte impatto emotivo
Ecco il Vietnam mai visto
Enzo Pancera
Franco Lovato è tornato dall´Asia con materiali che, dopo il cinefestival veneziano, sono la base di “Echi di pianto dall´Indocina francese” e di un nuovo dvd
Franco Lovato in un viaggio in Vietnam: l´avvocato di Cornedo è già stato al cinefestival di Venezia| Gnor Seng, nipote di Pol Pot| Cina, anni ´60: Nhem En inviato a un corso di cinematografia
Il racconto di guerra ha radici antiche nell´epica e connessioni ravvicinate nelle testimonianze personali, nelle corrispondenze giornalistiche. Ma la guerra è davvero raccontabile? I sopravvissuti spesso si rifugiano nel silenzio. La comunicazione è un impulso vitale, l´abbrutimento bellico è la negazione della vita. Quali parole possono rendere una tale devastazione? «Quando non si ragiona più, quando sei impaurito, quando il cervello è ottenebrato dalla paura e dalla bestialità trattenevo il fiato, adesso muoio dicevo, e cercavo di tenere il più possibile l´aria dentro i miei polmoni, perché mi sembrava, trattenendo l´aria, di trattenere anche la vita» rammentava Mario Rigoni Stern a Marco Paolini davanti alla cinepresa di Carlo Mazzacurati. Il cinema narrativo (l´immersione esistenziale tocca più del referto documentario), unendo la crudezza dell´immagine e l´aggressione dei suoni, può dare la sensazione dell´essere in balia di una distruzione smisurata, insieme preordinata e casuale.
Scorrono nella memoria la prima mezz´ora di Salvate il soldato Ryan (Spielberg), gli assalti-massacro di Orizzonti di gloria e l´offensiva del Tet in Full Metal Jacket (Kubrick), alcune sequenze di Forrest Gump (Zemeckis), Vittorie perdute (Post), Il cacciatore (Cimino), Apocalypse Now (Coppola), Platoon (Stone), Hamburger Hill (Irvin).
Non è un caso che quasi tutti i titoli affiorati riguardino il Vietnam. La conversazione sulla difficoltà, ma anche sulla doverosa necessità, di raccontare il massacro è intrecciata con Franco Lovato. Avvocato di Cornedo, grande viaggiatore in quanto esperto di diritto commerciale internazionale, interessato alla storia vietnamita non per competenza d´età - è ben più giovane dei ventenni nel ´68 - ma perché toccato, fin dai tempi della scuola, dall´incontro con ragazzi vietnamiti approdati negli ´80 in Italia dopo terribili viaggi in mare (boat people) intrapresi da famiglie a disagio nella riunificazione nordvietnamita.
Quel contatto "vicentino" si è dilatato con numerosi viaggi in Vietnam e nel sud-est asiatico. Frutto di quelle esperienze è stato il libro Il dramma del conflitto vietnamita. Le atrocità del passato e quel che resta pubblicato nel 2012 da Caosfera Edizioni con il concorso del giornalista Giannino Danieli, presente alla conversazione. Il libro, in maniera succinta ma puntuale e ricca d´immagini, fornisce un quadro riassuntivo del conflitto. In allegato reca un dvd con preziosi documenti filmati che sono stati proiettati nell´ambito della Mostra del cinema di Venezia lo scorso settembre.
Franco Lovato, ma ora sta per uscire ben altro.
Sì la Videoproduzioni SGI di Torino - Società Generale dell´Immagine, accreditata Rai, fornitrice ad esempio di materiali per la creatura di Minoli La storia siamo noi - sta per pubblicare Echi di pianto dall´Indocina francese un volume molto ampio destinato a una diffusione internazionale, che reca in copertina una foto di Ennio Jacobucci, eroico fotoreporter ora scomparso, rimasto da solo nei momenti più caldi della guerra e arrivato a un palmo dal premio Pulitzer. Coautore anche in questo caso Giannino Danieli prezioso e accanito nelle indagini d´archivio. Al libro si affiancherà un documentario con immagini e incontri inediti che sarà presentato alla prossima Mostra di Venezia.
Sul documentario quindi è d´obbligo la riservatezza. Ma cosa può anticiparci del libro?
Una dolorosa e ignorata storia vicentina connessa al dramma vietnamita. Luigi Albanese, nato a Cereda di Cornedo Vicentino ed emigrato nei ´50 a Seattle con la famiglia che tuttora vi risiede, richiamato alle armi è andato a combattere in Vietnam nell´agosto del ´66, nel 7° Cavalleggeri della Prima Divisione di Cavalleria per morire ventenne il primo dicembre dello stesso anno. Battendosi altruisticamente contro i cecchini per salvare i compagni, aggiunge Giannino, ricevendo alla memoria la Medal of Honour, riconoscimento ben più significativo della decorazione Purple Heart.
Ma il campo d´indagine è più ampio del Vietnam.
Infatti. Spesso non è stato per nulla facile investigare, e talvolta non privo di rischi. Il giornalista ficcanaso non riscuote simpatia. Ma battendo vie traverse e accampando disinteressate finalità "storiche" ho potuto raccogliere in Cambogia, con vari operatori, immagini portatrici di indiscutibili verità e fare incontri che hanno lasciato in me segni indelebili.
Esempio?
Thun So Eun, alto funzionario del governo di Pol Pot - che aveva pianificato la riduzione della popolazione ostile alla sua dittatura disseminando nei villaggi le piramidi di teschi ancora oggi visibili - che in una pausa della conversazione m´invita a non ritenere definitivamente chiusa la parabola dei khmer rossi. E poi il colloquio con Gnor Seng nipote di Pol Pot, appartenente a un ramo non allineato della famiglia. E il resoconto di Ha Thi Nga che, ferita e creduta morta, assiste alla geometrica distribuzione dei corpi, anche di parenti stretti, imposta dai khmer rossi per meglio perpetrare il massacro nel villaggio di Ba Chuc il 18 aprile 1978. E soprattutto l´atmosfera sospesa del presente in cui convivono massacratori e superstiti forse per l´elaborazione indotta dagli indirizzi filosofico-religiosi orientali.
Franco e Giannino non dovete sforzarvi oltre per attirare l´attenzione: quando possiamo metter le mani sul libro?
Tra un paio di settimane la SGI ci consegna le copie. La presentazione alla Libreria Galla, probabilmente il 18 aprile anniversario della strage di Ba Chuc.
@IL GIORNALE DI VICENZA 21/3/2013

Palladio assassinato in una cava e la fantasia vola fino ad Atlantide

CINEMA. Al Primavera una sala gremita e festante per la prima dell´atteso lungometraggio realizzato a Vicenza
Il regista Luca Occhi fa partire la sua storia a Nanto, dove il sommo architetto viene ucciso. Poi, dalla California, un salto fino a oggi...
Enzo Pancera
VICENZA
Anche la sala ha il nome giusto: un lavoro fatto da una brigata di giovani animati da entusiasmo incontenibile e presentato al preannuncio della bella stagione, ha avuto la cornice ideale al Cinema Teatro Primavera. Sala piena piena di pubblico, ugualmente giovane, accorso alla prima proiezione su grande schermo del film I guardiani di Atlantide facendo man bassa delle copie in dvd disponibili al botteghino esaurendole in breve.
Il lungometraggio era atteso da tempo. Luca Occhi, regista e sceneggiatore, nonché produttore, col marchio Eyes Production condiviso con babbo Pierluigi, e poi montatore e curatore degli effetti speciali, ci ha lavorato per anni. È riuscito a mettere insieme un cast attoriale e tecnico di volontari tutt´altro che improvvisati, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Vicenza e "il gentile aiuto" di Vicenza film Commission, la cortese ospitalità di privati ed enti per le ambientazioni.
La storia ora è finalmente di dominio pubblico. Si inizia nel 1580, nelle cave di Nanto, dove il grande architetto Andrea Palladio (udite, udite) è assassinato da un oscuro killer. Il salto ai giorni nostri è anche nei luoghi californiani del cinema dove Michele Caneva (Matteo Zandonà) è cascatore col nome d´arte Mike. Una telefonata lo fa tornare nella natia Vicenza resagli ostica dalla storia finita male con la bella Paola (Elisa Balzarini). Percorso viale Roma e il corso (su bmx con salti "da mato", davanti ai Caramba, ma trattasi di stuntman) chi trova Mike dal notaio Di Pietro (Enzo Africano) che l´ha convocato? Ma Paola! Dello scomparso comune amico Gabriele entrambi devono sentire le ultime volontà. Che tirano in ballo tre misteriose pietre provenienti dall´ancor più misteriosa Atlantide. In biblioteca la coppia litigarella si chiarisce un po´ le idee e poi, sulla traccia di Palladio - l´ultimo, sembra, ad aver posseduto le tre pietre assieme - va a cercare i preziosi sassetti prima sulla torre Bissara poi nelle segreto sotto la Basilica e da qui è un succedersi di agguati, di sette (Guardiani della Saggezza, del Coraggio, della Forza), di corpo a corpo, pistolettate, minacce da voce cavernosamente vibrante (di Daniele Berardi) e rendiconto finale che reca solo lievi danni a Villa Cordellina Lombardi.
La storia è allegramente scombiccherata. Il "mistero" di Andrea Palladio (Andrea di Pietro, anzi Di Pietro, come l´ex onorevole Tonino) resta tale. Lo amplificano le tavole sui titoli di coda di Miguel Velasquez che associano alle "tre pietre" Mosè, Alessandro Magno, Annibale, i Polo, Cristoforo Colombo etc. Tutto ciò, assieme all´ultima inquadratura, potrebbe dare la stura a sequel e prequel come se piovesse.
Ovvio che sarebbe fuori luogo non stare al gioco delle picaresche trovate mentre conviene apprezzare l´ingegnoso impiego degli spazi che riesce a Occhi. Si potrà semmai rilevare, individuando margini di miglioramento per le prossime imprese del giovane autore, che i dialoghi avrebbero potuto essere sfrondati da ovvietà e resi ancor più mordenti affinandone la pur presente ironia. Nè è il caso di sottolineare che sbrigative espressioni potrebbero far ritenere non solo stilisticamente palladiana la Cordellina. La confezione anche per merito di trucchi ed effetti - più Diabolik che Indiana Jones - sostiene adeguatamente le convenzioni del genere avventuroso. Protagonisti e cast tecnico polivalente meritano ogni incoraggiamento.
Il film sarà ora proiettato in altri luoghi del territorio anzi chiunque sia interessato a ospitare una proiezione può mettersi in contatto con Luca Occhi scoprendone la cordiale disponibilità. A seguire le uscite festivaliere (e chissà quali altre avventure...).
@IL GIORNALE DI VICENZA

I guardiani di Atlantide nel segno di Occhi

CINEMA. L´opera seconda del giovane regista vicentino oggi in visione
Rotta sul Primavera. La sala cittadina ospita il debutto dopo una tribolata navigazione
Quasi due anni e mezzo fa avevamo dato notizia del primo giro di manovella de I guardiani di Atlantide. L´opera seconda del giovane regista vicentino Luca Occhi aveva incuriosito quanti avevano visto all´opera la piccola ma ardimentosa troupe in vari ambiti – piazzetta Palladio, Villa Cordellina, Biblioteca Bertoliana... – generosamente concessi dai vari enti. Curiosità che aumentava sentendo che il lavoro avrebbe investigato su lontani prodigi che avrebbero coinvolto Cristoforo Colombo, il mitico continente Atlantide e infine... Andrea Palladio.
A riprese ultimate anche il film è sembrato entrare in un´aura misteriosa. La tribolata navigazione in cui sempre si risolve la postproduzione, soprattutto quando si tratta di ricorrere a effetti speciali dosati con parsimonia ancor più speciale, è sembrata sospingere la navicella di Occhi nelle insidie, dato l´argomento, del Mar dei Sargassi.
Invece sciolti i dubbi, perfezionati i dettagli, pagato lo scotto di qualche rifacimento, rifiniti gli abbellimenti digitali si è trovata finalmente la rotta per rientrare in porto.
Quindi la notizia è che venerdì 8 marzo, in coincidenza con una delle feste più gentili, I guardiani di Atlantide sarà proiettato alle 21 presso il Cinema Teatro Primavera, via Ozanam n. 11. L´ingresso è libero e quindi tutti potranno entrare nel gioco offerto da una pellicola orgogliosamente di genere che vuol dimostrare come sia possibile, con adeguate e non inarrivabili risorse, sbrigliare una fantasia alimentata da Indiana Jones e Guerre stellari. Nelle regole del gioco rientra il rivelare pochissimo dell´intreccio. Ci atteniamo volentieri alla norma, anche perché il regista si è ritenuto più sicuro non anticipandoci nulla.
Dopo la prima proiezione Luca Occhi ha un piano per diffondere il lavoro nel nostro territorio, mentre la diffusione su più ampio raggio sarà affidata alle finestre concesse dai festival. Il primo grande premio è la soddisfazione di aver concluso una piccola-grande impresa.
@IL GIORNALE DI VICENZA 8/3/2013
Enzo Pancera

Venerdì 8 marzo: prima del film indipendente "I Guardiani di Atlantide"

Il giorno 8 Marzo 2013 al cinema teatro Primavera (via Ozanam 11), a Vicenza, alle ore 21.00, si terrà la presentazione e prima visione del film indipendente "I Guardiani di Atlantide". Il film, scritto e diretto da Luca Occhi e prodotto dalla Eyes Productions, è stato patrocinato dal Comune di Vicenza e girato, grazie al supporto e aiuto di Vicenza film Commision, in tutta la provincia berica. Senza alcun ritorno economico, si sono impegnati in questo progetto decine di volontari fra attori, tecnici, musicisti, che hanno contribuito a creare un film d'avventura dove la protagonista è la città di Vicenza.
Il film, narra di un mistero attorno alle leggendarie pietre di Atlantide, l'antica civiltà perduta. Sembra che l'ultimo possessore di queste antiche pietre fosse l'architetto Andrea Palladio che, morto in circostanze misteriose nel 1580, portò il mistero con sé nella tomba.
Oggi, due ragazzi, separati da anni, si ritrovano alla lettura delle ultime volontà di un amico comune, che dice di essere uno dei Guardiani di Atlantide…
Fra ville e palazzi palladiani, cosa scopriranno i due eroi per caso?
Alcune delle locations usate per la storia del film sono: la Basilica Palladiana, Piazza dei Signori, Piazzetta Palladio, Corso Palladio in Vicenza, le cave di marmo di Nanto, Villa Cordellina Lombardi, Piazzale di Monte Berico, e altri ancora.
Per ulteriori informazioni: Luca Occhi - 3387788104 - info@eyesproductions.it
Il trailer ufficiale del film: http://www.youtube.com/watch?v=a6ppNgY3owI
Fonte: Vicenza  Today

Il commissario Maretti è in azione a Piazzola

FICTION. Oggi la produzione si trasferisce nell´area di volo de “Il Ranch”
Il commissario Maretti è in azione a Piazzola
Si gira la scena finale della cattura dell´antagonista capitano Branko. Il cammeo di Mauro Marin
Il commissario Maretti (a destra) impegnato in una scena della fiction
Matteo Guarda
PIAZZOLA SUL BRENTA
Il commissario Maretti ancora in azione. La produzione della fiction poliziesca veneta oggi si trasferirà a Presina, frazione di Piazzola sul Brenta ai confini con Camisano, per girare la scena finale della cattura dell´antagonista capitano Branko. Il protagonista Maretti, impersonato dall´attore e conduttore televisivo padovano Giuliano Mozzato, per diverse puntate gli ha dato la caccia vedendoselo sfuggire più di una volta. In questa potrà finalmente trovare quella soddisfazione che il suo impegno di fedele tutore dell´ordine meritava.
A partire da metà mattinata la troupe guidata dal regista Filippo Marin allestirà il set nell´area della scuola di volo “Il Ranch” in via Marostegana. Qui i ciak prevedono che Branko, ormai in trappola, tenterà di sottrarsi una volta ancora alla polizia prendendo in ostaggio un pilota per darsi alla fuga a bordo di uno degli ultraleggeri sulla pista di atterraggio. Maretti avrà però la meglio convincendolo a consegnarsi.
La scena si chiuderà con le manette ai polsi del pericoloso criminale internazionale.
La fiction, il cui soggetto è di Mozzato e Marin e le sceneggiature della vicentina Michela Biasiolo, prende l´avvio da una soffiata dei servizi segreti da cui il commissario viene a sapere che l´ex capitano serbo Branko Milic imputato di crimini contro l´umanità durante la guerra civile jugoslava si nasconde in Veneto e tra colpi di scena e azione lo catturerà.
Con lui ci sarà l´agente Mauro Cicciarello, interpretato dall´omonimo attore, salito come il suo capo all´onore delle cronache per aver sventato la notte di Halloween un furto al Cash ´n´ Carry di Vicenza a opera di ladri veri e per l´invito della d´Urso a Pomeriggio Cinque su Canale5 e di Magalli a I Fatti Vostri su Raidue. Nel cast recita anche il trevisano Mauro Marin, vincitore del Grande Fratello 10, che recita un cammeo.
Il video del suo finto arresto, finito su YouTube, ha creato notevoli preoccupazioni tra i fan.
Sabato 02 marzo 2013 – IL GIORNALE DI VICENZA

CINEPARODIA. Da Youtube al film: 47è servita a cinema minuti ad alto contenuto veneto Ramboso Do, la vendetta è servita al cinema

“Sdoppiaggio” benefico
L´associazione Toituto ha chiamato a raccolta doppiatori e musicisti. Domani a Quinto la “prima”
 
Sylvester Stallone con uno spritz macchiato gigante e un elicottero sullo sfondo: è “Ramboso Do”| Il nucleo storico della Toituto che ha realizzato le due ramboparodie
Non più su YouTube ma direttamente al cinema. E´ diventato un film "Ramboso Do", il ridoppiaggio in lingua veneta del cult degli anni Ottanta "Rambo2. La vendetta". E´ l´atteso sequel della parodia finita su internet vista da oltre un milione di utenti, e più volte replicata, prodotto a quattro anni dall´esordio di "Ramboso. Prime Uve" che al posto del famoso eroe muscolare dell´azione interpretato da Sylvester Stallone ha lanciato sul web l´insuperabile maschera veneta che ha per protagonista l´ormai altrettanto famigerato bonario ragazzotto che si esprime in dialetto nostrano ed è affetto da un costante bisogno di bere alcolici.
Lo "sdoppiaggio" del film, come viene definito il risultato del lungo lavoro compiuto dai membri della "Toituto", l´associazione formata da cinque trentenni padovani che ha dato il via al progetto, nei giorni scorsi è stato proiettato in anteprima al multisala "Porto Astra" di Padova suscitando grandi consensi da parte del pubblico. Lungo di 47 minuti, si differenzia dai numerosi altri doppiaggi di semplici scene proprio per la revisione dell´intera storia che viene comicamente stravolta e sostituita da un nuovo racconto che si mantiene però aderente alla narrativa originaria.
La storia è ispirata dall´attualità, e come per il primo episodio è stata la diffusione dei controlli con l´etilometro, questa volta preso a pretesto è il fenomeno del passaggio di mano a gestori cinesi di molti bar delle città venete. Ramboso, graziato dalla galera che stava scontando in seguito ai risultati più che positivi dell´alcoltest della prima puntata, si troverà suo malgrado impegnato nella speciale missione di contrastare la diffusione di una micidiale bevanda chiamata "Apelol" che verrebbe usata nello spritz tradizionale e che per gli inconsapevoli bevitori è causa di improvvise quanto incontrollabili reazioni intestinali.
Alla lavorazione di Ramboso Do hanno preso parte una trentina di doppiatori per un ventaglio di dialetti che varia dal padovano, al veneziano, al chioggiotto, con cammei in napoletano e in toscano, e fioccano le collaborazioni tra cui con il radiofonico Paolo Zippo, il dj Tommy Vee, le band dei Rumatera e dei Chuma Chums, gli attori Paolo Esposito, Pierpaolo Rebellato, Eros Macchi, Daniela Cappellato e Francesco Giacomello della Music Factory che ha curato gli aspetti fonici. Della Toituto fanno parte Enzo Donà, cui si deve il soggetto di Ramboso, Andrea Righi che a Ramboso ha prestato la voce e che di mestiere è barman, il fratello Cristiano, insegnante di italiano a Mosca, e i fratelli Simone e Matteo Venturini, i coprotagonisti Tony Grinton e Vegna. C´è anche una vicentina, Daniela De Rigo, che doppia la ragazza della foresta.
La proiezione ufficiale si terrà domani alle 20.30 al teatro di Quinto, in via Roma 6 (apertura sala alle 19,30). Ramboso avrà anche un impegno per il sociale. I fondi raccolti durante la serata andranno ai Beati i costruttori di pace di don Albino Bizzotto e al´Acat, associazione contro le dipendenze.
@IL GIORNALE DI VICENZA 1 Marzo 2013

 

Vicenza, Bollywood

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C´era una volta un re che per rispettare un voto si disse disposto ad abbandonare corona, famiglia, ricchezze. Era l´aprile 1913, la storia mitologica ebbe un enorme successo. “Raja Harishchandra” del regista Dadasaheb Phalke è il titolo del primo film muto prodotto in loco e proiettato in un teatro a Bombay. La data segna la nascita dell´industria del cinema in India, che festeggia ora i cent´anni con celebrazioni in tutto il Paese e che ha datto luogo in tempi più recenti al fenomeno di Bollywood. Un´industria più che fiorente: oltre mille pellicole l´anno e quasi duemila tra documentari e cortometraggi. Il doppio degli studios di Hollywood, dall´altra parte del pianeta.

Leggi tutto: Vicenza, Bollywood

La troupe di Oscar cerca comparse Venerdì il casting

THIENE . Alle 20.30 in sala Borsa dell´Ascom

 

La troupe del film “Oscar”, ispirato alla vita del musicista ebreo Oscar Klein, sta cercando comparse per una scena che verrà girata a metà febbraio nella zona di Cogollo del Cengio.
Per l´occasione è stato organizzato un casting che si terrà venerdì, alle 20.30, nella sala Borsa messa a disposizione gentilmente dall´Associazione commercianti, in via Montello a Thiene.
Si cercano, in particolare, donne e uomini di età compresa fra i 18 e i 70 anni , anche senza esperienze recitative alle spalle
«Sono richieste più o meno cento persone per la scena che andiamo a girare - dice la segretaria di edizione Sofia Cappozzo - quindi sarà una giornata piuttosto impegnativa. Diciamo che almeno non si gira in esterni, quindi non temiamo le bizze del tempo».
La lavorazione del film è quasi al termine, ma rimangon ancora alcune delle scene più impegnative da girare, per numero di comparse e impiego di mezzi.
«Prossimamente - dice l´aiuto regista Davide Viero - ci sposteremo in montagna per una sequenza di guerra piuttosto impegnativa». S.D.M.

© il Giornale di Vicenza

DA SCORSESE A TILDA SWINTON COSÌ VICENZA VESTE HOLLYWOOD

L PERSONAGGIO. L´azienda di Vancimuglio e due film in uscita quest´anno
È una soddisfazione. Vedersi recapitare una lettera nella quale è scritto che Martin Scorsese chiede di avere i capi della propria azienda per il suo prossimo film con Leonardo Di Caprio, non capita tutti i giorni. E non è il frutto di una capillare campagna pubblicitaria, bensì della fama che la “Giuliana Teso” s´è conquistata tra gli addetti ai lavori di Hollywood. La prova? L´ha messa per iscritto Courtney Mc Clain, assistente del responsabile dei costumi della produzione di Scorsese, che ha appena finito di girare “Il lupo di Wall Street”. A fine luglio scorso ha spedito una mail aVancimuglio di questo tono: «Sto lavorando a questo film diretto da Martin Scorsese che ha come protagonisti Leonardo Di Caprio e Margot Robbie nel ruolo di sua moglie. Il nostro designer dei costumi è Sandy Powell (“Gangs of New York”, “Shakespeare in Love”). Il film è ambientato a New York City tra la fine degli anni Ottanta e l´inizio dei Novanta. So che Giuliana Teso ha fatto alcuni incredibili lavori in quel periodo, perciò siamo interessati ad avere alcune delle vostre pellicce per i nostri personaggi femminili, inclusa Margot Robbie».
Naturalmente le pellicce sono state trovate negli armadi di Giuliana Teso: quattro, di volpe e di visone, dai grandi volumi e dalle grandi spalle, come esigeva la moda di quegli anni, sono state spedite negli Usa e sono state restituite al termine delle riprese, poco prima di Natale. Le ha indossate anche Margot Robbie, ventiduenne australiana diventata celebre per la soap Neighbours, finché l´altr´anno s´è trasferita a Hollywood e ha avuto una parte nel serial tv Pan Am.
Il gossip racconta che Margot è molto più di una collega di lavoro per Leonardo Di Caprio, il quale è affascinato dalle giovani bionde con gli occhi azzurri, come le sue varie “ex” da Gisele Bundchen (che pure ha interpretato una campagna promozionale per Giuliana Teso, con un bel montone denim) fino a Bar Refaeli.
Il film è basato sull´autobiografia di Jordan Belfort, a 26 anni mago della finanza illegale, a 36 anni arrestato dall´Fbi. La sua è una storia di eccessi, dentro e fuori la Borsa.
Ma quella di Scorsese non è l´unica richiesta che è arrivata alla Giuliana Teso. Di recente la Casa vicentina ha confezionato uno splendido visone per Tilda Swinton, impegnata nelle riprese del film di fantascienza “Snowpiercer” della Stillking Films, che ha sede a Praga. Il film segna il debutto in lingua inglese del regista coreano Boon Joon-ho. È tratto dalla graphic novel Le Transperceneige. Oltre a Tilda Swinton, nel film recitano altri attori di Hollywood: Jamie Bell, Octavia Spencer, Ewen Bremner, Alison Pill, John Hurt ed Ed Harris.
La Swinton, 52 anni, inglese, due figli, ha una lunga carriera alle spalle. Alla Mostra di Venezia nel 1991 ha vinto la Coppa Volpi. Poliedrica, capace di spostarsi dal teatro al cinema alla musica, è celebre per molti ruoli: ha ha interpretato Jadis, la Strega Bianca di Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l´armadio; ha recitato con George Clooney nel thriller Michael Clayton, mentre per la sua interpretazione di una dirigente senza scrupoli nel film diretto dai fratelli Coen Burn After Reading - A prova di spia, uscito nel settembre 2008, ha meritato l´Oscar per la migliore attrice non protagonista.
Queste sono solo le ultime star, in ordine di tempo, che hanno vestito Giuliana Teso. In passato, le pellicce dell´azienda di Vancimuglio sono state indossate - tra le altre - da Sarah Jessica Parker (in “Sex and the City”), da Monica Bellucci, da Juliene Binoche, dall´indossatrice Naomi Campbell, dalla cantante Withney Houston, da Marie La Foret (che con Marcello Mastroianni interpretò “A che punto è la notte” dal celebre romanzo di Fruttero & Lucentini).
L´azienda di Vancimuglio, fondata nel 1980 e guidata dai coniugi Riccardo e Giuliana Teso, vede oggi anche i figli Carlo e Marco in posti di responsabilità. Il 96% della produzione prende la via dell´export, in particolare quella di Russia, Usa e Corea.
@il giornale di Vicenza, 22/1/2013 Antonio di Lorenzo

Ciak, si gira a Schio. Il Beretta è un film e vuole il lieto fine

Beretta Famila - Sopron, in programma domani sera alla Campagnola, non sarà solo una sfida per l´alta classifica dell´Eurolega ma anche il set di un film.
Se n´era parlato all´Opening Day di Pescara, il nostro giornale aveva anticipato la notizia, e domani la troupe diretta dalla regista Mirca Viola sarà al palasport per girare alcune scene in cui il Beretta, unica squadra femminile italiana a disputare una competizione europea, farà da ´comparsa´ al film che avrà come protagonista Ilaria Capponi, un´ex giocatrice (ha militato in A1 con Viterbo) diventata poi modella e ora attrice.

La trama della pellicola è una vicenda dei giorni nostri giorni difficili, con molte giovani alle prese con gli ostacoli che si devono superare in questo momento storico, con la crisi economica, ma anche con la prospettiva di un futuro incerto, per nulla scontato.
Le protagon! iste sono quattro amiche, alle prese con la dura realtà della mancanza di lavoro e, spesso, di prospettive certe. Per una di loro il basket rappresenterà una sorta di "salvezza", di ancora di salvataggio; la sua tenacia, la voglia di emergere la vedranno coronare il sogno di andare a studiare (e giocare) negli Stati Uniti.
L´altra notizia positiva per il movimento cestistico è che il film, che sarà prodotto dalla Angelika Film, avrà come protagonista una ragazza giovane (come il personaggio che andrà ad interpretare) che è stata una giocatrice prima di intraprendere, con successo, la carriera di modella. Ilaria Capponi, terza nell´edizione 2007 del concorso di Salsomaggiore, eletta Miss Sasch, vanta infatti un passato alla Gescom Viterbo in A1, ruolo ala, 182 cm di altezza.
Il primo ciak è stato dato in novembre a Torino, poi la troupe s´è spostata a Roma e infine domani sarà a Schio. Inizialmente le scene di basket dovevano essere gira! te prima di Natale, ma poi è stata scelta la data del 10 genn! aio, in cui la squadra giocherà contro le ungheresi di Sopron.
La produzione aveva chiesto la partecipazione della protagonista durante la gara e nel riscaldamento pre partita, ma per ovvie ragioni ciò non è possibile. Quindi verranno riprese alcune azioni della partita, qualche time out e la cornice del pubblico che sicuramente non vorrà perdersi l´occasione di apparire come “comparsa”.
Terminata la partita ci saranno altre riprese mentre venerdì mattina le riprese riguarderanno lo spogliatoio, il contatto con l´allenatore e altre scene di basket non giocato.
Ancora top segret il titolo, ma questo film non è il primo che parla di basket: dopo le esperienze della fiction "Amiche" nel 2003 (con Lorella Cuccarini, Claudia Koll e Barbara De Rossi) e l´apparizione nel film di Nanni Moretti "La stanza del figlio", in cui la figlia dell´attore e regista praticava, appunto, la pallacanestro, ecco un altro capitolo cinematogr! afico che parla di basket femminile.
In un momento storico in cui il movimento femminile non sta attraversando un periodo brillante c´è bisogno anche di visibilità. Sicuramente questo film è un´occasione importante, una vetrina di peso anche per chi non mastica o non segue il basket, soprattutto quello femminile.
Non resta, quindi, che attendere l´uscita del film che dopo il primo passaggio nelle sale cinematografiche, preceduto dalla probabile partecipazione a festival e rassegne e da un adeguato battage pubblicitario; sarà infatti trasmesso anche nei canali televisivi della Rai.
@il giornale di Vicenza
Paolo Terragin
SCHIO

Nell´officina con il regista per la metamorfosi in un gioco di colori

Mercoledì 12 settembre 2012 Danilo Sacco si prepara alla seduta di trucco. L´eleganza degli strumenti musicali e il grezzo di un´officina da lavoro. Ha un´ambientazione molto originale l´ultimo video musicale di Danilo Sacco, diretto dal regista e autore Marco Lui, girato in interni in un´officina di Villaverla.Sullo sfondo chiavi, ruote, guantoni e cavalletti da officina. In primo piano il musicista, che esegue il suo brano, "L´Aurora", seduto su una sedia fatta di cartone ed attorniato da strumenti musicali di vario genere. Una chitarra, un sassofono, un grammofono, un trombone. Ogni oggetto ha un valore simbolico. «Non voglio svelare molto sul nostro lavoro - commenta il regista - posso dire che è incentrato soprattutto sui particolari e sui dettagli. Inoltre utilizzeremo molti effetti digitali»."L´Aurora", quattro minuti e tre secondi, inscena la metamorfosi fisica del cantante, fino alla vecchiaia. Un gioco di colori e immagini attraverso cui vedremo il personaggio cambiare nel tempo. Una trasformazione costata ore di lavoro e numerose sedute di trucco alla make up artist fotografica Stefania D´Alessandro. Ma il testo è anche un inno all´amore, ai sentimenti e ai rapporti umani veri che allontanano dall´ intolleranza, dalla falsità e dall´ipocrisia. «Non ha un particolare dedicatario questa canzone - spiega Sacco - la dedico a tutti coloro che vorranno ascoltarla».Il video è il quinto dell´album "Un altro me" e il secondo diretto dal regista Lui che ha collaborato con Sacco nel videoclip della canzone "Non ho che te", girato a TrentoC.R.

Fonte. Il giornale di Vicenza
SPETTACOLI, pagina 45

“Turista per caso”... sulla scacchiera

MAROSTICA. Tra le “stelle” arrivate in città per assistere alla Partita a scacchi anche Syusy Blady, protagonista di tante trasmissioni televisive

Anche quest´anno l´evento ha fatto registrare il tutto esaurito con centinaia di spettatori in arrivo da ogni parte del mondo

 «L´atmosfera qui a Marostica è magica. Il centro medioevale e i colori della Partita rendono la città unica».Sono le parole di un´entusiasta Maurizia Giusti, da tutti conosciuta come Syusy Blady, indimenticata protagonista di grandi trasmissioni televisive come “Turisti per caso”, a Marostica per assistere alla sua prima Partita a scacchi.In questi giorni, sulla scacchiera scaligera, si incontrano però anche altre stelle. Quelle della bandiera americana e la Croce del sud che identifica l´Australia. Se, come spiegano gli organizzatori, tra i fedelissimi della disfida rinascimentale c´è da sempre una delegazione in arrivo dalle basi Usa di Vicenza, l´ultima tourné in Oceania ha acceso la passione per la bella Lionora anche agli antipodi richiamando in città centinaia di visitatori austrialiani. E poi giapponesi in arrivo dalla città gemella Tendo, brasiliani e francesi, oltre agli immancabili tedeschi e olandesi. Un parterre internazionale al quale l´edizione 2012 riserva delle novità.«L´impianto dello spettacolo è consolidato, piace perché ha saputo conservare degli elementi tradizionali e non va stravolto – dichiara il regista Maurizio Panici - ma per questa edizione abbiamo raffinato la drammaturgia».Più teatro e meno torneo cavalleresco, insomma.«Anche perché – spiega il regista – dietro alla sfida a scacchi c´è una storia che merita di essere raccontata».Panici e il suo staff hanno lavorato sui singoli quadri, resi più fluidi, e sulle luci, cercando un effetto da palcoscenico e non da semplice sfilata. La leggibilità dello spettacolo ne ha guadagnato e il centro di Marostica si è trasformato in un teatro all´aperto.«Abbiamo completato il lavoro - chiude il regista - rivedendo i dialoghi e ripulendo il lessico».In sostanza, una partita allo stesso tempo più tecnologica e “di narrazione” per accompagnare colori e costumi che sono il tradizionale piatto forte della serata.Oggi, ultimo giorno con la partita, gli appuntamenti sono due, alle 17 e alle 21. Quest´ultimo seguito dalla traduizionale sfilata di tutti i partecipanti.

FONTE: Il Giornale di Vicenza

 

The Owl of Minerva


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Girato in località Lazzaretto ad Asiago, nel bosco di Lorenzo Cattaneo, grazie alla collaborazione di “Vicenza Film Commission” e dello Iat di Asiago l’ultimo videoclip musicale dalla band emergente “The Owl of Minerva”, perla regia e la produzione esecutiva di Alberto Pilon

“Nei miei sogni” Riprese al via e programma fitto

Sono entrate nel vivo le riprese di “Nei miei sogni", lungometraggio del regista Matteo Pauletto girato nel Vicentino e - come sempre più spesso accade - fatto per passione, con passione e con pochissimi soldi, contando sulla generosità di qualche sponsor giusto per coprire le spese vive, ma senza che nessuno becchi una lira. Ma un sogno in cui si creda può superare qualsiasi ostacolo, specie se l´idea di uno diventa la sfida di tanti.
La storia - senza rivelare troppo - è quella di un manager affermato che si ritrova senza lavoro: un evento che lo porterà a ripensare la propria vita in profondità.

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Vicenza su "Veneto Turismo"

In allegato al Corriere del Veneto, l'opuscolo "Veneto Turismo" racconta gli scenari veneti che sono stati protagonisti di film e fiction. L'articolo dedicato a Vicenza racconta le produzioni assistite negli scorsi anni, dagli indiani Kambakkht Ishq e Badrinath alla fiction coreana Iris II Athena all'italiano Il grande sole rosso.

 

L'articolo in allegato: veneto_turismo

Lo sviluppo del Cinema Digitale nel Veneto

Non sono solo parole, ma segni del tempo che AllDigital Expo, il meeting nazionale dell’installatore digitale, unisce in un evento unico nel suo genere in Italia.
La due giorni di convegni, seminari, esposizioni di AllDigital Expo è infatti un punto di incontro fondamentale per installatori, aziende, associazioni, system integrator, progettisti e player del settore.
In poche parole, la più importante Community italiana sulle tecnologie digitali. Perché la storia la fanno gli uomini. E nell’era digitale i protagonisti sono quelle persone e quelle aziende che con la loro professionalità operano in un mercato in continua evoluzione.

E ad AllDigital Expo le conversazioni riguardano internet e Banda Larga, reti e cablaggio strutturato nelle aziende, multimedialità domestica e professionale, domotica, sistemi di sicurezza e videosorveglianza e l'introduzione della fibra ottica in applicazioni sino ad oggi sconosciute.
Questi e molti altri ancora i temi trattati nell’Expo.
AllDigital parla anche un linguaggio coerente e aggiornato sulle tecnologie presenti e del futuro prossimo: il linguaggio dei numerosi seminari di formazione e di aggiornamento dedicati agli installatori per far crescere la loro conoscenza specifica nel settore della digitalizzazione. La competenza è infatti ormai l’unica chiave di accesso ad un mercato dominato da una tecnologia che richiede una preparazione sempre più specifica.

La Tavola Rotonda prevista al padiglione L giovedì 21 giugno dalle 14 alle 15.30 “Lo sviluppo del Cinema Digitale nel Veneto” sarà l’occasione per fare il punto sulla diffusione e l’applicazione delle tecnologie digitali nelle sale cinematografiche venete. Si discuterà con le figure istituzionali dei finanziamenti messi a disposizione dalla Regione e delle tendenze promosse dal Ministero. Gli esercenti avranno modo di illustrare la situazione delle principali sale venete, mentre i tecnici forniranno gli ultimi aggiornamenti sui progressi delle tecnologie digitali in questo ambito. Interverrà il direttore di Vicenza Film Commission, Vladimiro Riva.

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Ritornano i rastrellamenti in Val Leogra ma è una fiction

 

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Rastrellamenti nazisti fra le contrade della Val Leogra. A qualcuno dev´essere venuto un tuffo al cuore nel vedere quei soldati, vestiti di tutto punto, procedere con le armi in mano a caccia di partigiani e di chi dava loro ospitalità. Un salto a ritroso nel tempo di di 68 anni per una fiction particolare. Ha coinvolto una quarantina di persone tra staff tecnico, comparse e attori, e rotto la routine di cinque località vicentine, lo scrittore e giornalista Luca Valente per girare le scene del “booktrailer" che servirà per promuovere il suo ultimo romanzo thriller “Indagine 40814" (Attilio Fraccaro Editore).

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Gli stupri vicentini diventano film. Così i giovani sfidano la violenza

Un gruppo di attori di 16 e 17 anni mette in scena gli abusi. Si intitola «Black out» e si ispira a storie vere. In Facebook l’appello per portarlo al cinema

 

BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) — Gli articoli della cronaca locale si trasformano in un film. «Black out»: novanta minuti che raccontano, condensandole nella storia di un’adolescente, le violenze sessuali subite da giovani donne venete. Dal recente stupro alla ventunenne che attraversava il sottopasso della stazione ferroviaria di Treviso, agli altri casi rimasti impressi nella mente di una dozzina di ragazzi dell’associazione «Movie’s Geyser » di Mussolente. Un lungometraggio a cui la onlus e i giovani attori (ma anche sceneggiatori) hanno dedicato quattro anni, partendo da zero quanto a tecniche cinematografiche. Hanno mosso i primi passi piano piano e adesso chiedono l’aiuto di volti noti per portare alla ribalta nazionale il film di denuncia sociale. E non solo: per convincere le case di distribuzione della bontà del loro progetto hanno avviato una campagna pubblicitaria sui social network, invitando a mettere «mi piace» su www.facebook.com/blackoutilfilm. Lunedì si contavano più di mille pollici in su, «ma puntiamo ad arrivare a diecimila per settembre», spiega Giorgia Lorenzato, presidente di «Movie’s Geyser» che ha diretto la pellicola con il regista Manuel Zarpellon.

 

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"Piccola Terra" miglior documentario italiano


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"Piccola Terra", il film di Michele Trentini e Marco Romano prodotto dall´Università di Padova in collaborazione con il Comune di Valstagna, ha vinto il premio come miglior documentario italiano alla XV edizione di Cinemambiente Torino, tra i più importanti festival in Europa.
Durante la cerimonia avvenuta al cinema Massimo di Torino e alla quale hanno partecipato Michele Trentini e Aziz Wahbi, la giuria del concorso composta da Andrea Deaglio, Beppe Gamba, Luca Martinelli ha assegnato il primo premio al film girato tra Valstagna e il Marocco con la seguente motivazione: «Per la capacità di narrare un ambiente trasformato in passato con fatica e in ulteriore trasformazione con una prospettiva futura di speranza». In "Piccola Terra" le sequenze tratte da "Fazzoletti di terra" di Giuseppe Taffarel, che nel 1963 ha immortalato i gesti e la fatica degli ultimi coltivatori di tabacco del Canale di Brenta, vengono alternate alle speranze e alle storie di "nuovi montanari" che si prendono cura del paesaggio di Valstagna, anche grazie all´innovativo progetto di adozione dei terrazzamenti.

Fonte Il Giornale di Vicenza, 12 giugno 2012

I ''Duri e Puri' di Parolin sceneggiatura da premio. Valgono 700 mila euro

 

«Datemi un bicchiere d'acqua ». Sarà pure uno sceneggiatore professionista il trentacinquenne di Rosà, Pietro Parolin,ma la vittoria del bando promosso a fine 2011 dalla Regione per la diffusione di opere multimediali giovanili , con finanziamento di 700 mila euro, lo ha colto a guardia abbassata. Ha vinto tra 62 partecipanti, Parolin, e ieri a Palazzo Balbi, di fronte all'assessore alle politiche sociali Remo Sernagiotto e a Carlo Brancaleoni della direzione di rai Cinema, era possibile leggergli in volto l'emozione delle grandi occasioni.

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Un film-denuncia sulla storia di una sedicenne stuprata

Potevano scegliere tra mille argomenti: la scuola, lo sport, amori giovanili. Invece quando quel gruppetto di volontari della Movie´s Geyser, onlus di Mussolente che usa il cinema come strumento di aggregazione, doveva pensare a una sceneggiatura per un film ha deciso per una storia vera di violenza sessuale. E anche dura: una 16enne che si era suicidata quando i suoi aggressori erano stati rimessi in libertà.

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Una pioggia di "best" arriva su "I Palladiani"

Sono ben sette i riconoscimenti al documentario prodotto da Mestiere cinema per Vicenza è

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Il Festival di Finisterra-Aarrabida, Portogallo, ha premiato per sette volte il documentario “I palladiani”, prodotto dalla società veneziana Mestiere cinema per il Consorzio Vicenza è, con la collaborazione di Vicenza film commission.
Il documentario è piaciuto moltissimo alla Giuria internazionale del Festival 2012 dedicato ai film d´arte e al cine-turismo. Al film veneto-vicentino è andato il “Best film Festival Arrabida grand prize”; e ancora il premio come “best documentary” e quello come “best script” da un soggetto del padovano Marco Pettenello, collaboratore, tra gli altri, dei film di Carlo Mazzacurati. Ed ancora ha ricevuto il “best music” del veneziano Giorgio Costantini, e “best post production” curata da Tomas De Marchi, concludendo con “best sound” a riprova della cura tecnica con cui il film è stato realizzato.

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Lo scalpellino ritrovato. Il C´era una volta da film

Il loro nome, finora custodito nella pietra bianca e rosata estratta dal banco roccioso, sagomata, lavorata, scolpita, lisciata o bocciardata con mani pazienti e sapienti, sarà tra breve ricordato dal film-documentario C´era una volta lo scalpellino, dedicato a quegli antichi tonezzani capaci un giorno di trasformare un duro lavoro in arte, grazie ad abilità non comuni, perfino esportate oltralpe. Maestri-scalpellini, lavoranti, apprendisti tutti purtroppo scomparsi, assieme ad un mestiere dalla storia plurisecolare, repentinamente declinato, fino a scomparire dopo la metà del secolo scorso, soppiantato dalla "moderna" civiltà industriale che alla pietra scalpellinata a mano sostituì il cemento armato e il cotto.

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"Ci servirà una Film commission"

Niente “Veneto film commission”, per ora: il Consiglio veneto ha stralciato la norma che voleva lanciare la nuova realtà. Ma il vicepresidente Zorzato non demorde: «Stiamo solo cercando di dare una risposta a una richiesta che è giunta dalle “Film comission” già presenti a livello provinciale a Padova, Treviso, Rovigo e a Vicenza, dove sono molto attivi. Non si tratta di creare qualcosa di nuovo ma di coordinare le loro attività dando loro la possibilità di agire a livello regionale, proprio come ci hanno chiesto, lo ripeto, i nostri stessi interlocutori. In Consiglio hanno obiettato che esiste già una legge che istituisce il Centro di produzione veneto: i “capannoni” per girare film, per intendersi. Cosa ben diversa da un´attività di “film commission” che aiuta le produzioni a girare qui in Veneto, che resta il nostro primo obiettivo da raggiungere».

Fonte Il Giornale di Vicenza, 3 aprile 2012

Il cinema veneto riparte da un western

Beautiful salta a piè pari Vicenza e va in Puglia? Pace. Gli aficionados hanno elaborato il lutto per la perdita di Caroline ed elaboreranno anche questo. Tanto, persa la soap (o la soapressa, vista la sfumata vicentinità della faccenda...), si può virare su un obiettivo di lusso: il cinema veneto. Vicenza film commission organizza infatti per mercoledì alle 17 a villa Cordellina di Montecchio Maggiore “Il territorio incontra il cinema”, appuntamento studiato per diffondere le nuove opportunità offerte dalla che può essere definita come “primavera del cinema veneto”.

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Duelli verbali e psicologia. È il western alla Pozzan

Il regista vicentino ha scoperto un'attrice al mercato di Marostica

A Marcesina arrivano i cowboys. Il grande sole rosso, il film western di Stefano Pozzan è ai blocchi di partenza. «Girare un film western ambientato nell´altopiano di Asiago era un sogno che avevo da tanto nel cassetto - spiega il regista - alla Mostra del cinema due anni fa sono riuscito a parlarne anche con Aurelio De Laurentis, che mi ha dato consigli utili perché questo film si potesse realizzare».
Il progetto del film ha conquistato diversi piccoli produttori cinematografici, che hanno voluto unire le forze per rendere realtà il progetto di Pozzan. E così, dopo Il grande silenzio, girato nel 1967 a Cortina da Sergio Corbucci, il Veneto avrà un suo secondo western. «Stiamo iniziando in questi giorni la costruzione delle scenografie - spiega Pozzan - ci vorranno tre mesi per preparare il tutto.

Le riprese inizieranno lunedì 4 giugno e dureranno cinque settimane. Gli esterni saranno girati sulla Piana di Marcésina: è impressionante la somiglianza tra il panorama dell´altopiano di Asiago e quello della Virginia del 1850. Gli interni invece saranno costruiti a Cinecittà».
Supportato dalla Vicenza Film Commission, il film racconterà la storia di un figlio che ritorna al paese natale per l´omicidio del padre. «Parlerà di intolleranza e razzismo, di pregiudizi e incomprensioni - continua Pozzan - tornando in città il ragazzo vivrà dei flashback che ripercorreranno il rapporto conflittuale con il padre, sfociato nell´abbandono del figlio per assecondare un amore scomodo con una ragazza indiana».

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“Terre Rosse” a... ruba negli Usa e ora arriva a Washington

CINEMA. Un´altra soddisfazione a livello internazionale per il film a bassissimo costo realizzato da Dennis Dellai e ambientato nel Vicentino

THIENE. La qualifica di internazionale se l´era già guadagnata con i passaggi a Praga, Marsiglia e in Florida. Adesso “Terre Rosse”, che si appresta a tornare sugli schermi d´oltreoceano, diventa ufficialmente un “caso”. Il 25 aprile il film del thienese Dennis Dellai sarà proiettato all´ambasciata italiana a Washington grazie all´Italian Cultural Institute, che nel ciclo dedicato al cinema tricolore propone classici come “Amarcord”, “Nuovo Cinema Paradiso” e “Amici miei”.Un´ulteriore conferma per un piccolo miracolo, costato meno di 20 mila euro e finito pure nelle mani dell´attore Nicholas Cage. La data scelta per la première washingtoniana non è casuale, dato che la storia d´amore tra la maestra partigiana e il brillante funzionario del ministero fascista si intreccia con le vicende della Resistenza nell´Alto Vicentino.Fin qui nulla di strano, a parte il fatto che per un cineasta di casa nostra e il suo manipolo di appassionati “vendere” (si fa per dire...) un film negli States è come portare il ghiaccio in Alaska. Ma la particolarità della vicenda sta nel fatto che il lungometraggio tratto dal libro di Flavio Pizzato attraversa per la seconda volta l´Atlantico dentro una busta, destinazione la capitale nordamericana. Sì, perché la copia spedita tempo fa è misteriosamente sparita dagli archivi dell´istituto di cultura. Non si sa se censurata da un funzionario dalle idee maccartiste o finita nel salotto di qualche cinefilo yankee, forse rapito dagli occhi verdi della protagonista Anna Bellato, oppure dagli scenari della Pedemontana. Quel che è certo che è “Terre Rosse” (che in Italia ha raggiunto quasi 70 sale e venduto 5 mila dvd) continua a destare interesse anche nel Paese di Spielberg e Tarantino. P.MUT.

Il gironale di Vicenza - mercoledì 29 febbraio 2012 – SPETTACOLI – Pagina 64

PRODUCT PLACEMENT.Quei gioielli “star” del cinema

Vicenza Oro Winter

Portare i gioielli al cinema è possibile, anche se si è una piccola azienda. E soprattutto fa vendere. È questo il messaggio lanciato ieri mattina a VicenzaOro Winter, durante il convegno “Un gioiello di film”, durante il quale Massimo Marnetto, del ministero dello Sviluppo economico, Licia Mattioli, presidente di Federorafi, Lamberto Mancini, segretario generale di Anica e direttore di Cinecittà, ed Elisa Coltri, di Cattleya, moderati da Francesca Medolago Albani di Anica, hanno illustrato alle imprese come promuovere il loro marchio sul grande schermo.

gioielli

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Ciak, si gira Per gli Sleepy Garden Videoclip in Brenta

Girato a Nove, nelle terre della golena del Brenta, il primo videoclip della band bassanese dei Sleepy Garden.

Un back-stage semplice, ma efficace e dinamico, quello del gruppo musicale, una realtà emergente e che ha deciso di realizzare questo filmato a supporto del singolo dal titolo "Il giardino incantato".
Quattro i musicisti impegnati: Joe (Giovanni Cadore di origine novese) chitarra e voce, Criss (Christian Sonda) pure chitarra, Mauri (Maurizio Fogliato) al basso e Simon (Simone Ventura) alla batteria.
Le riprese si sono sviluppate nell´arco di un paio di giorni, sulla base di una sceneggiatura ben congegnata dal regista Aldo Grammatica.
I quattro elementi della band hanno voluto mescolare il loro stile rock, con solida ispirazione italiana, al paesaggio della natura.
A rendere più vivide le immagini i colori autunnali della vegetazione del Brenta, in particolare nello scenario suggestivo e fiabesco del Bosco Magico, creato dall´artista Roberto Costa e popolato di figure allegoriche, luoghi disegnati dai grandi sassi del fiume, sentieri intrisi di brine e nebbie di stagione.
«La nostra intenzione è condurre l´ascoltatore e lo spettatore del video, in un percorso carico di emozioni magiche, con i riff delle chitarre sapientemente miscelati tra loro - spiega Giovanni Cadore - Si tratta di un percorso in un mondo praticamente scomparso, non più esistente, ossia gli spazi naturali».
«Sovraffollamento, inquinamento, stress, ansie e tante costruzioni non lasciano più libertà di respiro e d´immagine».
Nei testi e nella musica de “Il giardino incantato" si può percepire la storia di uno di noi che cerca di lasciarsi alle spalle i patemi dello sconfortante paesaggio urbano, recandosi appena fuori città in un luogo vicino, dove spuntano fate e luoghi fiabeschi.
Proprio le figure femminile delle fate diventano muse ispiratri! ci per il brano musicale.

Fonte  Il Giornale di Vicenza, 14 gennaio 2012

Il cinema aiuta il turismo e Capri ne è la prova

Pubblichiamo l’intervento al Capri International Film Festival di Antonio Tajani che ha per tema “Finanziamenti e buoni proposoiti: a quante velocità viaggia l’Europa cinematografica“.

Capri è una capitale europea del cinema. Nessun posto al mondo esprime quel raffinato mix di bellezza, storia, cultura, fascino e capacità di far sognare ad occhi aperti che riassumiamo con due parole che figurano nell’immaginario collettivo universale: Capri & Cinema. L’’identità culturale e sociale dei cittadini italiani ed europei deve moltissimo all’industria cinematografica. Al cinema va riconosciuto l’enorme merito di aver avvicinato il grande pubblico alla cultura, di conseguenza alla comprensione e al rispetto reciproco tra culture lontane e diverse.Sono valori che vengono sostenuti e promossi, attivamente, dalla Ue. Come Commissario europeo responsabile per l’Industria e l’Imprenditoria, il mio obiettivo è rafforzare la competitività dell’industria del cinema europeo.
Dobbiamo sostenere ed incentivare, infatti, investimenti adeguati per le attrezzature, la produzione, la distribuzione, la formazione e per sostenere nuovi modelli d’impresa. In tale contesto, la Commissione europea ha avviato iniziative importanti, prevedendo nuove opportunità di finanziamento. Mi limito a citarne tre, in particolare: il programma Media per il cinema (in vigore sino al 2013); il nuovo programma “Creative Europe” per il periodo 2014-2020;il contributo alla digitalizzazione. Ma vorrei soffermarmi anche su due aspetti che hanno risvolti di assoluto rilievo per l’Italia, ovvero: la dimensione locale e regionale e le sinergie tra Cinema & Turismo.
Dal 1991 il programma Media sostiene la competitività del cinema in Europa. L’obiettivo è aumentare la circolazione di film europei e valorizzare la diversità culturale e linguistica europea. Ogni anno, circa 300 nuovi film prodotti e distribuiti in Europa ricevono supporto finanziario da Media: ovvero un film su due.

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Ai margini del bosco, in pellicola la battaglia degli ultimi malgari

La vita di malga, un mondo che rischia di scomparire nonostante l'importanza che la malga riveste per l'altopiano in termini economici ed ambientali. Malghe messe sotto assedio da un bosco che incalza togliendo metro dopo metro di pascolo all'alpeggio; malghesi e la loro vita messa in discussione da un'agricoltura sempre più industrializzata, dalla voglia di una vita più confortevole, da giovani che abbandonano la vita contadina.


Ma rimane un ristretto gruppo di tenaci allevatori che mantengono antichi rituali difendendo una vita che considerano la massima espressione della libertà. Una vita di difficoltà ma anche di grandi spazi, di tempi scanditi dalla natura, di panorami mozzafiato, di silenzi profondi. E sono questi malghesi e questa vita che Simone Covini vorrebbe cercare di raccont! are con il documentario "ai margini del bosco, gli ultimi malgari".


Un progetto che il 37enne regista milanese ha in testa da tempo. «Passo le mie vacanze sull'altopiano da 30 anni - spiega - e sono sempre stato affascinato da questo mondo che, come una romantica poesia, uomini, boschi, animali e pascoli vivono un'intrinseca relazione in cui bellezza, natura, fatica, vulnerabilità, violenza e dolcezza si amalgamo in un'ode alla vita».

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Anche grazie al recente film festival di Gallio, il progetto ha già trovato interesse nel mondo cinematografico. Per tutta l'estate il promo del documentario è proiettato nei trailer prima delle proiezioni al cinema Lux di Asiago. E dal progetto nasce anche una mostra fotografica che riproduce immagini, momenti e anche sensazioni della via di malga. Dalle albe strabilianti alle piogge incessanti, da volti tirati dalla fatica ad occhi che trasmettono serenità. Una mostra nata come atto promozionale al docume! ntario ma poi diventata espressione artistica a se stante ed a! rricchita anche con le sculture di Aldo Sartori. Inaugurata lo scorso 9 agosto, proseguirà per tutto il mese nelle sale al piano primo della galleria Vittoria di Corso IV Novembre ad Asiago.

Fonte Il Giornale di Vicenza, 13 agosto 2011

Dalla Palestina a Vicenza: “Al Quds” un corto da premio

Se Bassano ultimamente ha ospitato le riprese di numerosi film, ora tocca al Monte Grappa trasformarsi in set cinematografico. Una troupe di giovani sta infatti girando il cortometraggio “Running wild”, operazione resa possibile dalla vittoria a un concorso indetto dal Centro sperimentale di cinematografia di Roma che mirava a premiare progetti che parlino del futuro.


Sotto la guida del regista Alberto Scapin lavorano due attori di vaglia: Thierry Toscan, italo-francese, rivelazione per “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, vincitore del David di Donatello nel 2008; Dave Barlown, di origine veneziana, impegnato a teatro e anche nelle fiction “I Cesaroni” e “Un medico in famiglia”.
Il film sarà proiettato nella mostra “Unicità d'Italia"; che inaugurerà il 30 maggio al Palazzo delle esposizioni di Roma e che fa parte del programma ufficiale della presidenza del Consiglio dei ministri per le celebrazioni dell'Unità.


Lo stesso gruppo di lavoro aveva realizzato due anni fa il corto “La legna del vecio” (diretto da Pietro Parolin), per conto di Sky cinema, canale sul quale è ripetutamente andato in onda. Lì l'ambiente della montagna era rappresentato attraverso un episodio che si narra avvenuto nel passato: un montanaro, stanco di subire furti dalla legnaia, inserisce una spoletta in un ciocco in modo da individuare il proprietario della stufa nel quale finisce la refurtiva. In “Running wild”, invece, che si gira fra il Pian dei noseari, Cima Grappa e Valle Santa Felicita, il tema è il confronto-scontro fra l'accelerazione della vita quotidiana e i ritmi ancestrali della natura, analizzato attraverso un ciclista high-tech e molto competitivo, che rimane ferito scalando il Grappa, e un malgaro, che lo accoglie e lo cura facendogli scoprire sapori antichi e contatto con la terra. Protagonista molto efficace anche un caprone addomesticato, di nome Elvis, che nella finzione provoca la rovinosa caduta della bici.


Fonte Il Giornale di Vicenza, 5 luglio 2011

Il nuovo film di Budina sugli schermi anche in Italia

 Da luglio “Balkan Bazar” del regista albanese-bassanese

Il regista Edmond Budina

BASSANO
Approda sugli schermi italiani il nuovo film di Edmond Budina, il regista albanese che da anni vive e lavora a Bassano. Ai primi di luglio infatti distribuito, dalla Mediaple Italia (che l'ha prodotto con l'EraFin Albania), “Balkan Bazar”, prima produzione ufficiale italo-albanese , che vede Budina tornare dietro la macchina da presa dopo il felice esordio di “Lettere al vento”, 2002.
“Balkan Bazar”, film che potrebbe essere inserito nella locandina di Operaestate, è un'appassionante quanto surreale commedia che trae spunto da fatti realmente accaduti durante il conflitto greco-albanese, avvenuto agli inizi degli anni Quaranta, a seguito del quale è stato aperto un lungo contenzioso, ancora in corso, riguardante la questione dei cimiteri di guerra per i militari caduti nei territori a sud dell'Albania. Il tutto in una “Ballata balcanica”, come dice il titolo, i vecchi rancori e i fantasmi del passato, riaffiorano nel presente, generando situazioni comiche a volte assurde, altre grottesche e surreali, tipiche dello stile dell'autore e regista.
Da segnalare che “Balkan Bazar” è stato già distribuito, da aprile, in Albania dove ha stabilito un record assoluto in termini di spettatori. A.F.
    IL GIORNALE DI VICENZA Giovedì 16 Giugno 2011 SPETTACOLI, pagina 50

Film Festival da Gallio ad Asiago alla ricerca del salto di qualità

CINEMA. Quest'anno la quindicesima edizione della rassegna presieduta da Greco e dedicata alle opere prime italiane
Accordo fra i due comuni dell'Altopiano per puntare al decollo di una manifestazione già promettente quanto a qualità
Il Gallio Film Festival si sposta ad Asiago. Dopo 14 anni il festival del cinema italiano opere prime lascia la sala del Cineghel, il cinema parrocchiale di Gallio dove è nato, ed “emigra” al Lux, sempre parrocchiale ma di Asiago. Una scelta che ha destato qualche perplessità sia nel centro altopianese che tra i cinefili. Anche perché il festival galliese otteneva sempre una discreta risposta di pubblico; l'anno scorso sono stati staccati oltre 1500 biglietti nei nove giorni di proiezioni. E la parrocchia, come conferma lo stesso parroco don Laudario Dal Bianco, aveva dato la stessa disponibilità dei locali come da 14 anni da questa parte.
Pare che fosse proprio la rilassata atmosfera montana estiva una delle chiavi del successo del festival come ha più volte ribadito il presidente Emidio Greco, regista di “L'invenzione di Morel”, di “Il Consiglio d'Egitto” e di “Una storia semplice”. «La rassegna galliese è un palcoscenico dove giovani autori si possono mettere in luce e confrontare con i loro colleghi – spiega Greco -. Un incontro fra nuovi protagonisti del cinema italiano che si svolge in un ambiente rilassato, ripulito dalle frivolezze che possono distogliere l'attenzione dai lungometraggi».
Molti sceneggiatori, registri e attori hanno preso il volo da Gallio, primo su tutti Giorgio Diritti che nel 2006 ha partecipato al festival vincendo il premio di migliore film con “Il vento fa il suo giro”. Anche Fabrizio Bentivoglio ha scelto Gallio come rampa di lancio come registra presentando la sua pellicola “Lascia perdere Johnny”. Il festival poteva contare su un cast”di organizzatori e giurati che, oltre a Emidio Greco, includeva i registi Gianluca Arcopinto e Fabio Rosi, gli attori Lino Capolicchio e Sandra Ceccarelli, lo scrittore Piersandro Pallavicini, il montatore Paolo Cottignola e il giornalista Michele Serra.
Perché allora la “defezione” verso i lidi asiaghesi? «Perché, nonostante tutto, il festival in 14 anni non è riuscito a decollare trovando una sua identità – sostiene il sindaco di Gallio Pino Rossi –. Quindi si è scelto di cercare una collaborazione con Asiago per far fare un salto di qualità importante a questo festival che meritava più attenzione e più sostegno anche economico da parte delle istituzioni preposte».
«Asiago da tempo voleva creare un evento cinematografico importante, tanto che da tre anni esiste una collaborazione fattiva con la Mostra di Venezia e con il suo direttore Marco Müller – spiega per parte sua l'assessore alla cultura di Asiago Roberto Rigoni –. Però con questo voglio sottolineare che non si deve interpretare il cambiamento di sede del festival come un'usurpazione di Asiago bensì come una collaborazione produttiva per aumentare il target della manifestazione e il suo prestigio».
Gerardo Rigoni
IL GIORNALE DI VICENZA 6 giugno 2011

Sulla piana di Marcesina cavalcano i cowboy

CINEMA. Il regista di Montecchio Maggiore Stefano Pozzan ha già effettuato i sopralluoghi
A ottobre le riprese del film che, dice il regista, «sarà una storia d'amore tra un'indiana e un uomo bianco nella Virginia del 1850»

ASIAGO
Un film western, ma girato ad Asiago. Stefano Pozzan, regista vicentino originario di Montecchio, realizzerà un Western sulla piana di Malcesina. Dopo il successo del film in dialetto vicentino "I giorni di ieri", presente alla Digital Expo della Mostra del Cinema di Venezia 2010, Pozzan questa volta produce in italiano: «La mia presenza a Venezia, lo scorso settembre, mi ha dato la possibilità di parlare con alcuni produttori cinematografici con cui ho condiviso un mio sogno - spiega Pozzan - girare un film western e precisamente un storia d'amore tra un uomo bianco ed un'indiana, nella Virginia del 1850. Ne avevo parlato durante la Mostra con Aurelio De Laurentiis, ma lui gentilmente mi aveva detto che sebbene l'idea gli piacesse, preferiva produrre in Italia soltanto delle commedie».
Pozzan ha quindi esposto la sceneggiatura a dei produttori indipendenti che hanno accolto la sua idea ed il progetto è andato in porto, riunendo la Biplano Film con una co-produzione nazionale: «L'unica condizione che ho posto ai co-produttori è di girare gli esterni sull'Altopiano di Asiago, sulla piana di Marcesina. Ho scelto quel posto per lo stupendo paesaggio, molto simile alla Virginia dell'America del Nord e poi anche perché, come ho già detto in occasione del mio film precedente, sono molto legato alla mia terra. Per gli interni dovrò invece andare negli Studios di Roma».
Pozzan sta valutando in questi giorni gli attori: «La ragazza indiana l'ho già scelta, mentre per il protagonista penso ad un attore internazionale, di cui ora non svelo in nome, che ho conosciuto proprio a Venezia».
«Lui è entusiasta, tanto che in questi giorni è a Vicenza in gran segreto con il suo agente. Per quanto riguarda la supervisione alle scenografie e ai costumi, mi sono rivolto a Mariano Barban, famoso addestratore ed esperto Western».
Le riprese inizieranno ad ottobre: gli esterni saranno registrati in autunno inoltrato: «In questi giorni stanno partendo le richieste dei vari permessi agli enti preposti, sia per le location, sia per le armi - spiega Pozzan - le riprese termineranno i primi giorni del 2012».
Nel frattempo proseguono le proiezioni gratuite de "I giorni di Ieri" in Veneto.
Eva Dallari
Martedì 31 Maggio 2011
IL GIORNALE DI VICENZA SPETTACOLI Pagina 50

Ciak, si gira sul Monte Grappa

RIPRESE. Una troupe al lavoro per la realizzazione di un cortometraggio che sarà presentato a fine mese a Roma

Sotto la guida del regista Alberto Scapin lavorano Thierry Toscan e Dave Barlown. Le scene sono registrate a “Pian dei noseari”

Se Bassano ultimamente ha ospitato le riprese di numerosi film, ora tocca al Monte Grappa trasformarsi in set cinematografico. Una troupe di giovani sta infatti girando il cortometraggio “Running wild”, operazione resa possibile dalla vittoria a un concorso indetto dal Centro sperimentale di cinematografia di Roma che mirava a premiare progetti che parlino del futuro.
Sotto la guida del regista Alberto Scapin lavorano due attori di vaglia: Thierry Toscan, italo-francese, rivelazione per “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, vincitore del David di Donatello nel 2008; Dave Barlown, di origine veneziana, impegnato a teatro e anche nelle fiction “I Cesaroni” e “Un medico in famiglia”.
Il film sarà proiettato nella mostra “Unicità d'Italia” che inaugurerà il 30 maggio al Palazzo delle esposizioni di Roma e che fa parte del programma ufficiale della presidenza del Consiglio dei ministri per le celebrazioni dell'Unità.
Lo stesso gruppo di lavoro aveva realizzato due anni fa il corto “La legna del vecio” (diretto da Pietro Parolin), per conto di Sky cinema, canale sul quale è ripetutamente andato in onda. Lì l'ambiente della montagna era rappresentato attraverso un episodio che si narra avvenuto nel passato: un montanaro, stanco di subire furti dalla legnaia, inserisce una spoletta in un ciocco in modo da individuare il proprietario della stufa nel quale finisce la refurtiva. In “Running wild”, invece, che si gira fra il Pian dei noseari, Cima Grappa e Valle Santa Felicita, il tema è il confronto-scontro fra l'accelerazione della vita quotidiana e i ritmi ancestrali della natura, analizzato attraverso un ciclista high-tech e molto competitivo, che rimane ferito scalando il Grappa, e un malgaro, che lo accoglie e lo cura facendogli scoprire sapori antichi e contatto con la terra. Protagonista molto efficace anche un caprone addomesticato, di nome Elvis, che nella finzione provoca la rovinosa caduta della bici.

Alessandro Zaltron

FONTE: Il Giornale di Vicenza

Mercoledì 04 Maggio 2011 BASSANO, pagina 42

Il bordello di via Carducci è un film con tanto di trailer

È pronto il trailer del cortometraggio dedicato ad Angeleeno and Zoomma Zoomma's, che sarà presto iscritto, ai concorsi nazionali e internazionali, dedicati ai “piccoli film”. Ambientato negli anni '50, si tratta della prima vera produzione artistica di Giuliano Cremasco, regista scledense con il sogno nel cassetto del cinema.


«Angeleeno mi ha fatto assaporare il gusto della creazione con la macchina da presa - ha spiegato il trentaseienne, che in molti definiscono il 'Tornatore dell'Altovicentino' - ho già in cantiere la prossima produzione. Anche questa volta, sarà ambientata negli anni '50, un periodo mitico che mi ispira moltissimo».


Angeleeno and Zoomma Zoomma è stato girato all'interno del locale Due Spade, di via Carducci, che per l'occasione, è stato trasformato in un! a delle case d'appuntamento chiuse con la legge Merlin. Angeleeno,nel cortometraggio, da magnaccia, si cimenterà nel mondo della musica. Abbandonerà il mestiere di 'protettore', facendo carriera persino in America. Peccato che il finale sia drammatico: il cantante dall'aspetto inquietante, ma allo stesso tempo seducente, verrà ucciso da un fan che lo reputa uno sfruttatore incallito che merita di essere eliminato per il bene dell'umanità.
«Abbiamo finito di girare pochi giorni fa - conclude Cremasco - sul set, con tutta la troupe composta da Erica Spaziani,Francesco Sandonà , Roberto Zanini , Luigi De Frenza ,Andrea Colbacchini e Alberto Sola. E ancora: Julien Bouchard e Lise Andreoletti , Gianluca Dalle Ore e tanti altri validissimi collaboratori, senza i quali non avrei potuto realizzare questo progetto».

Fonte Il Giornale di Vicenza, 19 aprile 2011

L'antica osteria si trasforma in “casa chiusa”

Il regista Giuliano Cremasco ha coinvolto amici da tutto il Vicentino per ricreare l'atmosfera tipica dei bordelli anni '50, banditi dalla legge Merlin

Un bordello che deve chiudere a causa della legge Merlin ed un magnaccia che scopre la passione per la musica, diventando una star americana. S'intitola “Angeleno and Zooma Zooma's” il cortometraggio di Giuliano Cremasco, il trentasettenne scledense, che nel 2009, ebbe gli onori della cronaca per aver vinto il premio Chatwin con un reportage in India.


È ambientato negli anni '50 e per il set, che sarebbe piaciuto a Fred Buscaglione, il regista ha utilizzato l'antica osteria Due Spade di via Carducci, durante la Grande Guerra frequentata anche da Ernest Hemingway, come riporta una targa all'esterno.
«L'idea iniziale era quella di girare un semplice video musicale, che promuovesse la band di cui faccio parte – spiega con orgoglio Cremasco – il locale mi ha! stimolato molto e così, ho allestito un vero e proprio set cinematografico, mettendo in piedi il cortometraggio, che stiamo girando, grazie ai proventi del mio gruppo musicale e allo sforzo di chi ci sta sostenendo. Gli attori e le attrici sono tutti di Schio, Thiene e Vicenza e stanno dimostrando grande professionalità. I dialoghi sono curati dalla compagnia 'Schio Teatro '80'».


Quella di Angeleno è una storia dai risvolti drammatici, perchè all'estero troverà fortuna ma anche una brutta fine.
«Mi sembra uno di quei casi in cui la realtà supera il sogno – ha concluso Giuliano Cremasco – non avrei mai pensato di tirar fuori un cortometraggio del genere. Abbiamo girato la prima parte delle scene con tre camere HD con ottiche 35 millimetri per dare un look decisamente cinematografico. Durante le riprese, è stato girato anche l'audio in presa diretta. Contiamo di finire il corto nel giro di un paio di settimane. Qui! ndi, di gareggiare in concorsi internazionali».

Fonte Il Giornale di Vicenza, 12 marzo 2011

Dopo la fiction turisti coreani alla ricerca delle location

Il nome di Vicenza arriva lontano. In Corea. E da là torna indietro portando dei turisti. Un paio di studenti nei giorni scorsi si sono affacciati agli uffici Iat di piazza Matteotti, all'oscuro uno dell'altro della visita, ed entrambi cercavano le location dove sono state girate le puntate della serie televisiva “Athena” che sono state girate nel Vicentino nell'agosto 2010.


L'estate scorsa, infatti, la Taewoon Entertainment aveva portato una sua troupe in città, che aveva fatto da sfondo ad alcuni episodi. Alcune sequenze sono state particolarmente spettacolari, in ossequio alle trame in stile action movie, come quella girata nella zona di ponte degli Angeli nel bel mezzo della scorsa estate. E attorno a Natale sono andate in onda in Corea le immagini delle ville palladiane e del centro città.

 

Nei prossimi mesi la serie verrà trasmesa anche in altri Paesi del Sud asiatico, per un pubblico di 200 milioni di telespettatori. La studentessa sta lavorando ad una tesi universitaria e ha raccolto materiale su Vicenza; l'altro studente ha dichiarato di essere diretto in Svizzera ma di aver fatto sosta in città dopo averne visto le immagini in Tv. In concomitanza con la messa in onda delle puntate è partita anche l'operazione turistica con il tour operator Hana Tour che sta proponendo viaggi a Vicenza e nel Veneto.

"Produrre e girare film nel Veneto serve al turismo"

«I giorni di ieri, girato nel Vicentino è un esempio che deve far scuola»

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L’assessore Marino Finozzi

 

Venezia

A proposito del film “I giorni di ieri”, presentato alla Mostra di Venezia, l’assessore regionale al Turismo, Marino Finozzi, ha rilasciato una dichiarazione. «La lingua veneta, i colori delle nostre campagne, e soprattutto la dignità della nostra gente, per una volta non rappresentata in maniera macchiettistica nel ruolo subalterno della cameriera o del garzone veneto. Ho visto “I giorni di ieri”, bellissimo film del vicentino Stefano Pozzan e sono orgoglioso che questo giovane regista abbia fatto la scelta coraggiosa di portare sul grande schermo una storia della nostra terra nella sua lingua originale. È una scelta non facile, sicuramente un azzardo distributivo. Ma sono convinto che quando l’opera d’arte è valida, sia giusto avere coraggio.

“L’albero degli zoccoli” non sarebbe stato il capolavoro che tutti abbiamo amato senza il dialetto, a “Gomorra” l’uso del dialetto napoletano non ha impedito un successo internazionale. Mi fa piacere che Pozzan non si sia fatto condizionare da un apodittico complesso di inferiorità dei veneti». «Da assessore al Turismo - prosegue Finozzi - voglio ringraziarlo anche per un altro motivo: la scelta di girare nel Vicentino. Il cinema è un potentissimo mezzo di costruzione di emozioni. L’ambientazione di un film non solo consente di far conoscere un territorio, ma è anche in grado di trasmettere più facilmente che con altri mezzi di comunicazione un’immagine positiva, di indurre emozioni in grado di orientare la scelta del luogo da visitare o in cui trascorrere le vacanze.

Ci sono esempi eclatanti in questo senso: la Francia l’ha capito e negli ultimi anni il cinema ha fortemente collaborato con il territorio per la realizzazione di produzioni internazionali che promuovessero le location locali ottenendone un tangibile riscontro nei flussi turistici. Ma anche da noi non mancano gli esempi: pensiamo al caso della fiction “Elisa di Rivombrosa” che ha determinato il successo dei paesino di Agliè in Piemonte, quadruplicando in un anno il numero dei visitatori del locale Castello, e portando clienti ai ristoranti, agli alberghi locali e alle attività commerciali locali.

 Lo stesso vale per i luoghi della Sicilia del commissario Montalbano». «Penso sia tempo che anche il Veneto - conclude Finozzi - pensi al cinema anche come un potente ambasciatore di cultura, ed inserisca l’audiovisivo nella propria visione di marketing turistico strategico, con accordi tra le produzioni cinematografiche e gli enti territoriali già dalla fase di pre-produzione del film per la successiva promozione dei luoghi utilizzati nelle riprese e l’inserimento delle location nei titoli di coda dei film. Nel film “I giorni di ieri” ho trovato con piacere i luoghi del Vicentino che amo. Spero che la scelta di girare nel Veneto coinvolga non solo le produzioni indipendenti e i registi locali, ma che anche le grandi produzioni internazionali riescano ad andare oltre alle classiche gondole veneziane, per sfruttare la ricchezza paesaggistica del Veneto per dare emozioni agli spettatori».

 Fonte: Il Giornale di Vicenza 12 settembre 2010, pag.51

L’assessore Finozzi sul set a Marostica promuove Vicenza

IL GIORNALE DI VICENZA

Martedì 20 Luglio 2010

L’assessore Finozzi sul set a Marostica promuove Vicenza

L’assessore regionale al turismo Marino Finozzi ha visitato il set di Marostica mentre una troupe coreana registrava alcune scene. Per l’occasione Vicenza è ha presentato alla troupe la pubblicazione “Vieni a Vicenza” in lingua coreana.

 

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E in Corso stramazza il cattivo

IL GIORNALE DI VICENZA

Lunedì 12 Luglio 2010

IL SET COREANO.

Ieri mattina sotto gli occhi dei curiosi primi ciak vicentini per la serie Tv della Taewoon Entertainment

E in Corso stramazza il cattivo

La spy story orientale ospitata in città per alcuni giorni. Segreti nomi degli attori e dell’albergo perché si teme l’assedio dei fansTerroristi inseguiti da agenti segreti in centro storico. È accaduto ieri mattina fra corso Palladio e contrà San Gaetano Thiene. Ma non c’entrano né Al-Qaeda né la Cia: la regia è coreana. Ieri si è infatti svolta la prima giornata di riprese di “Athena”, una serie televisiva coreana ambientata a Vicenza ed in Veneto: una spy story a base di intrighi internazionali che farà ammirare le bellezze paesaggistiche e architettoniche della città e della provincia a 200 milioni di spettatori in tutta l’Asia.Sotto lo sguardo incuriosito dei vicentini che in corso Palladio si dirigevano verso la Messa, portavano a spasso i figli o entravano al bar per fare colazione - tenuti a distanza dalle inquadrature delle telecamere dal cartello «attenzione set cinematografico» e soprattutto da un’imponente bodyguard - poco dopo le 10 è stata girata la scena più spettacolare. Dalla libreria all’angolo fra corso Palladio e contrà San Gaetano Thiene balza fuori dal negozio il libraio-terrorista smascherato dagli 007 incaricati di risolvere il mistero legato al codice segreto “Grigio gatto”, che è anche il nome “in arte” della libreria con tanto di targa in ottone realizzata ad hoc, e di liberare dal rapimento la figlia del presidente della Corea del Sud, studiosa di Palladio, che per questo risiede a Vicenza. Come da copione, inutile la fuga: il cattivo muore. Ma, naturalmente, ad affrontare le scene più pericolose è una controfigura e a morire un manichino. Il regista urla «stop» alla fine della scena e un vicentino si rallegra per aver finalmente compreso una parola pronunciata dall’orientale «Anca in corean stop se dixe stop!” scherza con l’amico. Attorno, le ragazze della troupe sventolano coloratissimi ventagli sotto il sole cocente, mentre fervono i preparativi per la scena successiva: decine di persone al lavoro per realizzare una manciata di secondi di filmato.Qualche ora prima, alle prime luci dell’alba, piazzale della Vittoria a Monte Berico era stato lo scenario per le scene romantiche fra i protagonisti della pellicola. Poco dopo è stata girata la passeggiata lungo le scalette di Monte Berico, e poi molte altre scene in contrà Porti e nella stamperia Busato.La produzione cinematografica conta 160 operatori, 120 coreani della Taewoon Entertainment e 40 italiani della veneziana “Mestiere Cinema”, attori principali coreani e una quindicina di comparse vicentine: «Abbiamo scelto Vicenza e il Veneto per le loro bellezze - spiega la produzione coreana -. È il secondo episodio della serie tv, il primo lo abbiamo girato in Ungheria Ora rimarremo a Vicenza fino a fine luglio per varie riprese in città e in provincia e poi ci sposteremo in montagna a Zoldo».Da parte della produzione riserbo assoluto sull’identità degli attori coreani e sull’hotel che li ospita: «Presenteremo il film tra cinque mesi e non vogliamo svelare i nomi prima. Se diciamo i nomi e l’albergo dove dormono, l’hotel verrebbe circondato da coreani armati di fiori che risiedono in Italia, perché gli attori sono molto amati». E i coreani ringraziano i padroni di casa: «Il Comune e Vicenza Film Commission ci aiutano moltissimo semplificando il nostro lavoro. Ci troviamo molto bene qui a Vicenza».Fra i principali sponsor della produzione c’è anche la Hana Tour, l’operatore turistico più importante della Corea del Sud; in collaborazione con la Regione Veneto, promuoverà pacchetti turistici per far conoscere al pubblico coreano i luoghi delle riprese.N.R.

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Terroristi in città. Ma è un film

IL GIORNALE DI VICENZA

Mercoledì 07 Luglio 2010

CINEPRESE IN CENTRO. La Taewon Entertainment ha compiuto sopralluoghi in provincia. Già pronti pacchetti turistici

Terroristi in città. Ma è un film

Da domenica troupe coreana gira la serie “Athena”. L’episodio riguarda la figlia del presidente rapita da un commando

Una storia di intrighi internazionali e di amori tra le architetture del Palladio. Da domenica a fine mese il centro di Vicenza diventerà scenografia per le riprese di “Athena”, la continuazione della serie televisiva coreana “Iris”, seguita in Asia da più di 200 milioni di spettatori, tra cui appassionatissimi i giapponesi.
Con il sostegno della Regione e di Vicenza Film Commission, e con la collaborazione del Comune, fino a giovedì 15 luglio gli attori della troupe di Athena saranno in città, dove gireranno romantiche passeggiate, ma anche rapimenti, investimenti e fughe in auto.
La macchina organizzativa è stata messa in moto, per conto dei produttori coreani, dalla veneziana Mestiere Cinema che ha già curato le riprese vicentine di Casanova e Sognando l’Africa. Il Comune concederà alla produzione di riprendere gratuitamente alcuni monumenti, tra cui il teatro Olimpico, e metterà a disposizione agenti della polizia locale per il controllo della viabilità durante le scene d’azione.
«Ritengo - commenta il sindaco Achille Variati, che ha la delega al turismo - che si tratti di un’importante opportunità, a costi assolutamente ridotti, per veicolare l’immagine di Vicenza nel mondo asiatico, in forte espansione non solo economica, ma anche culturale e turistica».
La trama del telefilm, poi, ben si sposa con la valorizzazione delle bellezze artistiche di Vicenza: l’episodio girato in città racconta la storia del rapimento della figlia del presidente della Corea del Sud, studentessa di architettura appassionata del Palladio, che per questo abita e studia a Vicenza. A turbare questa quiete sarà un gruppo di terroristi internazionali che per raggiungere l'obiettivo non esiterà a mettere in scena sparatorie, fughe dalle finestre, spericolate corse a piedi e in auto. Tra le “location” scelte, oltre all’Olimpico, ci saranno piazzale della Vittoria, l’Arco delle Scalette, i Giardini Salvi, corso Palladio e altre vie del centro, e in provincia Marostica, Montecchio Maggiore e Bassano.
Come è nata, allora, questa collaborazione? Il produttore coreano Taewon Entertainment attraverso la delegazione Enit di Seoul, ha interessato l’assessore regionale al Turismo Marino Finozzi e Vicenza Film Commission, dato che intendeva realizzare “Athena” per la SBS TV in Italia e in particolare nel Veneto. Dopo una serie di attenti e puntuali sopralluoghi iniziati alla fine di maggio, e dopo una richiesta di vari servizi, la produzione ha concordato con la veneta Mestiere Cinema un accordo per la produzione esecutiva, grazie anche ad un contributo messo a disposizione da Finozzi. La stessa scelta delle location è avvenuta a seguito di accordi con gli organismi veneti interessati ed già è previsto che Hana Tour, l’operatore turistico più importante della Corea, parteciperà in qualità di sponsor principale alla produzione e promuoverà, d’intesa con la Regione e Vicenza dei pacchetti turistici per far conoscere al pubblico coreano i luoghi delle riprese, come ha già fatto nella serie precedente ottenendo positivi riscontri.

Dellai racconta la storia di un musicista ebreo salvato dai partigiani

IL GIORNALE DI VICENZA

Domenica 27 Giugno 2010

CINEMA. Il film s’intitola “Oscar” come il personaggio reale

Dellai racconta la storia di un musicista ebreo salvato dai partigiani

Matteo Marcolin
CAMPODORO (PADOVA)
Alle 10.30, ieri mattina, il set era già allestito. Luci posizionate, cineprese montate, i vestiti degli attori stirati sugli appendiabiti e pronti per essere indossati. A villa Tretti Brazzale a Campodoro è stato battuto il primo ciak del nuovo film di Dennis Dellai. Ad un anno e mezzo dall'uscita di Terre rosse, la troupe del regista thienese che è anche redattore del nostro Giornale è tornata al lavoro per raccontare un'altra toccante vicenda umana accaduta nel Vicentino durante la seconda guerra mondiale.
Dopo avere rievocato le storie di affetti stroncati dalla guerra, questa volta Dellai vuole raccontare la drammatica esperienza realmente vissuta ad Arsiero dal giovane musicista ebreo Oscar Klein, salvatosi dalla deportazione grazie all'aiuto dei partigiani. Il titolo provvisorio del film trae origine proprio dal nome del protagonista (Oscar), noto jazzista scomparso nel 2006.
Si tratta del secondo lungometraggio a soggetto firmato da Dellai, che in passato era stato autore anche di una docufiction sulla storia di Thiene e di altri documentari a carattere storico. Per l'occasione ha rimesso assieme la stessa squadra di collaboratori che avevano lavorato a Terre Rosse, cercando di dare spazio a giovani con cui si era confrontato sul set del precedente lavoro. La sceneggiatura è di Giacomo Turbian. Anche la scelta del cast è stata pensata con l'obiettivo di dare un' opportunità ai talenti non ancora affermati, affiancandoli ad interpreti di spessore del panorama teatrale berico.
Ieri il via ufficiale, in un clima di entusiasmo ed emozione. Le prime scene sono state interpretate da Adriano Marcolini (padre di Oscar), Daniele Berardi (maresciallo dei carabinieri), Raffaella Giulianati, Annarita Scaramella ed Eleonora Fontana, all'interno della villa liberty che si trova al confine tra Vicenza e Padova. È' stato girato uno dei momenti più drammatici della storia.
«Devo ringraziare tutti coloro che hanno creduto in questo nuovo progetto- ha precisato Dellai - nonostante non sia il primo lavoro siamo tutti molto emozionati».
Il film verrà integralmente girato all'interno del territorio provinciale, grazie alla sinergia tra enti locali, istituzioni e privati. Le riprese proseguiranno per diversi mesi e l'intero progetto coinvolgerà centinaia di volontari tra comparse, attori protagonisti e tecnici. I dettagli verranno forniti nel corso di una conferenza stampa in programma ai primi di luglio a Vicenza.

 

Due fratelli a Vicenza nei cupi anni Settanta

IL GIORNALE DI VICENZA

Sabato 26 Giugno 2010

CINEMA. Ambientazione rurale e tre personaggi per il regista Pozzan

Due fratelli a Vicenza nei cupi anni Settanta

“I giorni di ieri”, presentato a Brendola, è stato girato su pellicola e con dialoghi interamente in dialetto

Eva Dallari
BRENDOLA
Grande successo a Brendola per la prima de “I giorni di ieri" di Stefano Pozzan. Pubblico numeroso, tra cui l'assessore regionale Elena Donazzan, alla proiezione, dopo la quale si è svolto un dibattito condotto da Emanuele Vezzaro, critico cinematografico, che ha coinvolto regista e attori in una discussione su questo film che racconta una storia d'amore ambientata nella Vicenza rurale del 1977 e che sarà presente al Festival di Venezia 2010. Un film girato "alla vecchia maniera" e con dialoghi interamente in dialetto veneto.
Rodolfo (Luca Sgolmin), sposato con Ilaria (Nora Deldoge), e Amedeo (Dario Folco) sbarcano il lunario lavorando i campi. Vivono di poco. Purtroppo problemi di eredità, passioni nascoste ed imprevisti porteranno i due fratelli a dividersi. Questa in sintesi la storia raccontata attraverso la granulosità del 16 mm. e del Super8, scelta del regista anacronistica nell'era del digitale, ma ponderata e azzeccata. Piani sequenza lunghi, uso di luce naturale e suono in presa diretta trasportano lo spettatore direttamente negli anni Settanta.
È la vigilia di quello che sarà l'anno più tragico della storia italiana del secondo dopoguerra: l'esplosione del movimento terroristico delle BR con il sequestro Moro. C'è un barlume di condizione sociale richiamato dal movimento sindacale alla fonderia, ma sembra che la storia italiana non scalfisca minimamente questi luoghi. È una scelta stilistica e di forma voluta dal regista per concentrare l'attenzione dello spettatore sulle vicende e la psicologia dei protagonisti tanto da rendere la casa e i campi dove questi vivono e lavorano un “non-luogo”: sono usufruttuari del casolare e della terra che lavorano che diventerà, in seguito alla morte dello zio, prima bene in affitto per poi essere venduto.
Immagini dal forte impatto emotivo che richiamano maestri della pittura come Van Gogh (la sequenza della cena richiama “I mangiatori di patate" del pittore olandese) o alcune sequenze del film di Ermanno Olmi “Il tempo di è fermato. Come pure la panchina che guarda verso la valle, ma non si vede nulla oltre il prato quasi a sottolineare l'incapacità di Rodolfo e Amedeo di vedere cosa succederà nel prossimo futuro.
Un uso quasi maniacale delle immagini in una ricerca che va oltre la “consecutio temporum”, in una sorta di dilatazione del tempo, alla ricerca di ritmi dettati dalla natura ormai perduti dall'homo tecnologicus.
Importante il rapporto uomo-natura, che viene soppiantato dagli interessi economici di speculatori disposti a vendere fazzoletti di campagna a facoltosi signorotti di città alla ricerca di un angolo di tranquillità.
Un elemento di disturbo: il meticcio, personaggio ilare e misterioso, che con la sua fionda interrompe il pranzo dei due fratelli; monito da parte di Pozzan sul fatto che c'è sempre qualcuno pronto a distruggere l'ordine precostituito a fatica, indipendentemente dai progetti che si vogliono realizzare nel futuro. Futuro reso ancora più incerto dalla presenza-assenza dello zio dei due fratelli: mai inquadrato, ma che segnerà con la sua morte una tappa fondamentale nelle vicende del trio Rodolfo-Ilaria-Amedeo. Ed è proprio il rapporto dei due fratelli con Ilaria che destabilizza in maniera definitiva il canone della famiglia patriarcale tipica del Veneto e della cultura contadina in primis. Per gustarsi il film, non resta che accomodarsi sulle poltrone e sdeguire la storia raccontata da Stefano Pozzan, contrappuntata dal commento musicale delle Orme. Il film durante l'estate sarà in tour in vari centri del Vicentino.

 

Quando i cineasti svelano il privato fiorisce l’emozione

IL GIORNALE DI VICENZA

Lunedì 21 Giugno 2010

IT’S MY FILM FESTIVAL. Di grande impatto la sezione sugli autori

Quando i cineasti svelano il privato fiorisce l’emozione

Intensissimi sono risultati sia “A Laura” di Amedeo Fago che “Un silenzio particolare” di Stefano Rulli, sconvolgente “Un’ora sola ti vorrei” di Alina Marazzi

Enzo Pancera
VICENZA
La sezione Incontri d'autore che al festival It's My Movie ha offerto opere “casalinghe" di professionisti del cinema, ha immerso gli spettatori in toccanti e dolorose relazioni famigliari.
Di Amedeo Fago - dopo una laurea in architettura scenografo per registi come Bellocchio, Carpi, Greco, Moretti, Amelio ma anche regista di tre “lunghi" - il “corto" A Laura è una testimonianza d'affetto in memoria di Laura Morandini, madre della compagna di Fago e moglie di Morando Morandini, maestro della critica cinematografica italiana.
Il film fonde materiali eterogenei quasi tutti ambientati a Levanto, il paese ligure delle vacanze. Dopo lo spezzone di una pellicola in cui Laura aveva drammatizzato un ricordo dell'aprile '45 (un ufficiale tedesco che la corteggiava ricavandone una raffica partigiana ammonitrice, nelle immagini muore in un profluvio di note prestate da Astor Piazzolla) si utilizzano brani di un'intervista televisiva fatta a Laura da Elisa Filogamo, home movies girati da Fago sul rapporto con la nonna, in varie età, di sua figlia Francesca cui nonno Morando dedica, prima della nascita, una poesia in cui si augura di condividere con la ragazza sedicenne l'ingresso nel Duemila per “dare del tu al futuro". Canzoni (Laura, naturalmente, ed Enamorada, la preferita), altri brani musicali e molte foto fanno corpo unico acquisendo un valore nuovo nell'elaborazione del commiato da Laura che, nel fluire delle immagini, diventa personaggio.

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Cinema della memoria. Uno sguardo cruciale che riguarda tutti noi

IL GIORNALE DI VICENZA

Domenica 20 Giugno 2010

DONATA GALLO

Cinema della memoria. Uno sguardo cruciale che riguarda tutti noi

Donata Gallo, documentarista vicentina di nascita e romana d'adozione, figlia del giurista Ettore Gallo, è tornata a Vicenza in veste di curatrice della sezione "Incontri d'Autore" di “It's my film Festival", rassegna di cinema di famiglia in corso in questi giorni a Vicenza.
Una rassegna all'interno del festival che prende le mosse dai film di famiglia riletti attraverso la visione di registi ed autori “professionisti", Com'è nata l'idea?
Tutto nasce dalla rassegna “Cineconfidenziale", un progetto della società DNA realizzato l'anno scorso a partire dal recupero dei film di famiglia. Visto il successo dell'iniziativa quest'anno abbiamo pensato ad un festival più articolato, con all'interno un concorso che ha allargato l'iniziativa anche anche ad altri paesi europei. Molti hanno aderit! o all'iniziativa, dalla Romania, alla Francia, all'Ungheria, naturalmente con una partecipazione significativa anche da parte dell'Italia.
Che risultati ha dato l'iniziativa? Ha notato differenze culturali nell'utilizzo della rappresentazione della memoria alle diverse latitudini europee?

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Infascelli, il mestiere del cinema in un dialogo tra padre e figlia

IL GIORNALE DI VICENZA

Sabato 19 Giugno 2010

IT’S MY FILM FESTIVAL. Interessanti le proposte della sezione “Incontri con gli autori”

Infascelli, il mestiere del cinema in un dialogo tra padre e figlia

Sullo schermo anche lavori di Campiotti e Moscati

Enzo Pancera
VICENZA
It's My Film, esordiente Festival Europeo su cinema privato e identità collettiva, ospita all'Odeon varie sezioni fra cui Incontri d'autore curato dalla documentarista Donata Gallo. Quest'ultima sezione esercita l'attrattiva di presentare lavori, molto privati e talvolta molto "home", di personalità che hanno fatto del cinema, anche di finzione, la loro attività d'elezione.
Giovedìi sono transitati tre di questi autori: Giacomo Campiotti con Tre donne, Fiorella Infascelli con il corto Pa e Italo Moscati con Occhi sgranati.
Campiotti era assente giustificato perché al lavoro in Bulgaria - si sarebbe rivisto volentieri il regista varesino che, proprio all'Odeon, anni addietro, ha collaborato con Cinemaragazzi annuale rassegna per le elementari - ma il suo Tre donne (1983, 25') ha catturato ugualmente gli ! spettatori con tre ritratti femminili. Un'ottantenne ricorda l'amore, fiorito con intese minimali e osteggiato dai genitori, per un ufficiale dei carabinieri durante la prima guerra mondiale; una cinquantenne ripercorre una vita serena ma fluita in un percorso non lineare, una ventenne che ha scelto di fare l'ostetrica nella professione trova spazio per riflessioni sulla vita e la morte. Sorpresa: le protagoniste sono nonna, mamma e sorella del regista, abile a restituirci verità esistenziali e complesse dinamiche del contesto.
Pa è un casalingo dialogo-intervista girato nell'81 dalla regista romana Fiorella Infascelli con il padre Carlo, regista e produttore tra i '50 e i '70. Il corto è stato l'occasione per riprendere il discorso col genitore il cui operato commerciale la figlia non condivideva. L'aspetto di per sé interessante è diventato ancor più significativo con la proiezione di uno spezzone del film Zuppa di pesce, u! n omaggio della Infascelli al "cinema di papà" realizzato! nel '91, in cui Philippe Noiret e Chiara Caselli ripercorrevano il dialogo del corto.
Apparentemente eccentrico alla programmazione, Occhi sgranati di Italo Moscati - sceneggiatore, docente e saggista - ha riassunto un secolo di emigrazione dall'Italia, e da ultimo anche in Italia, attraverso spezzoni di documentari che nella loro immediatezza, ma anche dopo un lavoro ri-creativo non solo di montaggio, sono risultati congrui allo sguardo spontaneo e all'infallibile testimonianza che il festival vuole intercettare.

Ultimi corti nella serata dei premi

Questo il programma dell’ultima giornata di It's My Film Festival, in programma oggi. In Sala Lampertico
alle 10, progetti di valorizzazione a confronto.
Al Cinema Odeon dalle 15 alle 17 e dalle 20.15 alle 21.30 gli ultimi quattro corti in concorso per EHMN. 2010: "Pig's secret life" di Ilaria Ferretti, "Un-united Europe" di Dimitris Mourtzopoulos, "From a land of ash and mist" di Fabio Scacchioli e "Objects in mirror are closet than they appear" di Emese Gòg.
Alle 17.30 A scuola di cinema: il Liceo Quadri e il cinema, gli studenti raccontano
Alle 18, per Incontri d'autore, "Un silenzio particolare" di Stefano Rulli
Alle 21. 30, in piazza Matteotti , per la rassegna Cineconfidenziale, "Sguardi", scene da film di famiglia raccolti a Vicenza. Alle 22 "Giù la maschera" cortometraggio prodotto dal Liceo Quadri e a seguire la ! premiazione dei corti
vincitori do EHMN. 2010.

Rapper di notte dopo l’ufficio «Canto Vicenza»

IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 18 Giugno 2010

PERSONAGGIO. Il Comune ha patrocinato l’iniziativa di Giovanni “Zeth”

Rapper di notte dopo l’ufficio «Canto Vicenza»

Un videoclip ambientato in città tra il centro e Monte Berico «Non si può vivere solo di musica. Ho la doppia vita come Batman»

Di giorno Giovanni Zaccaria, 29 anni, inappuntabile colletto bianco in un’azienda impiantistica, ufficio preventivi, giacca e cravatta, mocassini.
Di notte Zethone, musica, ritmo e rime da rapper, jeans slavati e larghi a vita bassa, polo nera, scarpe da ginnastica.
«Come Batman spesso mi tocca condurre una doppia vita: di giorno in ufficio a coordinare mille attività professionali, di notte musicista impegnato». Di giorno Bruce Wayne, di notte super eroe a comporre testi, esibirsi in concerti dal vivo. Quaranta lo scorso anno. «Il mio capo è rimasto sorpreso nel vedere quanta gente viene ai miei concerti e di come giro l’Italia, tra live, radio, televisioni». Di notte, appunto. Quando nasce anche il videoclip intitolato “Blu Notte”, filmato! musicale di pochi minuti, testo e rap di Giovanni “Zethone” Zaccaria di Torri di Quartesolo, considerato un punto di riferimento per il movimento hip hop del Nordest.
Una passeggiata notturna per Vicenza: corso, piazza Castello, stazione, graffiti, Monte Berico. Si può vederlo come una sorta di spot della città raccontata con un linguaggio moderno. L’assessore alle politiche giovanili Alessandra Moretti ci vede il pure il tema della passeggiata, cara allo scrittore vicentino Guido Piovene.
In ogni caso un viaggio solitario condotto tra le tre e venti e le quattro e mezza di mattina, con le luci di Natale ad illuminare il corso, con un gatto unica creatura a fare capolino.
Canta Zethone: «Divento osservatore, narratore semplice di un mondo che spesso non conosco. Perché cambia faccia solamente quando è giorno». Il ritornello lo canta Diego Spagnolo: «È il silenzio che parla al posto mio. Ora che ti sento, ora! che ti vivo, riesco a guardarmi dentro anch’io». Il tema dell’inconscio è il filo conduttore, la riscoperta della propria città, valori ed emozioni che durante il giorno faticano ad emergere, come spiega il rapper vicentino: «Un viaggio notturno alla ricerca della propria intimità, per conoscere e tornare se stessi».
Anche quando si arriva lassù: «Sorrido senza motivo mentre medito, scendo dall’auto nel posto più bello, in alto a Monte Berico, respirando l’aria fredda delle quattro e mezzo, dominando la città che di giorno a volte domina me».
Il videoclip è stato regalato all’amministrazione comunale e verrà utilizzato anche per promuovere la città nei modi e con i linguaggi cari ai giovani, come spiega l’assessore Moretti. Ieri è stato presentato nel salone nobile di Palazzo Trissino. Tra il pubblico anche papà Adriano con mamma Maria Barolo che sostengono il figlio in questa passione musicale. Da sempre. «Quando compone qualcosa di nuovo me lo fa sempre ascoltare», sussurra papà. La canzone del video è inserita nell’album “Cose dell’altro mondo”, etichetta Latlantide. Regista Fabio “Zedd” Cavallo, aiuto regista Luca “Eyes” Occhi. Blu Notte è stato registrato da Enrico “Penta” Bulla in uno studio di Vicenza, alla chitarra Pietro Sola.
Zethone canterà a Vicenza il 1° luglio al Nettarock di Anconetta. «Oggi - dice - vivere di musica è impossibile». Ma sognare si può.

Marco Carta va in meta coi rugbisti biancorossi

IL GIORNALE DI VICENZA

Martedì 01 Giugno 2010

VIDEO. Dopo Elisa, il vincitore di Sanremo 2009 ha girato in città

Marco Carta va in meta coi rugbisti biancorossi

Il campo di Sant’Antonino è stato il teatro delle riprese delle immagini che accompagneranno il lancio del nuovo singolo “Quello che dai”

Matteo Finello
VICENZA

Carta sceglie la palla ovale biancorossa. Il cantante Marco Carta vincitore di "Amici" nel 2008 e del "Festival di Sanremo" lo scorso anno ha girato un video musicale sui campi da rugby di via S. Antonino. Dopo un'altra famosa cantante, Elisa, che aveva scelto la nostra città come sfondo per le sue note si sono nuovamente accese le luci della ribalta su Vicenza.
Tutto è nato da Enrico Tomei, giocatore del Rangers Rugby Vicenza e collaboratore della Run Multimedia di Bussolengo, società che sta realizzando il video di Carta. Ottenuta la disponibilità e il sostegno dei dirigenti dei Rangers, il "Gobbato" si è trasformato in set cinematografico per girare parte delle scene per il video del singolo "Quello che dai" che uscirà prossimamente e che ha lanciato l'album "Il cuore muove". 

Il nuovo album, uscito lo scorso 25 maggio, è stato pubblicato da Atlantic-Warner Music e prodotto da Paolo Carta. Quest'ultimo è il chitarrista e fidanzato di Laura Pausini. Il testo della canzone è invece stato scritto da James Morrison, mentre il video del regista Gaetano Morbioli ha visto come protagonista il rugbista Tommaso Iotti che è un giovane giocatore dei Rangers. Nel video è accompagnato anche dal tongano Aisea Hoeft, terza linea del Rugby Vicenza e da una modella. Alle riprese hanno partecipato altri atleti del club biancorosso con giocatori del Rugby Alto Vicentino e del Valchiampo Rugby per un'esperienza senza dubbio unica ed emozionante. 

Dopo essere stati protagonisti depositando l'ovale oltre la linea bianca per una stagione intera, in questa occasione i rugbisti vicentini hanno "fatto centro" nell'obiettivo delle telecamere. I riflettori della ribalta si sono così accesi anche per i ragazzini delle giovanili con i ! loro familiari che hanno composto la cornice di pubblico per le riprese.

Hollywood approda a Cittadella

A Los Angeles, capitale mondiale dell’intrattenimento, è nata ITAL.A. la prima Televisione di Lingua Italiana sul Web (www.italatv.com). Con il Patrocinio di tutte le Istituzioni collegate alla Comunità Italiana: Consolato, IACCW Istituto di Cultura Italiano di Los Angeles, The Italy-America Chamber of Commerce West, Com.It.Es, Fondazione Italia, N.I.A.F., Sons of Italy e altre, questo canale televisivo si propone di diventare un importante punto di riferimento per l’informazione, l’intrattenimento, la cultura, l’arte, la storia, la lingua e le tradizioni italiane negli Stati Uniti e nel mondo. ITAL.A ha sede ad Hollywood, centro delle attività di intrattenimento di tutto il mondo, dove hanno sede le più importanti Majors del cinema, della televisione, dell’informazione. Oltre che a Los Angeles, ITAL.A. si propone di produrre anche a New York, da sempre capitale della presenza italiana negli Stati Uniti.

La Direzione Italia è a cura del regista cittadellese Rocco Cosentino, che ne è anche produttore esecutivo. “E’ un evento di portata storica” dice Cosentino. “Milioni di persone potranno, in tempo reale, collegarsi in web e poter vedere tutto ciò che accade i Italia e in America. Evidentemente il 90% della produzione dei programmi sarà realizzato sul territorio italiano. Importanti attori hanno già abbracciato il progetto, mentre per la parte americana, attori come Ronn Moss (Ridge di Beautiful) descrivono il progetto come innovativo. Oltre a ciò una ulteriore ed importante possibilità professionali per le figure (attori, tecnici, giornalisti, etc,) presenti nel territorio veneto. ”

Gestita dalla Sweet Dreams LLC, in collaborazione con la italiana IN-Video production, ITAL.A. sta realizzando un palinsesto di programmi prodotti negli Stati Uniti ed in Italia. L’Informazione: notizie da Los Angeles e dagli Stati uniti. La Cultura: mostre ed eventi dall’Italia e dagli Stati Uniti. La Storia e L’Arte: documentari e reportage sulle città d’arte italiane. La Tradizione: Programmi di cucina, artigianato e reportage sulle tante attività nelle quali gli italiani eccellono nel mondo.

Si sta concretizzando anche il nuovo progetto cinematografico del regista Cosentino, in co-produzione con la casa hollywoodiana che verrà girato in Veneto tra Vicenza, Venezia e Padova dal titolo “La Chiave di Ferro” che si prefigge di esaltare una volta di più gli importanti siti storici e monumentali del territorio. Il film verrà inoltre messo in onda su ITAL.A.

Da una regione come il Veneto, che annovera fra i suoi abitanti un elevatissimo numero di emigranti, partiranno trasmissioni e redazionali specificatamente legati al territorio e alla cultura veneta. Dice Cosentino: “Abbiamo realizzato, unitamente ad un mensile di annunci di Cittadella, una rubrica che si chiamerà appunto “Annunci d’Italia”. Chiunque potrà registrare presso di noi, gratuitamente, un video-annuncio che sarà messo in onda. Ciò consentirà di salutare un parente lontano, cercare un amico lontano o scambiare informazioni professionali e di studio.”

ITAL.A. si farà promotrice di eventi di cultura, informazione e spettacolo che verranno organizzati a Los Angeles, New York ed altre importanti località degli Stati Uniti d’America. Importante attività sarà quella di Televisione di Servizio che darà spazio a tutte le realtà collegate alle Istituzioni, Associazioni e Fondazioni che operano per le comunità di lingua italiana negli Stati Uniti d’America con un auspicabile incremento del turismo americano ed internazionale presso quei Comuni, Province e Regioni che aderiranno a questo interessante progetto mediatico.

Lo “schiaffo” di Ceron, violenza e cambiamento

IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 19 Marzo 2010

CINEMA. Il corto di cinque minuti firmato dal regista vicentino sarà presentato al festival di Venezia di fine estate. Sei bambini protagonisti

Lo “schiaffo” di Ceron, violenza e cambiamento

«Contento di aver girato qui - dice il regista - splendide le location»

Sara Marangon
VICENZA
L’origamo di una colomba gialla, simbolo della pace. È questo l’oggetto che unisce le due storie de “Il mio primo schiaffo”. Due vite parallele, quelle raccontate dal regista vicentino Corrado Ceron, entrambe contraddistinte dalla violenza, ma anche dalla possibilità di cambiare. Il cortometraggio, della durata di circa 5 minuti, si divide tra un ambiente interno, una casa dove abita una coppia qualsiasi, e uno esterno, uno spazio di campagna dove un gruppo di bambini è intento a giocare. E se l’abitazione nasconde episodi di violenza reiterata tra marito (Giuseppe Li Vecchi, attore di Rai Fiction) e moglie (Miriam Marini), anche tra i ragazzini il germe della violenza inizia ad attecchire.
L’episodio scatenante è il bacio sulla guancia che Andrea Sperotto riceve dal Iulia Pavel mentre sta trasformato un foglio di carta in una colomba con la tecnica dell’origamo. Il gesto d’affetto non viene però digerito dal “bullo” Alberto Moresco che durante un gioco decide di punire l’amichetta con uno schiaffo, salvo poi rinchiuderla in un granaio. Sarà Andrea a liberarla, spalancando non solo le porte della “prigione”, ma anche quelle della speranza. Così, la colomba che era stata consegnata a Iulia, finisce tra le mani di Miriam Marini, ma il corto non svela se si tratti della giovane ragazzina diventata adulta o della madre della giovane attrice di Schio.
«Vedendo il corto c’è una domanda che resta sospesa: è possibile cambiare il destino?» si chiede il regista di Nanto, Corrado Ceron che per l’occasione ha coordinato un team di 7 tecnici e 8 attori. «Sono contento di aver girato “Il mio primo schiaffo” a Vicenza: è un territorio ancora vergine, ma che offre splendide location. Inoltre era la prima volta che mi trovavo a lavorare con dei ragazzini e devo dire che mi hanno stupito in positivo: si sono presentati alle riprese già con il copione imparato a memoria e non si sono mai lamentati del freddo di fine novembre che ha messo tutto il cast a dura prova».
I sei bambini protagonisti, lanciati da Alessandro e Mira Pozzato (selezionatori del cast), hanno tutti l’intenzione di proseguire la carriera cinematografica. Per il momento, però, i giovani talenti saranno impegnati con Ceron alla promozione del cortometraggio che, con la vittoria del concorso internazionale “Action for woman” (indetto dall’Istituto Luce di Cinecittà e promosso dalla camera dei Deputati, dal Consiglio d’Europa e da You Tube) ha strappato di diritto un biglietto per la 67° edizione della Mostra del Cinema di Venezia (dove parteciperà fuori concorso). Infine “Il mio primo schiaffo” sarà presente al Festival internazionale di Treviso “Ciak ! Junior”; tutto questo, però, senza dimenticare le sue radici.
Il corto di Ceron, infatti, era stato presentato in anteprima alla prima edizione del festival “Cinema d’Arte Provincia di Vicenza”, ideato da Mira Pizzato e Piergiorgio Piccoli con il sostegno dell’assessore provinciale alle Politiche giovanili, Andrea Pellizzari. Per questo, come annunciato ieri durante un incontro a palazzo Nievo con regista e protagonisti, venerdì 26 alle 20, “Il mio primo schiaffo” sarà proiettato anche al teatro di Thiene.

Film nel Veneto, fondi per le Commissioni

IL GIORNALE DI VICENZA

Mercoledì 17 Marzo 2010

VENEZIA. Le strutture provinciali si federano

Film nel Veneto, fondi per le Commissioni

«Un vivo apprezzamento per l’approvazione, da parte della Giunta Regionale - dice una nota di Vladimiro Riva, di Vicenza Film Commission - della deliberazione con la quale vengono definiti modalità e criteri per l’assegnazione del fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo, che ammonta a 700 mila euro per il 2010, di cui alla legge regionale 9 ottobre 2009 n. 25, che prende atto della presenza delle film commission a livello locale. Si tratta di un percorso iniziato nel luglio 2005 con la costituzione del gruppo di lavoro voluto dalla Giunta per legiferare a livello di film commission e di cui ho fatto parte con VenetoCinemaPro».
«Ora aspettiamo il bando, con l’auspicio che i risultati possano arrivare quanto prima, magari prima dell’estate prossima. Proprio ieri si sono riunite a Rovigo le film commission di Padova, Verona, Polesine e Vicenza che hanno deciso di dare vita ad un coordinamento delle film commission del Veneto per riprendere la realizzazione di strumenti importanti quali la location guide e la production guide, oltre a quella degli attori, a suo tempo volute da Veneto film commission, l’ufficio regionale competente per coordinare e governare il settore».

Corti, YouTube promuove Ceron. Il suo film alla mostra di Venezia

IL GIORNALE DI VICENZA

Sabato 06 Marzo 2010

CINEMA. Il lavoro era stato inserito fra i dieci finalisti da una giuria in cui figurava Tornatore

Corti, YouTube promuove Ceron. Il suo film alla mostra di Venezia

“Il mio primo schiaffo” sul tema cruciale della violenza alle donne

VICENZA
La 67a edizione della Mostra del Cinema di Venezia avrà un risvolto vicentino. A ridosso dell’8 marzo, giornata dedicata alle donne, è stato infatti reso noto che il cortometraggio dal titolo “Il mio primo schiaffo” del regista vicentino Corrado Ceron sha vinto il concorso internazionale “Action for Women” che metteva in palio la partecipazione alla kermesse veneziana il prossimo settembre 2010. “Il mio primo schiaffo” affronta il tema della violenza domestica alle donne. La trama sviluppa in parallelo la storia di due donne, un’adulta e una bambina, vittime del medesimo dramma.
Ma partiamo dall’inizio e andiamo indietro quasi di un anno. Lo scorso aprile la Provincia di Vicenza e Theama Teatro hanno organizzato, in collaborazione con Asolo Art film festival, la prima edizione del festival “! ;Cinema d'Arte Provincia di Vicenza”, ideato da Mira Topcieva Pozzato e Piergiorgio Piccoli e sostenuto dall’assessore provinciale alle politiche giovanili Andrea Pellizzari nell’ambito delle iniziative per la promozione dei giovani talenti. In quell’occasione, in anteprima assoluta, è stato proiettato “Il mio primo schiaffo”che, oltre al regista vicentino, conta anche su un cast in gran parte di casa nostra. Vista la particolare tematica e valutato soprattutto l’apprezzamento da parte del pubblico durante la prima proiezione, “Il mio primo schiaffo” è stato iscritto a “Action for Women”, concorso per giovani aspiranti registi dedicato al tema della violenza sulle donne, indetto dall’Istituto Luce di Cinecittà e promosso dalla Camera dei Deputati, dal Consiglio d’Europa e da YouTube.
Una giuria composta, tra gli altri, da Giuseppe Tornatore, Francesca Comencini e Deborah Bergamini, ha selezi! onato 10 cortometraggi tra le centinaia che si sono presentati! , tra cui il film vicentino. A decretare il vincitore sono stati invece i voti del pubblico che su Youtube ha potuto visionare i 10 film rimasti in gara e votare il preferito.
“Il mio primo schiaffo” è quindi piaciuto sia alla giuria tecnica che a quella popolare e per questo si aggiudica la possibilità di essere presente al Festival del Cinema di Venezia.
Oltre al regista vicentino Corrado Ceron, il film conta su un cast in gran parte vicentino: accanto a Miriam Marini e Giuseppe Li Vecchi, attore di Rai Fiction, si distinguono alcuni allievi di Mira e Alessandro Pozzato: Maria Brazzale, Andrea Sperotto e Nikita Saugo di Sandrigo, Alberto Moresco di Dueville, Iulia Pavel di Schio e Giovanni Moro di Vicenza. Tutta vicentina è stata anche la selezione del casting, a cura del Centro Teatrale Mira, che ha fornito attori e comparse sia per “Bakhita” di Rai Fiction, sia per Kambakht Ishq, produzione indiana di Bollywood ospite di Vicenza! Fim Commission qualche mese fa. Direttore della fotografia è Alberto Marchiori, originario di Dueville, impegnato come assistente alla fotografia sui set di Pupi Avati e altri registi di fama nazionale. Scenografia di Fabio Dalla Valle, architetto e designer d'interni, audio di Andrea Rigoni, fonico e mixatore.

La regista Parisi fa di Vicenza la star del suo debutto

IL GIORNALE DI VICENZA

Giovedì 18 Febbraio 2010

CINEMA. L’anteprima del primo film diretto dalla showgirl

La regista Parisi fa di Vicenza la star del suo debutto

E infatti il sindaco Variati e il vicepresidente della Provincia Secco alla fine della proiezione l’hanno nominata “ambasciatrice di Palladio nel mondo”

Enzo Pancera
VICENZA

Alla prima vicentina di Blind Maze - Labirinto cieco avvenuta ieri in una serata a inviti alla Multisala Roma, la star era ovviamente lei, Heather Parisi, anzi: la regista Heather Parisi. Che al pubblico si è offerta con tutta semplicità, e un iniziale velo di timidezza, giostrando con gioviale floridezza i segni della doppia incipiente maternità. Alla proiezione erano presenti il sindaco Achille Variati e il vicepresidente della Provincia Dino Secco, nonché Vladimiro Riva con lo staff bifronte - Vicenza è, Vicenza Film Commission - perché la pellicola, che è stata girata in una cornice prevalentemente berica nell'estate 2009, e quindi nel quinto centenario della nascita di Andrea Palladio, è diventata anche un'iniziativa di marketing territoriale a promozione della città, il che non guasta proprio nell'attuale congiuntura economica. Da qui, a suggello della proiezione, l'apparizione - accanto al mazzo di fiori del primo cittadino, così folto da creare qualche problema di peso alle vallette - del diploma di “Ambasciatrice di Palladio nel mondo", missione attribuita con attenta selezione, consegnato da Secco alla Parisi.
Il racconto affidato alle immagini, anche se conta molto sul fascino ambientale, segue però percorsi del tutto interiori ed emblematici della non sempre facile conquista di un indirizzo autonomo da parte degli adolescenti protagonisti. Costoro frequentano una scuola di danza e di recitazione che spesso ha nel Teatro Olimpico uno sfondo incomparabile. Una scuola dunque che mira all'espressione creativa mediante una disciplina piuttosto severa, fondata sul controllo del corpo e della psiche.
Per i giovani è impegnativo scoprire se si possiede davvero il sacro fuoco che dà senso e pr! ospettive all'impegno. Anche perché il guardarsi dentro è inevitabilmente complicato dai casi della vita, dai rapporti famigliari, dalle pulsioni sentimentali che rendono così tenero - a vederlo dal di fuori magari con la nostalgia del passato - ma anche così complicato, nelle incertezze del presente, il momento del passaggio e dell'assestamento.
Diamante (Rebecca Parisi) e la sorellina amazzone Costi (Jacqueline Luna Parisi Di Giacomo) devono elaborare una perdita grave. Lucrezia (Guendalina Anzolin), che la bellezza espone a legami e a scelte non facili, deve seguire un percorso impegnativo. Il contesto che si propone di dare unità alla sfaccettatura dei destini ai piccoli-grandi snodi personali (l'identitità sessuale, i rapporti con l'autorità di genitori e insegnanti, la pesantezza del luogo comune nel giudizio collettivo) è quello della ricerca in ambito disciplinare.
Mario (Tommaso Ragno, attore teatrale visto sullo schermo in ruoli che si ricordano: L'uomo privato, Il consiglio d'Egitto, Tutti giù per terra), regista e un po' maestro di vita, si serve del "labirinto" mitologico come metafora di un male che si cerca di celare, non potendolo espungere, e dal quale si può emergere afferrando il "filo": un legame, un dialogo che dà fondamento allo scambio d'esperienze e aiuta a prendere la propria strada.

Heather Parisi svela il suo “Labirinto”

IL GIORNALE DI VICENZA

Martedì 16 Febbraio 2010

CINEMA. La produzione è firmata dal suo compagno arzignanese, l’industriale della concia Umberto Maria Anzolin

Heather Parisi svela il suo “Labirinto”

Anteprima vicentina alla Multisala Roma per “Blind Maze”, film del debutto con regia “non strutturata”

VICENZA
Finalmente il percorso nel Labirinto cieco (Blind Maze) ha termine: stasera debutta in anteprima a inviti alla Multisala Roma il film che laurea regista cinematografica Heather Parisi. Il titolo “tortuoso" in qualche modo riflette la lunga elaborazione del film. Ideato e scritto come trattamento nel 1997, il lavoro è stato il punto di riferimento di un'esperienza maturata lentamente.
Gli anni trascorsi sui set televisivi - accanto a personalità di spicco come Celentano, Banfi, Grillo, Villaggio Manfredi, Baudo, Marco Zavattini, Franco Miseria - e l'autoregia spontaneamente esercitata nel mettere a punto le coreografie che la vedevano protagonista, sono stati un'insostituibile scuola pratica.
In seguito il confronto con i film dei registi più amati ha affinato la conoscenza del mezzo e reso realizzabile il progetto scritto. Nel settembre 2008 la Mostra di Venezia ha fatto da cornice all'annuncio che di lì a poco la ballerina cantante avrebbe cominciato il casting per trovare i giovani interpreti del film. Nel 2009 si sono iniziate le riprese che si sono protratte per oltre un mese tra Vicenza, Venezia, la Riviera del Brenta. Nella nostra città i buoni uffici d i Vicenza è e di Vicenza Film Commission, nonché lo spirito collaborativo della giunta Variati, hanno facilitato le cose e sono state numerose le scene girate: al Teatro Olimpico, nella stamperia Busato, all'ospedale, financo al Cimitero, a Villa Cordellina, in dimore private.
Perché l'ex americanina ha scelto questi luoghi per un debutto impegnativo? Nelle ascendenze la regista ha ceppi calabresi ma anche veneti. E arzignanese è il suo compagno, Umberto Maria Anzolin industriale della concia, impegnato come produttore del film. Che una volta ultimato è stato presentato fuori concorso alla Mostra di Venez! ia.
In quell'occasione Parisi, intervistata tra l'altro da M&M (Mollica - Marzullo) ha insistito sulla serietà e umiltà con cui ha intrapreso la nuova strada. Questa prima vicentina, oltretutto, avviene in un momento di grande appagamento personale, assieme al traguardo, per nulla nascosto, del mezzo secolo benedetto dall'attesa di due gemelli che verranno ad aggiungersi alle altre due figlie.
Sul contenuto del film si è a lungo mantenuto un certo riserbo. Si sa che lo interpretano una decina di giovani allievi di una scuola di danza e recitazione alle prese con la fatica di crescere, con adulti non sempre affidabili, con tentazioni, scacchi, riuscite.
Gli spunti autobiografici si connettono a diversi modelli (Avati e Oliver Stone, Tornatore e Tony Scott) che, accostati a una programmata regia "non strutturata", incuriosiscono parecchio. Anche perché, d'altro canto, è stata ben meditata, con il direttore della fotografia Mladen Matula e il montatore Giovanni Santonocito, la scelta di valersi di una risorsa versatile come il digitale a volte per far danzare la ripresa o, al contrario, per fissarla ad accogliere il dispiegarsi dei sentimenti. E.PA.

“Beautiful” fa 20 anni e vuol girare in città

IL GIORNALE DI VICENZA

Martedì 26 Gennaio 2010

UN SET A FINE MAGGIO. La produzione televisiva Usa chiede... aiuto

“Beautiful” fa 20 anni e vuol girare in città

Servono 450 mila euro più l’ospitalità, in cambio ritorno di immagine: Secco a caccia di sponsor

La regina dalle soap bussa a Vicenza. Tramite Guido Cerasuolo, produttore esecutivo di Mestiere Cinema, la Bell-Philip Television s’è fatta viva da Los Angeles per portare “Beautiful” ancora in Italia. È la seconda volta che la soap sfiora la città: se n’era parlato anche qualche anno fa ma poi le riprese finirono a Portofino e Camogli. Prima ancora nel ’97, la maxi troupe girò al lago di Como - quando Clooney non aveva ancora messo radici da quelle parti - e nel 2003 al Bauer di Venezia. A farsi portavoce della richiesta è il consorzio di promozione turistica Vicenzaè, che tramite il presidente Dino Secco ha lanciato una sorta di appello tra enti ed istituzioni per capire se gli ospiti televisivi sono o meno graditi e soprattutto se ci sono i fondi per organizzare la trasferta.
Individuare le location è il minore dei problemi, fa capire Secco, che attraverso Vicenza Film Commission ha già ospitato negli ultimi quattro anni troupe asiatiche ed in particolare di Bollywood, oltre dhe produzioni Usa come “Il mercante di Venezia” e “Casanova”. Villa Cordellina, il teatro Olimpico (l’ultima in ordine di tempo ad aver girato qui è Heather Parisi col suo ”Blind maze”), villa Godi Malinverni, il centro storico, alcuni show room di imprese vicentine sono stati altrettanti sfondi per film importanti, di quelli che «danno straordinaria visibilità internazionale» sottolinea Secco.
A Vicenza la Bell-Philips chiede di coprire spese per 450 mila euro più l’ospitalità: cifre da far girare la testa rispetto ai bilanci per la promozione turistica e sulle quali riflettere. «Il costo-contatto è assolutamente basso se confrontato ai 100 Paesi che vedono Beautiful, pari a 250 milioni di spettatori di cui alcuni milioni di fedelissimi in Italia, ma certo qui bisogna creare un sinergia» sottolinea Vladimiro Riva, alla guida di Vicenza Film Commission. Le riprese sarebbero previste dal 31 maggio al 5 giugno, per produrre cinque episodi in occasione anche del ventesimo anniversario della prima puntata trasmessa in Italia sulle reti Rai nel giugno 1990 (traslocò a Mediaset dal 1994). Nel complicato albero genealogico della famiglia Forrester figurano ancora i mitici Ridge e Brooke alle prese con un nuovo matrimonio e l’inossidabile madre Stephanie.
La “colletta” per farli arrivare qui è aperta. I fans sono già assicurati. N.M.

Nuovo film-mediometraggio del regista Rocco Cosentino

La Repubblica News, 24 novembre 2009

Dopo aver fatto parte, in questi giorni, della prestigiosa Giuria Tecnica di Qualità della XIV Edizione di MEDIASTAR, il Premio Tecnico della Pubblicità Italiana nella sezione Televisione e Cinema che si sta svolgendo a Milano per l''elezione del migliore spot e produzione pubblicitaria del 2009, il regista Rocco Cosentino di In-Video production, si appresta a tornare sul set. E'' infatti pronta la sceneggiatura del nuovo mediometraggio prodotto sempre da In-Video production dal titolo (provvisorio) "L''amore è proprio una cosa meravigliosa" Le location sono state individuate in Veneto nei comuni di Resana (TV), Castelfranco Veneto (TV), Bassano del Grappa e Rosà (VI) e Rovigo (RO). Il soggetto, con spunti presi da una storia vera, è la difficile convivenza dei giovani sposi obbligati, per scelta o per necessità, a condividere l''abitazione con i propri genitori. Situazione molto presente nella regione Veneto che determina un alto indice di separazioni e divorzi con le evidenti problematiche conseguenziali. A breve Cosentino parteciperà alla serata di presentazione del suo ultimo mediometraggio dal titolo PSICHE (segnalato dalla critica Festival “Corti sul lettino” 2009 Cinema e psicanalisi a Napoli e inserito nel Marché du Corte-metrage al festival du Court-Metrage de Bruxelles 2009) che si terrà presso la Sala ex Convento di San Francesco a Pordenone (PN) e che sta riscuotendo interessanti consensi di pubblico. La serata, aperta al pubblico, è patrocinata dal Comune di Pordenone e dall''Associazione Teatrale ORTOTEATRO e si svolgerà il giorno venerdi 04 dicembre 2009 alle ore 21.00. Saranno ospiti le autorità cittadine, gli attori e lo staff tecnico.
Info: In-Video production - Via Belvedere 11 - 35013 Cittadella (PD) rocco@cosentinomovie.it - web: www.cosentinomovie.it

Bollywood in Italia

Dal Gargano a Venezia fioriscono i set. "Per gli indiani ricchi è una scoperta"

Da "La Repubblica" di giovedì 19 novembre, di Maria Pia Fusco

Da almeno un anno si moltiplicano le troupe impegnate nel nostro paese. "Piacciono i nostri paesaggi forti. Portano molto lavoro anche ai nostri tecnici, ma soprattutto sono un'occasione di incontro importante".


thumb_la_repubblica_bollywoodBollywood ha scoperto l'Italia. Tutto è cominciato in Puglia l'anno scorso a primavera, quando i produttori del film Bachna ae haseeno (Beware, o beautiful ones) sono arrivati nel Gargano, a Baia delle Zagare, luogo ideale per ambientare la sequenza in cui Raj, dopo un inseguimento di anni in tutta Europa, ritrova Radhika, la ragazza che aveva amato e che aveva lasciato per inseguire frivoli sogni di libertà. II film ha portato in Puglia — si è girato sia nel Gargano che nel Salento, poi anche a Capri, Roma e Venezia — una troupe di almeno un centinaio di persone e Yash Chopra, it piu grande produttore di Bollywood, che ha utilizzato i servizi dell'Apulia Film Commission, con cui ha stabilito un rapporto di collaborazione destinato a durare nel tempo.
Bachna ae haseeno e stato un grande successo in India ed servito da richiamo per altri produttori. Net giro di un anno si sono girati altri due film, Kambakht Ishq con riprese a Vicenza e a Venezia, e Housefull ancora in Puglia, a Bari e nel Gargano, entrantbi con protagonista Akshay Kumar, una delle star più acclamate in patria. «Sono tutti attori professionali, ma il livello di divismo è altissimo. Sono vere star, sul set restano isolati, serviti e riveriti, non si mischiamo mai con gli altri. Sono venerati, per vedere Kumar sono arrivati sul set tutti gli indiani della zona», racconta Leonardo Angelini, che segue le produzioni per l'Apulia Film Commission. Secondo lui «le riprese in Italia portano vantaggi economici e lavoro a molti nostri tecnici che entrano nella troupe, ma sono anche uno scambio di conoscenza importante, ci si incontra con diverse religioni, hindi, parsi, islam».
Il tramite tra Bollywood e l'Italia e Giulia Salvadori della Scrix Productions, attualmente in India per organizzare prossime produzioni di film e pubblicità nel nostro paese. «Il cinema indiano ha bisogno di immagini forti e di paesaggi dal forte impatto emozionale, l'Italia per loro è stata una scoperta molto importante. I film raccontano storie di oggi, in genere i personaggi sono ricchi, si permettono di viaggiare, oppure si sono affermati all'estero. E c'e sempre una storia d'amore».
Sono amori travagliati, lui e lei che si amano ma si separano per un altro o per un'altra, per un equivoco o un presunto tradimento, balli e canzoni esprimono dolori ed emozioni, fino al sofferto happy end. Sono anche amori molto casti, «lui e lei si avvicinano, vedi i profili che si sfiorano, noi italiani della troupe aspettiamo il bacio. Macché, arriva la musica e cantano».
L'incontro tra Bollywood e l'Italia è anche un veicolo molto importante per il cineturismo e il turismo in generale. Ogni giorno 23 milioni di indiani vanno al cinema, gli attori e le attrici sono paragonati a divinità viventi, idoli capaci di influenzare le svelte dei consumatori», dice Salvatore Ianniello dell'Enit. «A luglio é uscito Khambakht Ishq, ed é gia considerato il secondo incasso nella storia del cinema indiano, c'é grande attesa per Housefull che uscirà l'anno prossimo. Abbiamo cercato di costruire una rete di rapporti con i principali produttori, l'interesse per il nostro paese é crescente, non passa settimana che non ci sia una richiesta di aiuto. Secondo gli operatori del settore, la visibilità delle bellezze italiane sul grande schermo ha fatto crescere la domanda turistica verso il nostro paese».
Del resto il collegamento tra Bollywood e il cineturismo viene da lontano. «L'ente del turismo britannico ad esempio anni fa ha fatto stampare una carta dell'Inghilterra su cui venivano indicate per il turista indiano le location dei film più importanti. Noi siamo agli albori, ma molte persone mi chiedono informazioni sui vari paesaggi di sfondi ai film girati in Italia», ricorda Ianniello ed e molto probabile che se l'elite indiana conosce bene le grandi citta d'arte, Alberobello o Vieste o Vicenza saranno mete prossime del turismo indiano in Italia.

Veneto, set per il cinema, da 007 a drammi indiani

(ANSA) - VENEZIA, 12 NOV - Il romanticismo di 'Anonimo veneziano', la comicita' di 'Viaggi di nozze' o l'avventura di '007 Casino' Royale': non vi e' genere cinematografico che non abbia visto Venezia come palcoscenico naturale delle riprese, in interno ma soprattutto in esterno.

Tutto da quantificare il ritorno turistico delle immagini proiettate in cinematografi e televisioni di tutto il mondo, ma e' indubbio che il Veneto intenda sfruttare in chiave promozionale il richiamo dei suoi 'set' naturali e architettonici.

Dopo un dibattito durato vari anni, la Regione Veneto ha varato una legge sul cinema che prevede incentivi alla produzioni locali e il rafforzamento dei 'poli' gia' esistenti di Venezia e Vicenza, insieme all'avvio di altrettante realta' a Padova e Verona. Oltre ad un sito internet dedicato al 'Veneto Film Commission', la struttura regionale e' stata arricchita da due guide alle location e alle produzioni, pensate per agevolare chi voglia immortalare sulla pellicola le immagini piu' suggestive della regione. Navigando on-line e' possibile visualizzare i profili artistici degli attori che vivono o lavorano in Veneto. Nell'ambito dello sviluppo di questo settore, e' stato elaborato uno studio di fattibilita' che punta a creare un centro di produzione veneta che dovrebbe trovare ospitalita', in base ai progetti, nel Parco tecnologico 'Vega' di Marghera.

Venezia e Vicenza sono le due realta' locali che sino ad oggi hanno mostrato le maggiori 'performance' filmiche a livello regionale, grazie al richiamo turistico della loro particolarissima cornice architettonica. A fare da apripista e' stata la citta' del Palladio, dove opera da tempo una Film Commission che ha scommesso, investendo in fiere e contatti all'estero, sul richiamo turistico di cinema e tv. Vicenza ha immortalato la sua immagine in uno degli ultimi film indiani, 'Incredible Love' per la regia di Sabir Khan, e nell'italianissimo 'Blind Maze' di Heater Parisi. Ai produttori di film viene offerto un pacchetto alla scoperta dei 'set' vicentini che include l'alloggio (per un massimo di tre persone e per una durata non superiore a quattro notti), il trasporto e i pasti gratuiti, oltre all'assistenza durante le visite esplorative delle location. ''I produttori - sottolinea Vladimiro Riva, direttore di Vicenza Film Commission - sono interessati alle ville palladiane, ai paesaggi che fanno sognare le platee indiane, ma anche le fabbriche dismesse e i centri storici ricchi di storia e di vivacita'''. Molta strada, per Riva, resta ancora da fare: ''accanto agli incentivi economici - sottolinea - occorre saper prevedere altri servizi: dalle concessioni per i plateatici ai cineporti''.

A Venezia e' attivo uno 'sportello cinema' che opera all'interno dell'assessorato attivita' produttive del Comune. oltre a fornire informazioni logistiche a chi vuole imprimere sulla pellicola l'immagine del capoluogo lagunare, la struttura, avviata nell'ambito del progetto europeo Villes Cinema, provvede al rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione delle riprese o dei set fotografici. ''Avere una legge regionale era fondamentale - rileva Guido Cerasuolo di Mestiere Cinema, impegnata in film internazionali come Star Wars o le pellicole di 007 - e l'approvazione e' un ottimo passo ma siamo in ritardo, serve una strategia di sviluppo del settore per recuperare il tempo perduto''.

Il Veneto avrà la sua cinecittà

Articolo apparso sul Sole 24Ore Nordest del 4 novembre 2009
Riporta anche l'intervento del direttore di Vicenza Film Commission Vladimiro Riva sulla legge regionale recentemente approvata in materia di "sistema cinema".
Leggilo qui

 

Cinecittà?Meglio incentivare talenti locali

Intervento del Direttore di Vicenza Film Commission, Vladimiro Riva, in risposta all'articolo di Giuseppe Favretto "Una cinecittà per il Veneto".

Dal: Corriere del Veneto, venerdì 23 ottobre 2009

caro Direttore,
ho letto con attenzione il fondo di Giuseppe Favretto "una Cinecittà per il Veneto - valorizzare le produzioni locali" apparso domenica sul suo quotidiano.
Innanzitutto corre l'obbligo di ricordare che, dopo un lavoro durato ben 4 anni, il Consiglio regionale del Veneto ha votato la legge sul cinema, che prevede incentivi alle produzioni e riconosce le film commission a livello locale, quali sono quelle di Venezia e di Vicenza, cui presto si aggiungeranno quelle in fase di costituzione di Padova e di Verona.
Va dato atto alla Giunta regionale e ai legislatori del Consiglio di essere riusciti a portare al voto il disegno di legge, alla cui stesura, con i competenti uffici regionali, hanno dato il loro contributo i componenti di una commissione, di cui ho avuto l'onore di far parte, costituita dalla Giunta regionale ancora nel 2005, formata in gran parte da uomini di VenetoCinemaPro, l'associazione presieduta da Guido Cerasuolo e recentemente sciolta, dopo aver fornito un valido contributo e una spinta incessante.
Personalmente devo dire che sono molto perplesso su un progetto di Cinecittà veneta, già oggetto di uno studio commissionato dall'allora assessore Serrajotto e rimasta nel cassetto.
Penso piuttosto che occorra investire maggiori risorse nel fondo previsto per gli incentivi, rivolti sia alle produzioni che arrivano da fuori sia allo sviluppo di progetti cinematografici di locali e ritengo che sia interessante pensare a dei cineporti, molto utili alle produzioni e dai costi contenuti.
Vorrei poi che si riprendesse un dialogo per un programma qualificato di formazione a tutti i livelli, dai tecnici ai registi e sceneggiatori e ai location manager, già avviato con l'assessore Donazzan, che ha già dimostrato un livello molto interessato di attenzione verso il problema, che può coinvolgere un gran numero di giovani veneti.
E al cinema e all'audiovisivo in generale dovrebbero prestare attenzione, oltre che la cultura, le attività produttive e il turismo, dato che il marketing territoriale provocato da un film o da un programma televisivo è molto meno costoso, sulla base del costo-contatto, rispetto a fiere e depliantistica, ed è molto più innovativo.
Concludo ricordando che un importante imprenditore vicentino, Bruno Benetti di Itigroup di Villaverla, ha in cantiere sia interessanti progetti con la sua One Art Produzioni, ma anche progetti di formazione e di festival che non farebbero altro che bene al nostro Veneto. Lo dico sperando che le sue qualificate proposte possano trovare udienza in tempi brevi presso chi ha i poteri per decidere.
Auspico per davvero che, grazie alla settima arte e alla prestigiosa rassegna del Lido, i veneti possano collaborare e costruire, lavorando insieme per un importante futuro del cinema nel Veneto, mettendo da parte una certa attitudine a comportamenti diversi, cercando invece di valorizzare, e finanziare per davvero, persone come gli amici di Giuseppe Favretto o gli entusiasti come Ulisse Lendaro, un giovane attore-produttore vicentino.

vladimiro riva

La bella Deepti porta Vicenza nelle tv indiane

IL GIORNALE DI VICENZA

Domenica 25 Ottobre 2009

IL PERSONAGGIO. Produttrice e “business woman” anti-convenzioni

La bella Deepti porta Vicenza nelle tv indiane

Proprio oggi nel suo “Travel show” che va in onda su due canali satellitari descriverà ville, palazzi e il teatro Olimpico dove «starei per ore in silenzio»

Un’indiana che si è innamorata perdutamente di Vicenza. Ci viene almeno due volte l’anno. L’ultima qualche giorno fa, prima di ripartire per Dublino. E oggi, domenica, nel suo “Travel show” che va in onda a mezzogiorno sui canali satellitari indiani Star plus e Zoom Tv, Deepti Bhatnagar descriverà ville e palazzi vicentini e quel teatro Olimpico dove lei resterebbe «dentro per ore in silenzio, è un luogo così affascinante».
Deepti, 42 anni, ha un viso che chiama ritratti e l’andatura elegante da modella, non offuscati da una doppia maternità. E sulla passerella è salita veramente, fino a diventare nel 1990 Miss India. Subito dopo si è classificata quinta a Miss Mondo.
Originaria di Meerut, nel Punjab, abita da tempo a Mumbai. Si è dipanata qui la sua carriera artistica, che l’ha vista protagonista di film e fiction. Una regina dei grandi schermi: tra il 1995 e il 2004 ha girato 12 film, di cui 9 in lingua hindi a Bollywood, due in lingua telegu (a Tollywood) e uno in lingua inglese.
Ma è anche una donna indiana che ha spezzato molte convenzioni a partire dai matrim oni combinati: ha sposato per amore l’attore ed ora produttore Randeep Arya, ha due figli uno di sei anni e uno di 9 mesi che non perde di vista un attimo, adora la suocera che l’accompagna ovunque, e soprattutto è una business woman.
Ha una casa di produzione che porta il suo nome, confeziona programmi che poi vende in 59 Paesi. Trasmissioni di viaggi, sulle destinaziono religiose nel mondo, soap opera, fiction.
La Deepti Bhatnagar productions punta ovviamente più in là a produrre film ma intanto lavora per Tv come Sahara One, Mirchi Top 20, Zoom Tv. Le forze, anche economiche, sono solo le sue. Deept! i si circonda di professionsti, come la bella Vidya Malavade, attrice bollywoodiana di “Chak de !India” che a Vicenza ha condotto con lei il programma e che mostra anche le immagini del film “Kambakkht ishq”, il film indiano girato lo scorso anno a Villa Cordellina.
I suoi passaggi berici sono numerosi: nel penultino il secondogenito aveva solo 15 giorni di vita. E già ama, come la mamma, pastasciutta e grana. Il più grande invece, Shubh, scorazza con disinvoltura in pizzeria e scherza con Carla Padovan, segretaria del consorzio Vicenzaè, che attraverso Vicenza Film commission garantisce ospitalità alle troupe che vengono a girare in provincia. L’incontro tra Deepti e Vicenza è avvenuto alla fiera italiana in India, nel 2002, con un invito di Vladimiro Riva a venire a conoscere Palladio.
E da allora Deepti, lei ne è diventata una ambasciatrice?
Questa è una città di persone, prima che di architetture. E mi sento bene qui, il benvenuto è caldo. È una città piccola capace di grandi emozioni, in un paesaggio che ti lascia stupito e rilassato. Io ripeto a tutti che non si può venire in Italia e non fermarsi a Vicenza. Dico fermarsi: bere un caffè, mangiare al ristorante, passeggiare tra i palazzi, uscire tra le ville. Dormire e poi svegliarsi nel silenzio
Mi pare colpita dai centri storici nelle sue tramissioni.
Sono una realtà che in India non si conosce, non sono esportabili altrove. Specie con presenze palladiane come queste. Mi viene voglia di tornare ogni volta, per me è lavoro ma starei qui in vacanza a lungo. Un luogo va vissuto, non fotografato e basta. Chi vive qui è fortunato e forse non lo sa. C’è tanta bellezza qui attorno. In India questi paesaggi piacciono molto, sono diversi, pieni di natura, sono scenografie da soli.
Perchè gira volentieri qui?
Perchè chi gestisce i luoghi è molto disponibile e Vicenza film commission ci dà tutto l’appoggio che ci serve. Otto milioni di spettatori ogni domenica con Travel show possono scoprire il mondo da casa loro. E poi il programma va in tutto il Medio Oriente. Ho fatto conoscere recentemente l’Austria, l’Australia, la Turchia, dell’Italia anche il Piemonte oltre al Veneto... Ma Palladio e le sue linee sono sempre in testa nel mio cuore.

foto_deepti

Un reality inglese a Villa Cordellina

IL GIORNALE DI VICENZA

Martedì 22 Settembre 2009

CHANNEL FOUR. Riprese con i concorrenti

Tutti scalpellini. Un reality inglese a Villa Cordellina

Protagonista la pietra berica Prove anche di distillazione

Un reality inglese ha scelto il Vicentino come scenario di una delle prove di abilità dei suoi concorrenti. Ieri il programma “Coach trip” di Channel four, tv privata inglese, ha effettuato le riprese a Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore - concessa dalla Provincia - dove le sette coppie sfidanti hanno partecipato ad una gara di incisione sulla pietra bianca dei berici, fornita dalla ditta di Armando Peotta. La troupe viaggia per l’Europa a bordo di un pullman ed è approdata in città grazie al sito di Vicenza Film commission e alla delegazione Enit di Londra, che ha conosciuto l’operatività del consorzio di promozione “Vicenza è” in occasione del 500° palladiano. Il viaggio dura 9 settimane, con spezzoni girati in Francia, Svizzera, Italia e Slovenia. Nella tappa berica, oltre a cimentarsi come scalpellini le sette coppie - cui ieri si è aggiunto a sorpresa un nuovo duo che ha rimescolato gli equilibri - hanno provato a distillare grappe alla Poli. Il format, terza edizione, incrocia le gare alla conoscenza culturale di città e paesi: ieri le telecamere, sempre con l’assistenza di Vicenza è, hanno ripreso il centro storico e alcune ville. Coach trip è seguito da 1 milione e 2 mila spettatori. La puntata vicentina andrà in onda nel marzo 2010.

Ciak vicentini su Cinema&Video International

Cinema&Video International
numero di settembre 2009

VICENZA/L'esordio di Heather Parisi

Il documentario “Terra di un uomo”, di Elisa Zurlo e Jean Francois Neplaz (produzione Shellac Sud Marseille e Route 1 Torino) racconta la storia di Mario Rigoni Stern e del suo territorio, attraverso interviste al protagonista, a Ermanno Olmi e a Dario Fo.
La prima tranche delle riprese è stata effettuata in luglio, sull’Altopiano di Asiago, la seconda si svolgerà in novembre.

In autunno sarà pronto il film “Blind Maze. Ragazzi dalla pelle sottile”, diretto da Heather Parisi e prodotto da Franco Bocca Gelsi, le cui riprese si sono svolte fra maggio e giugno in diversi luoghi di Vicenza: il centro storico, il Teatro Olimpico, il Trend, la Stamperia Busato, Villa Cordellina.

Grandi attese di ritorni in termini d’immagine e di turismo ha creato l’uscita in luglio, in oltre mille sale indiane, della produzione bollywoodiana "Kambakkht Isqh" girata nello scorso anno in parte in provincia di Vicenza.
Villa Cordellina di Montecchio Maggiore e la palladiana Piazza dei Signori, le principali locations vicentine scelte dal regista Sabir Khan.

Presentato un trailer del film di Heather Parisi, interamente girato a Vicenza

IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 26 Giugno 2009

CINEMA. PRESENTATO IERI UN TRAILER DEL FILM INTERAMENTE GIRATO A VICENZA

Parisi: I miei giovani in lotta per un futuro

La ex soubrette, al debutto da regista, ha chiuso le riprese di “Blind Maze” che ora passa al montaggio e guarda a Venezia

Nicoletta Martelletto, VICENZA


Era la bambola bionda del sabato sera, ora è un sergente di ferro. In quattro settimane ha diretto e chiuso il suo primo film, girato interamente a Vicenza. Disciplina da West Point, un ottimo produttore esecutivo come Franco Bocca Gelsi e largo affetto per la troupe le hanno consentito di risparmiare una settimana di riprese e di essere già alle prese col montaggio.
«Grazie a tutti, mi avete aiutato: gli enti, i privati, la gente...». Heather Parisi non ha mezze misure: travolgente nelle relazioni, ma anche molto esigente con se stessa («sono abbastanza cazzuta» sintetizza). E in questa prova d’autore - dove è sceneggiatore, regista e produttore - ha messo tutto tutto di sè (soldi compresi) per raccontare una storia dei nostri giorni in chiave veneta ma con i ritmi ed i tempi del cinema americano di oggi.
Ieri nella sede di “Vicenza è”, dove ha sede Vicenza Film commission (che ha pagato i mille pernottamenti della troupe), Parisi ha mostrato un trailer del film: qualche minuto girato nell’intoccabile teatro Olimpico dove per la verità la troupe è rimasta la bellezza di nove giorni, benedetta da l sindaco Variati. Sul palcoscenico scorre un rap, si improvvisa break dance, ci si rotola ridendo. Un teatro-labirinto come è la vita. Un teatro che diventa la scuola di aspiranti artisti.
«Blind maze. Ragazzi dalla pelle sottile» è il titolo del film che in 90 minuti promette emozioni, oltre che squarci di Vicenza e dintorni, utili a promuovere l’immagine della provincia, come ha sottolineato Dino Secco presidente di Vicenza è e accompagnato dal consigliere delegato Vladimiro Riva. La pellicola è un insieme di parallele dove la secante è la paura del futuro: «Ma i miei giovani non so! no come vengono descritti di solito, vuoti, superficiali ed indifferenti - osserva Parisi - Li ho guardati con i loro occhi, hanno molto da dire agli adulti».
Basti pensare che il copione, anticipato alla mostra del cinema di Venezia nel 2008, è stato stravolto o durante le audizioni,con buon contributo delle figlie di Heather e del suo compagno Umberto Maria Anzolin. «Avevo pensato ad una giovane americana che torna in Veneto alla ricerca delle origini, ma ho cambiato tutto, e forse questa storia la terrò buona per un sequel» commenta la regista. Nel cast pochissimi professionisti e tanti debuttanti: comprese Rebecca e Jacquelina Luna Parisi e Guendalina Anzolin, dirette «come gli altri, anzi chiedendo qualcosa in più. Niente favoritismi, anzi hanno voluto alloggiare non con noi ma con i colleghi» riferiscono i due genitori.
I vicentini del cast sono solo Paolo Trotta nei panni di Mirco e Guendalina Anzolin in quelli di Lucrezia, più il volto di un barman; gli altri sono veneti, romani, milanesi. Di colore ma italianissimo Lorenzo Marinoni nei panni di Chicco. Lucrezia è un personaggio centrale: diciottenne, resta incinta ad una festa, la madre vuole farla abortire ma il richiamo della vita sarà forte. Diamante invece ha 14 anni ed è vittima di un abuso paterno; Mirco è figlio di un imprenditore e non vu ole seguire le orme paterne; Chicco, ventenne e gay, sogni di gloria nello spettacolo, deve fare i conti col padre sessantenne che perde il lavoro. E poi c’è Giulia, la vera Giulia Piana di “Amici 2008”, che non riesce più a ballare per la mancata intesa col prof.Carlini... La scuola d’arte dove maturano rabbie e destini è una accademia che Parisi sognerebbe davvero di aprire a Vicenza, proclamata a tutto gli effetti il suo vero amore: «Anche perchè qui si lavora giusti, senza perdere tempo, alle 9 del mattino, non come a Roma o Milano...».
Un evento - se non addirittura la presentazione - annuncerà “Blind Maze” alla mostra del cinema di Venezia in settembre. Intanto si cercano i canali di distribuzione.

Finite a Vicenza le riprese del primo film di Heather Parisi

CINEMA: FINITE A VICENZA LE RIPRESE PRIMO FILM DI HEATHER PARISI   

(ANSA) - VICENZA, 8 giugno 2009

Heather Parisi ha finito di girare a Vicenza il suo primo film da regista "Blind Maze", labirinto cieco e già da domani comincia il montaggio della pellicola, realizzata grazie a 'Vicenza è e  'Vicenza film commission' e che sarà presentato fuori concorso alla prossima Mostra del Cinema di Venezia.
"Un progetto affascinante - ha dichiarato il vicepresidente della Provincia di Vicenza, Dino Secco - che ha toccato i monumenti piu' significativi dell'architetto Palladio che sono patrimonio dell'Unesco, ma che toccherà i cuori e provocherà emozioni in tutti coloro che seguono i giovani di talento nei loro percorsi formativi, perche' il film e' altamente educativo e insegna che il successo si puo' ottenere studiando, imparando, sacrificandosi".
Una bella esperienza anche per la città, che ha accolto con grande disponibilità la troupe, che ha girato anche a Villa Rossi di Trend, alla stamperia d'arte Busato, a villa Cordellina e all'Ospedale civile.

 

Intervista ad Heather Parisi

Il Gazzettino, 7 Giugno 2009
 
- Allora, signora Parisi, come vedremo Vicenza nel suo film?

(Stefano Ferrio)

«Molto viva, molto seducente. Una provincia felice. È un’idea che ho voluto rendere sin dalla prima scena, quando seguiamo un ballerino che cammina in mezzo al mercato di piazza dei Signori, ed è come se passasse attraverso le bancarelle in modo magico, avvolgente. Finché, all’improvviso... Un balzo».
Cosa succeda all’improvviso con quel balzo non è chiaro, nè sembra così utile capirlo. Eppure, già questo "trailer", quest’anteprima a voce ci fa dire "attenzione a Blind Maze", film su un gruppo di giovani e sognanti ballerini ambientato tutto a Vicenza, e pronto a uscire per l’autunno, dopo auspicabile passaggio al festival di Venezia. Quattro le settimane di ciak, finiti ieri dopo avere mobilitato una troupe dai ritmi forsennati fra teatro Olimpico, Monte Berico, stradine del centro, Villa Cordellina e altre lussuose magioni.
Attenzione, ripetiamo, perché è un "Blind Maze", un labirinto cieco da dove, al posto del Minotauro, può uscire una "nuova autrice" di cui parlare. Proprio Heather Parisi, quarantanovenne ballerina e soubrette fra le più note nella storia della Rai. Americana sì, ma anche italianissima. Squisitamente nazionalpopolare da quando, nemmeno ventenne, iniziava a svolazzare adrenalinica in un "Apriti sabato" da cui decollare imprendibile per le audience milionarie di "Fantastico".
Allora come oggi colpiscono in lei una dionisiaca esuberanza, una furente determinazione, una contagiosa simpatia. L’unica differenza è nel modo in cui comunica questa forza naturale. D’altra parte, non servono snodabili braccia e gambe da showgirl, quando bastano i bagliori celesti di due occhi che accendono il racconto fluviale e pittoresco regalatoci a lavorazione conclusa. Anche gli attillati tutù e le acrobatiche pose sono un pallido ricordo nella signora che, golfino viola e biondi capelli tirati su, fa il punto sul suo debutto dietro la macchina da presa in un salone della seicentesca villa trasformata dall’industriale Pino Bisazza e dalla figlia Federica in museo del trendy, sfavillante a due passi dalle scalette di Monte. È qui che, coccolata dal compagno - e produttore del film - Umberto Anzolin, industriale di Arzignano, Heather Parisi continua con i suoi trailer di "Blind Maze", spartendo affettuose raccomandazioni fra la troupe e le deliziose figliole Rebecca, 15 anni, e Jacqueline, che ne ha invece 9.

- Ma, ai tempi di una canzoncina-tormentone come "Cicale cicale", la regista si nascondeva già dietro la soubrette?

«È sempre stato il mio sogno, e in tutto questo tempo l’ho coltivato con cura».

- Quando ha sentito che poteva provarci?

«Quando ho capito che alla tv non avevo più nulla da chiedere. Dopo che hai lavorato con Baudo e Celentano, dopo che hai ballato accompagnata da Miles Davis lì in studio con la sua tromba, dopo che i migliori coreografi ti hanno dedicato il loro genio, puoi solo fermarti. Anche se magari continuano a invitarti di qua e di là».

- Quali film ha studiato in tutto questo tempo?

«Di ogni genere. Se mi prendono, mi basta vederli una volta, e poi li ricordo scena per scena».

- Con quali autori succede?

«Con i fratelli Scott. Mi piace Ridley, che gira capolavori come "Alien" e "Blade Runner", ma amo ancora di più Tony, che in "Deja vù" arriva alla perfezione nella scansione delle immagini, nel taglio di ogni singola inquadratura».

- Un grande culto della tecnica, quindi.

«In questo ammetto con gioia di essere americana fino al midollo. La storia da raccontare è fondamentale, e deve essere piena di emozioni e colpi di scena. Ma, se non trovo la forma con cui esprimerla, resta tutta sulla carta. E invece deve diventare film».

- La storia di "Blind Maze" racconta di un gruppo di artisti, soprattutto ballerini, in una città di provincia. Le coreografie risultano quindi decisive.

«Il fatto poi che tutti i balletti avvengano dentro il teatro Olimpico era una sfida mica da ridere».

- Come l’ha affrontata?

«Poche visioni in campo lungo, tipo cartolina, perché sullo schermo uccidono la bellezza di un capolavoro del genere. Che invece va cercata, scoperta, quasi spiata, per suscitare le emozioni giuste. E quindi molti primi piani, molti scorci, molti particolari eccitanti. Così uno che abita dall’altra parte del mondo capisce che vale la pena andare fino a Vicenza per vedere il teatro Olimpico con i suoi occhi».

- Alla fine ha deciso di girare in digitale, e non in pellicola.

«Una fortuna, perché così ho potuto accumulare ore e ore di materiale, mentre la pellicola è troppo costosa, e non mi avrebbe permesso scelte come quella che ho fatto in una scena girata a villa Cordellina»

- Cosa è successo?

«All’inizio volevo utilizzare la steadycam, una macchina che segue i movimenti dei personaggi. Poi però guardo, e mi dico no, questo è come Sentieri, General Hospital, è tremendamente piatto come in una soap opera televisiva».

- E allora?

«Abbiamo rifatto tutto con la camera fissa. Una meraviglia, perché così, lavorando di più sulle espressioni, sono venuti fuori i sentimenti dei personaggi».

- Non è che a volte i suoi giovani attori l’hanno un po’ odiata?

«Forse, perché magari diventavo dura come un coach, un allenatore. Qualcuno mi ha detto che non potevo pretendere certe cose ma, siccome avevo ragione, alla fine le ha fatte, e mi ha pure abbracciato per ringraziarmi».

- Che risultati comincia a vedere?

«Emozioni forti, ragazzi che all’inizio del film avevano solo una bella faccia, ma alla fine tirano fuori anche un’anima. E che anima».

- In platea piangeremo?

«Lo spero proprio, abbiamo fatto di tutto perché succeda. In una scena ci ha messo lo zampino anche il Signore».

- Come?

«Solo Lui poteva far venire fuori un raggio di sole in mezzo alle nuvole, perché illuminasse una particolare scena. Tutti penseranno a un effetto speciale, invece è il Creatore».

- Ma un lieto fine, quello almeno ce lo regala?

«Ah, il finale... Penserete tutti che va in un certo modo...».

- E invece?

«Invece scoprirete di non avere capito nulla. Quando succede a me, sono pazza di gioia».

 

Palladio e Heather Parisi, un magico feeling

Il Gazzettino, 26 maggio 2009

Palladio e Heather Parisi, un magico feeling

Proviamo a immaginare che il fantasma di Andrea Palladio, appostato fra le sette vie di Tebe, ogni tanto spii il movimento che interessa quotidianamente il suo teatro Olimpico. E che da lì esprima, con quel massimo riserbo che si suppone tipico dei defunti, una qualche sensazione di fronte a chi viene a calcare la scena del suo capolavoro.
Passi per quel sussiegoso ma formidabile pianista, un po’ meno per quell’attrice pretenziosa, tolleranza vicino allo zero nei confronti della danzatrice che si sente deposta su questa terra direttamente dall’Olimpo. Volete mettere con Heather Parisi, ballerina e soubrette, nata a Hollywood nel 1960, e giunta a imperitura notorietà in Italia cantando “Cicale cicale cicale” nei lontani sabati sera di Raiuno? Quella sì lo prende al cuore. Così bionda, carinissima e caciarosa. Adesso poi che si è messa in testa di esordire come regista, girando il suo primo film – titolo provvisorio “Blind Maze”, labirinto cieco – tutto a Vicenza, compresa una settimana di riprese all’Olimpico, l’Architetto fa un tale tifo per lei che, se fosse possibile, le donerebbe qualche scenografia.
È una simpatia che non nasce sul nulla, ma da un comune culto del lavoro: dove volare si può solo a volte, ma sgobbare si deve sempre. Lo sa l’ex “muraro” e scalpellino Andrea, arrivato a firmare progetti dopo avere percorso tutta la gavetta prevista in un cantiere di cinque secoli fa. E lo conferma Heather, professionista dello spettacolo così metodica e disciplinata da far terminare le riprese due ore prima del previsto: cosa assolutamente marziana per un set cinematografico, ma accaduta davvero la settimana scorsa all’Olimpico, dove sono ambientate scene decisive di questa storia, molto sentimentale e realistica, imperniata attorno ai sogni di gloria di alcuni giovani ballerini. Stati d’animo che Heather Parisi ricorda molto bene, consapevole di essere arrivata al successo tenendo sempre fede a certi principi. Uno di questi è il rispetto del lavoro altrui, come si apprende dal suo blog, dove ringrazia “il personale del teatro, e in particolare Federica, Stefano ed Emilio”. Attenzioni che notoriamente Palladio elargiva anche ai suoi più umili collaboratori. È questione di feeling.

Stefano Ferrio
 

Heather Parisi al Teatro olimpico di Vicenza per "Blind Maze"

CINEMA: HEATHER PARISI ALL'OLIMPICO DI VICENZA PER BLIND MAZE 

(ANSA) - VICENZA, 14 maggio 2009

Il teatro Olimpico di Andrea Palladio, il piu' antico teatro coperto al mondo, ospita oggi a Vicenza le riprese di 'Blind Maze', labirinto cieco, il nuovo film ideato e diretto da Heather Parisi.
Vicenza, citta' compresa nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco, e' stata ritenuta set ideale per un film che tende a valorizzare i giovani che si impegnano nell'arte della recitazione e della danza. ''Quale palcoscenico migliore del teatro Olimpico poteva trovare l'eclettica ed entusiasta Heather Parisi per la sua storia - ricorda Carla Padovan, che ha condotto la nuova regista nella ricerca delle location per conto di Vicenza film commission - ambientata in un teatro unico, nel cinquecentenario della nascita di Palladio?''.
Tutta la prossima settimana il teatro sara' set del film, che si trasferira' poi nei giardini di villa Cordellina, sede di rappresentanza della Provincia di Vicenza, dove sono state recentemente girate alcune scene di 'Incredible Love', il film di Bollywood che uscira' a breve e in cui recita anche Silvester Stallone.

Parisi, gira film a Vicenza

[MEDIASET TGCOM, 14 maggio 2009]

Parisi, gira film a Vicenza

La regia è sua, Blind Maze il titolo

Il teatro Olimpico di Andrea Palladio, il più antico teatro coperto al mondo, sta ospitando a Vicenza le riprese di Blind Maze, labirinto cieco, il nuovo film ideato e diretto da Heather Parisi. Per un'intera settimana il teatro sarà set del film, che si trasferirà poi nei giardini di villa Cordellina, sede di rappresentanza della Provincia di Vicenza.
Lo stesso dove sono state recentemente girate alcune scene di Incredible Love, il film di Bollywood che uscirà a breve e in cui recita anche Silvester Stallone. La Parisi ha scritto anche la sceneggiatura.
Vicenza, città compresa nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco, è stata ritenuta set ideale per un film che tende a valorizzare i giovani che si impegnano nell'arte della recitazione e della danza. ''Quale palcoscenico migliore del teatro Olimpico poteva trovare l'eclettica ed entusiasta Heather Parisi per la sua storia", ricorda Carla Padovan, che ha condotto la nuova regista nella ricerca delle location per conto di Vicenza film commission.

L’Olimpico torna set cinematografico. Dirige Heather Parisi

Il Corriere del Veneto, 14 maggio 2009

L’Olimpico torna set cinematografico. Dirige Heather Parisi

Prime riprese in città per «Blindmaze». E per lasciare spazio agli attori il teatro chiude tre giorni

VICENZA – «Nel primo giorno di riprese per Blind Maze, credo di essere riuscita a mettere la pratica al posto della teoria. Quindi tutto ha funzionato alla grande, e poco importa se non se n’è capito bene il perché… Va detto che sul set regna la più assoluta armonia. C’è molta complicità, c’è rispetto e c’è serenità! Nessuna nevrosi collettiva, nessun isterismo. Sarà anche questo il segreto? Sono convinta di sì! E non vi nascondo che l’emozione è stata e continua ad essere grande…il mio primo ciak!». Scrive così la neo regista Heather Parisi nel suo blog in cui uno spazio è dedicato a «Blindmaze» la pellicola da 85 minuti che ha cominciato a girare lunedì a Vicenza. La città da qualche giorno si è trasformata in un set e gli attori del film che descrive «un gruppo di ragazzi alle prese con le prove del teatro e della vita» non è raro vederli all’opera.

A inizio settimana hanno cominciato a girare alla tipografia Busato in contra’ Porta Santa Lucia, ieri si sono spostati in un negozio all’interno del centro commerciale Le Piramidi e la settimana prossima saranno ospitati all’interno del teatro Olimpico. Per permettere il lavoro della troupe al seguito di Heather Parisi il teatro rimarrà chiuso alle visite martedì, giovedì e venerdì. Di Vicenza e delle sue bellezze la regista non vuole perdere nulla: verranno, infatti, ripresi altri scorci della città come ponte San Michele e viale X Giugno, oltre ad altre location in provincia, ad esempio villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore. «Sono molto soddisfatta – sono le sensazioni che la regista ha affidato al post di martedì scorso – devo ammettere che più di qualcuno è rimasto piacevolmente stupito per il mio modo di 'girare', con occhio estremamente preciso, attento ed estroso allo stesso tempo! Operatori e tecnici sono a dir poco fantastici. Voglio movimento, dinamismo, velocità, anche nelle scene recitative. Come vi dicevo gli attori sono molto giovani, freschi, limpidi». E proprio di giovani tratta Blindmaze che «racconta la danza dell’incontro e dello scontro tra generazioni».

 


 

Heather Parisi diventa regista, primo ciak a Vicenza

(ANSA) - VICENZA, 11 maggio 2009

Sono iniziate oggi a Vicenza le riprese di Blide Maze, il film prodotto e diretto da Heather Parisi, alla sua prima esperienza come regista. Il progetto del film era stato presentato alla Mostra del cinema del Lido di Venezia lo scorso settembre e aveva trovato l'appoggio del vicepresidente e assessore al turismo del Veneto Franco Manzato.
Il film, che si avvale della collaborazione di Vicenza film Commission oltre che del Comune e della Provincia di Vicenza, studia il mondo giovanile - spiega Carla Padovan del Consorzio Vicenza e' - e vuole dimostrare che, per riuscire nella vita come nelle arti, occorre studiare, impegnarsi, sudare. E' quello che succede nella scuola di recitazione e in quella di danza - aggiunge - attorno alle quali si snoda la trama.
Le riprese si concluderanno a meta' giugno.

heather parisi blide maze conferenza

Heather Parisi - Blide Maze - riprese del film

Set cinematografico a Vicenza. Gira la regista Parisi

IL GIORNALE DI VICENZA

Mercoledì 13 Maggio 2009

SET CINEMATOGRAFICO. Gira la regista Parisi

L’Olimpico sarà chiuso il 19, 21 e 22

Tre giorni di chiusura per il teatro Olimpico dove si girerà “Blind Maze”. Le riprese del primo film da regista di Heather Parisi, iniziate lunedì in città, si trasferiranno all’ Olimpico martedì 19, giovedì 21 e venerdì 22 maggio 2009 e il teatro resterà chiuso ai visitatori. In queste date sarà in vendita il biglietto unico ridotto (6 euro) acquistabile nelle altre biglietterie del circuito museale: Museo del Risorgimento e della Resistenza, Museo diocesano, Gallerie di palazzo Leoni Montanari. Il biglietto unico è valido tre giorni dal primo utilizzo e consente di visitare, oltre ai due musei già citati e alle gallerie, anche la pinacoteca di palazzo Chiericati e il Museo naturalistico-archeologico.Altre riprese sono previste nei giorni successivi nei giardini dell’Olimpico ma non interferiranno con l’apertura del monumento.

In una stamperia debutta il set di Heather Parisi

IL GIORNALE DI VICENZA

Martedì 12 Maggio 2009

CINEMA. Ieri prime riprese di “Blind Maze”

In una stamperia debutta il set di Heather Parisi

Poi girerà tra negozi, palazzi e dal 18 al teatro Olimpico

Agitatissima. Nervi a fior di pelle. Come dice lei “con le farfalle nello stomaco”. Febbrile come al solito, ma da 24 ore ancora di più. Così Heather Parisi ha affrontato ieri mattina a S.Lucia, nella stamperia Busato, il primo ciak del suo primo film, “Blind Maze”, Labirinto cieco.
Ha scelto Vicenza come set per cinque settimane, dove dipanare una storia di giovani alle prese col loro futuro, con le incertezze del presente e il sogno comune di lavorare nel mondo dell’arte e dello spettacolo. La troupe di 60 persone fa capo all’hotel Castelli per le notti e al consorzio Vicenza è per le location che sono già state definite: ancora oggi S.Lucia dove i simpatici Busato non si sono tirati indietro, domani all’esposizione Frau alle Piramidi; e poi ancora giovedì al Porton del Luzzo, venerdì (nell’orario di chiusura) al locale Papa Joe’s vicino al torrione di Porta Castello, sabato a casa di Rino Mastrotto. Domenica di pausa, poi lunedì ci si trasferisce all’Olimpico per gli interni nel “sacro tempio” d’architettura dove si lavorerà due giorni, per riprendere il 21 e il 22 ancora sulle scene di Tebe e quindi il 24 e 25 nei camerini e negli esterni. «Sono al settimo cielo&# 187; scrive la showgirl ora regista nel suo blog (www.heatherparisi.it) dove dispensa ricordi, ricette e foto di famiglia.

Ciak, da lunedì Heather diventa regista a Vicenza

IL GIORNALE DI VICENZA

Venerdì 08 Maggio 2009

IL PRIMO FILM DELLA PARISI. Quattro settimane di riprese in città e provincia: un “Saranno famosi” in salsa veneta

Ciak, da lunedì Heather diventa regista a Vicenza

«Qui sono i miei amori, mi piace come lavorate. Una storia di giovani. Avremo anche il teatro Olimpico»

Per una donna solare com’è Heather Parisi debuttare alla regia con un film che si intitola “Blindmaze”, Labirinto cieco, sembra una contraddizione. Perché se c’è una che ha idee chiare e determinazione è proprio lei, la ragazza bionda di Disco Bambina oggi quarantanovenne alle prese con la terza parte della sua vita.
Quella che ha messo radici a Vicenza, dopo un’adolescenza trascorsa in California e una giovinezza esplosa a Roma, in Tv. Parisi da lunedì gira: il primo ciak alla stamperia Busato a S.Lucia. Poi quattro settimane con una troupe di 60 persone, di cui una quindicina sono attori: il nome forse più noto è Tommaso Ragno, volto teatrale prestato al cinema dal 1997, con “Tutti già per terra" e nel 2007 protagonista di “L’uomo privato”.
Nel cast figurano anche la quattordicenne Rebecca Parisi, primogenita della regista, prima ginnasio nella capitale, che farà la spola per vestire i panni di una delle giovani in cerca di un futuro; e così anche Guendalina Anzolin, figlia del compagno di Heather, l’imprenditore vicentino della concia Umberto Maria Anzolin con cui fa coppia da 4 anni. Ecco perché la showgirl ha scelto la città del Palladio: «Qui sono i miei amori, mi sono scoperta innamorata del Veneto, dove ci sono tante somiglianze con gli americani. A Roma dicono “famo, annamo,”: qui invece si fa e si lavora sul serio».
Accanto al sindaco Achille Variati, che ospita in municipio la presentazione del film, si rischia lo scivolone: Heather inneggia all’amicizia berico-americana, indica le due bandiere in sala giunta e Variati la ferma pensando ai No Dal Molin. «Achille, ho detto qualcosa che non va?» fa lei di rimando. La tranquillizzano e illustra il copione: è opera sua, ci pensava dal 1997 qua! nto buttò giù una storia intitolata “Passepartout”. Da allora il progetto di indagare sul mondo giovanile non l’ha più lasciata: “Blindmaze” saranno 85 minuti di incontri, sogni e tonfi in una scuola di teatro-danza che non esiste («ma si potrebbe aprirla a Vicenza»).
Dieci ragazzi che si dibattono tra immaturità, paure, desideri, un “Saranno famosi” in chiave veneta con ritmo - garantisce Parisi - americano, «che taglia, passa via, ma non cede alle parolacce e alla droga». Storie vere dall’ esito lieto ma non mieloso, che sono un po’ specchio del suo vissuto adolescenziale, un po’ frutto delle osservazioni nelle piazze del Veneto. Gli echi sono mitologici: Minosse, il filo di Arianna, le prove della vita. Variati si dice «colpito dal fatto che questi giovani scoprono la fatica e il sacrificio».
Alla grazia travolgente di Heather lui non ha resistito se è vero che in quattro e quattr’otto le ha concesso - salvo un passaggio in Giunta e ai Musei civici - il teatro Olimpico per le riprese: dal 18 la troupe calcherà le scene dove la Parisi è stata folgorata dalle porte di Tebe. Il consorzio Vicenzaè e Film commission hanno sostenuto la produzione, guidata dall’ottimo Franco Bocca Geisi (suoi “Fame chimica” e “Fuga dal call cente r”) per Orda d’oro film e da Enzo Coluccio per Ardaco srl, nella ricerca delle location più risparmiose: così si girerà in un maneggio di Altavilla, nella sede mosaicata della Trend concessa da Pino Bisazza, a villa Cordellina prestata dalla Provincia, a ponte San Michele e in centro storico ma senza intralcio per il traffico.
Una scena anche all’ospedale S.Bortolo di sabato ad ambulatori chiusi, un’altra alla Società di Mutuo Soccorso all’Odeon, una al cimitero monumentale. Nel cast anche due ballerini di Madonna e ...bicchieri di Durello a fare da testimonial.

Bollywood-Vicenza: nasce il sodalizio

Da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Lunedì 24 Novembre 2008

SE NE PARLA ALLA FIERA ITALIANA A MUMBAI.
Oggi e mercoledì nella presentazione di “Destinazione Italia” Enit e Vicenza é raccontano l’esperienza del maxi set

Bollywood-Vicenza
Nasce il sodalizio

di Nicoletta Martelletto

Kambakkht Ishq a Villa Cordellina Lombardi - Vicenza Film Commission

Sembrava uno scherzetto quello dei film indiani nel vicentino. C’era chi non ci aveva scommesso due soldi. Chi aveva definito come indegna la presenza dei quad e delle moto in piazza dei Signori. “Kanbakth Ishq” ovvero “Incredible love”, il film della Nadiadwala Grandson Entertainement girato tra settembre ed ottobre anche nel Vicentino, si è rivelato più potente di spot e investimenti pubblicitari mai tentati prima: le architetture palladiane e non, che hanno fatto da sfondo alla storia d’amore tra due star del calibro di Akshay Kumar e Kareena Kapoor, stanno per fare il giro del mondo, insieme alle immagini di Silvester Stallone che ha partecipato alla prima parte del film.
Potrebbe essere l’avvio di una nuova stagione per le quinte vicentine: proprio stamane a New Delhi, in India sotto i riflettori c’è anche Vicenza. All’interno dei dieci giorni che da qualche anno promuovono la cultura, il turismo e d i prodotti italiani in India, c’è un convegno in cui Carla Padovan del Consorzio Vicenza è, su incarico del direttore Vladimiro Riva, parlerà di Vicenza come possibile partnership di Bollywood, la più grande industria cinematografica del mondo, dopo aver ospitato l’importante produzione e il regista Sabir Khan. Accanto a lei Matteo Marzotto, vicentino di grande famiglia imprenditoriale che in estate è stato nominato nuovo presidente dell’Enit, l’ente del turismo che promuove l’Italia nel mondo.

Leggi tutto: Bollywood-Vicenza: nasce il sodalizio

Ultimo ciak in piazza. E il set indiano sgomma

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Martedì 7 Ottobre 2008

IL FILM DI BOLLYWOOD. Concluse le riprese di “Incredible love” con una incredibile scena

Ultimo ciak in piazza
E il set indiano sgomma

“Kanbakth Ishq” ovvero “Incredible love” è il titolo del film. Incredibile set, quello messo in piedi ieri di prima mattina in piazza dei Signori dove è planata la produzione della Nadiadwala Grandson Entertainement, una della case cinematografiche più solide di Bollywood. Guidata dal produttore Sajid Nadiadwala, che fa questo mestiere da tre generazioni, la Nge ha scelto Vicenza per alcune scene del film in cui ha recitato anche Silvester Stallone.
Dieci giorni di riprese, 200 attori e 50 comparse locali, un indotto di quasi 2 milioni di euro: la storia d’amore tra uno stuntman e una modella ha portato un bel po’ di scompiglio a Sandrigo, in villa Cordellina a Montecchio Maggiore (dove domenica sono intervenuti i carabinieri per arginare i fans indiani arrivati da tutto il Triveneto) e ieri sulle quinte della Basilica Palladiana, in città. Qui la pavimentazione di piazza dei Signori ha provato un’esperienza inedita, che si spera non lasci tracce: un ricorrersi di moto e quad senza precedenti. L’obiettivo era anche filmare un cartello stradale di Vicenza sullo sfondo della Basilica: così il nome della città palladiana farò il giro del mondo. Tra accelerate e tragitti a tutto gas, si è compiuta la storia tra i protagonisti - Akshay Kumar e Kareena Kapoor - che sono autentiche star nel loro Paese. L’ultimo ciak in serata, da oggi l’imponente set si scioglie. N.M.

Bollywood sbarca a Vicenza e Venezia

Da "Il Gazzettino" di Domenica 5 ottobre 2008

Bollywood sbarca a Vicenza e Venezia

In Veneto il set di un kolossal musical-romantico indiano

di Giuseppe Pietrobelli

L'attrice più famosa (e pagata) di un popolo che ha raggiunto il miliardo di persone se ne sta tranquillamente seduta su una poltroncina nel giardino di Villa Cordellina Lombardi. Assaggia il suo pasto indiano, contenuto in un vassoio in plastica, con la levità civettuola e vagamente annoiata della diva che deve condividere la vita di tutti i comuni mortali, alias attriccette, comparse, ballerini, cameramen, inservienti, truccatori e costumisti, che se ne stanno un po' dovunque. Gli italiani assieme ai francesi, gli inglesi assieme agli indiani.
Siedono sulle scale, stanno in piedi accanto alle aiuole, si riparano dal sole sotto le volte delle vecchie scuderie, mangiano iltandooricon le mani, ma con eleganza simil-anglosassone.

Non c'è posa nei gesti di Kareena Kapoor, 28 anni compiuti da una settimana, figlia e nipote d'arte, eroina di "Incredible Love", l'amore incredibile che viene messo in scena a due passi dal castello di Giulietta e Romeo, davanti alla cinepresa da uno dei principali produttori della Bollywood asiatica, potenza economica e di affari che può far impallidire Hollywood. Il vestitino nero attillatissimo è una confutazione estetica delle educande di tutto il mondo. Mani perfette. Un sorriso abbagliante, ma alquanto controllato. Occhi neri che lampeggiano. Scarpe rosa-shocking con il tacco alto. Gentilmente, la star indica la sua vicina: «Questa è Amrita, la mia rivale in amore...». Poi ci pensa la body-guard a ricordare, inflessibile. «She's eating».

Sta mangiando, si sta riposando dalle fatiche del set arrivato da Los Angeles che ha scelto Vicenza (e Venezia) quali luoghi magici delle riprese italiane, prima di terminare il lavoro in India, dove decine di milioni di spettatori sono in attesa di vedere, a primavera, il kolossal musical-romantico che li farà piangere e gridare dalla compartecipazione emotiva nei cinema variopinti di Delhi, Calcutta e Bombay. Per non parlare degli indiani che vivono in tutto il mondo (una ventina di milioni) e che attendono con ansia le storie ormai globalizzate che miscelano con sapienza diversi scenari planetari. È per questo che la troupe è sbarcata a Vicenza in pompa magna, almeno duecento tra attori, comparse, tecnici, autisti. Ad accoglierla gli annunci di marketing turistico lanciati dall'amministrazione provinciale di Vicenza che ha messo a disposizione gratuitamente la villa nota per la sobria, entusiasmante bellezza delle sue architetture, centro di incontri, dibattiti e studi. In cambio si attende di riceverne una pubblicità che faccia conoscere in Asia un angolo della terra veneta che combatte per sopravvivere all'aggressione inarrestabile dei capannoni e della casette a schiera.

Ma sarà così o ci penseranno le stelle e strisce a sovrapporsi, in una finzione cinematografica, ai dolci colli Berici? È vero che lunedì tutti si trasferiranno in Piazza dei Signori a girare emozionanti inseguimenti con la moto sotto la Basilica Palladiana, diretti dall'ex stuntman Franco Salamon (ha lavorato per le riprese in Italia de "Il gladiatore"). È vero che si sta cercando in città una chiesa dove ambientare una scena del musical. Ma Vicenza rischia di restare nel cono d'ombra della grande America o di Venezia. Infatti, per le scene girate al liceo Quadri, dove è stato simulato un ospedale da guerra, sono state affisse insegne di un imprecisato Saint Martin Hospital, ovviamente non italiano.

E anche ciò che si può ammirare nel giardino di Villa Cordellina potrebbe finire per essere soltanto, a sceneggiatura ultimata, una scintillante festa di matrimonio in una villa para-palladiana, al di là dell'oceano. «Ci hanno detto di vestirci come americani che vanno a un matrimonio» confessano le comparse. Infatti, il parco è una sinfonia di tavoli rotondi e gazebo attorno a un palco dove si esibiscono muscolosi giovanotti in tutti i tipi di danza. Nei vestiti degli invitati prevalgono il grigio e il bianco degli uomini, le tinte pastello e il blu che fanno tanto tenuta di gala della middle class americana. Predominano i capelli biondi, non la carnagione mediterranea.

Se e come Vicenza sarà citata lo si saprà a montaggio eseguito. Anche perchè Piazza San Marco a Venezia, l'Isola di San Giorgio e Burano sono pronte ad accogliere i lavoranti del kolossal indiano, ed è impensabile che non sia ancora una volta la Serenissima a fare la primadonna. A Vicenza comunque ci credono. E infatti hanno offerto collaborazione e disponibilità.

Il giardino è davvero di stupefacente bellezza, anche se il caos del set regna sovrano. I figuranti possono solo intuire la trama, anche perchè vedono la primattrice fare irruzione sulla pista da ballo, rubando il giovane e aitante marito alla sposa novella. Lui, Akhshay Kumar, una verà celebrità nel suo paese, adorato da milioni di ragazze, è un misto di fascino guascone e fanciullesco, incorniciato da un fisico palestrato.

Tutt'attorno si muovono i ballerini e i tavoli di prima fila sono occupati da avvenenti modelle (europee) chiamate a impersonare la parte delle amiche della sposa. Nella foresteria i camerini dei tre attori principali Kareema alias "Simrita", Akhshay alias "Viraj" e Aftab Shivdasani alias "Luck". Duecentosessanta persone lavorano per dieci ore, dalle 8 del mattino alla fine del pomeriggio. E all'organizzazione della produzione sul suolo patrio ci ha pensato, com'è prassi, una società italiana, la Scrix di Milano. Ha scritturato perfino alcuni orchestrali dell'Arena di Verona che fingono di suonare gli strumenti, visto che la musica sarà inserita direttamente nel sonoro, ma devono essere dei professionisti per rendere visivamente al meglio i movimenti.

«Qui giriamo la parte musicale» spiega Vikrcom Razdan, indiano, direttore di un film che sfiora il costo di 20 milioni di euro e che è prodotto dal colosso Nadiadwalw Grandson Entertainment, una delle tre più importanti major di Mumbi. Il regista Sabir Khan ha l'aspetto del ragazzo, con in testa un berretto sotto l'ombrellone che ripara la macchina da presa. Ad agosto, a Los Angeles, ha dato ordini perfino a Sylvester Stallone, star hollywoodiana che ha accettato di partecipare a questa pellicola bollywoodiana, in cui il protagonista "Viraj" fa lo stuntman dello stesso Stallone, prima di innamorarsi della bella "Simrita". Una storia tra America, Asia e Vecchia Europa che consuma il lieto fine a pochi chilometri dal castello di Giulietta e Romeo. Gli innamorati più famosi e infelici.

Un “Incredible Love” dall'incredibile trama

Da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Sabato 4 Ottobre 2008

CINEMA. LO SBARCO DI BOLLYWOOD TRA VICENZA CITTÀ E VILLA CORDELLINA DI MONTECCHIO MAGGIORE DOVE SI STA GIRANDO UNA PARTE IMPORTANTE DELLA STORIA

Un “Incredible Love” dall’incredibile trama

Maria Elena Bonacini
MONTECCHIO MAGGIORE

Lui, Viraj, è uno stuntman che vuole fare carriera a Hollywood e lei, Simrita, una bellissima dottoressa che, tra le altre cose, lavora come modella. Tutti e due concentratissimi su lavoro, scalata professionale, impegni, senza tempo da “perdere" con l'altro sesso.
Sono due anti-romantici, nemici del matrimonio i protagonisti di “Incredible Love", il film bollywoodiano che la casa cinematografica indiana Nadiadwala Grandson Entertainment sta girando in questi giorni a Vicenza, dopo una prima tranche di riprese tenutesi a Los Angeles.
Una sorta di Beatrice e Benedetto di shakespeariana memoria, ma in salsa al curry, che si incontrano, si scontrano, giurano che i sentimenti non fanno per loro, e alla fine si innamorano. Complice, in questo caso, il fascino di Vicenza. Sì, perché alla fine sarà proprio tra le contrà e i ponti del centro storico che scoccherà il colpo di fulmine.
Una pellicola, “Kambakkht Ishq", che costerà al la casa produttrice 21 milioni di euro, e coinvolgerà in tutto 250 tra attori e comparse, annovera un cast di prim'ordine: protagonisti sono infatti due star di Bollywood, veri e propri miti nel loro paese: Akshay Kumar, da 15 anni attivo nel cinema e ora al top della carriera e Kareena Kapoor, erede di una dinastia di attori e al momento la più famosa in India.
Con loro, nelle scene americane, nientemeno che Sylvester Stallone, del quale Viraj è lo stuntman, ma anche altri divi americani come Denise Richards (Bond girl in “Il mondo non basta") e Brandon Routh, protagonista di “Superman returns".
La storia è semplice: i due protagonisti si incontrano e scontrano più volte a Los Angeles, poi arrivano a Vicenza dove lavorano (lui come stuntman e lei come modella) nella stessa produzione.
Qui cercano di dissuadere i rispettivi migliori amici dallo sposarsi, durante una lunga scena all'interno della chiesa dei Filippini, ma alla fine devono rassegnarsi, e Villa Cordellina Lombardi di Montecchio si orna di nastri e ghirlande viola (colore benaugurante in India) e accende di musica e danze esotiche per l'evento.
Durante le nozze non mancano le schermaglie, a partire dal brano cantato dai due su come “quando ti sposi sei finito", ma la città del Palladio alla fine sarà galeotta: quando Samira sente che lo stuntman si è ferito corre da lui in ospedale (ricostruito all'interno del liceo Quadri). Si tratta di un equivoco: il degente non è Viraj, che sta bene, ma la modella capisce finalmente di amarlo.
Insomma, una trama da perfetta commedia americana, con attori hollywoodiani, star indiane e una sicura presa sul pubblico per le ambientazioni, la spettacolarità della regia di Sabir Khan, con belle scene d'insieme che coinvolgono anche le 50 comparse vicentine e l'argomento romantico con immancabile lieto fine.
Il film, che vedrà concludersi le riprese in terra berica l'8 ottobre, dopo due ulteriori tappe per girare a Venezia e in India uscirà nelle sale il prossimo aprile, con 1.400 copie distribuite in India e 600 in tutto il mondo, soprattutto in Gran Bretagna, Spagna, Usa, Canada, Australia e Germania. In Italia arriverà in estate.

Bollywood, set a Vicenza

Da "Il Vicenza" di Giovedì 2 ottobre 2008

La più importante pellicola indiana girata in Italia. Per le riprese "Incredible Love" sceglie la città veneta delle ville. Stallone fra i protagonisti.

Bollywood, set a Vicenza

di Davide Fiore

Dopo due anni di battaglie legali sembra che la censura indiana finalmente abbia permesso la distribuzione del film Sonia, la pellicola dedicata alla figura di Sonia Gandhi che verrà presentata il prossimo 9 dicembre in occasione del 622esimo compleanno della "pasionaria" politica vicentina, presidente del Partito del congresso indiano. Vicenza salderà presto il legame col grande paese orientale, affidandosi alle riprese di un film 100 per cento Bollyood, che avrà Vicenza come suo set naturale. Incredible Love,la nuova produzione Nadiadwala Grandson Entertainment già si annuncia come la più importante pellicola indiana girata in Italia per la regia di Sabir Khan e vedrà come attori protagonisti due fra i più celebrati divi di Bollyood: Kareena Kapoor e Akshay Kumar. La prima parte della storia sarà negli Stati Uniti e vedrà l'interpretazione del liftato Silvester Stallone, che proseguirà le riprese nella provincia di Vicenza, per proseguire poi con Venezia e far ritorno in India. La Vicenza Film Commission di concerto con il consorzio Vicenza, attraverso le relazioni intessute con il mondo del cinema, è riuscita a piazzare l'unicità delle sue ville e ciò che resta dei paesaggi vicentini, quale location per questo set firmato Bollyood. «Si tratta di una formula innovativa di marketing territoriale che tende apromuovere sia la destinazione che le produzioni caratteristiche, apartire da quelle orafe», sottolineano dal coordinamento del progetto. Nonva dimenticato come nonostante il cinema indiano arrivi poco nelle sale italiane, votate alla maestà statunitense, resti comunque la prima realtà cinematografica al mondo con numeri che vanno «dai 1000 ai 1300 titoli di cui circa il 30 per cento girati all'estero». Sembra che i produttori indiani abbiano cominciato ad acquistare le prime company cinematografiche di Hollyood rendendo forse più variopinto il panorama d'oltreoceano. Vicenza punta a un aumento di turisti indiani nel territorio e il tam tam del richiamo turistico dovrebbe anche arricchire l'economia delle produzioni orafe. I dati forniti da Vicenza parlano di un consistente aumento di turisti indiani nel vicentino, «avvenuto a seguito di collaborazioni televisive con Deepti Bathnagar Production», con 8400 presenze lo scorso anno e in procinto di toccare le 10000 per l'anno in corso. Con l'avvio delle riprese, il produttore Said Nadiadala afferma: «Non potevamo scegliere una destinazione più romantica di Vicenza. Vi ambientiamo canzoni e scene nelle quali idue protagonisti si innamorano. La prima volta che ho visto Vicenza sono stato impressionato e attratto dalla sua ricca eredità magnificamente conservata».

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Il film di Bollywood porta soldi e turisti

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Giovedì 02 Ottobre 2008

VICENZA FARÀ SOGNARE GLI INDIANI. Sul set due star cinematografiche

Il film di Bollywood porta soldi e turisti

di Maria Elena Bonacini

Un matrimonio con fiori e ornamenti viola, dalle nostre parti, è quantomeno singolare.
Se poi sul palco ci sono una ventina di ballerini indiani in completo e cappello bianco che ballano su ritmi “bollywoodiani” allora non può che essere un film.
Sono insomma entrate nel vivo, a Villa Cordellina Lombardi, le riprese di “Incredible love”, film targato “Bollywood” della casa cinematografica “Nadiadwala Grandson Entertainement”, una delle tre principali del Paese dove si producono, ogni anno, dai mille ai 1.300 film.
Il 30 per cento delle opere indiane viene girato all’estero. A beneficiarne principalmente è la Svizzera, dove la presenza di turisti indiani è in effetti triplicata.
Ma ora sorride anche il Veneto: dopo alcune collaborazioni con Deepti Bathnagar Production, i turisti indiani sono aumentati dai 5.700 del 2005 agli 8.400 dello scorso anno, mentre a giugno 2008 erano già 5 mila. Ben venga quindi un nuovo film indiano.
Ieri, a presentare alla stampa la pellicola, che coinvolge 250 persone, tra cui 50 comparse vicentine, sono stati il produttore Sajid Nadiadwala, il produttore esecutivo Vikram Razdan. Con loro il vicepresidente della Provincia Dino Secco, presidente del consorzio turistico Vicenzaè, e Vladimiro Riva, direttore del consorzio, del quale fa parte la Vicenza Film Commission, interlocutore della casa cinematografica per il progetto. «A Vicenza - afferma il produttore - abbiamo trovato un’organizzazione perfetta e un’accoglienza calorosa: tutto oltre le nostre aspettative». Protagonisti della pellicola - una commedia romantica che racconta la travagliata storia d’amore tra uno stuntman e una modella, che non credono nell’amore ma che s’innamoreranno proprio a Vicenza - sono i due attori più famosi dell’India, Akshay Kumar e Kareena Kapoor, che s’innamoreranno proprio nella città del Palladio.
E al di là del colore e della cultura l’occasione sarà ottima anche per far conoscere il territorio. Ogni giorno, infatti, solo a New Dehli e Mumbai vengono venduti 17 milioni di biglietti del cinema. Una pubblicità impagabile per il Vicentino che, comunque, ha anche un ritorno immediato: la stima di Secco è infatti che «tra alberghi, pasti, compensi delle comparse e dei tecnici locali e servizi la produzione spenderà qui tra 1,5 e 2 milioni di euro.

Un romantico amore indiano sul "set" di Villa Cordellina

da "IL GAZZETTINO" di Giovedì 2 ottobre 2008

PRIMI CIAK A VICENZA

Un romantico amore indiano sul "set" di Villa Cordellina
 
Vicenza

Dal cancello principale di Villa Cordellina Lombardi, a Montecchio Maggiore, indiani e bengalesi, che nel vicentino costituiscono una delle comunità più numerose, sbirciano al di là dell'inferriata, i più attrezzati armati di binocolo, per vedere all'opera i loro idoli, Akshay Kumar, l'attore considerato il numero uno in India, e Kareena Kapoor, i protagonisti di Kambakht Ishq (in inglese Incredible love, in italiano Tu fantastico amore), il film che in questi giorni si sta girando nella sede di rappresentanza della Provincia di Vicenza . Un kolossal della Bollywood indiana con un budget che s'aggira sui 19 milioni di dollari, diretto da Sabir Khan e prodotto dall'indiana Nadiadwala Grandson, una delle tre maggiori case cinematografiche indiane, in collaborazione con la milanese Scrix. Il set infatti, dopo sei settimane di permanenza a Los Angeles (nel cast anche Silvester Stallone che interpreta se stesso), da lunedì s'è trasferito all'ombra degli affreschi del Tiepolo e dei giardini all'italiana di Villa Cordellina Lombardi.«Merito delle relazioni che da alcuni anni ha dichiarato il vice presidente della Provincia di Vicenza , Dino Secco - Vicenza film commission , settore operativo del Consorzio Vicenza E', sta intrattenendo col mondo del cinema per proporre il Vicentino, terra dì grandi architetture e qualificati paesaggi, quale location per grandi set cinematografici. Si tratta di una formula innovativa di marketing territoriale che tende a promuovere sia la destinazione che le produzioni caratteristiche, a partire da quelle orafe».

Incredible love è una commedia d'amore: uno stuntman indiano, Viraj (Akshay Kumar), vuole fare carriera a Hollywood. Sostituisce Sylvester Stallone nelle scene più pericolose. Questa sfida è il suo chiodo fisso e non ha tempo per pensare all'amore. Continua però a confrontarsi con la bellissima Simrita (Kareena Kapoor), nella cui vita affollata non sembra esserci spazio per gli uomini. Come andrà a finire? Il lieto fine è assiurato.

Per la parte romantica del film sono state scelte le pittoresche location vicentine: oltre a Villa Cordellina Lombardi anche Piazza dei Signori, le vie del centro storico, la chiesa dei Filippini (dove si celebra il matrimonio) e il Liceo Quadri (per l'occasione trasformato in ospedale).

«Ho sempre girato i miei film fuori dall'India ha dichiarato il produttore Sajid Nadiadwala - Alle Mauritius, a Città del Capo, in Svizzera, in Austria, a New York, a Sydney, nella Gold Coast. Per "Incredibile Love" però non potevamo scegliere una destinazione più romantica dell'Italia e di Vicenza . La prima volta che ho visto Vicenza sono stato impressionato e attratto dalla sua ricca eredità di bellezza così attentamente conservata e colpito dall'ospitalità delle persone. Ringrazio Vladimiro Riva, il suo team, la Provincia di Vicenza con il Vice Presidente Dino Secco e Vicenza Film Commission per essersi prodigati per facilitare le riprese nel territorio vicentino. Noi dall'India siamo legati all'Italia da molto tempo. La moglie del nostro defunto e amato Primo Ministro Rajiv Gandhi, Sonia Gandhi, è nata in Italia ed è tuttora una delle persone più importanti a livello polìtico, poiché presiede il Partito del Congresso Indiano che sia attualmente governando il paese. Dopo "Incredibile Love" siamo sicuri che un altro ponte tra gli italiani e la nostra grande industria dello spettacolo sarà stato costruito».

Giorgio Zordan

"Bollywood" chiama Vicenza, tutti in fila per un provino

da "IL GAZZETTINO" di Mercoledì 24 settembre 2008

Il gigante indiano dell’industria cinematografica indiana prepara un film che avrà come set speciale proprio la città. E ieri in molti si sono presentati, sperando nella notorietà

"Bollywood" chiama Vicenza, tutti in fila per un provino
 
Vicenza si prepara a diventare il set di un film di "Bollywood", l'industria cinematografica made in India, tra le più prolifiche del mondo. Anzi, secondo quanto è trapelato finora, sta per prendere il via la più grande produzione della Hollywood indiana, mai realizzata in Italia. Aprire al cinema indiano potrebbe voler dire attirare nuovo turismo proveniente dal Sud Asia, e la Vicenza Film Commission con il Consorzio di promozione turistica Vicenza è non intendono lasciarsi sfuggire questa opportunità.
Ieri pomeriggio in città, all'hotel Tiepolo di viale San Lazzaro è iniziata la caccia ai figuranti di un film che verrà girato tra il 27 settembre e il 6 ottobre prossimi.

Sin dalle prime ore, le aspiranti comparse sono una cinquantina, di ogni età. Tra loro c'è Roberto Cavalcati, 48 anni, tecnico di laboratorio nella farmacia ospedaliera del San Bortolo. È il primo ad uscire e spiega perché dopo il turno in reparto si è precipitato al casting: «Unisco l'utile al dilettevole, in tempo di carovita». Ad entrare nella stanza blindata dei provini è anche un attore di lungo corso, Claudio Manuzzato, che ha alle spalle 20 anni di teatro e ha preso parte alle riprese di film importanti come "Il prete bello" di Carlo Mazzacurati: «Vorrei sapere se c'è anche qualche piccolo ruolo, ma purtroppo credo di no. Comunque vedremo, di certo ogni occasione è buona per far quadrare il bilancio mensile tra uno spettacolo e l'altro». Attendono pazienti il proprio turno anche parecchi giovani, come Anna Favero, studentessa ventiduenne di Giurisprudenza, occhi e capelli scuri che ricordano le ragazze indiane: «Non ho mai provato prima d'ora, spero sia una bella esperienza. Magari i miei tratti somatici serviranno a farmi superare il provino». Più giovane è Denise Crosara di Malo, fresca di diploma di grafica pubblicitaria: «Sarei curiosa di vedere come si gira un film , ma in realtà il mio futuro lo vedo nel campo della grafica». È in fila per prendersi una rivincita Riccardo Beni, 42 anni di Vicenza : racconta che quando era bambino, Adriano Celentano e Lino Toffolo vennero a Vicenza per selezionare delle piccole comparse e scelsero a sorpresa un suo amico. Maria Luisa Lollo, 50 anni, si è presentata all'appuntamento con il cinema spinta dalla figlia Serena, in fondo lei con il mondo dello spettacolo ha già avuto a che fare perchè «da ragazza ho lavorato come indossatrice e poi ho aperto un'agenzia di moda».

Intanto oggi dovrebbero fare tappa a Vicenza anche regista e produttore del film , seguiti a ruota da due divi di Bollywood che interpreteranno il ruolo dei protagonisti. Si attendono quindi maggiori dettagli sulla produzione. Per ora si sa che il cinema indiano, che sforna un migliaio di film all'anno, di cui il 30 per cento all'estero (soprattutto Gran Bretagna e Svizzera), intende scommettere su Vicenza e sui suoi luoghi più belli: le scene dovrebbero essere girate a Villa Cordellina Lombardi, piazza dei Signori, lungo alcune vie del centro, presso la Chiesa dei Filippini, ma anche all'ospedale di Noventa. «Cercavamo proprio questo, dare visibilità a Vicenza spiega Vladimiro Riva della Vicenza Film Commission - Il mercato indiano dal punto di vista turistico sta crescendo».

Laura Pilastro

Bollywood in città cerca comparse

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Martedì 23 Settembre 2008

CINEMA. Una produzione indiana “girerà” a Vicenza e in provincia

Bollywood in città cerca comparse

di Chiara Roverotto

«È solo questione di tempo» aveva detto il lungimirante produttore (e regista) indiano Ismail Merchant (“Le Divorce" di James Ivory e una quarantina di film al suo attivo). «Bollywood invaderà New York e l’Europa con la sua musica, le danze, il cibo e anche i suoi film». Aveva ragione: quando Buzz Lurhman in “Moulin Rouge" decise di trasformare Nicole Kidman in una splendida dea, la fece danzare in costumi indù. E dopo arrivò “Monsoon Wedding" (14 milioni di dollari solo negli Stati Uniti).
E ora Bollywood, che nasce dall’unione di Bombay più Hollywood (oggi Bombay si chiama ufficialmente Mumbai) è sbarcato a Vicenza. Da ieri all’hotel Tiepolo una produzione indiana di notevoli dimensioni ed importanza cerca comparse di età compresa tra i 18 e 50 anni per una pellicola che girerà qui, grazie alla collaborazione con Vicenza film commission. Ieri in attesa di poter vedere il responsabile del casting, c’erano una cinquantina di persone. Madri con figlie al seguito incuriosite più dall’ambiente che desiderose di una parte. Uomini dalle professioni più diverse: tecnici ospedalieri piuttosto che pubblicitari, o addetti alle vendite. Nel cuore una sola passione: la comparsa anche per pochi istanti.
«Per dire c’ero anch’io - spiega Daniele Goldberg, 22 anni studente universitario, accompagnato da alcune ragazze più timorose e meno loquaci - ho già partecipato ad un film gotico, ma di produzione italiana: un’esperienza simpatica».
Sulla scale anche noti nomi vicentini che non perdono occasione per comparire sugli schermi: Michele Cavallo fra tutti, che aveva già ottenuto una particina nel film di Matteo Garrone, “Primo amore", con protagonista un altro vicentino, Vitaliano Trevisan; e ancora, chi non si era perso “Casanova" di Hallstrom.
Tra le donne, molte ragazzine, ma anche donne desiderose di mettersi in mostra, come Elisa D’Ospina, nella giuria nella recente edizione di “Miss Italia" e protagonista di uno spot per la Ferrari distribuito negli Emirati Arabi. «Se mi chiamano a Roma, non vedo perché non posso provare a Vicenza...» confessa.
Ai partecipanti è stato chiesto un documento ed è stata scattata una foto. Nessuna domanda, solo l’indirizzo. Del film si sa poco: produttore e regista restano sconosciuti, ma ancora per pochi giorn i, assicura Vladimiro Riva direttore di Vicenzaè e responsabile di Vicenza film commission.
Il famoso primo ciak si terrà per un matrimonio a villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore, ma anche nell’ospedale di Noventa e nel centro di Vicenza. Di sicuro ci saranno amori contrastati, genitori arrabbiati, drammi mitigati dalla commedia.

Si cercano comparse per un film indiano

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Domenica 21 Settembre 2008

DOMANI AL TIEPOLO

Si cercano comparse per un film indiano

Una produzione indiana - segnala un comunicato del consorzio “Vicenza è” per conto di “Vicenza film commission” - cerca comparse di età tra i 18 ed i 50 anni per una produzione cinematografica che girerà, grazie alla collaborazione con “Vicenza film commission” e gli enti pubblici vicentini, un film importante nel territorio vicentino: le riprese saranno effettuate da domenica 28 settembre a domenica 5 ottobre.
Chi è interessato deve presentarsi all'hotel Tiepolo, in viale San Lazzaro, domani, lunedì 22, dalle 15 alle 20, munito di fotocopia di un documento di riconoscimento e fotocopia del codice fiscale, chiedendo della casa di produzione cinamatografica di Bollywood e di Vikram Razdan.
Per ulteriori informazioni chiamare i numeri di telefono degli uffici di produzione della Scrix, a Vicenza: 0444.954935 oppure 0444.954934.

In piazza il set di Disney Channel

Dal 'Giornale di Vicenza' di Giovedì 18 Settembre 2008

SATELLITE. Per registrare un programma sul “mangiar sano”

In piazza il set di Disney channel

Gli amici di Topolino sbarcano sulle rive del Brenta e per un giorno Bassano si trasforma in un set per le riprese di Disney Channel.
Il noto canale satellitare internazionale dedicato ai ragazzi, tra tutti i Comuni italiani ha infatti scelto Bassano per girare parte di un programma sull’alimentazione che verrà trasmesso in quasi tutto il mondo all’inizio del prossimo anno. Un’occasione unica per la città che, grazie alla segnalazione e alla mediazione del Consorzio turistico Vicenzaè, avrà la possibilità di comparire, anche se per meno di un minuto, su quasi tutte le reti di una delle televisioni satellitari più viste e seguite del globo.
«Cercavamo una bella città caratteristica - spiegano i rappresentanti della produzione nazionale - e questa ci sembrava potesse fare al caso nostro. E visto che il programma sarà trasmesso in tutti i continenti, ne verranno confezionate due versioni: una in lingua italiana e una in inglese».
Ieri mattina, quindi, la troupe composta da una decina di tecnici molto giovani, tra gli sguardi incuriositi e divertiti dei pass anti e dei bassanesi, ha piantato le tende in piazza Libertà, eletta come scenario ideale per la registrazione, di cui si conserveranno, in fase di montaggio, solo trenta o al massimo quarantacinque secondi di girato.
Gli operatori, i segretari di produzione e gli addetti alla regia si sono subito messi all’opera per allestire la scenografia, sistemare i riflettori e trovare la giusta collocazione ad un paio di bancarelle di frutta e verdura. I membri dello staff e la conduttrice Amba Lo Faro, una giovanissima cantante già comparsa in altri show targati Disney, sono poi rimasti in centro per buona parte della giornata per girare questo piccolo tassello della trasmissione, che si configura come un vero progetto educativo incentrato sul “mangiar sano”. Un’iniziativa che prevede pertanto una serie di riprese anche in altre città del mondo, ciascuna associata ad un cibo tipico della nazione da esse rappresentato. A Bassano la protagonista è stata la pasta.

Bollywood vuol girare un film tra ville palladiane e castelli

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Sabato 6 Settembre 2008

SOPRALLUOGHI. Due star indiane, il produttore e il regista in città

Bollywood vuol girare un film tra ville palladiane e castelli

Potrebbe essere il colpo grosso per far conoscere definitivamente Vicenza nel dorato mondo del cinema orientale. Bollywood, la più grande industria cinematografica dopo quella americana - anzi oggi forse l’ha superata - torna ad interessarsi della città palladiana come location per i proprio film. Un anno fa ci fu la visita di V. Naga Raju, produttore e responsabile della Vemmas International Services: aveva preannunciato l’intenzione di realizzare sei produzioni in città e Vicenza Film Commission, guidata da Vladimiro Riva che si occupa proprio di Vicenza come testimonial per il cinema, aveva detto «ok. siamo qui». In questi giorni si sono materializzati personaggi ed interpreti di un film, già in parte girato dagli indiani con Silvester Stallone, alla scoperta di Vicenza.
“Kanbakth Ishq” è il titolo dell’opera del regista Sabir Khan e nel cast ha i più bei nomi del cinema indiano, veri divi, come Akshaay Kumar e Kareena Kapoor, che in patria sono considerati alla stregua di divinità. Oltre alle due star viaggia con loro il poten te produttore Sajiid Nadiadwala.
Il quartetto, tra una suite e l’altra, è alla scoperta di angoli suggestivi per alcuni ciak, tra ville, castelli e chiese. Ieri pomeriggio sono stati avvistati ai castelli di Montecchio, prima ancora in corso Palladio. Annuiscono, scattano foto e chiedono dettagli su dettagli. Chissà se Vicenza sarà alla loro altezza.

L’India spinge Vicenza e gira sei nuovi film

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Giovedì 27 Dicembre 2007

BUSINESS & CINEMA.
Un paio d’anni fa il consorzio Vicenza è e Vicenza Film Commission tentavano una nuova strada. Ecco i risultati

L’India spinge Vicenza e gira sei nuovi film

Marino Smiderle
VICENZA

Avevano cominciato un paio di anni fa, quasi per scherzo. Era uno dei tanti tentativi di promuovere l’immagine di Vicenza in giro per il mondo. Non sapevano, quelli di Vicenza Film Commission, di accendere un motore che sta diventando un turbinio di iniziative e un volano per l’economia di tutta la provincia. Stiamo parlando di Bollywood, la più grande industria cinematografica del mondo, quella dell’India, che ha avuto la bella idea di scegliere Vicenza quale scenario dove ambientare diverse produzioni dell’anno che sta per cominciare.
L’altro giorno Vladimiro Riva, consigliere delegato del consorzio Vicenza è, ha ricevuto la visita di V. Naga Raju, produttore e responsabile della Vemmas International Services, reduce da un incontro avuto niente meno che col presidente del Consiglio Romano Prodi durante l’ultima visita ufficiale del premier in India. Non è venuto a Vicenza per turismo, Naga Raju, «anche se la città è davvero bellissima», ci tiene a prec isare. No, niente turismo, solo business. La sua azienda, infatti, è tra le più importanti "piazziste" di location tra le major cinematografiche di Bollywood.
«Ma sarebbe meglio correggere - interviene l’interessato -. In Italia e nel resto del mondo siete abituati a chiamare Bollywood tutta l’industria cinematografica indiana. In realtà dovete sapere che, oltre a Bollywood, che fa riferimento alla produzione di film in lingua hindi, ci sono anche Tollywood, Kollywood e Malluwood, a seconda se i film sono in lingua telugu, kannada o malayalam. Nel mio caso sto per concludere con sei distinte case di produzioni cinematografiche di Tollywood la realizzazione di sei film proprio qui nel Vicentino».
Tollywood, per capirci, ha come base Hyderabad, che è la capitale dello stato dell’Andhra Pradesh. Il numero di film in lingua telugu è in continuo aumento e la scelta di girarli all’estero è dovuta alle preferenze del pubblico indiano (un film con l’Italia sullo sfondo è molto gradito) e ai costi. «Noi cerchiamo location che non comportino spese folli - confida N. R. Bheda, primo collaboratore di Naga Raju - e da questo punto di vista abbiamo trovato in Vicenza e nella sua Film Commission una grande collaborazione che si concretizzerà nel 2008 con i primi sei film».
Si tratta di film di cass etta, non certo opere d’arte. Tipo polpettoni amorosi con lui che ama lei e con lei che ama l’altro e via di questo passo. La musica, per i canoni del gusto occidentale, è improbabile, ma in India se li bevono come il rosolio. Decine di milioni di spettatori a opera, è la media di queste produzioni che impiegano le star indiane del genere "miele e lacrime". «E vi posso assicurare - dice Naga Raju - che una discreta parte di chi assiste a queste proiezioni poi è attratto dai posti in cui i film sono stati girati».
Dal punto di vista organizzativo, Vicenza è e Vicenza Film Commission si sono date da fare per procurare gli alberghi e le location dove verranno girate le scene. In più daranno una mano per i casting degli attori non protagonisti. Sì, perché le star vengono dall’India ma per rendere credibile il film devono esserci degli interpreti e della comparse locali. Per tutte e sei le produzioni ci saranno quindi delle selezioni e se ci sono vicentini e/o vicentine interessate ad avere una particina nei kolossal di Tollywood, si accomodassero.
«Il nostro ovvio obiettivo - spiega Riva - è quello di attirare il maggior numero di turisti indiani. Tra l’altro il prossimo sarà l’anno del Palladio e per gli stranieri potrebbe essere un’occasione unica per visitare Vicenza. In più la presenza di questa case di produzioni indiane è anche l’occasione per offrire servizi di vario genere. La scommessa fatta due anni fa si sta rivelando vincente e gli indiani in particolare mostrano di apprezzare molto le soluzioni offerte dal nostro territorio».
Mentre Riva parla scorrono sul portatile del produttore di Hyderabad le immagini dell’ultimo film girato a Stoccolma. La trama vede la presenza di un attore molto conosciuto in India che si innamora di una svedesona bionda e alta, il tutto con sottofondo di musica discutibile. Il genere è quello dei film di Natale che spopolano anche da noi, quelli di Boldi e De Sica, per capirci, che magari non saranno capolavori artistici ma che richiamano nelle sale tantissimi spettatori.
«Più indiani vedono questi film - calcola Riva - più aumentano le probabilità di vederceli girare per Vicenza e il Vicentino il prossimo anno».
E, ciliegina sulla torta, per far capire come il Vicentino possa davvero essere una sorta di Eden per i film indiani, ecco che Vicenza è ha portato la troupe di Naga Raju fino a Lusiana, città natale di Sonia Ghandi, una che a New Delhi e dintorni è piuttosto famosa. Chissà che non venga in mente di farci un documentario.

Vicenza e il cinema, bella Ipotesi. E che “Only you” non resti sola...

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Lunedì 3 Settembre 2007

ULTIME DALLA MOSTRA AL LIDO. LA VETRINA DELL’EX CASINÒ OFFRE UNO SPUNTO AL CONSIGLIERE DI “FILM COMMISSION”

Vicenza e il cinema, bella Ipotesi
E che “Only you” non resti sola...

Enzo Pancera
VENEZIA

La Mostra cinmatografica al Lido di Venezia è una vetrina troppo ghiotta per istituzioni regionali e locali che, a vario titolo, si occupano di cinema e che possono servirsene per attirare l’attenzione sulle proprie iniziative. Ieri, in un incontro nell’ex Casinò, Vladimiro Riva, consigliere delegato di Vicenza Film Commission, sezione del Consorzio Vicenza è, ha illustrato alla stampa indirizzi e progetti per valorizzare come set cinematografico ideale il territorio vicentino, “cuore del Veneto”, la cui peculiarità, secondo il vicepresidente della Provincia Dino Secco, che affiancava Riva, è di non essere “monotematico” ma di poter contare su variegate attrattive per sedurre le produzioni.
Riva ha ammesso che in quest’ambito si deve recuperare un annoso disinteresse. È essenziale per strutturare l’offerta di Vicenza come location il propellente finanziario che si attende da una nuova legge regionale e da concomitanti provvedi menti nazionali. L’allestimento di un “porto” - attrezzato specificamente e non solo affidato all’amicale ospitalità della Libreria Due Ruote del compianto Virgilio Scapin – è essenziale per favorire l’operatività delle troupe e l’ospitalità concorrenziale è una carta essenziale accoppiata all’indicazione degli sfondi ambientali più intriganti (location scouting).
L’esperienza prova che in mancanza di queste risorse le produzioni s’indirizzano verso regioni limitrofe più allettanti. D’altro canto è sempre l’esperienza a dimostrare che le immagini del territorio veicolate da cinema e tv sono la più efficace delle promozioni: l’aver ospitato l’anno scorso la soap opera sudcoreana Only you ha immediatamente sollecitato l’interesse degli operatori turistici sudcoreani per la cucina e il paesaggio vicentini.
Vladimiro Riva ha manifestato anche interesse per la formazione: il recupero di un’esperienza come Ipotesi Cinema, iniziata negli ’80 a Bassano da Ermanno Olmi e Paolo Valmarana potrebbe oggi dare ulteriori frutti, affinando la professionalità di operatori che nella miriade delle televisioni locali possono trovare interessanti opportunità.
E non è da trascurare il cineturismo che, attirando i cinefili sui luoghi in cui sono stati girati film famosi, fa scoprire le attrattive della gastronomia e dell’artigianato. A rinfrescare la memoria sui molti set prestigiosi ospitati nel Vicentino si è proiettato per i convenuti un dvd.
Da Senso a Don Giovanni e a Primo amore si sono succedute immagini che testimoniano di un connubio tra Vicenza e il cinema che, negli anni, si è celebrato spontaneamente e quasi casualmente: ora si vorrebbe passare a una fase programmata.
In ogni caso l’appuntamento per la prossima Mostra è motivato dalla diffusione di un filmato che sarà realizzato da Vicenza Film Commission per i 500 anni dalla nascita di Palladio. Riva, in conclusione, ha voluto anche ricordare un paio di eventi non positivi di natura molto diversa (lo scacco può stimolare il progresso): il mancato accordo per ospitare alcune puntate di Beautiful (il modello televisivo alieno “non olet” se produce, eccome, immagine) e la cessata attività del Cineforum di Vicenza nonostante i 53 anni di vita e la professionalità del prof. Calderale.
Per chi si occupa di cinema a Vicenza è sempre una bella scommessa.

Vicenza Film Commission

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Mercoledì 29 Agosto 2007

Vicenza Film Commission

Vicenza Film Commission è da tre anni l'organo per la promozione dell'immagine di Vicenza attraverso i mezzi audiovisivi in tutto il mondo. Film Commission ha come obiettivo la promozione del territorio di tutta la provincia, attraendo produzioni sia italiane che straniere e incentivando lo sviluppo dell'industria cinematografica sul territorio creando nuove opportunità di affari. L’agenzia può fornire i permessi necassari per filmare e inoltre risolve i problemi che la produzione può trovarsi a dover affacciare nella fase di pre-produzione.
Ha sede al consorzio Vicenza è, in via Fermi 34 a Vicenza.
Nel sito di Vicenza Film Commission c’è anche un’ampia galleria di location e di riprese aeree della provincia.
Il presidente è Dino Secco, il direttore è Vladimiro Riva.

Una coproduzione italo-francese su Rigoni Stern. A Bassano un film sulle atmosfere amorose

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Mercoledì 29 Agosto 2007

Una coproduzione italo-francese su Rigoni Stern.
A Bassano un film sulle atmosfere amorose

di Nicoletta Martelletto

Vicenza, un grande set. Lo è stata per occasioni ormai entrate nella storia del cinema, come “Il commissario Pepe” nel 1969 o dieci anni dopo il “Don Giovanni” di Losey ma lo sarà sempre di più ora che il meccanismo delle location in Veneto si è messo prepotentenente in moto. Vicenza Film commission, l’agenzia collegata al consorzio turistico “Vicenza è”, ha ricevuto nelle ultime settimane numerose richieste di accoglienza e di collaborazione da parte di produzioni italiane e straniere che vogliono sfruttare gli scenari architettonici e naturalistici del Vicentino in film e fiction.
In agosto Bassano ha fatto da sfondo alle riprese di “L’amore che sai che io...” del regista Paolo Galassi, colpito dalle atmosfere della cittadina sul Brenta: con la complicità di due bassanesi, il truccatore Ilario Baggio e lo scenografo Martino Dissegna, la Sherwood Fil Produttori Riuniti ha ambientato qui uno dei tre episodi del film che ha come filo conduttore uno sguardo, un attimo della loro vita legato all’amore.
“Terra di un uomo” è stato in vece girato tra fine luglio e i primi di agosto in Altopiano, in luoghi indicati dallo scrittore Mario Rigoni Stern che mai compare nel lungometraggio ma i cui racconti hanno ispirato la coproduzione italo-francese Shellac Sud di Marsiglia e la Route 1 di Torino. I registi Jean-Francois Neplaz ed Elisa Zurlo torneranno in ottobre per nuove riprese, che riguardano anche la Valle d’Aosta, dove Rigoni Stern è stato militare, e la steppa russa. Anche in questo caso Vicenza film commission ha tessuto i contatti con gli uffici turistici e le comunità montane per aiutare il lavoro dei cineasti. C’è poi una richiesta della Pacifico di Roma per girare alcune puntate per Sky e Italia Uno di un serial sul lavoro degli stuntman, che si muoveranno con cavalli, moto, auto, paracadutisimo, roccia,sci e motoslitte... scenari a iosa individuati nel Vicentino, si vedrà se l’intesa andrà in porto.
Una richiesta allla Provincia invece è arrivata dalla produzione di un thriller, “Il Boia-The Hangman”, con Franco Nero e Luca Lionello tra i protagonisti, per la regia di Fabrizio Vieceli e la produzione Storaro: avendo visto le foto di villa Cordellina Lombardi a Montecchio, chiedono di poter girare il trailer pubblicitario del film, lungo il viale principale e la scalinata d’accesso, affascinati dal potenziale mistero del luogo. La Self ish Production sta invece realizzando un film su santa Bakhita, suor Moretta come era conosciuta a Schio dove ha vissuto per anni nel convento delle canossiane: oltre a scene in villa a Zianigo, sarà Schio a dover individuare un convento, una chiesa, una locanda e strade adatte alle riprese.
“The Anatomist” è un altro film di cui da New York si chiedono location in Veneto: tratto da una novella comica del XVI secolo, dovrebbe essere ambientato tra l’Università di Padova, Venezia e Vicenza, di cui si chiede l’uso di Teatro Olimpico e ville. Matteo Colombo il protagonista indaga sulle origini fisiche dell’amore...
Infine una anticipazione, sempre legata ai luoghi nascosti del Vicentino: la cava Arcari a Zovencedo, in concessione ai Morsoletto, potrebbe essere lo scenario di una diretta televisiva su “La7” a fine ottobre. La splendida cava in galleria, già utilizzata per alcuni concerti, dovrebbe ospitare le riprese del collaudato spettacolo teatrale di Marco Paolini “Il sergente”, ispirato al libro di Rigoni Stern, mai passato in tv. In corso i contatti con Comune, Provincia, concessionari.

Le visite ai tesori palladiani diventano un tour attraverso i set dei film di culto

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Venerdì 18 Maggio 2007

L’iniziativa. Fino a metà ottobre Provincia e “Vicenzaè” propongono una nuova formula per i turisti

Le visite ai tesori palladiani diventano un tour attraverso i set dei film di culto

(ma. sc.) L’architettura, anche se firmata da uno dei maestri di tutti i tempi come Andrea Palladio, da sola non basta per attirare i visitatori. O meglio, non è sufficiente per far fare a Vicenza il salto di qualità nei flussi turistici. «Sono le emozioni a muovere le persone», afferma Vladimiro Riva, del Consorzio Vicenzaè.
Con queste premesse la Provincia e il Consorzio, in collaborazione con Vicenza Film Commission, hanno deciso di riproporre le visite guidate ai capolavori artistici della città per tutti i sabati e le domeniche, dal prossimo 19 maggio fino a metà ottobre.
Con una novità fondamentale: quest’anno l’architettura sarà solo una delle attrazioni. L’altra è costituita dalle “location” di celebri film italiani o internazionali, individuate proprio a Vicenza da registi quali Monicelli e Scola. Insomma, un’escursione alla scoperta della città già vista e racconta ta nei film è ciò che dovrebbe toccare le corde più profonde dei visitatori.
Non a caso l’iniziativa s’intitola “Palladio per mano nel grande set di Vicenza”. Nel 2006, le visite guidate richiamarono a Vicenza 2.138 turisti, provenienti da 29 Paesi diversi e da tutte le regioni italiane esclusa la Valle d’Aosta.
Stavolta l’obiettivo è coniugare le grandi arti del passato, dall’architettura palladiana alla pittura del Tiepolo, con la settima arte: il cinema. Si potrà così andare a curiosare a “Villa Valmarana ai nani”, quella del film “Il commissario Pepe”, di Ettore Scola oppure a “Villa La Rotonda”, location del “Don Giovanni di Joseph Losey, o ancora al Teatro Olimpico di “Casanova 70” di Monicelli e di “Casanova” di Hallstrom. Si potranno anche visitare le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari e di assistere ad una videoproiezione sull’opera del Palladio, curata da Giuseppe Barbieri.
«Bisognerebbe mobilitare i grandi produttori di fiction televisive e film - dice Riva, che ha presentato l’iniziativa con Dino Secco, assessore al turismo - ma purtroppo, il Veneto non dà contributi per attirare i produttori, che vanno in altre regioni. Ora una proposta di legge c’è, vediamo se Galan la porterà in fondo come ha promes so».
La visita di sabato (14,30-17,30) toccherà Teatro Olimpico, Basilica Palladiana e Palazzo Leoni Montanari. La domenica mattina si parte alle 9,30 e con il bus si raggiungono la Basilica di M. Berico, le ville Valmarana ai nani, La Rotonda e Cordellina.
I prezzi: 10 euro per il sabato, 15 per la domenica (20 per entrambe). Gratis fino a 12 anni. Sconto del 10% per i soci Touring Club.

E Vicenza va in India alla fiera del cinema

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Martedì 10 Aprile 2007

E Vicenza va in India alla fiera del cinema

Delegazione berica cerca accordi commerciali

Vicenza. (al.mo.) C’era anche una mega delegazione italiana, assieme al ministro per le comunicazioni Paolo Gentiloni. Quelle che ai nostri governi piacciono tanto: 70 persone, tutti assieme alla grande fiera degli affari e dello spettacolo a Mumbai (l’ex Bombay), in India. Ma alla Ficci-Frames 2007, organizzata dalla Federazione delle Camere di commercio e dell’industria indiane (con la collaborazione dell’Italia), c’erano anche alcune società che si occupano di cinema. Sei in tutto, compresa la Vicenza film commission, braccio operativo di Vicenza è che da qualche anno cerca di trasformare città e provincia in un set permanente per attirare produttori e registi di mezzo mondo.
In India per l’occasione è stato firmato un accordo di collaborazione fra il governo italiano e la Ficci nel campo dello spettacolo e della cinematografia: un Mou (memorandum of understanding). Insomma un protocollo di intesa. Obbiettivo: coproduzioni, finanziamenti pubblici e privati, tecnologie, applicazioni multimediali, collaborazioni musicali, fotografia. Co me dire che Cinecittà sposa Bollywood.
E di questo accordo non poteva che gioire anche la Vicenza film commission. Che anche se alla fiera di Mumbai è andata a fare i suoi affari personali, in qualche modo da quella grande intesa cinematografico-commerciale fra i due Paesi ne ricaverà sicuramente qualche beneficio. Non per nullla alla Ficci-Frames era in buona compagnia. C’era l’Umbria film, Mestiere Cinema, Cinecittà, Filmitalia con la presidente Irene Bignardi, Romafilmfest, testimonial come Giancarlo Giannini e Anna Galiena ma soprattutto l’intera Regione Lazio che si è portata dietro l’oscar per le colonne sonore Nicola Piovani.
Sbarco alla grande, quello italiano. Che già da tempo ha visto le possibilità di entrare in affari con un India in forte crescita economica. Spettacolo compreso. Una scommessa anche per Vicenza, che soprattutto grazie al Palladio ha già ospitato negli ultimi anni troupe straniere in cerca di ambientazioni romantico-rinascimentali. E così con l’aiuto di Vicenza film commission che fornisce location e supporto logistico sono arrivati oltre ai soliti americani anche indiani, coreani e cinesi. L’anno scorso è passata da qui la soap coreana Only You, in settembre era arrivata la Kumar Raj, colosso cinematografico di Mumbai, per girare alcune riprese del film intito lato “Pensiero profondo” con l’attrice indiana Tina Rana. Poco dopo il canale indiano Star One che ha mandato in onda una tramissione girata in Italia con le attrici e modelle indiane.
Insomma adesso tra un ciak e l’altro si parla di affari. Altri tempi rispetto al Tognazzi del Commissario Pepe e al Signore e Signori di Germi, quando davanti alla cinepresa e nei titoli di coda comparivano fierissimi anche Araldo Geremia e Virgilio Scapin.

Vicenza, un set cinematografico ideale. Ora vuol catturare il regista di Beautiful

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Domenica 17 Dicembre 2006

“Vicenza È” presenta il suo calendario 2007, un amarcord di tutti i film girati in città e in provincia

Vicenza, un set cinematografico ideale
Ora vuol catturare il regista di Beautiful

Da “L’ebbrezza del Cielo”, diretto da Giorgio Ferroni nel 1940, a “Miss Take”, la più recente lavorazione di Filippo Cipriano: Vicenza con la sua provincia è un grande set cinematografico, e già dagli anni ’40 e molti registi vi hanno ambientato scene o interi film. E c’è chi ha in mente, come Vladimiro Riva, consigliere delegato del consorzio Vicenza è, di stringere un accordo con i produttori di Beautiful per portare a Vicenza le cineprese della più longeva e famosa soap opera del mondo: «Vorremmo far loro girare una serie di puntate nel Vicentino. Sarebbe un contesto ideale per Beautiful, e un formidabile veicolo di promozione internazionale per Vicenza».
In omaggio a questa potenzialità all’altezza, se non di Hollywood almeno di Cinecittà, la Provincia e il consorzio di promozione turistica Vicenza è hanno dedicato al tema “Set cinematografici nelle terre del Palladio” il calendario 2007, targato Provincia di Vicenza.
Ogni mese vede protagonista un film famoso, offrendo una scheda tecnica su regista e attori e una galleria di frame che immortalano attori molto noti con sullo sfondo vie, palazzi, piazze e soprattutto ville di Vicenza e provincia.
C’è da scommettere che pochi vicentini sanno quali e quanti (ben 57) ciak siano stati girati nel Vicentino. Scelto innanzitutto per la sua bellezza.
E infatti nel calendario 2007 la cosa migliore non è la grafica, bensì i set stessi. Vicenza con i suoi gioielli ereditati dal genio del Palladio brilla su tutto, perfino sulle star cinematografiche e sui maestri della regia che hanno calcato la scena naturale berica.
Commenta Manuela Dal Lago, presidente della Provincia: «Mi sono accorta che come bellezza Vicenza tiene il passo di Roma e Firenze quando ho partecipato ad una delegazione Enit delle tre città in visita in India. Il filmato promozionale realizzato dalla Vicenza film commission ha dimostrato a me e agli indani che in Italia c’è un gioiello ancora troppo poco conosciuto: la provincia del Palladio. Chi ne fa la conoscenza, registi compresi, se ne innamora subito».
Tra i primi a sottolineare la possibilità che il Vicentino avrebbe di inserirsi nel business cinematografico è stato Ulisse Lendaro, il produttore vicentino di Still Lfe e Miss Take: « ;Per produzioni di buona qualità e basso costo Vicenza è l’ideale, perché le troupe devono spostarsi solo di 30 km per raggiungere la montagna, il mare, la pianura, la collina. Vicenza come set ha tutto, esclusi gli scenari metropolitani».
Forse fu la stessa intuizione che mosse i registi Mario Soldati (Piccolo mondo antico), Luchino Visconti (Senso), Mario Monicelli (Casanova 70), Pietro Germi (Signore e signori), Elio Petri (Un tranquillo posto di campagna), Ettore Scola (Il commissario Pepe), Ermanno Olmi (I recuperanti), Dino Risi (La moglie del prete e Sessomatto), Luciano Salce (La presidentessa), Alberto Sordi (Il comune senso del pudore), Adriano Celentano (Geppo il folle), Salvatore Saperi (La bonne), Pupi Avati (Ultimo minuto), Carlo Verdone (Perdiamoci di vista), Carlo Mazzacurati (Ritratti), Liliana Cavani (Ripley’s game), Choi Moon Suk (Only you). E si tratta solo delle produzioni più note che hanno scelto Vicenza per affascinare il pubblico dei cinema.
«Turismo, enogastronomia, e perché no, produzioni cinematografiche: sono questi i nuovi business su cui può puntare Vicenza» è il messaggio che la Provincia intende lanciare con questo calendario.

La più dolce fra i dolci è la bella indiana Deepti

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Venerdì 3 Novembre 2006 

Televisione. La troupe di Star Class gira a Vicenza

La più dolce fra i dolci è la bella indiana Deepti

Cultura e gastronomia: la vedette in zona da pochi giorni

Vicenza. (n. m.) Si chiama Deepti Bhatnagar, è sulla trentina, suadente e mora come solo le indiane sanno essere. È una delle vedette della tv di Mumbai, che la domenica conduce il programma “Star Class”, dedicato ai viaggi. Una sorta di “Sereno variabile” in chiave planetaria.
La bella conduttrice, già attrice e modella ed ora anche produttrice, da due giorni è di nuovo nel Vicentino per girare la quarta puntata di uno speciale sull’Italia che andrà in onda a metà novembre in occasione della quinta edizione della Festa Italiana; con lei quattro membri della troupe, che in precedenza hanno fatto tappa a Roma, Firenze, Venezia, città alle quali - come Vicenza - verrà dedicata una puntata.

Le soste in terra palladiana sono state strategiche: percorsi culturali tra centro storico di Vicenza, teatro Olimpico, Monte Berico, villa Cordellina, Marostica, villa Godi Malinverni a Lugo; percorsi enogastronomici alle cantine Zonin a Gambellara, tra i panettoni della Loison a Costabissara e tra le grappe della Poli a Bassano. In arrivo dall’Hollywood indiana anche una troupe per set fotografici (cotoni indiani tra ville e palazzi) e il cast di un ciclo di telefilm intitolati “Detective”, con i protagonisti all’opera per risolvere casi in tutto il mondo, tra cui appunto un giallo a Vicenza.
La regia dell’operazione è di Vicenza Film Commission, all’interno del consorzio di promozione turistica Vicenza è. Ha curato personalmente i contatti con il regista russo Sergey Soloviev, accompagnato dallo sceneggiatore Sergey Ivanov e da alcuni tecnici, il direttore di Film Commission, Vladimiro Riva: la troupe russa cercava le quinte per un prossimo film ed ha visitato alcune ville vicentine, alla ricerca di spazi interni antichi e lussuosi (le ville Caldogno, Godi Malinverni, Imperiale Lampertico, Poiana) per una rivisitazione moderna di Anna Karenina di Tolstoj.

“Beautiful”, pronti a girare 20 puntate di soap in Veneto

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Venerdì 27 Ottobre 2006

Tv. La produzione scrive a Vicenza Film Commission: serve un milione di euro

“Beautiful”, pronti a girare 20 puntate di soap in Veneto

Vicenza. Li immaginate trenta minuti in una villa palladiana, con Brooke ed Eric teneramente e temporaneamente di nuovo insieme prima dell’ennesimo colpo di scena? Potrebbe accadere.
La ventennale regina della soap televisive, “Beautiful”, potrebbe traslocare - come ha già fatto in passato - sui set europei scegliendo il Veneto come teatro di una ventina di puntate da girarsi nell’estate del 2007.
Una richiesta in questo senso è arrivata dalla produzione americana a Vicenza Film Commission, braccio cinematografico del consorzio promozionale Vicenza è, che vede il suo direttore Vladimiro Riva operativo anche sul fronte del distretto orafo-argentiero. Nella doppia veste, Riva è stato contattato della Cbs per ospitare il set in Italia, e nello specifico nel Veneto, dove gli attori amerebbero lavorare (e combinare così anche un soggiorno turistico) e sarebbero disponibili a promozioni pubblicitarie da concordarsi con aziende a caccia di volti per i loro prodotti.
L’operazione avre bbe - così com’è avvenuto con troupe indiane, coreane e giapponesi - un ritorno di tipo turistico-commerciale. Ma serve 1 milione di euro, più l’ospitalità: Riva ha interpellato la Regione, l’assessore Gava risponderà al rientro dell’Oriente.

Ciak in Piazza con l’attrice indiana

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Giovedì 21 Settembre 2006

Cinema. Cominciate ieri in città le riprese di “Pensiero profondo”, pellicola asiatica che ha trovato ospitalità da Vicenza film commission.
Oggi si gira alla Cordellina e sui colli Berici

Ciak in Piazza con l’attrice indiana

Vicenza. Una storia d’amore con un’anima thriller. Sarebbe normale e già vista sul grande schermo, se non fosse che i protagonisti sono attori indiani, che la produzione è della Kumar Raj, colosso della cinematografia indiana, e che il film praticamente inizia a Vicenza. Ciak con sfondo architettonico ieri per «Pensiero profondo», l’ultima pellicola di quella “macchina da guerra” cinematografica di Mumbay, che solo scorso anno ha prodotto 1041 film, 300 dei quali girati in gran parte all’estero. In piazza dei Signori soprattutto s’è accesa la curiosità dei vicentini che hanno fatto corona alla cinepresa e alla bella attrice, protagonista anche di un incontro filmato con bambini vicentini e già al suo quarto film quest’anno.
Il tutto grazie a “Vicenza film commission”, braccio operativo del consorzio “Vicenza è” per quanto riguarda la caccia alle loc ation cinematografiche. La protagonista della pellicole è Tina Rana Radkhika, che nel film è Pooja, divisa dall’amato (l’attore Sanjay Kumar, vincitore in patria di molti premi, rimasto in India) dalle regole di casta e dagli obblighi familiari che li vogliono destinati ad altri. Un cast di nove persone - tra tecnici e attori - giunto ieri ad ora di pranzo a Vicenza si è mosso ieri in centro storico tra Giardino Salvi e piazza dei Signori; in serata hanno ripreso i colori del tramonto a Monte Berico. Oggi la troupe sarà a villa Cordellina e al Golf club Colli Berici a Brendola, per le ambientazioni verdi. Domani ultimi ciack tra Marostica e Bassano, prima della partenza di sabato mattina.
La trama, complicata quanto serve a reggere le tre ore di durata della pellicola, per la prima volta affronta uno dei problemi che più preoccupano l’industria degli audioviosivi, non solo in India: la pirateria. Il protagonista maschile, uno scienziato innamorato di una ragazza proveniente dallo stesso villaggio che però ha studiato a lungo a Vicenza, nel film inventa uno strumento in grado di fermare la pirateria audiovisiva. Deve però fare i conti con la mafia locale e con una serie di ostacoli che alla fine non gli impediranno di ottenere un premio come riconoscimento del lavoro svolto, grazie anche all’aiuto della sua amata, che ricorderà a più riprese la sua vacanza di studio in terra italica.
La troupe indiana sta girando quindi per ricostruire il passato “vicentino” della fanciulla protagonista. Al risultato si è arrivati per il biennale lavoro di promozione di Vicenza come set cinematografico, già sperimentato da grandi registi come Losey in passato e più recentemente da Belluco col “Il santo” e da troupe coreane per le fiction. Il consorzio «Vicenza è» è sbarcato quest’anno a Mumbay per partecipare alla fiera delle location, forti del risultato ottenuto lo scorso anno, che ha visto moltiplicare per 40 il numero delle presenze di turisti provenienti dall’India. Ma i problemi non mancano, secondo Vladimiro Riva, a partire dalla sensibilità degli amministratori a sfruttare questo nuovo filone di promozione turistica. «In Veneto manca una legge regionale di incentivi a favore del cinema - sottolinea il direttore di “Vicenza è” - Da noi non esistono, mentre ad esempio la provincia di Lecce stanzia 500 mila euro per questo settore. Per non parlare del Piemonte o di altre regioni».

Se il cinema narra l´anima del territorio

Articolo tratto dall´inserto Nova del Sole 24 Ore in data 06 Luglio 2006.

Il film diventa volano per il turismo. Ma in Italia il fenomeno è poco sfruttato

Cinema nuova strada per produrre un film, per valorizzare il nostro territorio, le nostre location e il nostro patrimonio artistico, che tutto il mondo ci invidia: il Cineturismo. Perché solo il cinema ha la capacità di sedurre e di suscitare nel pubblico, attraverso le immagini di paesaggi e location, la voglia di visitare i luoghi dove questi film sono stati ambientati. In Italia il fenomeno per ora è ancora limitato e casuale. Proprio il mese scorso si è "concluso l'Ischia Film Festival, diretto da Michelangelo Messina e giunto alla sua IV Edizione, che premia le opere cinematografiche e audiovisive che hanno saputo meglio valorizzare il territorio. Questo festival è particolarmente significativo perché è l'unica manifestazione che può vantare al suo interno un Mercato (Biet, la Borsa intemazionale sul Cineturismo), dedicato alla negoziazione d'affari relativi al cinema, al turismo e alla collocazione delle location. Il direttore Michelangelo Messina, che ha vissuto a New York per alcuni anni sempre con la passione per il cinema, ci racconta che dopo essere ritornato nella sua Isola, si è imbattuto in un articolo che parlava del film Il Ciclone di Pieraccìoni e di quante persone nel 97 erano andate a visitare le location in Toscana dove era stato girato. «Allora mi sono detto: bisognerebbe premiare coloro che riescono a identificare questi luoghi. Così mi sono messo alla ricerca per capire il rapporto tra produzione e territorio. E scopro che Angelo Rizzoli — che ha costruito sull'isola d'Ischia alcuni alberghi — già nel '57 intuisce che la potenza della macchina da presa è superiore a qualsiasi altra cosa e crea pellicole per promuovere Ischia e, di conseguenza, i suoi alberghi. Anticipando addirittura il film diventa volano per il turismo, ma in Italia il fenomeno è poco sfruttato che solo negli anni settanta si interessano ai primi studi sul marketing territoriale». Rizzoli realizza infatti pellicole come Vacanze ad Ischia (1957) di Mario Camerini, con Vittorio De Sica, Isabella Corey, Antonio Cifariello, Maurizio Arena, Peppino De Filippo, e Appuntamento ad Ischia (i960) di Mario Mattioli con Mina e Modugno.

In realtà, gli americani nel 1953 girano Vacanze Romane di William Wyler con Audrey Hepburn e Gregory Peck e, senza volerlo, promuovono la città di Roma in tutto il mondo. Indimenticabile la scena dove la Hepburn e Peck mettono la mano nella Bocca della verità: dopo quella scena, il monumento è diventato per tutti i turisti una meta obbligata. Così come la Fontana di Trevi e Via Veneto, grazie al film La dolce vita di Federico Fellini.
In un momento difficile per la produzione cinematografica come l'attuale, il Cineturismo sembra una reale opportunità alla portata di tutti. Pensiamo a film come Respiro (2002) di Emanuele Crialese con Valeria Golino e Vincenzo Amato che ha vinto la Semaine de la Critique al Festival di Cannes. In Italia è passato quasi inosservato al grande pubblico, ma in Francia ha spopolato incassando 10 milioni di euro e scatenando nei francesi il desiderio di visitare l'isola di Lampedusa, location del film. Sono sicuro che né il regista né il produttore avevano previsto o studiato prima delle riprese una strategia di marketing territoriale.
Le stesse fiction televisive hanno incrementato considerevolmente il turismo, come Città della Pieve (nella Regione Umbria) dove è girata la serie Carabinieri, la città di Gubbio (sempre in Umbria) dove si gira Don Matteo. Le visite al castello di Elisa di Rivombrosa vicino a Torino sono passate da 300 visitatori al mese a tremila nel week-end. In altre parole, realizzare un film porta sempre bene all'economia locale. Come osserva l'avvocato Leonardo Paulillo (tra i primi a occuparsi in Italia delle problematiche legali del product e del placement territoriale e coordinatore al Convegno nazionale sul Cineturismo): «Il placement del territorio ha le capacità per divenire, grazie anche all'indotto, volano economico per le industrie cinematografiche e turistiche. Il fenomeno del movie, che si allarga a comprenderetutto l'audiovisivo e induce turismo, è la chiave d'accesso alla triangolazione cinema-territorio-turismo».
È sfato fatto uno studio sul ruolo e sull'impatto economico delle attività dell'Ape, l'Associazione dei produttori esecutivi che ha curato molte produzioni straniere (tra le quali quella di Gangs of New York, di Martin Scorsese, e Rome per la Hbo e Bbc), dal quale è emerso che l'associazione "muove" circa 350 milioni di euro l'anno sul nostro territorio. Soldi che vengono dall'estero e che vengono spesi in Italia.
«Abbiamo cercato di capire dove si spendono questi soldi sul territorio italiano — dice Marco Valerio Buggini, presidente dell'Ape—. Da uno studio dell'Università La Sapienza di Roma risulta che il 50% viene speso nel Lazio. Perché c'è Cinecittà e poi perché c'è una tradizione cinematografica. In seconda posizione c'è il Veneto con il 22%, poi la Lombardia, la Toscana e la Campania. Ma, soprattutto, quanto rendono questi soldi? Tutti i progetti audiovisivi danno un reddito di 1 euro speso sul territorio per l'equivalente di 2 euro d'indotto sul territorio stesso. Se si considerano anche le "entrate turistiche" per produzioni cinematografiche e televisive, questo moltiplicatore di reddito sale a 3,54 euro. Un dato utile quando si cercano sovvenzioni per le produzioni dalle regioni o dai privati: nessuna "elemosina", ma calcoli precisi. Anche gli incentivi fiscali o il Tax shelter — che molti considerano sistema dì finanziamento pubblico a fondo perduto — sono invece investimenti per sviiuppare l'economia del territorio. Con Rome abbiamo investito 150 milioni di euro e, a conti fatti, abbiamo quasi quadruplicato l'investimento».
Tutto questo dimostra che il Cineturismo può essere un nuovo business, ma è necessario che i responsabili delle Regioni, gli imprenditori con i produttori cinematografici e televisivi, gli assessori al Turismo e alla cultura, le Film commission, i tour operator si siedano intorno a un tavolo per studiare tutti insieme nuove strategie per un Cineturismo che sia realmente efficace. Conclude l'avvocato Paulillo: «Tutto questo è possibile, ma la prima strategia è certamente averne una, noi abbiamo l'Ischia Film Festival».

di Franzesco Apolloni, Autore e regista cinematografico

 

Nasce il distretto del cinema

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Mercoledì 28 Giugno 2006 

La fabbrica delle emozioni. Vicenza Film Commission e Camera di commercio ci credono

Nasce il distretto del cinema

Produttori stranieri visitano le varie location del Vicentino
«Questa è una zona ideale per girare film». E se son rose...

di Marino Smiderle

Vicenza. Se le fabbriche del settore tessile e orafo boccheggiano, perché non dare spazio alle fabbriche di emozioni? Vicenza Film Commission ci crede e ci prova. Dopo alcuni episodi della soap opera coreana girati in città (titolo: Only you) e coronati da un’audience elevata a Seul e dintorni, ieri sono venuti in missione berica alcuni rappresentanti tra le più autorevoli case di produzione cinematografica. Vogliono vedere se da queste parti c’è l’occasione per lavorare bene. «Di sicuro l’ambiente è ideale - osserva Bridget Irene Pastor, tedesca, della Panda Prods - e le location che ci hanno fatto vedere sono incantevoli. Ovviamente dipende molto anche dalla trama del film, dalla sceneggiatura e da lle condizioni economiche. Tuttavia adesso sappiamo che a Vicenza possiamo trovare un appoggio e un’organizzazione di primo livello. Non è una cosa di poco conto e di sicuro lo faremo presente ai nostri produttori. Credo che ci siano grandi possibilità per poter iniziare una collaborazione proficua per entrambe le parti».
Giuseppe Sbalchiero, vicepresidente della Camera di commercio, Oscar Zago, presidente degli albergatori vicentini, Pietro Magaddino, assessore al turismo del Comune di Vicenza, Dino Secco e Vladimiro Riva, presidente e consigliere delegato di Vicenza è, gongolano. Questa iniziativa, partita un po’ in sordina, con risorse più che limitate, sta prendendo sempre più spessore. Tanto è vero che, tra ieri e oggi, sono arrivati a Vicenza otto operatori del settore (un coreano, due inglesi, due americani, due tedeschi e un russo).
«Questo progetto - ha spiegato Sbalchiero - deriva dall’intesa tra Ice e Unioncamere cui è stato dato il titolo di "Nuove presenze in Italia". La Camera di commercio di Vicenza ha assunto il ruolo di proponente e attuatore». Il braccio armato della Camera di commercio, in questo caso, è proprio il consorzio Vicenza è, da cui è nata Vicenza Film Commission.
«Da queste parti - ha ricordato Riva - sono stati gira ti alcuni film importanti, anche se molti non lo sanno. Devo dire che, all’estero, Venezia è molto conosciuta, mentre Vicenza lo è molto meno. Ho notato che quando gli operatori stranieri entrano in contatto con la nostra realtà, rimangono favorevolmente impressionati».
E ti credo. Basta dare un occhio al dvd promozionale realizzato da Vicenza è, con alcune scene tratte dai film più noti, come Senso di Luchino Visconti, Casanova 70, di Mario Monicelli con Marcello Mastroianni, fino ai più recenti Sognando l’Africa, con Kim Basinger, e Primo amore, di Matteo Garrone con Vitaliano Trevisan, per capire il valore aggiunto di uno sfondo griffato Vicenza.
«Come Camera di commercio - ha aggiunto Sbalchiero - vogliamo capire se ci sono possibilità, e quali sono e a quali condizioni, per fare del territorio vicentino sempre più un set per il cinema e la televisione, anche per creare opportunità dal punto di vista economico. Questi nostri ospiti ci aiuteranno a inquadrare meglio la situazione».
Staranno qui per una settimana, nel corso della quale visiteranno anche altre località vicentine (Asiago, Bassano, Marostica, Lugo) e venete per fare un prima cernita delle future location da proporre a registi e produtt ori cinematografici.
Ieri pomeriggio c’è stato un altro incontro in Fiera, a cui hanno partecipato Veneto Cinema Pro (che raggruppa le imprese che lavorano nel settore del cinema), Italian Film Commission, di cui fa parte Vicenza Film Commission, oltre alle ramificazioni "cugine" di Verona, Padova e Venezia. Ci sarebbe l’ambizione di creare un distretto, seguendo il modello inaugurato dalle attività industriali tradizionali, ma questo si potrà fare soltanto ce la risposta del mercato sarà incoraggiante.

Cresce l’attività di Vicenza Film Commission

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Mercoledì 15 Marzo 2006

Cinema. Le puntate della soap coreana girata in città sono state diffuse in tutto il Sud Est asiatico.
Cresce l’attività di Vicenza Film Commission e si punta al turismo legato ai film girati dal ’40
Vicenza, set anche per lo spot Eni

di Nicoletta Martelletto

Vicenza. Ma quali Goethe, Chatwin, Loti... Il taccuino dei grandi viaggiatori - i cui racconti per altro popolano ancora una fiorente nicchia editoriale - è soppiantato dal travolgente potere delle immagini. Vicenza è diventata popolare in Estremo Oriente grazie alle immagini di una soap coreana, “Only You”, la cui produzione ha girato lo scorso anno quattro puntate nel Vicentino. La prova? La padrona di un ristorante cinese sotto i Berici ha comprato in Cina i dvd della soap e li ha portati a casa orgogliosa, perchè la sua città d’adozione è diventata set televisivo e cinematografico. I cento coreani convogliati a Vicenza dal tour operator Hyundai, sulle tracce delle ville e della scuola di cucina dove sono state girate le scene, hanno fatto il resto. Vicenza Film Commission, braccio operativo del consorzio “Vicenza è”, sembra oggi più che una intuizione: non solo ha p resentato la Cine-map, carta geocinematografica dei set ospitati nel Vicentino (56 dal 1940 ad oggi) ma preme l’accelleratore delle location visto l’interesse che cinema e tv suscitano nei turisti.
Tutti in fila a Città della Pieve per vedere il set di “Carabinieri”, oppure al castello d’Agliè che ospita il cast di “Elisa di Rivombrosa”: perché allora - si chiede Vicenza è - non recuperare i luoghi del mozartiano “Don Giovanni” di Losey girato nel Vicentino nel 1979? Ieri in Camera di commercio, alla presenza del direttore generale del ministero delle Attività produttive Togni (già alla guida dell’Enit) e del direttore generale dell’Enit, Magnani, l’assessore provinciale al Turismo Secco e il direttore di “Vicenza è”, Vladimiro Riva, hanno rilanciato il progetto del turismo come grande set: a livello locale per attrarre viagiatori in cerca di emozioni, a livello mondiale per fare dell’Italia il luogo ideale dove costruire il film delle proprie vacanze.
Nel 2005 Vicenza Film Commission ha lavorato per ospitare i set di “Casanova” della Disney, de “Il Santo”, della tv coreana e della produzione locale “Still Life” (l’attore e regista Ulisse Lendaro sta già lavorando al copione del nuovo noir "Mistake"). Risultati: l’immagine di Vicenza viaggia sui grandi e piccoli schermi, «palcoscenico ideale per ogni tipo di film e soprattutto di grande vantaggio per le produzioni alla ricerca di vie brevi e poco burocratiche» sottolinea Togni. Di ieri la richiesta dei creativi incaricati dall’Eni (di cui è ammistratore delegato il vicentino Paolo Scaroni) di girare uno spot pubblicitario in un teatro: in lizza Olimpico di Vicenza , Comunale di Thiene, Civico di Schio, Comunale di Lonigo.

Niente ville vicentine nel set del prossimo 007

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Domenica 12 Marzo 2006

CINEMA. Vicenza film commission però rilancia la Cine-map della provincia e un nuovo Dvd

Niente ville vicentine nel set del prossimo 007

Erano state proposte la Godi Malinverni, la Cordellina e la Piovene di Orgiano

L’appeal di Luchino Visconti e del lago di Como batte quello delle ville vicentine di Andrea Palladio: saranno infatti girate a Villa Erba, la dimora che fu del grande regista italiano, alcune delle scene del prossimo film di James Bond, attualmente in lavorazione.
La produzione ha preferito la residenza di Visconti, di cui quest’anno ricorre il centesimo anniversario della nascita e il trentesimo anno dalla sua scomparsa, a villa Godi Malinverni di Lonedo di Lugo, villa Cordellina di Montecchio Maggiore e villa Piovene di Orgiano, le tre dimore palladiane che eranostate proposte da “Vicenza film commission” come location per le avventure del più famoso agente segreto del mondo.
«Casino Royale», 21esima pellicola della serie, parlerà comunque veneto: dopo il lago di Como la troupe si sposterà tra maggio e giugno nelle calli di Venezia. Finite le riprese a Praga, Daniel Craig, per la prima v olta chiamato a vestire i panni di James Bond, è in questi giorni alle Bahamas per girare alcune scene.
Il lavoro di “Vicenza film commission” intanto prosegue senza soste: martedì in Camera di commercio verranno presentate alcune puntate della fiction televisica coreana “Only You” realizzate nel maggio dello scorso anno in alcuni set - tra cui una scuola di cucina - del Vicentino. Un centinaio di turisti coreani sono approdati a Vicenza in sguito alla programmazione della fiction.
Nell’occasione saranno presentati anche il nuovo Dvd “Vicenza, set ideale” e la Cine-map della provincia di Vicenza, presentata alla recente Borsa del cineturismo a Milano.
La mappa elenca tutti i luoghi del Vicentino che sono stati scenario di riprese cinematografiche a partire da “Senso” di Luchino Visconti girato a villa Godi Malinverni fino al “Don Giovanni” di Losey girato alla Rotonda in Riviera Berica e al più recente “Casanova” della Disney, di cui alcune scene sono state girate al teatro Olimpico.

James Bond 2006. Candidate al set tre ville vicentine

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Lunedì 20 Febbraio 2006

Cinema. Verrà girato “Casino Royale”

James Bond 2006. Candidate al set tre ville vicentine

Milano. Una facciata palladiana sullo sfondo di un inseguimento mozzafiato? Potrebbe accadere nel 21° film della serie di James Bond. La produzione di “Casino Royale” è partita il 21 gennaio a Praga e Vicenza si candida ad ospitare alcune riprese che potrebbero avvenire non prima di un paio di mesi. La notizia è trapelata ieri alla Bit di Milano, la Borsa del Turismo, dove Vladimiro Riva consigliere delegato del consorzio “Vicenza è” e alla guida di Vicenza film commission, ha anticipato i contatti con Guido Cerasuolo di “Mestiere Cinema” che in Italia è il referente della Colombia Pictures. A Cerasuolo, che ha individuato a Portofino e Como le location per alcune scene del film, sono state proposte anche tre ville vicentine (una a nord di Vicenza, una ad ovest ed una a sud) - non necessariamente palladiane - che risponderebbero alle esigenze del set. Su questo la produzione si esprimerà entro fine mese. Il film sarà girato anche alle Bahamas e in Gran Bretagna: si tratta dell’adattamento di una novella di Ian F leming del 1953. Nel 1967 ne uscì una parodia intitolata “Casino Royale”, film con David Niven, Peter Sellers e Ursula Andress, ambientato in Costa Azzurra.
Regia di Martin Campbell, il film vedrà nei panni del mitico agente segreto l’attore inglese Daniel Craig e in quelli della bond girl la venticinquenne Eva Green (ex The Dreamers di Bertolucci).
Vicenza ha ospitato di recente non solo il set del film “Casanova”, ma anche quello de “Il Santo” e le troupe di una sitcom coreana. Vicenza film commission ha da poco partecipato a Mumbay (ex Bombay) alla convention riservata ad operatori Italy meet Hollywood per agganciare il cinema indiano.

Vicenza scommette sul boom del cinema

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Sabato 04 Febbraio 2006

Cineturismo. Sarà presente al Bit di Milano

Vicenza scommette sul boom del cinema

Vicenza. Vicenza presenterà alla Bit 2006 di Milano alcuni percorsi di cineturismo che coinvolgono diverse tra le più prestigiose ville disseminate sul territorio provinciale e che sono state set cinematografici, a partire da Villa Godi Malinverni a Lugo, dove è stato girato «Senso» di Luchino Visconti, a Villa La Rotonda con il «Don Giovanni» di Losey, film al quale ha peraltro collaborato in qualità di aiuto regista Paolo Madron, attuale vice-direttore di Panorama che sarà presente allo stand di Vicenza martedì 21.
Il cineturismo è la forma specifica di turismo di chi si reca in visita alle location cinematografiche e televisive, i luoghi, cioè, utilizzati come set per le riprese. Si tratta di una tendenza crescente negli ultimi anni a tal punto che all’estero ci sono già tour operator e agenzie di viaggio specializzate nel proporre visite guidate alle mete dove sono state girate scene divenute poi famose. È il caso, in Nuova Zelanda, de «Il Signore degli Anelli», in Gran Bretagna di «Harry Potter» e negli Stati Uniti di molti altri film.
«In Italia, il fenomeno è più recente - afferma il presidente di Vicenza è, Dino Secco - ed è iniziato con il film ’The Passion’ di Mel Gibson girato a Matera, fino a riguardare anche la fiction di ’Elisa di Rivombrosa’ per cui il Castello di Agliè, teatro delle riprese, è stato ribattezzato come Castello di Rivombrosa. D’altra parte, già il mulino che compariva nelle pubblicità delle merendine di una grande azienda alimentare era divenuto negli scorsi anni meta di turisti e curiosi».
La Bit di Milano, che ha già partecipato all’organizzazione a giugno della prima Borsa del Cineturismo a Ischia, presenta quest’anno al suo interno un’area dedicata al cineturismo.
Vicenza Film Commission, sezione del Consorzio Vicenza è, sarà presente con un proprio stand per presentare le location vicentine dove sono stati girati numerosi film, fino ai più recenti «Casanova» di L. Hellstorm, «Still Life» di F. Cipriano e il telefilm coreano «Only you». Vicenza Film Commission presenterà anche le varie possibili location della zona: dai boschi dell’Altopiano alla natura della campagna e dei colli Berici, dalle ville ai piccoli borghi storici. Il X anniversario dell’inscrizione di Vicenza e le Ville di Andrea Palladio nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco coincide con il 250° anno dalla nascita di Mozart.
Vicenza Film Commission celebrerà i due anniversari in modo congiunto proponendo a Milano la visione di alcune scene del film «Don Giovanni» di Losey girato quasi interamente a Vicenza, tra Villa La Rotonda, Villa Valmarana ai Nani e il Teatro Olimpico, beni tutelati dall’Unesco.

La “Vicenza film commission” al lavoro alla Mostra di Venezia

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Lunedì 05 Settembre 2005

Cinema. Partecipa allo stand delle commissioni italiane al Lido

La “Vicenza film commission” al lavoro alla Mostra di Venezia

Venezia. La “Vicenza film commission” ha partecipato, nell’ambito del Festival del cinema di Venezia e assieme alle altre film commission italiane, alla costituzione di Italian Film Commission, l'organismo che riunisce le 22 realtà italiane che promuovono l'audiovisivo e che è stato invitato ad essere presente, con un proprio stand, al Westin Excelsior Hotel con Cinecittà holding. Lo stand è gestito, con una programmazione precisa, dal personale delle varie film commission, che ruota e propone materiale delle varie destinazioni.
Vicenza propone il suo "Viaggio a Vicenza" in varie lingue e un Cd contenente varie location, una guida ai servizi e una raccolta di titoli di film girati nel Vicentino.
La commissione è stata invitata, dalla produzione Buena Vista International, a partecipare, con il sindaco Hüllweck e l'assessore Magaddino, alla prima del film Casanova, alcune scene del quale sono state girate a Vicenza, e ai festeggiamenti dopo l'anteprima insieme al regista e al cast del fi lm a Palazzo Ducale.
Le riprese vicentine del film sono dovute ai rapporti fra Vicenza film commission e Mestiere cinema. La commissione vicentina ha appena partecipato a Glasgow al Cineposium 2005, organizzato dall'Associazione internazionale delle film commission: ne erano presenti oltre 200 per seminari di formazione che sono durati una settimana.
Intanto oggi il Touring club italiano presenterà al Lido la nuova pubblicazione "I luoghi del cinema" che propone un itinerario di cineturismo, che tocca ampiamente anche il Vicentino.

La città diventa un set

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Venerdì 1 Aprile 2005

Presentato ieri il progetto di “Vicenza film commission”
allo scopo di promuovere e di coordinare la ricerca sul
territorio di luoghi per nuove pellicole. Secondo il sindaco
«un modo per farsi conoscere». Per l’assessore provinciale
Secco «l’opportunità di importanti ricadute economiche»

La città diventa un set

Con gli incentivi per le produzioni cinematografiche

(r. f.) La promozione di un territorio passa anche per le immagini trasmesse dalle pellicole cinematografiche, veicolo privilegiato e di sicuro effetto per far conoscere una realtà geografica in Italia e all’estero. E Bassano, città a vocazione turistica aperta a tutte le dinamiche e ai meccanismi finalizzati ad incentivare il movimento turistico, ha colto anche questa opportunità, offrendosi come set naturale per i film.
La ricchezza e la varietà del paesaggio di cui dispone, il patrimonio artistico, le numerose testimonianze storiche, gli angoli del centro storico e poi gli interni delle raffinate dimore si propongono infatti come possibili ambientazioni per un set cinematografico.
L’occasione viene offerta dalla recente costituzione di Vicenza Film Commission, organizzazione sostenuta dal Consorzio "Vicenza è", che si rifà a Veneto Film Commission, realtà sorta nel 2000 su iniziativa della Regione allo scopo di promuovere e coordinare la ricerca sul territorio di luoghi ed attività professionali per incentivare la produzione di film.
Un progetto al quale Bassano ha subito aderito, mettendosi a disposizione di eventuali produttori interessati, offrendo supporto tecnico, consulenza storica, ma soprattutto praticando agevolazioni economiche ai cast che, dovendo girare in loco le sequenze di una vicenda cinematografica, dovranno trasferirsi in città per periodi di tempo prolungati.
«L’aspetto economico non è certo secondario quando si deve scegliere una location - ha confermato il produttore cinematografico Marcello Siena - non sono solo la suggestione e le peculiarità di un sito a fare la differenza, ma anche i prezzi dei servizi praticati alla troupe che vi si deve fermare per le riprese». Proprio Siena sarebbe interessato a girare a Bassano un film su Napoleone durante la sua avventura in terra veneta e cittadina in particolare. «Un’occasione da non perdere - ha riferito l’assessore al turismo Luciano Fabris - oltre che un’opportunità per approfondire pagine di storia locale».
Ieri, a presentare la novità, accanto a Fabris e al presidente degli albergatori cittadini, Emanuele Bonotto, anche l’assessore provinciale al turismo Dino Secco, in qualità di presidente del consorzio "Vicenza è", e il sindaco Gianpaolo Bizzotto. A far da madrina al progetto, Elisabetta Gardini, protagonista di numerose pellicole televisive nonché portavoce di Forza Italia.
Durante il battesimo ufficiale dell’iniziativa, più volte è stato posto l’accento sulle ricadute positive per i luoghi che ospitano i set cinematografici. Ricadute immediate e a medio termine. «Lo sviluppo dell’industria audiovisiva rappresenta uno straordinario catalizzatore di curiostà ed interesse - ha osservato Secco -; è infatti dimostrato che i siti in cui si sono girati film hanno avuto risvolti positivi instantanei per il movimento di persone che ruota attorno ad una produzione cinematografica; ma anche a medio termine perché, successivamente, molte cinefili visitano i posti che hanno fatto da sfondo alle vicende narrate, incentivando il movimento turistico nella zona coinvolta».
«Bassano non è certo nuova a simili esperienze - ha ricordato Fabris -; anzi. Oltre ad aver prestato il volto per diversi film, dal "Piccolo Alpino" a "Signore e signori" con Virna Lisi e Gastone Moschin, fino all e recenti fiction televisive, ha anche il merito di aver investito nella cultura cinematografica. La scuola di regia fondata da Ermanno Olmi, "Ipotesi cinema", e le continue sollecitazioni derivanti da proposte e progetti laboratoriali di cinematografia avviati in città hanno contribuito a diffondere passione ed interesse per questo settore. Bassano ha quindi tutte le carte in regola per diventare protagonista in questo ambito, per ritagliarsi uno spazio importante».
«Offrirsi come location per i film rappresenta un modo nuovo e valido per farsi conoscere - ha aggiunto il sindaco Gianpaolo Bizzotto - ben vengano quindi produttori, cast di attori e via dicendo che possono favorire la promozione della nostra realtà».
«Purché si tratti di progetti seri - ha avvertito Elisabetta Gardini - che producano un ritorno. Partecipate anche voi del posto alle esperienze che verranno attuate, seguite i provini. Potrebbero rivelarsi anche utili occasioni per dare spazio e visibilità alle professionalità e alla cultura locale. Le nostre zone, e parlo da padovana, sono straordinarie dal punto di vista ambientale, ma non sono mai state considerate come risorse produttive. Ora è tempo di voltare pagine, di investire, di guardare la realtà con occhio differente».

Il ciak è a Vicenza Il film su S. Antonio abbandona Padova

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Venerdì 25 Marzo 2005

Cinema. In arrivo la troupe di Belluco

Il ciak è a Vicenza Il film su S. Antonio abbandona Padova

Vicenza. (n. m.) Il set del film “Il santo” sulla storia di Sant’Antonio si trasferisce a Vicenza. Lascia Padova sbattendo la porta, dopo insormontabili difficoltà sulle date delle riprese nella città euganea. Mario Centenaro della produzione, la Ab Film di Roma, sarà in città martedì 29 per incontrare i responsabili di Vicenza film commission, la sezione del consorzio Vicenza è che cura le location (già approdati qui registi coreani e indiani, oltre alla Disney), per definire gli aspetti organizzativi e operativi.
Si girerà in Basilica Palladiana, invece che nel Palazzo della Ragione di Padova dove è in corso una mostra di sculture; le scene di piazza con 400 comparse - che erano state previste a metà maggio in piazza delle Erbe e piazza dei Signori - verranno girate invece in provincia di Viterbo, dove esistono architetture che richiamano le arcate del palazzo padovano. Alla difficile decisione si è arrivati dopo una lunga trattativa che ha visto Comune e Provincia di Padova come in terlocutori della produzione: nessun problema per le scene che verranno girate a villa Beatrice d’Este dal 9 maggio, e poi tra Este e Montagnana; sì agli interni nella Basilica del Santo (di prima mattina o di sera, a chiesa chiusa ai visitatori); niente da fare per le due piazze centrali di Padova dove nei giorni dal 12 al 14 maggio c’è regolarmente mercato e il Comune si rifiuta di danneggiare i commercianti sospendendo le loro attività a favore del set. Vicenza ovviamente ha accolto i transfughi a braccia aperte: il sindaco in via ufficiosa ha già dato l’ok per la Basilica Palladiana.
Il film, di cui è regista il padovano Antonello Belluco ha una lunga gestazione: approvato nel giugno 2003 come film di interesse storico e culturale dalla commissione del ministero dei Beni culturali, dispone di finanziamento statale. La sceneggiatura è ancora precedente: due anni di lavoro di Belluco con il medievalista Angelo Grasso e il prof. Antonio Rigon, ordinario di storia medievale all’Università di Padova, più la consulenza dei frati francescani di Padova. Il film ripercorre vita e spiritualità del santo portoghese, le cui spoglie sono custodite nella Basilica padovana, con ampio scenario storico e con un ritratto di Padova cantiere di arti e fervore. Bellucco, 48 anni, regista dall’80, autore e produttore di fiction, spot e documentari, ha già lavorato con l’editrice “Il Messaggero di Sant’Antonio” e per la regione Veneto (che non ha finanziato a sua volta il film “Il Santo”) ha prodotto un cortometraggio sull’emigrazione intitolato“Le mie radici”. Le selezioni per la ricerca delle comparse de “Il Santo” si sono tenute ancora l’estate scorsa. Il protagonista è lo spagnolo Jordi Mollà.

Da Seul con amore Ecco il serial berico

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Martedì 15 Marzo 2005

Una troupe coreana attesa per fine mese

Da Seul con amore Ecco il serial berico

(ma. sm.) Il viavai di troupe cinematografiche si infittisce prima ancora di studiare una strategia per attirarle. È bastato lanciare qualche timida esca, peraltro resa appetitosa da quello che ci ha messo, nel corso dei secoli, la storia vicentina, che in città si sono visti arrivare operatori molto interessati a lavorare in questo contesto. E così, dopo gli indiani, arriveranno pure i coreani, intenzionati a girare a Vicenza 24 puntate di una serie di telefilm molto seguiti a Seul.
In questi giorni, però, sono tornati gli indiani di Deepthi Bhatnagar. Dopo le immagini girate negli scorci più suggestivi della città e mandati in onda nel corso di una trasmissione di turismo e viaggi, un’altra troupe di quella produzione ha deciso di tornare da queste parti. Operatori e registi stavolta hanno fatto tappa da Flavio Albanese, da Cleto Munari, da Bisazza, ricavandone impressioni molto positive.
Ma se gli indiani, ormai, hanno già dichiarato eterno amore alla città di Palladio, a fine toccherà ad una casa di produzione cinematografica della Corea del Sud, la Sbs Productions , testare le location beriche. Curiosa la trama che sta dietro a questa commedia a puntate: una giovane coreana arriva a Vicenza e, dopo varie vicissitudini, diventa una cuoca di fama internazionale, grazie all’arte appresa dai maestri del luogo.
La troupe inizierà a girare a fine mese. Tra gli attori che dovrebbero recitare in questa serie figurano Lee Yo Won e Ju Jin Mo, due vere star della celluloide coreana.
Vicenza film commission dovrà curare gli aspetti logistici, fornire personale in grado di dare i servizi richiesti e allestire una programma in sintonia con le esigenze della produzione. La Sbs Production manda in onda diverse serie in tv e l’idea di stabilire un contatto potrebbe riservare positive sorprese anche per il futuro.
Chiaro il ritorno turistico di queste iniziative: tra i milioni di coreani e di indiani che vedranno sul piccolo schermo le imprese dei loro eroi, qualche migliaio potrebbe decidere di venire a visitare la città che è stata teatro delle loro imprese più avvincenti.

Vicenza, ciak si ri-gira

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Martedì 15 Marzo 2005 cronaca Pagina 18

Finora sono stati conclusi due accordi con case di produzione cinematografica di India e Corea del Sud. Vladimiro Riva: «Ma oltre a fornire tale tipo di servizi c’è l’occasione di creare nuove figure professionali». Chiesti corsi di formazione

Vicenza, ciak si ri-gira

L’estero chiede location . «Si crea nuovo business»

di Marino Smiderle

Prima gli indiani, ora i coreani, domani chissà. Il mondo sta scoprendo che fare cinema a Vicenza, oltre che affascinante, può essere conveniente. Tanto che non ci sarebbe da sorprendersi se su monte Berico, un giorno, saltasse fuori una scritta, a caratteri cubitali, illuminata la notte, tipo Hollywood. La chiameremo Bericinecittà , o qualcosa del genere. Ci sta pensando seriamente Vicenza film commission , ultima nata all’interno del consorzio Vicenza è , che ha da poco acceso i motori ma che si propone di andare molto, ma molto lontano.
«È cominciato tutto da un discorso di tipo turistico - spiega Vladimiro Riva, consigliere delegato di Vicenza è < /I> - perché abbiamo scoperto che, all’estero, c’è grande richiesta di location cinematografiche. Una richiesta particolare, visto che i film, le sit-com, gli sceneggiati spesso sono ambientati all’estero».

«Siccome l’Europa ne offre a bizzeffe - prosegue - grazie alla sua storia, alla sua arte, alla sua architettura, abbiamo pensato che sarebbe sciocco non sfruttare quello che la storia, l’arte e l’architettura hanno regalato a Vicenza».
Finora di trattative ne sono state portate avanti diverse e concluse due, quella con India e Corea del Sud (vedi altro articolo). Ma, siccome da cosa nasce cosa, Vicenza film commission vuol spingere sull’acceleratore e cercare di creare i presupposti perché da queste parti venga potenziato il settore.
«Il discorso che facciamo è semplice - osserva Riva -. Con l’affermazione del digitale i nuovi canali aumenteranno moltissimo. Canali di tutti i tipi, di tutti i generi. La conseguenza immediata è che crescerà la domanda di prodotti cinematografici, di documentari e di quant’altro abbia a che fare con la macchina da presa. Per questo abbiamo intenzione di chiedere al Centro di produttività Veneto di organizzare dei corsi di formazione per le varie figure richieste in questo campo , dai montatori ai registi, ma anche agli autori e agli sceneggiatori».
Bericinecittà è dietro l’angolo. Però, tanto per smorzare subito gli entusiasmi, la Regione ha destinato alla Veneto film commission un finanziamento complessivo di 35 mila euro, che a stento bastano per mandare la corrispondenza e per le fotocopie. L’altro giorno, a Marghera, si è tenuta l’assemblea dell’associazione che raggruppa le imprese e i professionisti del settore cine-televisivo, Veneto cinemapro , presieduta da Guido Cerasuolo, in cui si è discusso «dell’assenza di una strategia di sviluppo che necessariamente deve passare per un sistema d’incentivi alla produzione».
Secondo gli operatori del settore, che premono addirittura per la creazione di una sorta di distretto industriale cinematografico, il futuro potrebbe riservare sorprese incredibili dal punto di vista economico. Con i chiari di luna che ci sono nei settori tradizionali, l’idea di inventarsi questa nuova attività non è da buttare.
«Altre regioni - hanno detto quelli di Veneto cinemapro - Piemonte e Friuli Venezia Giulia per primi, ma anche Liguria, Umbria e Campania, hanno iniziato a concedere finanziamenti e incentivi alle produzioni ch e portano lavoro nel territorio. Un esempio: nel 2003 il Friuli ha ottenuto con soli 300 mila euro un riscontro di investimenti di spesa di oltre 4 milioni di euro. Nel Veneto il solo Casanova, produzione Disney pictures, ha indotto spese, nel 2004, per oltre 40 milioni di euro. Tutto questo nonostante l’assenza totale di una strategia o di supporto pubblico».
Anche la Camera di commercio di Vicenza pensa che dal settore cinematografico potrebbero arrivare segnali positivi per l’economia. La domanda di location, per restare all’aspetto "turistico" della questione, sono in crescita e servono figure professionali in grado di rispondere alla domanda di questo tipo di servizi. Non è un caso che la Regione Veneto abbia finanziato un progetto di Vicenza Film commission che parteciperà alla Borsa del turismo cinematografico, in programma ad Ischia il prossimo giugno.
«Ma dobbiamo capire bene come muoverci - afferma Riva - e per questo andremo alla manifestazione Location 2005 a Mumbay, e al Locations trade show fissato per la metà di aprile a Santa Monica, in California. L’obbiettivo è quello di capire cosa chiedono i clienti, cosa offrono e quali sono le condizioni applicate dal mercato. Noi porteremo un dvd con il pacchetto che Vicenza è in grado di offrire. E pensiamo che si tratti di un pacchetto che sarà molto gradito dalla clientela internazionale».

La bellezza indiana Deepti Bhatnagar incantata da Vicenza

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Mercoledì 9 Febbraio 2005

Visite. La troupe di Mumbay è stata ricevuta da Dino Secco e Antonio Magaddino. «Per noi è l’occasione per pubblicizzare al meglio la nostra realtà»

La bellezza indiana Deepti Bhatnagar incantata da Vicenza

Sarà girato un filmato per una trasmissione domenicale di viaggi e turismo. «Una zona ideale per produrre del cinema»

(ma. sm.) Deepti Bhatnagar ha un nome complicato, per gli standard vicentini, ma è indiscutibilmente bella, per qualsiasi standard. Non per niente è stata miss India, ha fatto l’attrice e la modella, e ora ha fondato una casa di produzioni cinematografiche, la Deepti Bhatnagar Productions , appunto. Ieri mattina davanti a palazzo Chiericati il termometro segnava zero gradi e la gentile ospite indiana batteva i denti nel suo giubbottino forse troppo leggero per queste latitudini. «Ma Vicenza è così bella che il freddo non si sente nemmeno», diceva con lo sguardo rivolto al Teatro Olimpico.
Aveva promesso a Carla Padovan, segretaria del consorzio Vicenza è, che a febbraio sarebbe venuta da queste parti per girare un piccolo documentario sul Vicentino, da trasmettere poi nel corso della trasmissione domenicale di viaggi e turismo Musafir hoon yaron , prodotta e condotta dalla stessa Bhatnagar sul canale Star Plus . A fare gli onori di casa, l’assessore comunale al turismo, Pietro Magaddino, e il presidente di Vicenza è, Dino Secco, ben contenti di avere un’ambasciatrice indiana così graziosa ed esperta.
«Per noi è un’occasione importante - ha spiegato Magaddino - perché milioni di indiani potranno conoscere la nostra città e la nostra provincia. Noi speriamo così di intercettare la domanda di Italia che arriva proprio dall’India: sarebbe un bel colpo per la nostra economia, che in questo momento non gode di ottima salute».
Musica per le orecchie di Secco, che con Vicenza è sta cercando in tutti i modi di veicolare in modo positivo l’immagine della città all’estero. «La missione a Mumbay dell’amministratore delegato di Vicenza è, Vladimiro Riva, ha permesso di stabilire un contatto con la Bhatnagar - ha detto - e speriamo che questo sia solo l’inizio di una proficua collaborazione».
La speranza, infatti, è che Vicenza possa diventare lo sfondo dei tanti film indiani che st anno per lanciare la cosiddetta Bollywood al primo posto nella classifica dell’industria cinematografica mondiale. Per il momento, è già importante un passaggio nella trasmissione condotta dalla bella Deepti, in onda ogni domenica alle 12,30 su Star Plus . E poi, viste le meraviglie architettoniche di Vicenza, è già certo un approfondimento in un’altra trasmissione, Home shanti home , che si occupa di stilistica e progettualità.
Arrivata lunedì scorso, la troupe di Bhatnagar è stata ospite della casa vinicola Zonin, a Gambellara. Poi hanno visitato, e filmato, villa Cordellina e il castello di Giulietta, a Montecchio Maggiore. Ieri si sono soffermati sul centro storico, con la Basilica palladiana, il Teatro Olimpico e palazzo Barbaran da Porto in primo piano. Oggi toccherà a Bassano del Grappa e a Marostica. Non è escluso, poi, un passaggio a Lusiana, città natale di Sonia Maino Ghandi, leader dell’India e recente vincitrice delle ultime elezioni. Sarebbe davvero un colpo al cuore, per la Ghandi, se a marzo prossimo, mese previsto per la messa in onda della trasmissione girata a Vicenza, si vedrà la casa dell’Altopiano in tv.

Il cinema dell’India sposa il Vicentino

da "IL GIORNALE DI VICENZA" di Martedì 25 Gennaio 2005

L’idea. A febbraio attesi i grandi produttori

Il cinema dell’India “sposa” il Vicentino

Riva: «Gli sfondi berici sono ideali»

di Marino Smiderle

Non è che i film indiani siano il massimo dell’originalità. Su 1.000 pellicole prodotte ogni anno da quella macchina cinematografica inarrestabile che risponde al nome di Bollywood, 980 parlano di storie d’amore contrastate, in genere di una bella ragazza che si invaghisce di un fusto della casta inferiore e che vede i sogni di matrimonio contrastati dalla famiglia. Poi tutto s’aggiusta e dal micidiale polpettone vien fuori la morale buonista: l’amore trionfa sempre. Il sesso, naturalmente, viene lasciato all’immaginazione dello spettatore: censura e pubblico dell’India non gradiscono nemmeno i baci, figurarsi il resto. Bastano le danze, sinuose e provocanti, per costituire dei riferimenti allegorici.
Tutta questa melassa sbattuta su pellicola (scuse anticipate ai capolavori che qualche volta saltano fuori, superano i confini indiani e sbancano i botteghini di mezza Europa) fattura 1,3 miliardi di euro. Basta questo per giustificare l 6;idea rivoluzionaria partorita dal laboratorio di Vicenza è : convincere i registi di Bollywood a scegliere location beriche per ambientare i loro film sentimentali. Visto che la Svizzera, per citare un esempio, ha attratto decine di troupe indiane affascinate dall’atmosfera montana, perché non fare lo stesso con gli incantevoli scorsi offerti dal Vicentino?
«Tutto è nato la scorsa estate - rivela Vladimiro Riva, consigliere delegato del consorzio Vicenza è -, dopo che Dino Menarin aveva già guidato una missione vicentina in India. In città è arrivato un gruppo incaricato dai grandi magazzini Globus , una catena diffusa da Nuova Delhi a Madras, da Calcutta a Bombay. Hanno realizzato il loro catalogo di moda autunno inverno scegliendo Monte Berico, il teatro Olimpico, Villa Cordellina, corso Palladio, via Roma come sfondo. E quando, poche settimane fa, siamo stati in visita a Madras abbiamo voluto verificare come avevano utilizzato il materiale prodotto a Vicenza: all'interno dei magazzini Globus siamo stati accolti da gigantografie beriche e da un video che sviscerava tutti i particolari di Vicenza, oltre che degli abiti pubblicizzati. Alla festa italiana in India, organizzata dalla Camera di commercio indo-i taliana, abbiamo avuto modo di conoscere i più importanti produttori cinematografici di Bollywood e, ai primi di febbraio, ci incontreremo con loro a Vicenza per discutere di eventuali forme di collaborazione».
«Arriveranno Mukesh Bhatt, grande appassionato della cultura italiana, e Rakhesh Malahotra - precisa Oscar Zago, presidente della società consortile Vicenza è e grande fautore di questa iniziativa -, seguiti da Deepti Bhatnagar, ex miss India e oggi apprezzata produttrice di show televisivi. Noi pensiamo che da questa idea potrebbe nascere una grande opportunità per Vicenza».
E che Vicenza è creda ciecamente in questa iniziativa è dimostrato dall’attivismo che è seguito all’indomani della missione indiana. Dopo aver coinvolto l’assessore provinciale Alessandro Testolin e l’assessore comunale, è stato deciso di fondare Vicenza film commission , nuova sezione del consorzio ideata proprio per attrarre produzioni cinematografiche. A seguire, Zago ha presentato anche Veneto cinema pro , «associazione di imprese e professionisti costituitesi per valorizzare e sviluppare l’attività cinematografica, televisiva e della comunicazione. E a giugno, tutti a Ischia alla Borsa internazionale del turismo cinematografico, per documentarsi sull’argomento.
«Dobbiamo sfruttare la nostra ricchezza naturale - sostiene Riva -. Non ci sono molte zone nel mondo che possono offrire il teatro Olimpico, la Rotonda, o la piazza degli Scacchi a Marostica o le montagne dell'altopiano di Asiago. E l’elenco potrebbe continuare. In India abbiamo ricevuto un’accoglienza interessata: sta a noi, a questo punto, creare i presupposti giusti. Per dire, se un produttore decide di girare il suo film nel Vicentino, dobbiamo fare in modo di non fargli pagare il plateatico, di fargli trovare un albergo ad un costo accettabile, di fornire i servizi (comparse, falegnami, elettricisti e quant’altro) in grado di agevolare le riprese. A questo proposito stiamo pensando addirittura di istituire dei corsi di formazione specifici. Ma non bisogna correre. Vediamo come vanno i colloqui con i produttori indiani: se, come credo, si innamoreranno di Vicenza, ci sono molte probabilità che nei prossimi anni la città diventi una tappa obbligata per i signori di Bollywood».
Poi i film-polpettone se li vedranno a Calcutta. Ma questo è un altro discorso.

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