LOCATION: Tonezza del Cimone

Sito: http://www.oscarilfilm.com/

La popolazione ha accolto con entusiasmo la troupe cinematografica guidata da Dellai

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Poveri ebrei: vilipesi, violentati, disprezzati, beffeggiati, umiliati, vittime sacrificali. Tedeschi violenti, malvagi, cattivi, indifferenti, bestie, assassini. Gli ebrei hanno i volti di tanti tonezzani, ma anche di altri “attori" del Vicentino. Sono in 150, riuniti sui pascoli di Contrà Valle.
A sceglierli è stato Dennis Dellai, il regista thienese di “Terre Rosse", opera prima che ha avuto gli onori del successo anche al Festival del Cinema di Venezia lo scorso anno, nel corso di un casting per il suo nuovo film, “Oscar" (nel titolo un destino?), storia di un ragazzo ebreo che nel dicembre '43 con la sua famiglia, i Klein, viene internato con altri 42 a Tonezza, nell'ex colonia Umberto I. Storia vera,quindi, anche se il numero dei prigionieri si è dilatato e, alla fine, a salvarsi dalla deportazione al campo di sterminio di Auschwitz, destino toccato a 42 degli internati, sarà proprio Oscar, con i suoi genitori.
Dellai, con la troupe, in quattro ore di duro lavoro ha girato le scene di quanto avvenne quassù. Gli ebrei sono allineati all'inizio di un sentiero delimitato dalle laste in pietra. Ai lati, i loro aguzzini, con le armi spianate e i cani.

Le comparse, al “ciak-si gira”, avanzano. Alcuni guardano nella camera da presa (ahi, non si fa), il pastore tedesco non abbaia, «ci vorrebbe il postino per farlo abbaiare», dice qualcuno ridendo. Il regista strabuzza gli occhi al cielo, vuole più enfasi e concentrazione: devono accelerare il passo, essere tristi, ma agitati. La scena viene ripetuta. Questa volta in modo più drammatico, con i tedeschi a gridare, a malmenare i prigionieri col calcio dei fucili.
«Questa volta - dice Silvana Battistello, bibliotecaria - ho provato molta ansia». Ha accettato di partecipare per fare una nuova esperienza, al pari della collega di Arsiero, Sofia Sella. Accanto a loro c'è Marina Rocchetti, insegnante di inglese a Cogollo. Porta un basco nero sui capelli biondi e gli abiti d'epoca. Tutti hanno dovuto indossare paltò scovati in vecchi bauli, scialli e sciarpe.

Tra loro c'è Gastone Dalla Via, regista e attore della compagnia locale “El salbanelo". Ci sono anche Giannicola Fontana, consigliere comunale e Giliola, la moglie del sindaco. Mario Castellan, di Bassano, è uno ieratico rabbino. Sono presenti anche i bambini disabili del Centro teatrale Mira. Uno di loro, Alex, viene aggredito da un soldato.

Occorre una volontaria che, spinta da un soldato, finisca bocconi nel fango. Si fa avanti Elisa. «Su, coraggio - esorta il regista - siamo nelle tue mani, penterai famosa». È una scena drammatica, che si può girare una sola volta. E va bene. Poi, altre riprese. Tutto fila liscio. Bisogna girare la scena più tragica. La neve è sporca di fango. Qui non ci sono effetti speciali, ma vige il più crudo neorealismo. Qualcuno con una pala riporta altra neve. Ylenia è pronta a farsi ammazzare. Viene travolta da un tedesco, ma la pistola… si inceppa. Bisogna ripetere, e questa volta il colpo parte davvero. La neve si colora di sangue… per fortuna finto.

FONTE: IL GIORNALE DI VICENZA 14/2/2011

CINEMA. L'appuntamento è per domenica
Foltissima presenza di comparse locali: quasi 200 sui 600 abitanti del paese del Cimone

TONEZZA
Ciak, azione: domenica 13 a Tonezza, si gireranno alcune riprese del film "Oscar" diretto da Dennis Dellai, che ha già realizzato alcuni lungometraggi, tra i quali "Terre Rosse" e doc-fiction "Così eravamo" sempre nel contesto di Progetto Cinema.
E' una storia vera che si svolge nelle nostre terre tra 1943 e il 44 durante l'ultimo conflitto. "Oscar" è il titolo del film e racconta di un ragazzo ebreo e della sua famiglia, i Klein, che vengono rinchiusi con altri ebrei nell'ex scuola Alberghiera di Tonezza per essere deportati. Grazie ad alcuni partigiani ed ai fratelli Arnaldi, di cui una sorella ex partigiana, vive ancora a Dueville, riescono con uno stratagemma a fuggire e a rifugiarsi in Svizzera.

Per realizzare le scene della fuga, il regista ha chiesto la collaborazione dei cittadini tonezzani che in gran numero,circa 200 su 600 abitanti, si sono ritrovati una sera al Centro Sportivo di Tonezza per partecipare alle riprese. C'è stata quindi una selezione e gli aspiranti attori sono stati scelti in base a certe caratteristiche fisico-somatiche, tra donne, uomini e ragazzi. A tutti sono state fatte un paio di fotografie che saranno inserite in un album in previsione che qualcuno di questi possa in futuro pentare un vero artista.

Durante la fuga vengono uccisi alcuni ebrei dai tedeschi della SS, che gli inseguivano. Il piccolo Oscar era un appassionato musicista Jazz e dopo la fine del conflitto è ritornato nella sua Austria ed è pentato un famoso jazzista che assieme ad alcuni gruppi musicali ha girato tutta l'Europa. Morì nel 1966. Il regista Dellai ha precisato che a causa di un budget di soli 20mila euro non sarà dato nessun compenso alle comparse, solo un pasto (panino e birra) e l'assicurazione in caso di incidenti. Raccomanda inoltre che le stesse comparse dovranno procurarsi degli abiti consoni alle circostanze, cioè: vecchi cappotti, scialli, scarponi, insomma quel vestiario che si usava negli anni 30-40, forse ancora conservato nei cassoni o nelle soffitte.
Alcune scene del film sono già state girate nell'ottobre del 2010 a Vicenza, le altre saranno girate in località Zugliano.

Francesco Bertoluzzo
IL GIORNALE DI VICENZA, Martedì 08 Febbraio 2011 SPETTACOLI Pagina 49

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